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NOTIZIE SULLA REALTÀ EXTRATERRESTRE  -  NEWS ON THE EXTRATERRESTRIAL REALITY
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[Aquila]

CAPITOLO I

Discorsi
della Divina Sapienza

Discorsi della Divina Sapienza dal 1952

POIMANDRES AD EUGENIO
"Sappi, figliuolo, che di tali insegnamenti, dettati dalla Divina Coscienza Universale, non è cosa utile crearne nuove copie sol per alimentare la curiosità umana. Tale ammaestramento non si ripete inutilmente.
Questo rifletta chi osa cercare qui un passatempo!!!
Essi, figliuolo, non sanno ancora il peso che in te gravita, né conoscono la infinita vastità dell'opera tua.
Essi cercano, con affanno, la via della maturità e vorrebbero lottare per distaccarsi dalla materia, dalle attenzioni che essa offre.
Se a costoro che si accostano al sentiero della verità UNA, è dato, per tuo consenso, spostare il centro della loro personalità dall'esterno verso l'interno, noi presenziamo tale convegno affinché avvenga la purificazione.
Eliminate tutti i pensieri e concentratevi profondamente in meditazione!"

[Foto Scritto del 1952]

LA VERBA SILENZIOSA DELLA DIVINA COSCIENZA UNIVERSALE
Lampeggiati discorsi
Oh, terrena opera, qual immensa ombra oscura vi è nel tuo seno denso di sottile falsità, insensato ed inutile orgoglio!
A che vale questo vostro edificio, o uomini, se esso è sterile di Luce Spirituale e di mistico amore, se esso è amorfo di verità purissima e di sapiente senso?
A che vale, o uomini, se la più vera di tutte le felicità vi sfugge e pur vi tormenta?
Quali sono le vere ricchezze che aspirano a raggiungere le vostre anime prigioniere dell'ombra ingannatrice che avvelena di malefica arte e di acuto soffrimento la vita?
Che realtà può darvi essa se voi sfuggite le conoscenze esteriori che la rendono sacra di fronte a tutte le coscienze del creato? Qual verità volete scorgere se i vostri occhi son saturi di densa materialità?
Nulla di bene potrete mai concepire se il vostro nutrimento è vizioso di egoismo, padre di tutti i mali e opposta forza del bene.
Solo un terribile mostro prende forma con tal spregiudicata opera e mai, la vostra fronte, potrà essere illuminata dal supremo bene dello spirito e delle sue eterne verità di amore e di giustizia.
E non crediate, o uomini, che tutto abbia termine col lasciare la vita. Mai sia, per i migliori, accogliere con tal oscuro senso la nascita e la morte di tutte le creature poiché, un tale convincimento, vi porterebbe nel più tenebroso di tutti gli abissi, nel vuoto del vuoto.
Sappiate che la vita altro non è che un mezzo che concede ai mortali la possibilità di evolversi cancellando, con la visione dell'opera del bene, ogni residuo male dell'oscuro passato. Questa, miei cari, è la vita, e non è la sola verità che da essa scaturisce, poiché, in essa molti misteri si celano all'occhio del profano.
Si, profano e, perdonatemi, se uso tale termine che non meno di voi colpisce la mia atavica coscienza.
Ma il tempo migliore per le migliori conoscenze non può fermarsi così, come non si fermano i più chiari tentativi della Sapienza Celeste che, nei secoli dei secoli, ha sempre in ogni istante svelato il potere della Verità Una, cinta dall'aureola della Coscienza Universale.
Ed è utile dirvi, con lietezza, che tale tempo è preannuncio di un tempo migliore per cui si rende necessario che l'uomo cominci finalmente a comprendere che il principio del suo vero Essere non ha residenza nella densità del corpo. Se pur partecipante nell'attività interna dell'involucro materiale, esso è fuori dal corpo denso della materia e non, certamente, per suo volere poiché, anch'esso, soffre più di noi essendo il risultato migliore di noi stessi, una parte di noi nel sentiero dell'Eterna Verità della Coscienza Planetaria, legato ancora a quell'io in lotta tra il bene ed il male, tra le tenebre e la Luce.
Ma, per poter interamente comprendere il gravoso cammino che percorre la Divina Luce per il raggiungimento della mèta, occorre compenetrarvi nei seguenti discorsi.
Tale principio, che è il vero Essere, la purissima qualità dell'Eterno DIO, un tempo remotissimo conseguiva nella più assoluta immobilità la profonda visione del bene increato e del bene creato assorbendo, con il suo Divino splendore, tutte le vibrazioni che la stessa luce emetteva con le caratteristiche più sublimi di tutte le felicità. La sua natura, purissima luce di coscienza universale, per quella Altissima Legge che governa il divenire continuo della Rigenerazione, è costretta a mutare per il conseguimento dell'opera creativa.
Per tal motivo lo splendore della qualità Divina è, per coscienza, impegnato a precipitarsi nel vortice di un complesso di altrettanti splendori.
Da questo vortice viene il duro cammino di una esperienza che, se pur all'inizio, costringe lo splendore a perdere l'originale qualità di luce purissima e di immobilità assoluta conducendo un metodo di adattabilità nelle nuove qualità acquisite dalla nuova coscienza di essere. La sua luce varia di intensità, or troppo chiara or più opaca, ma non più splendente come nel suo principio.
Il cammino continua per milioni e milioni di anni con la sola speranza di toccare il fondo per poi risalire e per sempre in eterno. Così, dopo aver raggiunto la sfera della Coscienza planetaria, lo splendore è nuovamente costretto ad attendere l'ultima prova, la più significante perché la più dura di tutte le conoscenze vissute.
L'eroico cammino porta lo splendore nella sfera delle virtù della Coscienza Planetaria ove regnano sovrani il senso Divino dell'Amore e della Giustizia aureolati da altre cinque virtù, armi di difesa per chi è destinato a raggiungere sino in fondo la speranza suprema dell'eterno ritorno. È l'ultima prova, l'ultimo volo verso la esperienza più tragica della discesa in cui il fondo appare come un tenebroso sentiero senza speranza alcuna, un abisso di oscurità vischiosissima dove si agita il primo involucro che racchiude la più densa di tutte le materie. Ed eccoci al cospetto della più pesante di tutte le esperienze vissute ove la realtà altro non è che tenebrosa gravità che assottiglia sino all'impossibile le divine qualità dello splendore Divino.
Ma la speranza si infiamma, si ingigantisce, travalica spazio e tempo, poiché le ali dell'ascesa immortale si sono aperte per sempre in eterno.
Ed ecco il mondo, il nostro mondo che più e meglio di noi sa, essendo anch'egli una creatura della Coscienza Universale di Dio: creatura della eterna Luce che opera e spera come coloro che per essa e su di essa toccarono il fondo per ritrovare la Grande Speranza. Ed è inutile che io vi dica delle tre dense vie materiali che lo splendore divino del nostro vero essere ha dovuto percorrere per acquistare l'involucro umano; poiché un Essere tre volte grande, ché or in Spirito Solare mi conforta con la Sua Divina Sapienza per Altissimo Volere del Sacro Collegio dei Sette Spiriti di Dio, meglio di me espletò con somma arte tal gravoso compito. Comunque, per maggior concessione avuta, mi limito a dirvi quanto appresso con la speranza che la vostra ragione non abbia a tradirvi.

