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Il Grande Viaggio dell'Anima

Sulla base di insegnamenti di Scuole iniziatiche di oriente, che si rifanno alle antiche dottrine dei santi rishi dell'India e alla tradizione del brahamanesimo e dello Yoga, possiamo avere un'idea di come avviene il passaggio dell'anima oltre la soglia terrena, dal mondo astrale a quello mentale e, da questo, al successivo mondo causale. Questi insegnamenti ci parlano di una grande avventura cui sarebbe destinata l'anima umana, di un grande viaggio da compiere a tappe, sotto la spinta della Legge universale dell'Evoluzione, di ottava in ottava, attraverso Mondi invisibili, dalla limitazione del piano fisico all'Infinito della Conoscenza.
Gli stessi concetti in parte ritroviamo nella tradizione occidentale del pensiero neoplatonico, della gnosi e delle varie teorie ellenistiche. La teoria della settemplice natura dell'uomo e dei mondi sottili è a fondamento della Teosofia e dell'Antroposofia.
Abbiamo già visto che ogni uomo sul piano fisico indossa, per così dire, tre corpi, uno sotto l'altro, proprio come avviene con i suoi indumenti. Il corpo più denso è quello fisico, il che ci impedisce di vedere gli altri due. Quando un uomo muore, tutto quello che succede è che egli si libera del suo corpo più denso: è come se si spogliasse del suo soprabito (Fig. 14).
Il corpo fisico ha una duplice natura. Esso è costituito di materia fisica densa (il corpo di carne) e di una parte meno densa, che abbiamo chiamato "doppio eterico", che non è visibile se non a chi abbia sviluppato un certo grado di chiaroveggenza, detta appunto "vista eterica". Il corpo fisico, essendo più denso del corpo astrale, esercita sulla materia di quest'ultimo una forte attrazione e se ne avvolge tanto da fare assumere al corpo astrale i suoi stessi lineamenti. Quando il corpo fisico muore, il corpo astrale tende a conservare le stesse dimensioni e la stessa forma che possedeva al momento in cui il fisico cessò di esistere. Come consistenza il corpo astrale è assai simile ad un corpo di nebbia. Con la morte del corpo fisico denso, la materia del doppio eterico degrada e comincia a disintegrarsi, allo stesso modo in cui si decompone il corpo fisico denso ma, essendo costituito da materia più sottile e più leggera, ritorna ai suoi costituenti elementari quasi immediatamente. L'ego, ora che non è più unito al corpo fisico, è rivestito del suo corpo astrale (che può essere paragonato al suo abito) e in questo corpo funzionerà per tutto il tempo in cui resterà nel mondo astrale.
Il mondo astrale è il mondo delle emozioni e delle illusioni e ogni cosa qui (abiti, cibo, ecc.) è il prodotto del pensiero. In questo mondo vi sono sette sfere di coscienza, ognuna meno materiale della precedente, e gli abitanti permanenti possono trascorrere le loro vite astrali su ognuna di queste sfere, in conformità con i loro naturali desideri. A mano a mano che i loro desideri e le loro abitudini diventano meno materiali e più intellettuali e spirituali, essi passeranno dall'una all'altra sfera in ordine crescente di frequenza vibratoria e di spiritualità.
Sotto la spinta dell'ego, il quale sollecita il veicolo che occupa a passare al mondo mentale, l'essere umano, il cui soggiorno è oltre il piano astrale, deve passare attraverso la "seconda morte". Il passaggio dal mondo astrale a quello mentale è del tutto indolore e consiste semplicemente nel disfarsi di un involucro.
L'uomo gradualmente si addormenta e subito dopo si sveglia nel mondo mentale, avendo lasciato cadere per sempre, durante quel breve sonno, il suo corpo astrale, come se si spogliasse del suo abito.
Nel mondo mentale egli comincia ora una nuova vita che, per un uomo medio, è di solito di durata inferiore a quella vissuta nel mondo astrale. Per un uomo evoluto la durata della sua permanenza qui sarà invece più lunga.
Il corpo astrale, abbandonato dall'individuo che è passato oltre, è solo un guscio che possiede ancora la natura fluidica della materia astrale; appare come se conservasse una sembianza di vita.
Dopo aver abbandonato il veicolo di coscienza che resta per ultimo, detto corpo mentale (che può essere paragonato alla sua biancheria intima), l'ego vive rivestito del solo veicolo permanente da esso posseduto, cioè il corpo causale. È questa la "terza morte". La terza morte è assai simile al passaggio dal mondo astrale a quello mentale perché l'essere umano perde coscienza solo gradualmente e, scivolato fuori dal proprio corpo mentale, viene a trovarsi nel proprio corpo causale. Questo è così denominato perché funziona solo al livello causale, formato dalla sesta e settima sfera del mondo mentale (55) (Fig. 15).
"Il corpo causale è anche conosciuto come il veicolo permanente dell'uomo perché egli lo ha avuto fin da quando è divenuto una separata entità umana. L'ego che vive nel mondo causale può essere immaginato come un uomo nudo che si è spogliato dei tre indumenti sopra descritti: il corpo mentale, il corpo astrale e il corpo fisico-eterico" (56).



Fig. 15 - Verso l'immortalità: le tappe del Grande Viaggio.


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Note:
55. II corpo causale registra nel suo "atomo permanente", o serbatoio della conoscenza, l'essenza di tutte le esperienze terrene.
La personalità visibile a livello fisico è solo una minuscola parte dell'uomo reale: l'ego, o individualità. È questa (detta anche l'Io Supremo) che adombra e guida quella personalità al meglio della sua abilità.
56. Estratto da: "A soul's journey" di Peter Richelieu.
					
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