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NOTIZIE SULLA REALTÀ EXTRATERRESTRE  -  NEWS ON THE EXTRATERRESTRIAL REALITY
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L'organogenesi
e la scala ascendente dei mondi

Se elenchiamo in ordine cronologico di formazione le varie parti dell'embrione, disponendo le fasi in una scala a sette livelli crescenti e se ad ognuno di essi affianchiamo il pianeta che a quel livello corrisponde, notiamo una sorprendente corrispondenza tra gli organi in via di formazione e gli attributi biologici ed organici che la più antica tradizione astrologica esoterica ha assegnato ai singoli pianeti.
In questo studio faremo riferimento ai sette pianeti visibili ad occhio nudo dalla Terra quando di notte guardiamo il cielo stellato. Porremo inoltre la Terra al centro di questo sistema cosmico apparente, nel quale anche il Sole e la Luna assumono la denominazione di pianeti. Puntando lo sguardo verso l'alto incontriamo le varie "sfere", o "cieli", definiti dalle traiettorie della Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove e di Saturno.



Alla "Luna", primo gradino della scala ascendente dei pianeti, l'antica tradizione astrologica, integrata dalla moderna ricerca statistica, fa corrispondere le seguenti parti del corpo umano:

1) i liquidi e gli umori;
2) la testa e il cervelletto;
3) lo stomaco.

La Luna rappresenta la parte involontaria del nostro sistema nervoso e tutta la gamma di risposte condizionate che si sviluppano fin dai primissimi momenti della vita (Brian Innes).

Vediamo ora quali caratteristiche presenta l'embrione umano alla terza settimana di vita. A partire dalla terza settimana la massa embrionale si presenta come un disco appiattito, che poi si trasforma in una struttura a forma di uovo: ad una delle sue estremità c'è una protuberanza dalla quale avrà origine la "testa". Verso la fine della terza settimana la parte più grande dell'embrione è la "testa". A questo stadio si forma anche un solco lungo la linea primitiva, che costituisce il canale neuro-enterico, precursore del canale neurale: da questa struttura deriverà l'intero sistema nervoso, compresi il "cervello" e il midollo spinale. Alla fine della terza settimana il sistema nervoso e il cervello si fanno più complessi ed inizia a formarsi lo "stomaco". Intanto, nelle prime settimane di vita, al di sopra del vero e proprio embrione, si era formata una cavità destinata ad accogliere il "liquido" amniotico, contenuto in una sacca detta anche "borsa delle acque", entro la quale resterà immerso il feto durante tutto il periodo della gravidanza.

Nella scala dei pianeti alla Luna segue "Mercurio".
Tutta la tradizione astrologica è concorde nell'attribuire a questo pianeta una correlazione col sistema nervoso centrale e con le funzioni dei "nervi", sia sensitivi che motori, con i "polmoni" e con gli "arti superiori", nonché con la "lingua" e con l'apparato fonatorio ("bocca").
Ora, dall'embriologia sappiamo che già all'inizio della quarta settimana, sotto i margini del tubo neurale, gruppi di cellule formano i "nervi spinali" i quali controllano l'attività di tutti gli organi del corpo durante il loro sviluppo. Sempre durante la quarta settimana dall'endoderma si sviluppano i "polmoni": si forma dapprima un rigonfiamento che, più tardi, si divide in due parti. Da queste si formeranno prima i bronchi, poi i bronchioli e infine le sacche aeree. È in questo periodo che compare il primo abbozzo degli arti, ma i primi a svilupparsi saranno gli "arti superiori" e ciò forse si deve a quei fattori generali che determinano un maggiore accrescimento della porzione craniale dell'embrione rispetto a quella caudale. Già alla quarta settimana l'embrione presenta nella regione della testa delle protuberanze destinate a diventare "le mascelle e la bocca". Alla fine del primo mese compaiono gli abbozzi della lingua, dell'epiglottide e della laringe.