"DALLA TRASMUTAZIONE DELLA PREZIOSA MATERIA AL VEGETALE. DAL VEGETALE PER METAMORFOSI ALL'ANIMALE. ED INFINE, CON LABORIOSISSIMA ARTE COSTRUTTIVA, TUTTI E TRE NELL'INVOLUCRO UMANO".
Non è il tempo per poter comprendere a fondo tale verità ma, nel futuro, quando l'uomo avrà raggiunto la massima dilatazione della sua coscienza individuale, ogni velo cadrà ed ogni segreto processo che racchiude il mistero del Sangue e della Carne diverrà chiara verità. Siatene certi.

Tale primo discorso vuole essere una comprensibile visione di quel Sentiero ove la Luce eterna dello Spirito muove il passo dell'opera divina ed ove gli splendori della Sua Coscienza universale concepiscono tutta la infinita armonia della Sua arte creativa attraverso le sette Sfere di tutti i Cieli del Celeste Regno dell'Intelligenza Superiore di Dio.
Ed è nel mio pensiero che tal prima visione può essere compresa poiché, in essa, vi è anni dato il soffio di tutte le riflessioni che la mente dei Saggi cercatori della Verità Suprema del proprio Essere Divino deve poter scuotere nel giusto senso voluto, affinché si sveli l'Arca della Suprema Sapienza che, come brillante lacrima, racchiude la perla di tutte le verità dell'acceso amore dell'Assoluto, onnipresente in tutte le creature ed in tutte le cose visibili ed invisibili, manifestanti e non manifestanti con la Potenza e la Gloria incommensurabili delle Sue eterne Leggi Creative.

Ed or, miei cari, rimaniamo un po' in questo nostro mondo per osservare con diverso sguardo la pura realtà di questo eterno Essere, con la certezza indiscussa che un giorno non lontano anche questa corteccia, che ancora imprigiona di densità lo splendore della nostra purezza Divina, cadrà e per sempre, in eterno.
Certezza indiscussa, io dico, perché quell'atteso giorno dovrà pur venire affinché si avveri la gloria delle Anime divenute coscienti di ascendere attraverso il Sentiero dell'eterno Ritorno che conduce a Dio.
Quel giorno verrà e sul volto stanco di questa generosa Madre Terra, altro non rimarrà che la sola immagine di tutti i sorrisi e di tutti i pianti, di tutte le gioie e di tutti i dolori di tutto un tempo che ci vide lottare tenacemente con la sola ed unica speranza di muovere il cammino verso l'antica dimora del Cielo più alto dei cieli.
Qual tempo occorre perché l'uomo possa finalmente conoscere se stesso, il suo vero Essere immortale, non occorre saperlo, poiché fin dall'inizio della sua prima esperienza in questo denso mondo, egli ha sempre impresso nell'Aura dell'umana coscienza la sublime verità del suo vero Essere.

La religiosità, con cui l'interno si elevò, attraverso una continua lotta a somiglianza dell'esterno, togliendo al dominio della densa materia la viva luce della divina qualità, non poté essere, nel suo principio evolutivo, nella stessa posizione in cui oggi ci appare. La Coscienza Planetaria non sempre ebbe dinanzi a sé la medesima coscienza individuale e collettiva Umana.
In principio, nell'età atavica, il nostro divino Essere si trovò completamente nell'ombra della vischiosa materialità perdendo, nel sonno lento della sua avvolgente condensazione, la coscienza delle qualità precedenti acquisite durante la discesa che lo doveva mutare dal Divino all'umano. L'uomo, compreso nella sua vera essenza divina, non fu creato in terra, bensì in cielo dove è sempre esistito, in Luce Purissima di Coscienza Universale, in DIO.
È bene che l'uomo conosca quale è in realtà il vero valore della ultima manifestazione della Coscienza Planetaria con cui ci è stato concesso di togliere uno dei tre veli che, ancora oggi, copre di sottile ombra dogmatica la nostra ragione per colpa di coloro che hanno reso silenziosa la possente Voce di DIO.
Ma è bene che costoro abbiano a ricredersi poiché il Verbo di DIO non conosce altra mèta se non la Sua e a nessuno è concesso, per terrena arte, celare la Luce della Sua Suprema Volontà.
Chi ha sete del Suo Amore deve essere dissetato con purissima verità affinché non abbia a sentire l'immenso vuoto che sovrasta di avvilimento l'opera della terrena vita.
Tale è il grande volere del Cielo e mai un solo attimo di tempo è passato privo di questa suprema forza che illumina di splendente Luce ciò che altri oscurano di dense tenebre.
A che cosa è servito il Divino evento di Gesù?
Miei cari, ancora oggi, dopo ben 1954 anni che ci distanziano da un così regale Genio della Coscienza Universale di Dio, ancora oggi dinanzi a tanto eterno splendore che illumina il Verbo Onnipresente dell'Altissimo Padre Celeste, vi sono ciechi e sordi, incoscienti e derelitti che brancolano nel buio, nell'immensa caligine delle più fitte tenebre del male.
Ma la Coscienza Universale, un giorno non lontano, mostrerà ancora una volta, attraverso l'eterno Genio del Suo incommensurabile Amore di Giustizia, il nuovo Sentiero su cui tutte le creature cammineranno vedendo ed ascoltando, con la piena coscienza del Suo vero Essere e pieni di linfa Spirituale, il Cristo, il Principe della Divina Sapienza, il Giudizio della Coscienza Universale di DIO.
E si avvererà, come si avverò nel passato il nuovo Risveglio della Coscienza Umana, mostrando in tal modo, che l'ascesa del nostro divino Essere non può fermarsi, ma può semplicemente rallentare il passo, e ciò non per colpa della Superiore Coscienza, ma ben io dico, per colpa di coloro che mal comprendono o addirittura non comprendono ancora che DIO è in noi e che noi siamo in Dio e che al di là del tempo e dello spazio non un solo momento siamo rimasti soli in questa dura esperienza terrena.
E permettetemi che io dica a costoro: cercate, o creature, cercate con tutta la forza della vostra fede, ingigantite e dilatate nelle buone opere l'Aura della vostra coscienza, meditate con spirituale fervore ogni passo del vostro terreno cammino, svincolatevi dall'inutile ombra dell'eccessivo bene materiale che illude, tormenta e corrode il supremo Bene che è in voi; amatevi e soccorretevi con sublime slancio spirituale e vi accorgerete di non aver cercato invano.
Molti sono coloro che, avvolti e travolti dalle più effimere carezze del male, altro non fanno che rendersi privi di quella Luce che più di ogni altra carezza ci dona grande sollievo ed immense gioie.
A che vale, carissimi amici, a che vale conoscere soltanto ciò che vi concede la pesante amarezza di imprigionarvi nell'ombra ingannatrice delle più pallide illusioni? A che vale sfuggire all'eterno bene dello splendore spirituale che è il solo a potervi dare la pace e la serenità, la libertà e la gioia di una realtà purissima, di una sapiente coscienza che illumina di conforto ogni attimo di tempo che vi solleva in alto verso DIO?
Ascoltate, dico a costoro, ascoltate questo vostro umilissimo servo che sente agitare nell'interno dell'anima la silenziosa Verba dell'Altissimo, con la Suprema Coscienza della Sua infinita Sapienza, che incide con sublime arte celeste l'opera immensa del Suo eterno Pensiero e, che io, misero servo dei Suoi servi, accolgo con profonda ed inconcepibile venerazione per amarLo e servirLo.
Destatevi o mortali, poiché l'ora tanto attesa giunge, ed il Suo Regno con tutti i Suoi Eletti verrà in terra a giudicare l'opera nostra per mezzo del CRISTO, Sapiente Principe della Celeste GIUSTIZIA.

