NONSOLOUFO - Ufo and much more
Ufo and much more Chi siamo  Contatti   Site map    Cerca   Edicola Home  
NOTIZIE SULLA REALTÀ EXTRATERRESTRE  -  NEWS ON THE EXTRATERRESTRIAL REALITY
Preleva gratis
Clicca qui per consultare

Il respiro del Macrocosmo

Gli organismi terrestri sono regolati da ritmi biologici interni e da ritmi esterni di varia natura, ivi compresi quelli astronomici. La prevalenza dell'uno o dell'altro tipo di ritmo è in funzione del grado evolutivo raggiunto.
Se gli esseri inferiori risultano subordinati, più o meno direttamente, ai ritmi astronomici, negli organismi superiori c'è la tendenza ad emanciparsi dalle influenze esterne e ad assumere funzioni organiche autonome. Tuttavia, anche negli organismi biologici più evoluti possiamo notare una interconnessione tra i due tipi di ritmi, quasi che l'antica dipendenza dalle condizioni esterne si sia anch'essa evoluta in una sorta di corrispondenza tra grandezze tra loro proporzionali, cioè in una risonanza.
Il mondo vegetale è strettamente legato all'alternarsi del giorno e della notte e all'avvicendarsi delle stagioni.
Negli animali i ritmi biologici diventano sempre meno dipendenti dall'ambiente esterno a misura che la loro fisiologia si fa più complessa.
Nell'uomo lo sviluppo della colonna vertebrale e della gabbia toracica ha consentito l'instaurarsi di un sistema ritmico autonomo. Ma ad un attento esame è possibile trovare delle correlazioni tra il ritmo respiratorio (e quello cardiaco) e i ritmi di natura cosmica. Infatti, le funzioni vitali del corpo umano stanno tra loro secondo costanti alle quali è possibile attribuire un significato di carattere astronomico.
Dette funzioni vitali cicliche dell'uomo possono allora essere interpretate come armoniche di fenomeni periodici propri di un organismo di portata cosmica. Facciamo un esempio.
Sappiamo che la durata di un atto respiratorio è per l'uomo, in media, di 3,33 secondi. Nelle 24 ore l'uomo compie circa 26.000 respiri:


Si tratta dello stesso valore che esprime il numero degli anni solari di cui si compone un "anno platonico", cioè il lento percorso del punto di primavera (o punto gamma) che ogni anno si sposta con moto retrogrado lungo le dodici costellazioni dello zodiaco (39).
Ora sorge spontanea la domanda: questa relazione è un'analogia del tutto casuale, oppure essa esprime una realtà più profonda? La moderna astronomia si limita a studiare solo l'aspetto fisico ed esteriore dell'universo, senza indagare sui profondi legami tra i ritmi del cosmo e la natura umana in esso integrata.
L'umanità precristiana e quella rinascimentale consideravano l'uomo come un piccolo universo compenetrato di anima e situato al centro del grande universo. Quelle umanità vedevano nei nessi tra microcosmo e macrocosmo una conferma di concrete esperienze di natura "soprasensibile".
Il perfetto corrispondersi delle leggi che regolano i due mondi ha infatti come conseguenza il continuo contatto dell'uomo col tutto che lo circonda, lo compenetra e lo sovrasta e cioè con il visibile e con l'invisibile.
Circa un secolo fa Rudolf Steiner, rifacendosi alle dottrine di antichi filosofi, sviluppava una scienza dello spirito, l'Antroposofia, la quale considera l'"Universo come un'espressione divina in continua evoluzione" e l'Uomo partecipe del flusso di questa evoluzione.
Sulla scorta di questa visione globale della realtà possiamo approfondire, con qualche altro esempio, lo studio dei nessi tra i ritmi fisiologici umani e quelli cosmici.
Se dividiamo l'anno platonico per 360 giorni cosmici, otteniamo 72 anni. Quale significato hanno questi 72 anni?
Essi corrispondono alla durata media della vita umana. Ma hanno anche il significato di un giorno cosmico, di un giorno dell'esistenza del grande organismo cosmico nel quale siamo integrati e la cui vita ha la durata di 26.000 anni.
Quindi una vita umana corrisponde ad un giorno cosmico.
Chiediamoci ora quanti giorni sono compresi in 72 anni: essi sono 26.000, cioè tanti quanti sono gli anni solari di cui si compone un anno platonico.
A questo punto, per avere un'idea più precisa circa la connessione tra l'uomo e il cosmo e, in particolare, di quanto la fisiologia umana sia modellata sulla base di ritmi cosmici, osserviamo che gli atti respiratori che l'uomo compie in un minuto sono, in media, 18 e che le pulsazioni cardiache, nello stesso intervallo di tempo, sono 72. Quindi l'uomo possiede un ritmo respiratorio che è la quarta parte di quello cardiaco (18 x 4 = 72).
Ma abbiamo visto che la vita umana si estende per un arco di 72 anni (un giorno cosmico). Viene allora spontaneo chiedersi quale significato può avere la quarta parte di 72 anni, cioè 18 anni.
E qui ci ricordiamo che questo è proprio il tempo impiegato dai nodi lunari per compiere un'intera rotazione lungo l'eclittica, il periodo della nutazione.
Quindi 18 è la quarta parte esatta di un giorno cosmico, la quarta parte esatta di una vita umana, la quarta parte del ritmo cardiaco.
Inoltre 18 anni è il tempo necessario perché la luna torni ad occupare rispetto alle stelle fisse la stessa posizione in cui era apparsa 18 anni prima: esso indica il percorso celeste della Luna ed in esso possiamo vedere una sorta di respiro del macrocosmo. L'asse terrestre oscilla, mentre descrive un doppio cono, con la stessa periodicità. "Possiamo bene assimilare questo movimento periodico della Luna e questa oscillazione dell'asse terrestre, al respiro del macrocosmo" (vedi: Tav. III).
Quello che nell'uomo si compie in un minuto (18 atti respiratori) nel cosmo si compie in 18 anni.
Vediamo ora quale correlazione vi può essere tra l'atto respiratorio e la durata del giorno solare.
Poiché nelle 24 ore l'uomo compie 26.000 respiri e la sua vita consta di 26.000 giorni solari, appare evidente che possiamo stabilire una corrispondenza tra atto respiratorio e giorno solare. Questa corrispondenza mette in luce il fatto che nelle 24 ore qualcosa viene inspirato ed espirato, così come con la respirazione i polmoni si riempiono e poi si vuotano di aria.
Questo "qualcosa" è in relazione col Sole e con la Luna e non può che essere l'Io il quale, insieme col corpo astrale, ogni notte viene per così dire "inspirato" nel mondo immateriale che ci circonda e ci compenetra, per poi venire "espirato" al mattino successivo. "I due mondi, il materiale e l'animico, vengono a contatto attraverso il respiro cosmico".
Nell'arco di una vita, ogni 18 anni, avviene un analogo contatto che induce, questa volta, un cambiamento, un passaggio da un'età all'altra. "Le notti che l'uomo vive in quei momenti sono le notti più importanti della vita umana. È qui che il macrocosmo conclude i suoi 18 respiri" (40). Il nostro mondo si apre al mondo astrale, oltre che ogni notte, anche in determinate scadenze nel corso di una vita: 18 - 36-37 - 55-56 - 72 anni.
Può essere interessante suddividere il giorno cosmico che equivale alla vita umana, in 4 periodi di, 18 anni ciascuno e paragonare questi periodi alle varie parti della giornata di 24 ore e cioè notte-mattino-meriggio-sera, proprio come se gli intervalli di 18 anni fossero intervalli di 6 ore della "giornata della vita".
I primi 18 anni corrispondono alle prime 6 ore della notte.
I primi anni di vita, cioè l'infanzia, non lasciano alcuna traccia nella nostra coscienza e sono da paragonare alle prime ore di sonno profondo, un sonno senza sogni in cui l'Io è ancora in embrione e non partecipa in modo cosciente alla realtà che lo circonda. È una sorta di vita vegetativa in cui sviluppo fisico e sviluppo psicologico si condizionano in modo determinante. Nei primi anni di vita il bambino vive ora per ora, giorno per giorno, incapace di cogliere l'aspetto spazio-temporale della realtà che lo circonda.
Negli anni della fanciullezza la personalità del bambino prende un indirizzo più preciso. Comincia a scoprire un mondo interiore che vuole difendere dall'intrusione degli altri. Allora si isola in qualche luogo tranquillo e vaga con la mente verso mete fantastiche. Si crea con la fantasia il compagno per i suoi giochi e a piccoli oggetti insignificanti attribuisce, come in sogno, le prerogative di esseri viventi e gli attributi dei personaggi delle favole. Il suo io si annulla nel sonno per circa metà della giornata, avendo a quest'età bisogno di almeno 10 ore di sonno.
Con la pubertà l'Io entra in una sorta di sonno R.E.M., in cui il sogno si arricchisce di vivaci immagini visive. È stato definito un sonno "paradossale", perché la persona sembra sveglia, ma nello stesso tempo anche profondamente addormentata.
È una condizione che bene si addice a quella fase di transizione in cui viene a trovarsi l'Io dell'adolescente. Egli non si accontenta di vivere il presente e si vede già adulto. Ricco com'è di immaginazione, l'adolescente in effetti vive in un suo mondo di sogni. "Il potere di rappresentarsi mentalmente una persona o una scena è tale che il confine tra ciò che è reale e ciò che è immaginario si fa assai vago, tanto che si può dire che egli viva i suoi sogni a occhi aperti" (41). Quindi questi primi 18 anni corrispondono alle 6 ore notturne del giorno cosmico. È un po' come se l'anima, preso possesso del suo veicolo fisico, si ridestasse lentamente dal sonno indotto in essa dalla pesantezza e dalla densità e dall'inerzia della materia.
Successivamente, col procedere delle "ore" si completa lo sviluppo dell'Io e la coscienza, con la giovinezza, prima, e con la maturità poi, si desta al mondo esterno e l'Io si integra in seno alla famiglia e alla società.
Con la senilità l'anima vive il tramonto della sua giornata terrena. Quando il Sole scende oltre l'orizzonte e cadono le ombre della sera, tutto in natura sembra perdere vitalità e assopirsi.
Siamo giunti al termine della vita umana e di un giorno cosmico. Il ritiro dell'Io dal mondo fisico è graduale e già si annuncia con il disinteresse e l'apatia che caratterizzano l'anziano.
Esso è definitivo allo scadere del "giorno", al compimento delle "24 ore" terrene. Il giorno cosmico è per l'anima quello che il giorno solare è per l'Io. Come ogni notte l'Io s'immerge nell'astrale insieme col suo veicolo psichico, lasciando a letto il corpo fisico e il corpo vitale, così al termine della vita l'anima viene "inspirata" in quel Cosmo dal quale proviene e lascia alla terra lo strumento fisico, ormai inutilizzabile. Così è "il respiro cosmico che regola l'ingresso, il transito e il ritiro dell'anima umana dal mondo terreno e il suo ritorno al mondo dello spirito".





