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Il Settenario è una scala di valori
opposti e complementari

Con un semplice accorgimento il settenario può essere trasformato in una scala di valori relativi, a zero centrale.
Basta infatti sottrarre il 4 da tutti i suoi termini per ottenere il seguente schema:


Da esso risulta che i termini simmetrici e complementari sono anche di segno opposto. In questo modo viene messa in maggior evidenza l'esistenza nel piano (e, in senso figurato, nello spazio fisico e iperfisico) delle tre regioni individuate dalla terna inferiore negativa, da una zona intermedia neutra e da una regione superiore positiva.
Al termine che nella terna inferiore occupa il livello più alto, compete, una volta trasferito nella terna superiore, il livello più basso e viceversa. A mano a mano che ci allontaniamo dallo zero, il lavoro di trasformazione si fa sempre più oneroso. Infatti il minimo lavoro spetta alla trasformazione da -1 a +1; quello massimo sarà richiesto per il passaggio da -3 a +3, col superamento di sei livelli.
Onde meglio illustrare questa proprietà del settenario, facciamo un esempio.
Un pezzo di legno è impregnato di acqua e in questa è disciolta dell'aria. Siamo in presenza di una combinazione dei tre stati della materia: solido, liquido e aeriforme.
Vediamo ora cosa succede quando bruciamo questo pezzo di legno.
Il fuoco trasforma i materiali facendoli ascendere lungo la scala del settenario. Ma come si comportano i singoli costituenti?
Il primo a trasformarsi sarà il gas sciolto nell'acqua, il quale dalla posizione 3 passerà facilmente alla 5. Seguirà l'acqua che vaporizzerà passando da 2 a 6 e, per ultimo, il legno, una volta disseccato, brucerà e passerà così da 1 a 7.
Il maggior contenuto energetico sarà proprio in possesso del pezzo di legno il quale, non solo richiede la maggior quantità di energia, ma esso stesso diventa, a sua volta, una fonte di energia.


Separazione ed evoluzione della materia


È evidente poi che l'acqua, a parità di peso con l'aria e di salto termico, trascinerà con sé, allo stato di vapore maggiore energia di quanto non faccia l'aria. Per esempio, per un riscaldamento di 100°C l'energia assorbita da 1 kg di acqua è pari a circa quattro volte quella richiesta da un ugual peso di aria.
Anche in questo caso, dunque, il materiale originario più grossolano, il legno, finisce con l'occupare nella terna dei valori superiori il posto più alto e quello che era il più nobile dei materiali della terna inferiore, cioè l'aria, occupa, dopo la trasformazione, il posto più basso e ha richiesto il minor lavoro.
Il salto di qualità subito dai materiali di partenza è in proporzione inversa alla loro quota originaria: l'aria resta aria, l'acqua passa allo stato aeriforme, il legno diventa fiamma e fornisce energia radiante. Nel processo evolutivo lungo il settenario i materiali che si corrispondono nella simmetria centrale subiscono una vera e propria sublimazione: all'ultimo stadio la trasformazione diventa irreversibile.
					
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