* * *
Io dico a chi mi ascolta:
Io son l'uno e l'altro e son la medesima cosa.
Sono Colui che fu, è, e sarà.
Fui BHARAT il Tre volte Grande e pur Giovanni fui.
Dico ancora:
Colui che fu col nome di Giovanni ora è tempo remoto, così come io oggi sono, non ero. Egli fu nella quinta e pur nella sesta razza madre umana e operò cose diverse in diversi tempi e in diversa persona.
Ben ricordo ciò che esprimo ed a parlar è l'Uno e pure l'Altro.
Poiché io sono e ben ricordo di essere stato adoratore dello spirito nella quinta e pur nella sesta razza madre umana, non siate presi dal dubbio e curate come le piaghe del vostro corpo l'amore dello spirito, perciocché egli è simile ai raggi del Sapiente Sole, penetra ed illumina ogni cosa creata dalla mente di DIO.
Se voi non aprite l'altra porta e vi rallegrate di tener aperta soltanto l'una porta, Egli non penetra in voi, né la Sua Luce darà ristoro alle anime vostre, né ancora illuminerà di eterna beatitudine l'un e l'altro tempo dell'eterna vita.
Non vale adorare ciò che si vede e pur si tocca, non vale dire questo è DIO se DIO non è. Or vi dico siate più svelti ad aprir l'altra porta perciocché è dall'altra porta che entra il grande bene dello spirito.
Da tale porta giova trarre utili consigli acciocché l'una porta non abbia a nuocere il bene che dall'altra entra nelle anime vostre.
Ed ancor vi dico: l'una porta non può dare ciò che l'altra porta dà. L'una porta conduce nel sentiero della materia, l'altra conduce nel sentiero dello spirito.
Nell'una porta vigila il Deformatore, nell'altra il Creatore.
Siate dunque consigliati ed attenti nell'accettar consigli e grazie dall'una porta, perciocché non dà buoni consigli, né vivifica la fiamma dell'Amore di DIO.
Il vero DIO entra solo dall'altra porta e solo dall'altra porta si ricevono le grazie che sono virtù del Regno della Luce eterna di DIO.
Sappiate ancora che io or sono simile a voi e come tutti voi io son peccatore, eppur trovo sollievo dei miei peccati, trovo buoni consigli, trovo più che mai pentimento, trovo forza e felicità, trovo il timore di DIO. Ciò ottengo per concessione di DIO perciocché dall'altra porta tal bene mi entra nell'anima e nella vita. Apritela dunque e con fede, non fate che in essa si formi caligine e polvere, non è utile tenerla chiusa, non giova né a questa, né all'altra vita. Non giova, siatene convinti.
Vi narro ciò che avvenne in me, per me è tempo remoto, in quei luoghi ove in questi tempi giace morbido e lucido come cristallo il grande mare di sabbia.
Ora son trascorsi dall'attuale tempo, dodicimila anni, ed il luogo ove io mi trovavo non era così come oggi appare ai vostri occhi.
Allora era un grande giardino odoroso ove la quinta razza umana traeva incanto e profumi, ispirazione e nutrimento per lo Spirito e per il corpo.
Là giaceva ogni cosa che sa di sogno. Là vi era canto e musica di beatitudine. La notte era simile all'arcobaleno e le stelle si specchiavano nella sua stessa luce con profonda allegrezza.
Or tutto è diverso, tutto è mutato, tutto è sommerso dal castigo di un grande vegliardo che per volontà di DIO operò morte e distruzione.
Avvenne un dì che il grande Sapiente Sole era più splendido che mai, ed aveva mosso due passi di cammino dalla culla del giorno.
Ogni anima ed ogni cosa era in letizia nel comune bene e alla opera tutti erano immersi per trarre i mezzi utili per vivificare la vita.
Io ero là immobile a contemplar tanta armonia creata e minimamente io non mossi né piede né pensiero altrove, or si verificò che il corpo mio sentì per sette volte fremito e sussulto, come se stranamente, quel che io non vedo ma penso, volesse distrarre la mia attenzione da ciò che gli occhi miei ancor desiavano vedere. Provai tanta gioia e pur tanta tristezza prima che l'Eterna voce dello Spirito cominciasse a parlare con potente voce e dicesse:
"Ascolta, luce del Cielo, ascolta! Ciò che i tuoi occhi vedono son cose che il tempo muterà. Tutto si dissolve, tutto è destinato a mutar volto. È questo il grande segreto della vita e della morte".

