
Processi creativi
Nel Cristianesimo ci viene detto: "In principio era il Verbo ed il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio".
Poi Dio parlò e per mezzo della Sua Voce, quindi di una vibrazione che per noi umani è paragonabile al suono della voce, creò tutti i mondi e tutti i regni di natura e tutti gli esseri in sei Ere o "giorni" della creazione, seguite ognuna da un periodo di stasi o "notte". Il settimo "giorno" si riposò. E qui è adombrato il principio che è alla base della scala musicale costituita da note (i giorni) e da intervalli (le notti), da toni e da semitoni (il riposo del settimo giorno).
Tutto questo sembrerebbe evocare lontani echi di possenti accordi celesti, risuonanti attraverso tutti i livelli, dai mondi spirituali più elevati al regno degli Archetipi eterni, collegati alle grandi forme-suono, energie intelligenti che danno forma all'Universo fisico. La Parola creatrice passa ai mondi inferiori, dove Schiere minori la echeggiano e riecheggiano, così da plasmare tutte le svariate forme di natura.
Poiché l'Artefice Divino crea perennemente, la sinfonia creatrice continua ad essere composta ed eseguita. Ne consegue che le Gerarchie Celesti e gli Uomini vivono in mezzo ad armonie celestiali, armonie che però possono essere udite solo da coscienze illuminate dalla luce dello Spirito, da pochi iniziati, armonie di cui ci parla Platone come dell'eterna "musica delle sfere".
Secondo l'antica astrologia esoterica, c'è una corrispondenza tra "pianeti" e note musicali. Nella tabella che segue, dovuta a Rudolf Steiner, i pianeti dell'antica astrologia sono collegati con i metalli e con le note:


Se ora, in una sorta di pentagramma astrale, disponiamo i "pianeti" nell'ordine con cui ci appaiono dislocati nello spazio e, in corrispondenza ad essi, le note secondo la tabella sopra riportata, otteniamo il grafico di Fig. 4. In questo diagramma, costituito da una spezzata ascendente "a dente di sega" (o "a passo di pellegrino") ravvisiamo la rappresentazione della "Legge ciclica dell'Evoluzione Cosmica", di cui ci parla Pietro Ubaldi: "tutto ascende per continui ritorni" (vedi: Tav. A in Appendice).
I "pianeti" sembrano avere qui il significato di tappe evolutive nell'itinerario dell'anima attraverso i mondi del suo "firmamento interno", in risonanza con i cieli del firmamento esterno. E le note musicali altro non sarebbero che la controparte fisica della musica cosmica che scandisce questo ritmo evolutivo.
Fig. 4 - Scala musicale planetaria.
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