
La Spirale Cosmica della Vita
Il peso del feto umano può essere rappresentato in funzione del tempo mediante una curva. Sappiamo, per esempio, che al terzo mese il feto pesa 20 grammi, al 4ー mese 120 grammi, al 5ー mese 300 grammi e così via, fino al 7ー mese con 1200-1300 grammi e al 10ー mese lunare con 3200-3300 grammi. È una curva che presenta, in corrispondenza del 7ー mese, una discontinuità. Si tratta cioè, in realtà, di due curve; la prima ha origine col concepimento e giunge fino al 7ー mese, la seconda dal 7ー mese si estende fino alla nascita.
Sono curve costruite per punti e ottenute per via sperimentale. Tuttavia, se esprimiamo l'accrescimento ponderale del feto umano in funzione del tempo di gestazione mediante l'equazione esponenziale della spirale logaritmica, troviamo che le curve suddette altro non sono che due rami di spirali che si intersecano in corrispondenza del 7ー mese e presentano due diversi ritmi di accrescimento (vedi: Fig. 2 in Appendice).
Possiamo dire di trovarci di fronte a due Onde di Vita, che irrompono impetuose in un utero materno: la prima più ripida, attraversa l'organo genitale che ospita il feto dal 2ー mese fino al 7ー; l'altra, meno ripida della prima, entra nel tempo anch'essa verso il 2ー mese, quando ormai non si può più parlare di embrione ma di feto, cioè di un organismo già morfologicamente formato, ed entra in azione al 7ー mese ed opera sul nascituro fino alla sua completezza anche funzionale, cioè fino al 10ー mese lunare, al compimento dei 280 giorni di gravidanza.
Vediamo così riapparire, nella crescita dell'essere umano al suo primo affacciarsi alla Vita, quella stessa spirale equi-angolare già comparsa ai primordi della vita del pianeta, negli organismi monocellulari presenti nei fondali marini del Paleozoico antico, alcune centinaia di milioni di anni fa (28) e poi nei molluschi. È il tipo di spirale più comune che si trovi in natura: dal moto dei gas interstellari che ha dato origine alle galassie, al moto apparente del sole che regola il ritmo delle stagioni; dall'avvolgimento della conchiglia del Nautilus, alla disposizione dei semi di varie piante, come il girasole e le margherite, le scaglie delle pigne, ecc. (figure 1, 2, 4, 5, 6 - Tav. IV).
C'è un ragno, l'Epeira o ragno crociato, che tesse una tela, fatta di una sostanza simile alla seta, il cui filo si avvolge attorno al centro in forma di spirale logaritmica (figura 3 - Tav. IV).
È sorprendente il fatto che l'intelligenza della specie (o, se si preferisce, la cosiddetta "anima di gruppo") tra tutte le infinite forme geometriche, abbia preferito questa che accoppia alla massima efficienza il minimo impiego di materiale, il tutto non disgiunto da una incomparabile armonia ed eleganza.
Abbiamo trovato l'equazione che regola l'accrescimento dell'essere umano mentre si sviluppa all'interno del ventre materno: abbiamo noi fatto con questo un passo avanti verso la Verità? O non ci siamo piuttosto forse inoltrati ancora di più nel mistero che ci circonda? È il dubbio che ci prende tutte le volte che si esplora nella direzione della Vita.
Qualche miliardo di anni fa, nelle acque profonde della preistoria, una miriade di scintille squarciava le tenebre di un mondo in gestazione. Era il mistero della Vita, apparsa come una luce destinata ad illuminare, da allora, l'intero pianeta. Noi non sapremo mai né il come, né il quando, né il dove, né il perché. Ma possiamo, leggere stampato nella materia il messaggio che ci ha tramandato. È il vortice involutivo di cui ci parla Pietro Ubaldi. Lo stesso vortice che poi si svolge e, dalla materia, con spire sempre più ampie, ci indica la via del ritorno alle origini. La dottrina del Logos, che crea mediante la Parola, trova qui un esempio di una evidenza impressionante: la parola è vibrazione e la vibrazione è ritmo, ritmo di crescita. Non a caso forse, il rapporto tra due raggi perpendicolari consecutivi della spirale logaritmica prende il nome di "pulsazione quadrantale": è l'Onda di Vita che qui risuona e pulsa in armonia col cuore stesso dell'Universo (figura 7 - Tav. IV).

Tav. IV
ESEMPI DI SPIRALI IN NATURA
figura 1 - Impronta fossile di una Ammonite. Ci mancano dati precisi su questa fase evolutiva primordiale (Paleozoico antico) che risale a circa 500 milioni di anni fa.
figura 2 - Conchiglia di un Gasteropode marino del Genere Solarium del mar Rosso: è notevole la rigorosa precisione della spirale centrale.
figura 3 - Entro un riquadro di fili tesi tra due rami, l'Epeira, detto anche ragno crociato, costruisce dapprima una raggiera (a), poi stende tra i raggi un filo di seta viscosa e costruisce la spirale (b).
figura 4 - "Cuore" della margherita. La disposizione dei flosculi evolve in due serie opposte di spirali (21 orarie e 34 antiorarie). 21 e 34 sono termini adiacenti della serie di Fibonacci. (34/21 = 1,619 = circa al Numero d'oro).
figura 5 - Conchiglia di mollusco gasteropode del genere TATCHERlA. Ripete la spirale equiangolare volumetrica.
figura 6 - La grande galassia M51 rappresenta il tipo classico di galassia a spirale, a cui può somigliare la nostra Galassia. È un immenso sistema stellare rotante situato alla distanza di circa 7 milioni di anni luce.
figura 7 - Una croce, i cui bracci siano in un rapporto costante (che qui è il numero d'oro: 1,618), definisce una spirale logaritmica, dello stesso tipo di quelle che osserviamo in cielo nei bracci delle galassie. La croce assume così il significato di simbolo cosmico che collega la Terra al Cielo.
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Note:
28. È il tipo di spirale impressa nei fossili delle Ammoniti, la cui comparsa risale a circa 500 milioni di anni fa.
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