Ed io ascoltavo attentamente a tale insegnamento che ancor diceva:
"Dal seme il seme, dice colui che tu pensi e non vedi.
Da macigno a polvere, da polvere a macigno, così, sempre.
Guarda là, in quel punto vi è un serpente d'oro mandato dal Cielo. Egli si muove in maniera da insegnare a te tante cose che apprenderai, ed apprenderai perciocché ciò che Egli manifesta è Legge del Regno dell'Immutabile, dell'Eterno, dell'Infinito, di Colui che pensi e non vedi".
Quelle direttive appresi e mossi cammino verso il prato indicatomi dalla Divina Verba. Giuntovi, vidi con somma verità un serpente adagiato sulla corta erba verde.
Appena giunto nelle vicinanze una potente voce si sentì per lo spazio, che diceva:
"Io son servo di Colui che tu pensi e non vedi e qui son venuto nella forma che i tuoi occhi vedono per operar disegni che sono eterne leggi di Colui che tu pensi e non vedi.
Ciò Egli vuole acciocché tu abbia ad osservare tali ammaestramenti per il tempo che dovrà venire, perciocché così è scritto che sia".
Dopo aver detto ciò, avvenne che il gran serpente dorato si mosse prendendo forma diversa da quella che aveva prima. E si verificò che, mentre egli si muoveva, una dolcissima voce parlava dentro di me come amabile ammaestratore, acciocché io apprendessi il significato delle forme che il serpente dorato prendeva nel tempo.
Vi narro ciò che appresi in quel tempo e per questo mezzo che DIO aveva disposto acciocché apprendessi i segreti delle cose create. State attenti ed ascoltate:
"Di questa prima forma tu vedrai l'ASSOLUTO su cui si chiude la prima forma di ogni cosa esistente in spirito e pur in materia, e per cui ogni cosa ha il suo principio".
Ed ancor diceva: "Su quella pietra scolpisci la prima forma perciocché da ciò e con ciò avrà inizio ogni cosa".
Ebbi a scolpire tale forma che il serpente aveva.


[xxx]

E la voce del Maestro che era dentro di me diceva:
"Guarda ciò che fa luce il giorno e ciò che fa luce la notte. Guarda pur gli astri in Cielo e guarda ancor nel ventre della genitrice, allor tu vedrai e proverai convincimento che l'Assoluto, la Fine ed il Principio di ciò che prende Anima è chiuso in tale forma. Ma poiché tal forma altro non è che forma, è giusto che tale non rimanga e quindi scolpisci sulla pietra quest'altra forma".
Ed io ebbi a scolpire quest'altra forma che era simile alla nuova forma che il serpente dorato aveva preso nel tempo.
E la voce del Maestro dei Sette Cieli così parlava dentro di me.
"Osserva e fai attento esame della nuova forma perciocché la forma di prima non è più. E per ammaestramento io dico a te: l'Assoluto non è più se non l'ESSENZA dell'Assoluto, il VOLERE, il Principio e la Fine.

[xxx]

Or tu sappia per migliore conoscenza di questa forma, che il Fuoco prima di essere tale è nell'Assoluto, che l'Acqua prima di essere tale è nell'Assoluto e similmente tutte le altre cose ed insieme anche gli uomini.
Tale eterna Legge regge tutte le cose che conosci, che vedi e pur che senti. La medesima Legge regge il principio della tua parola e in tutte le cose che si manifestano nel corpo dell'Uomo e delle altre creature terrene.
Per cui ciò che esiste in questa terra esiste nell'Assoluto, dunque ciò che esiste nell'Assoluto esiste in questa terra.
Guarda quell'uccello su quell'albero che affonda le sue radici sulla terra e rivolgi tale domanda:
Dimmi tu, creatura alata della terra e tu pure dimmi, albero, che più forte di me sei attaccato alla terra, che mai eravate prima che foste tali?
Loro a te risponderanno che prima di essere, erano nell'Assoluto e poi aggiungeranno che dopo essi erano nella forma dell'Assoluto, ed infine ancor ti diranno che essi non sono più né nell'Assoluto, né nella forma dell'Assoluto, ma ben ti diranno che essi sono nel PRINCIPIO del VOLERE dell'ASSOLUTO.
Or è bene che su questa pietra scolpisca quest'ultima forma".

Ed io ebbi a scolpire l'ultima forma che era simile alla forma che il serpente dorato aveva preso nel tempo.

[xxx]