In ordine di distanza crescente dalla Terra incontriamo la sfera del pianeta "Venere". Sul piano organico la moderna ricerca astrologica teorica e pratica ha confermato le antiche correlazioni tra il pianeta Venere e le seguenti parti del corpo umano: il sistema delle glandole endocrine, con particolare riguardo alle "glandole sessuali" (specie femminili); "i reni"; "il sistema venoso".
In effetti, già alla fine della quarta settimana l'intestino primitivo dà origine ad alcune "glandole", quali la tiroide, il pancreas, il timo e le paratiroidi. "Con la quinta settimana si sviluppano le gonadi". Gli organi di riproduzione sono abbastanza sviluppati all'interno, così da consentire una distinzione tra i due sessi. Ma i genitali esterni sono ancora nella fase asessuata, cosicché dall'esterno non si può riconoscere il sesso del feto. In questa fase dello sviluppo dell'embrione compaiono anche gli organi del "sistema urinario", i quali presentano con quelli del sistema genitale intime connessioni, non solo nell'embrione ma anche nell'adulto. È in questo stadio che si notano profondi mutamenti nel "sistema venoso" primitivo. Le due vene vitelline si trasformano nella vena porta, si delinea il tronco della vena cava inferiore, la vena cardinale di sinistra nella porzione settorenaIe si atrofizza e nella porzione soprarenale dà origine alla vena emiazigos.

Tra il terzo e il quarto mese di gestazione si sviluppa la placenta. Questa consta di una porzione fetale e una materna tra loro in contatto più o meno intimo, in modo che possano avvenire scambi tra il sangue materno e quello fetale. Siamo a metà della gravidanza di sette mesi e a metà del settenario dei pianeti: questa posizione centrale è occupata dal Sole.
Il "Sole" in tutta la letteratura astrologica è definito come il grande donatore di vita, la sorgente di tutte le forze che alimentano corpo, anima e spirito. Nel corpo umano abbiamo le seguenti corrispondenze: "cuore" e attività "cardiocircolatoria"; "energie chimico- fisiche"; gli "occhi".
Della funzione della placenta a proposito della "circolazione del sangue" nel feto è già stato detto. Per mezzo di essa l'"energia vitale" si diffonde nell'organismo in formazione. Alla fine del 4° mese è possibile percepire il battito cardiaco del feto. Alla fine del 3° mese gli "occhi", che prima erano situati ai lati del capo, assumono la posizione centrale.

Il quinto pianeta è "Marte" che sul piano organico è in rapporto con i muscoli e con gli organi sessuali maschili: "muscoli" (urto e propulsione); "organi sessuali maschili"; "arterie".
Al 5° mese la parte inferiore dell'addome del feto e le "gambe" crescono in proporzione. Sia gambe che braccia compiono vigorosi movimenti avvertiti dalla madre. Il "sesso" del nascituro è già evidente, proprio a questo stadio, a seguito della esteriorizzazione delle gonadi. Due "arterie ombelicali" provengono dall'aorta della circolazione fetale, che è assicurata già dal cuore e dalle primitive arterie e vene.

Al 6° mese il feto cresce e gli organi diventano sempre più complessi. Gli organi preposti alla "assimilazione" e all'attività metabolizzante (fegato, intestino, ecc.) svolgono ormai la loro attività in modo quasi definitivo. Il feto inghiotte il liquido amniotico che passa poi attraverso la parete dello stomaco e dell'intestino.
Il 6° pianeta, "Giove", ha come principio naturale l'"assimilazione".
Sul piano organico è in rapporto col fegato e su quello fisiologico regola le funzioni della "nutrizione, assimilazione e crescita". Giove influisce in particolare sull'economia dei carboidrati e determina la conservazione e l'aumento della sostanza nel processo organico della "crescita".