I respiri che l'uomo compie in un minuto, per l'essere che corrisponde al macrocosmo hanno la durata di 18 anni (respiro del mondo astrale).


Se dividiamo per 4 la durata della vita umana otteniamo: 72/4 = 18 anni. I primi 18 anni corrispondono all'adolescenza, come abbiamo già visto. Se dividiamo per 4 la durata del ciclo dell'umanità otteniamo: 26.000/4 = 6500. A questo primo periodo dovrebbe corrispondere l'adolescenza dell'umanità. Ora, se assumiamo come limite tra storia e preistoria la data dell'invenzione della scrittura, visto che le prime testimonianze scritte dall'uomo risalgono a circa 4000-5000 anni a.C. ne dobbiamo dedurre che "oggi l'umanità attraversa il suo passaggio dall'adolescenza alla giovinezza".

覧覧覧覧覧覧覧覧覧
Note:
39. È quanto abbiamo visto nella descrizione della "costante cosmica" nel capitolo: "Le funzioni vitali del corpo umano si corrispondono secondo una costante cosmica" e nel capitolo "L'anno platonico".
40. Rudolf Steiner: "Corrispondenze fra Microcosmo e Macrocosmo" Editrice Antroposofica - Milano, 1989.
41. "Come conoscere se stessi e gli altri" - Selezione dal Reader's Digest Milano, 1985.
					
[capitolo precedente] [capitolo seguente] [capitoli libro] [indice libri]

Nonsoloufo Home | Perché Nonsoloufo? | Why "UFO and much more"? | Site map | Cerca
cmdt@nonsoloufo.it     
Per i contenuti tutti i diritti sono riservati alle società proprietarie delle riviste pubblicate
Nonsoloufo
hosting
EdicolaWeb