E la Voce del Divino Maestro così parlava dentro di me:
"Da ciò che ora incidi sulla pietra ben ricordati perciocché tal forma vuole dire che ogni cosa creata ritorna al Creatore con la conoscenza della Grande Verità e pur con lo spirito nobilitato dalle opere che maggiormente spingono verso l'alto dei Cieli nella via del ritorno.
Sappi, per meglio reggere il tuo cammino, che convien rivolgere lo sguardo in alto ed il pensiero a DIO. Là è Egli; là è l'ASSOLUTO ove tutto tende ad andare. Tale forma vuole significare ciò. E ben tu sappia che ogni cosa creata sente il medesimo desiderio e per tale motivo ogni cosa che è sulla terra o che in essa precipita si spinge prima o poi, con ogni forza verso l'alto per tentar, con le opere migliori, la via del ritorno. Or convien che tu sappia ancora molte cose, poiché sarà utile che tu le sappia per il futuro che a te si conserva nella settima generazione della sesta Razza Madre degli Uomini".
Io ascoltavo in forte turbamento di gioia per ciò che avevo imparato e scolpito su quella pietra. Era quella la grande Verità che io ebbi a conoscere perciocché dalle forme del serpente dorato avevo ben imparato che ogni realtà altro non è che un sogno, un sogno nella quiete dell'ASSOLUTO, un risveglio nello spirito, nell'Essenza di DIO.
Mentre a tali cose io pensavo ebbi un gran smarrimento sì da condurmi ad implorare l'Eterno aiuto dei Cieli, una potente voce tuonò nuovamente nello spazio dicendo:
"Io sono il servo di DIO, uno dei Sette Giudici dei Sette Cieli, io sono il Suo Verbo, il Suo Pensiero, la Sua Eterna Legge, io sono la linfa dello spirito e la potenza di ciò che è e che ancor non è".
Tale possente voce veniva dall'alto dei Cieli, mentre ogni cosa che a me stava intorno prendeva una luce simile a quella che sta intorno al SOLE sapiente e saggio. Il Serpente dorato non era più, né io altre volte lo vidi lungo il tempo. Ma la voce del Saggio Maestro era dentro di me ad operar discorsi nel tempo del giorno e della notte acciocché nell'anima mia penetrasse come fuoco divino l'alto insegnamento del Sapere Universale.
Ed avvenne che un dì, mi trovai nei pressi ove si verificò ciò che ho sopra narrato e mentre il cuor mio era ad operar normale attività esso si fermò di colpo, e per sette volte, per poi ricominciare normale attività. Io compresi e, senza pensiero al pensiero, rimasi nell'attesa di conoscere.
Ed avvenne che la possente voce rinnovò il suo dire, dicendo:
"Ascolta e con sapienza attendi a ciò che io vorrò dirti. Or farò molte considerazioni e darò a bere all'anima tua l'Elisir della Divina Conoscenza in tante cose che or stanno chiuse nel tempo dei tempi che è e che sarà perciocché in tal modo esso muove il passo. Or inizio a specificare ciò che è la VITA e per quale ragione viene così chiamata".
Ed io appresi tale conoscenza in quel luogo ove il Divino Maestro usava invitare la mia persona e pur la mia anima. Ed Egli ebbe a dirmi tante cose che io qui narro.
"Ascolta, poiché ascoltare la voce dello Spirito di DIO è grande dono e virtù celesti si acquistano. Chi è mai colui o quella cosa che non segue le direttive e i consigli del Cielo? Nessuna cosa è libera per quanto sembra che sia tale.
La vita è questa, libera di scegliere il cammino da percorrere? NO! Essa è guidata anzi tempo, prima che essa vita divenisse tale. Ammaestra ti dunque, e ricavane di quanto io ti dico oggi, per il tempo di domani affinché tu abbia a ricordare. Sii severo con te stesso imponendo con viva forza del volere, il dovere, perché ogni atto che la tua vita manifesta è un atto scritto dal Sacro Volere dei Sette Giudici di DIO, che è Suo stesso Volere.
Io ti dico: domanda a te stesso che cosa è mai la vita e la medesima domanda rivolga la tua parola ad ogni cosa che gli occhi tuoi incontrano. Osserverai che la vita non esiste e né la morte è vera.
Tal risposta danno ed Io ben dico a te che: né l'una, né l'altra è verità, perciocché né l'una, né l'altra rimane tale. È verità quel che Io dico, ed è vero pure che il macigno prima di divenir tale non era che polvere e la polvere prima di divenir tale non era che macigno. Né il primo, né il secondo avvenimento è Verità, e similmente è l'opera della vita e pur della morte. Io son Verità e tutte le cose che come me hanno raggiunto l'Assoluto; l'Eterno Padre dei Padri Tuoi.
"Fuori dall'Assoluto non vi è che una invisibile parte di Esso. Io dico a te: l'UNO può produrre il DUE, e ancor l'UNO può produrre il TRE, ma né il DUE, né il TRE può mai produrre l'UNO. Or sappi che per raggiungere l'Assoluto occorre fare il seguente processo: l'UNO è Principio, il DUE è Volere del Principio, il TRE è Movimento del Principio.
Dunque è da dire: ogni cosa è Causa del Principio che è Volere e Movimento in una medesima cosa. Non c'è verità dunque se il Volere dell'Assoluto non ha raggiunto il disegno che è Verità della prima causa, raggiungimento dell'anello.
Sappi ancora che, l'anello non è verità se non è anello in tutte le parti. Ricorda bene il primo disegno del serpente d'oro e guarda bene su quella pietra ove hai inciso tal forma.
La terra diverrà polvere di fiamma perciocché tale fu prima di essere terra. Eppur io dico non rimarrà, perciocché tornerà ad essere ancora terra.
L'uomo prima di essere tale è nell'Assoluto. Similmente tu fosti prima che l'anima tua prendesse corpo.
Succede che il tempo, che è Ordine dell'Onnipresente, apporta crescita e perciò, l'uomo appena nato non è simile all'uomo cresciuto, né l'uno è sulla medesima via dell'altro. Similmente accade in tutte le cose create.
È dunque vero quel che io dico, perciocché come l'uomo, tutte le cose che i tuoi occhi vedono, fanno medesimo cammino. È pur vero che il Sole, la Luna e pur le stelle son per diverse vie perciocché ognun di loro passa da luogo ove l'altro è già passato o dove l'altro deve pur passare. Cosa uguale è la tua vita e medesimo è il cammino di tutte le cose create. Sappi pure che nessuna cosa creata serve a sé stessa.
In verità ti dico che il Sole, l'Aria, l'Acqua ed il Fuoco eppur la Luce e le Tenebre e ancor e ancor quant'altro è nel creato, operano e non per sé stessi. Or io dico l'uomo non è egli simile?
Ben ricorda... Ciò che sembra spento o ciò che sembra finito per sempre, altro non è divenuto che una diversa cosa in un'opera diversa utile ad un'altra cosa che arde e che vive. Quest'altra cosa a suo tempo sembrerà spenta o finita per sempre, ed in verità farà medesimo sentiero. Così sempre, è questa la legge dell'Eterno, dell'Assoluto".

A Te questa Saggia Conoscenza nell'ora della tua gloria
Né la vita né la morte è verità, poiché né l'una né l'altra è cosa diversa. Ciò che è vita è pure morte e ciò che è morte è pure vita.
L'opera di ogni cosa altro non è che il principio di una cosa che fu e che per Legge Divina deve divenir cosa diversa.
Eppur ti dico: ciò che fu è dentro ciò che è.
Per tal motivo la vita altro non è che il volere di un principio che fu, mentre la morte vuol dire il principio di un diverso cammino di una cosa che sarà, eppur è la medesima cosa di ciò che nel tempo dei tempi sarà: lo Spirito Indistruttibile ed Immortale, se pur Mutabile, della Creatura "DIO".

* * *
Non sempre gli uomini poterono vincere e l'ultimo bene di una delle più preziose gemme che rese felici milioni e milioni di esseri per decine di migliaia di anni, perì per opera della superiore coscienza. Questa fu l'Atlantide, paradiso della Terra, che gli uomini stessi distrussero con la loro incontenibile mostruosità materiale.
Quale ascesa di insuperabile bene distrutto dall'insuperabile male per consenso degli uomini! Milioni e milioni di uomini perirono per aver consentito alle tenebre il permesso di penetrare nel più profondo dello splendore divino, lasciando che tal preziosissimo bene rientrasse nel suo regno per lasciar posto alle sozzure della densa linfa dell'ombra.
Gli esseri perdettero la purezza di tutte le armonie del bene supremo e mai, per millenni e millenni , poterono trovar duratura pace nelle loro anime.