A partire dal 7° mese l'ossificazione, i cui primi nuclei avevano fatto la loro comparsa al 3° mese, interessa tutto lo "scheletro". Lo stomaco e l'intestino compiono movimenti ritmici e il loro contenuto non viene riversato nel liquido amniotico. Il corpo del feto si presenta ormai proporzionato nelle sue parti e compatto. Se nasce al 7° mese, con una particolare assistenza neonatale, ha notevoli possibilità di sopravvivenza. Durante gli ultimi due mesi la cute del feto acquista contorni arrotondati in seguito al deposito di grasso sottocutaneo.
Il principio naturale del 7° pianeta, "Saturno", è il "consolidamento". Sul piano biologico Saturno regola il metabolismo del calcio e su quello organico influenza il "sistema scheletrico", la "pelle" e la milza. In effetti abbiamo visto che la pelle, questo rivestimento esterno del corpo, si completa negli ultimi mesi di vita intrauterina. Il suo involucro resistente, elastico e impermeabile isola l'Io nascituro dal mondo circostante e protegge i tessuti sottostanti dai traumi e dalle infezioni. Con Saturno si completa il sistema solare nei suoi componenti visibili ad occhio nudo. Essendo il più esterno di tale sistema, Saturno delimita il campo di forze che operano in modo di isolare il nostro sistema solare visibile dal restante universo.

Concludendo, possiamo dire che i sette pianeti, che possiamo vedere quando; osserviamo il cielo notturno dalla Terra, compendiano nel loro insieme la costituzione fisica del corpo umano. Ma ciò che è più interessante è che la dislocazione dei pianeti nel settenario, disposti in ordine di distanza crescente dalla Terra, riproduce lo sviluppo cronologico dell'embrione, prima, e poi del feto. Cosicché ad un itinerario attraverso lo spazio, dalla Luna a Saturno, corrisponde un viaggio in un tempo compreso tra 7 e 9 mesi. Un uovo fecondato s'impianta entro il grembo materno e da esso si svilupperà un bambino a testa in giù, così come da un seme piantato in seno alla terra nascerà una pianta.
L'organo che si sviluppa per primo nella pianta-uomo è il cervello, che corrisponde alla radice del vegetale. Poi i polmoni, quindi le braccia e, più tardi, gli arti inferiori. Braccia e gambe, rivolte verso l'alto, riproducono la configurazione dei rami rivolti al cielo. Gli organi della riproduzione sono tra gli ultimi a svilupparsi, analogamente a quanto avviene per la pianta con i fiori e i frutti.
Dunque la posizione del feto nell'utero materno a testa in giù ci viene indicata dal settenario dei pianeti, dove i corpi celesti più vicini alla Terra corrispondono agli organi che si formano per primi e quelli più lontani agli organi formati per ultimi. Possiamo ben dire che "l'uomo, nell'organizzazione dei suoi visceri, racchiude in sé il cosmo".

La morfogenesi e lo sviluppo del feto sono in correlazione con i tempi di rivoluzione dei pianeti interni e di quelli esterni.

L'uovo raggiunge l'utero e si annida nella sua parete in forma di "morula", allo stadio di dieci blastomeri, dopo circa 5÷6 giorni dalla fecondazione. Questo stadio è definito "blastula". Con la blastula si considera terminato il processo di segmentazione. Lo sviluppo dell'embrione inizia con questa prima fase che consiste in una serie di mitosi, per cui la cellula uovo si divide in un numero di cellule sempre maggiore e sempre più piccole a cui si dà il nome di " blastomeri".
Particolare interesse presenta il rapporto tra il tempo di formazione di questa prima fase dell'embrione e quello di sviluppo del feto:

Tempo di sviluppo del feto: 220 giorni (= 280-60)
Tempo di segmentazione (blastula): 5÷6 giorni


Vediamo ora in quale rapporto stanno i periodi siderali medi dei pianeti esterni (lenti) con i periodi siderali medi di quelli interni (veloci):


che non differisce molto dal valore sopra trovato.
Si direbbe che i pianeti interni siano in qualche modo in relazione con il mutamento della forma e con l'aumento del volume (morfogenesi). Una volta plasmata la forma, la crescita volumetrica e ponderale del feto richiede tempi più lunghi, che risultano proporzionali a quelli medi di rivoluzione dei pianeti esterni, più lenti (vedi: Fig. 1 in Appendice).
					
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