
La Legge delle tre "morti"
Questo viaggio dell'anima nei mondi invisibili non ha un andamento lineare e continuo. Abbiamo visto che esso è interrotto da fasi critiche, durante le quali avviene un salto di qualità del processo evolutivo, che si manifesta con la perdita di una scoria e la conseguente conquista di una più elevata quota spirituale. Ad ogni fase critica corrisponde quindi una "morte", con un incremento del grado di espansione della coscienza.
E un processo naturale assai simile, per molti aspetti, a quanto avviene per mano dell'uomo in tutti i processi di estrazione di un prodotto finito da una materia grezza.
A grandi linee, tutti i processi di estrazione e affinazione partono da una materia prima che viene estratta dal suolo, preparata e sottoposta ad un processo di affinazione che si può ridurre a tre passaggi essenziali successivi. Ad ognuno di questi corrisponde l'eliminazione di una scoria, come sottoprodotto, e l'ottenimento di un prodotto intermedio sempre più raffinato.
Per esempio, nel processo di estrazione dei metalli dai loro minerali, questo schema si ripete pressoché immutato. È il caso del ferro, del rame, dello zinco, del piombo.
Anche le fibre tessili naturali, prima di essere trasformate in filati e tessuti, devono passare attraverso un ciclo di trasformazioni irreversibili a seguito delle quali dalla pianta si ottiene la fibra destinata alla filatura. Anche in questo caso incontriamo tre fasi critiche consecutive, con la relativa eliminazione di scorie.
Analoga procedura è alla base delle tecnologie alimentari, in particolare quella per mezzo della quale dal frumento si ottiene la farina, dall'uva il vino e dalle olive l'olio.
Ogni processo estrattivo è caratterizzato da tre "morti", con i relativi "cadaveri", e tre "nascite" (Tav. XI).
Perché anche in seno alla materia inanimata troviamo questo schema evolutivo, sempre con le stesse modalità, per cui, per esempio, i minerali di ferro diventano ferro puro, oppure le olive diventano olio?
Quale nesso lega le tre tappe evolutive dell'anima umana con le tre fasi di trasformazioni irreversibili che sono la condizione indispensabile perché da una materia grezza possa essere estratto un prodotto finito utile all'uomo per la sua alimentazione, o per altri impieghi di uso corrente?
Può sembrare un'idea balzana quella di mettere a confronto due fatti così diversi e apparentemente tanto lontani tra loro, e forse lo è. Ma forse i due fatti sono solo due aspetti di un unico processo di portata cosmica. Qui non si tratta tanto di vedere fino a che punto un'oliva sia paragonabile ad un uomo, o l'olio alla sua anima, oppure di giungere alla conclusione che tutto sommato l'avventura dell'uomo sulla terra e il suo destino ultraterreno non siano che un processo "tecnologico" di estrazione di un principio intelligente e cosciente (un "prodotto finito") già contenuto in germe in una materia prima grezza di natura animica, destinata ad essere sottoposta a un trattamento di affinazione.
Quello che più ci preme è mettere in luce le analogie tra le due classi di fenomeni e lo faremo assumendo come esempio proprio quello dell'estrazione dell'olio dalle olive, che meglio di ogni altro si presta, per i motivi che vedremo in seguito.
Intanto, fin da ora, possiamo notare che le due classi di fenomeni evolutivi hanno in comune le seguenti caratteristiche:

1) l'esistenza di tre "morti" (o di tre fasi critiche) prima che il "prodotto" abbia raggiunto il suo stadio finale;
2) una "preparazione" precede la prima morte;
3) ad ogni "trapasso" il prodotto soggetto al processo evolutivo è sottoposto ad un trauma, ad uno shock, che si va facendo sempre meno sentito e meno gravoso, così come sempre meno "pesante" diventa la relativa scoria;
4) il prodotto finito appartiene ad un "al di là" rispetto all'ambiente di provenienza. Perché possa conservare inalterate le sue proprietà e non subire contaminazioni, esso deve essere tenuto lontano dalle condizioni ambientali di origine;
5) le scorie, o sottoprodotti, vengono utilizzate come materia prima in un ciclo di trasformazioni a livello inferiore, fino alla loro riduzione a particelle elementari.

"Solo il quarto corpo segna il raggiungimento del massimo sviluppo che all'uomo è possibile nelle condizioni terrestri di esistenza. Esso è immortale nei limiti del sistema solare. La vera volontà appartiene a questo corpo. Esso è l''io' reale, l'anima dell'uomo, il padrone. È il principio attivo in rapporto agli altri tre corpi presi insieme". Da: "Vedute sul Mondo Reale" di Georges Ivanovic Gurdijeff (Leninakan 1873 - Parigi 1949).

Tav. XI
Processi di estrazione: a) farina dal frumento; b) vino dall'uva; c) fibra tessile vegetale (lino e canapa) dalla pianta; d) metalli dai minerali; e) ferro dai suoi minerali.
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