Un giorno, son circa due anni, una lacrima di Dio venne a rifugiarsi nell'anima mia.
Ciò che avvenne in me ancor non sono riuscito a descriverlo, né mi propongo di farlo adesso. Io so benissimo quanto sia grande la vostra curiosità e so pure quanto difficile è essere compreso. Lo scetticismo è l'opposta forza della fede e non potrei sicuramente costringervi ad abbandonarla per chiudere, almeno per un breve tempo, la porta dell'incomprensione e dell'incredulità.
Ma a voi, creature senza colpa, desidero esprimere un grande augurio: che un giorno possiate anche voi comprendere ed essere compresi e capire quanto siano preziose la fede e l'ubbidienza per quelle cose spirituali che, come le lacrime di Dio, sono senza peso e senza forma e che al cospetto dell'Onnipresente Iddio sono più coscienti e più prossime di quanto lo siamo noi con tutta la nostra sviscerata fede.

* * *

Grande Venerabile Lacrima di Dio
Or che maestosamente lo Spirito mio vibra all'unisono con la tua saggia potenza, parlami affinché io possa sentirmi vicino a quel mondo sapiente che dall'alto dei Cieli mi guarda e mi desia. Maestro Venerabile, sia come sempre dolce lo sguardo Tuo affinché io possa dalla Luce splendente dei Tuoi potenti occhi, trovar quiete e forza di operare in questo mondo ove il Tuo volere mi ha mandato. Parlami, Venerabile Maestro dello Spirito, parlami in questa silenziosa attesa, poiché lo sguardo mio oltre a vederTi, implora il sublime ammaestramento della Grande Legge, affinché io non abbia a menomare lo scopo della missione che Tu, Spirito di Dio, hai voluto, per onorarmi, affidare.

Meditazione:
"Grande RAM"
"Grande BHARAT"
"Grande ERMETE"

"Noi diciamo: le cose vere, le cose più potenti sono dentro di te.
Volgi il tuo sguardo al mondo non con gli occhi del corpo ma con quelli dell'anima.
Io son l'uno e sono pure l'altro.
Io sono il principio della materia e sono pure il principio dello Spirito. Io sono colui che venne dall'Alto e a te ha dato per volere dei Sette Spiriti di Dio la folgore che scuoterà le menti.
Tu sei dinanzi alla terra, al mare, al cielo, chiedi e lor ti parleranno di Dio.
Ora tu sei quello della grande unione dello Spirito ed il pensiero tuo è nell'Alto cielo dell'Universo e da esso ti giunge alimento.
Tu hai corpo e meno sai di ciò che ben conoscevi prima. La Grande Legge, il Grande Principio è in te nelle sue tre forme: Materia - Energia - Spirito. Da tale mondo una sola cosa hai preso per il tempo che l'opera tua si concede. Ben altro mondo è il tuo ove hai preso bagaglio che in tale mondo è ancor sconosciuto".

* * *
"IL SACRO CONVEGNO E I DISCORSI DELLA DIVINA SAPIENZA"
O miei diletti, ogni principio della vostra amabile e confortevole compagnia mi sembrò, all'inizio del risveglio, una opposta forza del bene, ma or che in me vi sento con tutte le virtù della Luce Divina, comprendo sino in fondo la verità che con crescente sviluppo penetra nel profondo dell'animo mio.
Ogni cosa si scioglie dall'atavica luce della mia coscienza e, se pur con lento giudizio, ciò avviene. Ogni attimo del remoto tempo si illumina di consapevolezza ed il saggio ammaestramento che io ebbi dai maestri dal dolcissimo e splendente sguardo, nel tempio della settima sfera del Regno Celeste, si illumina nell'aura di questo terreno corpo.
Ogni cosa io conosco per tal potente opera dello Spirito Santissimo e nessuna verità mi vien celata dal velo del mistero. Or vi prego di concedermi grazia, o miei diletti, del vostro sapiente conforto affinché mi sia vicino il lontano sapere della sapienza degli atavici e Divini Padri di questo mondo.
Concedetemi la grazia se consenso non vi vien negato dal reggente del Triangolo d'Oro affinché si illumini di completa verità il mistero umano di questo mondo.
"Nostro affabile fratello, non un solo istante ci siamo staccati dalla tua lucente aura spirituale, né ci siamo mai resi stanchi e sordi ai tuoi richiami. Ben conosciamo la tua grave opera e per ammirazione abbiamo chiesto al Sacro Collegio dei Sette Spiriti di Dio il compito di sollevarti da ogni gravità di pensiero. Per tal motivo ci siamo resi potenze solari, affinché dal più lucente dei suoi soffi giungano a te le sette virtù della coscienza planetaria corredate dai germi pensiero di tutti i tempi, dal primo all'ultimo.
Sappi ancora che in te sta il potere di edificare e demolire con la forza della meditazione, per cui convien che di tal potere abbi sveglia coscienza di giustizia poiché tu sei il rinato per il trionfo di questa virtù che è splendore infinito di Colui che verrà col nome di Cristo Supremo, Principe Sapiente della Divina Giustizia dei Cieli e Figlio prediletto della Luce Eterna dello Spirito Santo.
Ora conosci quel che prima ignoravi per cui convien tacere tal realtà sino al giorno che ti sarà concesso svelarla, poiché il tempo tal volere porterà in tutti coloro che dall'Altissimo Cielo son scesi in terra per operar arte celeste e per rendere a chi ha sete ciò che il Santo Spirito ha profuso in voi per dissetare.
Rafforza ora e sempre dinanzi a tutti gli ostacoli umani il valore della tua eroica missione e sii degno ed umile servitore di Dio nei secoli dei secoli e così sia per volontà del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo.
Ti sia dunque concesso divenir l'uno e l'altro in una medesima cosa affinché tu possa manifestare la Luce Purissima della velata verità di tutti i misteri della vita e della morte, del bene e del male, delle cose mortali e del mondo".

"O miei diletti fratelli, qual duro compito è il mio in questo tempo così grave! Qual nuova speranza arde nel tuo Spirito, o Divino Maestro Bharat, e qual saggezza è accesa nel tuo Divino Spirito, o Sapiente Maestro Ermete?
Qual supremo consenso ha avuto lo splendore immortale della vostra Divina Coscienza per illuminare di Celeste arte la mia rinata visione terrestre?
Or che diversa è l'aura dell'umana coscienza per avvenuta crescita, convien che l'arte antica, se pur gravita ancora di profondo mistero, sia manifesta acciocché si avveri la volontà dell'Eterno Padre di tutte le cose visibili ed invisibili, e perché sia resa divina testimonianza all'antica stirpe dei Padri dell'atavica coscienza del primo mondo che per Suo altissimo volere edificarono e glorificarono l'arte della celeste creazione di Dio sulla terra.
Io BHARAT dico: questo è il settimo tempo dell'atavica speranza e convien comprendere con ragione purissima l'incommensurabile opera dell'amore del Santo Spirito, acciocché sia manifesta nell'interno la Verità-Una e perché non una parte del Divino rimanga incomprensibile e latente nell'ascesa continua dell'umana coscienza. La potenza della verba dell'Altissimo è in noi ed essa deve pur svelarsi, operando con armonia e con saggezza con il tempo che la legge della coscienza universale ha posto in seno alla coscienza planetaria. Ogni cosa creata dal Divino Pensiero di Dio non può rimanere nell'aura dell'essere della conoscenza individuale, ma ben io dico: ogni cosa deve, con l'opera instancabile della forza spirituale che è dentro e fuori dell'essere, dilatarsi nella conoscenza universale per assorbire gradualmente la luce sublime della sua essenza Divina e per completare, con sapiente opera, lo sviluppo della Coscienza-Una del suo genere. È questo il sentiero ove ogni creatura calca il passo con il fardello della sua più grande speranza e voi, uomini che personificate l'arte sublime ed armoniosa dell'infallibile architetto di tutti i cieli, siate degni di questo consenso ed operate con saggezza l'arte terrena affinché si avveri il disegno della Divina Volontà di Dio.
Convien ricredersi perché il tempo muterà il senso di molte cose per opera e volontà dello Spirito Eterno e per la conoscenza di tale verità. Molti spiriti eletti dal Sacro Collegio dei Sette Giudici di Dio hanno ripreso corpo ed essi son pieni di Divina Potenza e di Divina Sapienza affinché abbiano a poter dimostrare la invisibile verità della Verba di Dio ed il nuovo sentiero che la umanità dovrà percorrere durante la settima crescita della sua coscienza.
Io ERMETE, dico: poiché l'arte del Celeste Regno convien che si sveli per modificare la virtù di apprendere dell'umana coscienza, io slego per divino consenso dei Sette Giudici di Dio, il nodo del silenzio affinché ancora un velo sia tolto dall'eterno mistero che custodisce, sin dal principio, la ineffabile verità che se pur celata nel cuore e nella mente dei reggenti di tutti i tempi ha sempre guidato la continua ascesa di tutte le conoscenze terrene ed universali, visibili ed invisibili, in perfetta armonia con il graduale sviluppo della coscienza umana e con il consenso dell'altissimo volere che, per la immutabile ed eterna fiamma del Suo amore purissimo, si è più volte degnato di manifestare le Sue eterne virtù in carne e sangue lasciando la luce purissima della Sua Divina Sapienza come il solo ed unico mezzo per salire nelle eterne sfere del Suo migliore regno.
Or vi è concesso di conseguire lo stato unitario di ogni singola coscienza in modo che la luce della sapienza divina divenga unica cosa come in verità è sempre stata e mai conseguita per la immaturità del potere intuitivo.
Sin da tempi remotissimi, il mistero della purissima verità ci è stato concesso con manifestazioni diverse ed idonee a poter essere comprensibili ed in parte assimilabili per la natura dell'esperienza dell'essere umano nei diversi cicli della sua evoluzione terrena. Ed in verità io dico che è cosa vuota di senso pensar che un comune padre mortale possa dimostrar al proprio rampollo una difficile verità fuori il giusto tempo, perché egli sa che non potrebbe in quel tempo comprenderla, essendo solo cosciente di essere nella luce e nelle tenebre della vita. Similmente avviene per le verità dello spirito che il Padre Eterno, giusto ed infallibile, dimostra nel tempo conveniente per essere comprese. Egli non può errare perché è il tutto, il finito nell'infinito e viceversa; Egli è la totalità di tutte le coscienze nel suo principio e nella sua fine; Egli è la sola luce che è in noi e fuori di noi, in ogni cosa e fuori di ogni cosa; Egli è infine il solo ed unico pensiero che lega e slega l'invisibile al visibile, con coscienza suprema e con arte di celeste giustizia affinché il tutto abbia a comprendersi nel mutevole cammino della eterna via del divenire, e perché non un attimo del Suo infinito amore rimanga vuoto di concepimento e di fecondazione nell'opera eterna della vita di tutti i cieli.
Destatevi, dunque, poiché il tempo della gloria sta per scendere su di voi, figli della terra, e mai tanto splendore si è staccato dai cieli eterni per onorare il felice ritorno del Cristo Supremo che, come principe di sapienza e di amore, si mostrerà per giudicare la "coscienza e la fede degli uomini nella vita e nella morte".
Destatevi e meditate in bene affinché non sia oscurata dal male la vostra perplessità, perché se tale sgomento venisse alimentato dall'avversa forza della fede, ancora una volta il Figlio di Dio rinuncerebbe a restaurare l'atteso Regno di Dio su questa terra e mai per millenni rivedreste la Sua misericordiosa luce di bene e di sapienza celeste risplendere sul volto di questo mondo.
Siate dunque prudenti ed accorti e sia dolce di verità la verba di coloro che, per Divino volere, son rinati con la potenza e la sapienza di tutti i cieli. Essi son di carne e sangue come tutti voi, ma il loro spirito vien dall'alto e nessuna aspirazione terrena può mai distoglierli poiché la loro coscienza non è terrena, ma bensì universale e ben sanno il segreto della vita e della morte e quant'altro è loro concesso sapere per suprema volontà di Dio".

* * *
Saggio Venerabile Maestro dello Spirito mio:
Io mi sento beato quando la voce Tua fa vibrare l'anima mia. Io colgo i Tuoi insegnamenti passati come novella fioritura e gli attimi che trascorro sono ebbri di felicità e di gioia.
Saggio Venerabile Maestro dello Spirito mio:
La linfa dello Spirito Tuo padroneggia nel tempo remoto e presente e la Tua Saggia Parola mi suona nell'anima e nel cuore. Io fui il Tuo servo e sono ancora il Tuo stesso volere. Io sono l'anima della Tua Anima e pur la voce della Tua Voce. Al di là e al di qua del tempo io corro per servirTi e per adorarTi, Maestro Saggio e Venerabile dello Spirito mio.

"Bharat, svegliati! Bharat, ascolta!
Sei rinato nella destinata via. Opera! Il sole, l'aria e il mare son le tue braccia.
Muta ogni direttiva poiché il male avanza e distrugge.
Svegliati, Bharat, svegliati e annuncia che il settimo nodo si è sciolto!
Or sei libero, Bharat, con la tua saggezza antica e con la sapienza nuova.
Sciogliti, Luce dell'anima mia, sciogliti! Or più che mai io sento l'opera dello spirito.
Sciogliti, luce dell'anima mia, sciogliti: illumina e risveglia l'assopita sapienza della remota vita.
Bharat, svegliati! Tu sei discepolo della fiamma ardente, Bharat ascolta!
Tu sei il RINATO per volere dei Sette Giudici dei Cieli. Bharat, tu sei il servo dei servi dello Spirito puro, dell'Assoluto, dell'Immutabile, dell'Eterno Padre di tutti i Padri.
Bharat, ascolta: or è tempo della settima crescita ed ogni cosa prenderà nuovo cammino. Veglia dunque, questo è il principio del tempo in cui si matureranno le opere dello Spirito.
Ora è tempo, ed il tempo è numero. Veglia dunque, poiché la splendida Luce dello Spirito verrà per squarciare le tenebre. Tali cose verranno come rugiada nella notte e chi sarà sveglio in quel giorno mai si chiuderanno i suoi occhi né insensibili diverranno i suoi orecchi.
Veglia dunque, Bharat, veglia ed opera con senno poiché dall'Opera tua si apriranno le porte dei Cieli".

Ed io ascolto attentamente, Venerabile Maestro dello Spirito mio.
"Svegliati, Bharat, svegliati! La terra, le acque e l'aria e pur il fuoco prenderanno diverso cammino. Ben tu sai e ben tu ricorderai le direttive prese dalle Sette Stelle.
Il mutamento delle cose strane create è nel tempo, come fu, come è stato e come sarà.
Molte cose strane alla vostra ragione si verificheranno e nelle vostre anime lo Spirito opererà. La Sua opera è numero. La Sua presenza è numero. Il Suo giudizio è numero.
Ascolta, Bharat, ascolta: ciò che è dentro di noi, meglio vede di ciò che è fuori di noi.
Ciò che è fuori vede al di qua, ciò che è dentro vede al di qua e pur vede al di là.
Tutto è freddo e tutto è fuoco. Tutto è fuoco e tutto è freddo.
Ogni cosa creata muta cammino ed il mondo, Madre, pur muterà nel tempo.
Veglia, Bharat, veglia.
Ricordati, Bharat, ricordati: l'Opera nostra altro non è che comune a tutte le altre opere delle cose create. Chi vive nel corpo, chi vive nell'urna della materia opera nell'albero. L'albero opera per tutti, tutti operano per l'albero. La vita opera e pur la morte fa simile opera.
L'anima ed il corpo son medesima cosa. L'una è per l'altro, l'altro è per l'una.
Noi operiamo perché altri operino, esistiamo perché altri esistano, trasformiamo perché altri trasformino.
Tutto è legato come una interminabile catena, e nessuno mai riuscirà a sfuggire al volere che scorre come il tempo.
Svegliati, Bharat, svegliati: io sono dentro di te per sciogliere ciò che stava legato.
Parla dunque, poiché l'anima tua vibra e si impregna di Saggezza e di Sapienza, e come allora, essa è piena di spirituale forza".

Anime del mio Sentiero: io sono IL RINATO e son colui che fu, or è tempo remoto.
Il mio Maestro fu Bharat, nella quinta razza umana. Or è il medesimo, figlio della Luce, saggio e sapiente. Egli è in me poiché io sono in lui.
Or sono dodicimila anni. Ebbi gran conforto dei Suoi insegnamenti e ciò che allora legò nello Spirito mio ora si scioglie come neve al sole. Nelle vallate argentee dell'Atlantide, io fui saggio e consigliato e l'opera mia, compiuta nel tempo della Sapienza, fu larga e profonda.
Il corpo mio or giace, ancora immobile, nel Tempio del Sole, ed esso, sta nella quinta Rosa del segreto giardino dello Spirito, là verso Oriente.
Or in questo tempo, sono come fui, e ben ricordo d'esserlo stato, poiché ciò che stava legato, il Maestro dello Spirito mio ha sciolto. Ed egli alberga in me e favella con dolce ed amabile sapienza. Io ascolto e profondamente medito su ciò che Egli saggiamente dice. Il Suo amore io sento e il Suo insegnamento mi giunge con continua forza.
"Tu sei in me ed io sono in te". Tali parole Egli non cessa di ripetere. Ed ancora: "Egli è me ed io sono Lui". Egli porta le ali di fuoco, ed il Sole, le acque, l'aria e pur la terra vegliano lungo il Sentiero Suo. Egli dice:
"Io albergo in colui che similmente a me visse nel tempo in terra e pur in spirito nei cieli. È RINATO, non per colpa, ma per volere dei Sette Giudici e delle Sette Stelle d'Oriente. Eppur io dico: Egli è me ed io sono lui e la forza dello Spirito è nel suo volto.
In lui vi è Saggezza e Sapienza, e sono splendenti come lucenti stelle. Egli ha le ali di fuoco e dall'Eterna Dimora è venuto tra voi, poiché il tempo della settima crescita è pur vicino. Io sono in Lui e pur Lui è in me. Poiché tale crescita apporterà gravi turbamenti fra le cose create. E tal motivo mi spinge poiché tal ordine ricevo e io dico ancora: or è tempo della settima crescita, e poiché tale crescita apporta nuovi orientamenti e pur nuovo cammino, convien vegliare e meditare con spirito sereno.
Io dico: il settimo nodo presto si scioglierà, e la luce dello Spirito squarcerà per la settima volta le tenebre. Tali cose avverranno per diversi sentieri e le acque, l'aria, il fuoco e pur la terra muoveranno nuovi passi. Quel giorno è chiuso nel tempo ed il tempo è pur vicino. Vegliate dunque, vegliate, poiché il segno è numero. Vegliate or più che mai poiché chi di voi, in quel tempo, avrà gli occhi dello Spirito aperti e le orecchie dell'Anima sensibili, tali rimarranno.
Coloro, che presi dal sonno piacevole del corpo e dei vizi, avranno in quel tempo sonnecchiato, chiusi dal terrore rimarranno i loro occhi e sordi dal fragore diverranno i loro orecchi, né mai rivedranno la gloria e la potenza dello Spirito Puro.
Vegli dunque chi ama salvarsi, poiché l'Opera dello Spirito è nel segno ed il segno è numero. Chi è colui che veglia, per prima muove pietà a Dio.
Chi è colui che sceglie diverso sentiero vedrà solo tenebre e pur terrore proverà senza speranza alcuna. Operate or più che mai poiché è tempo".

EPISTOLA DEL TEMPO
Nel breve tempo dell'alba e pur nel breve tempo del tramonto si sciolgono i nodi dell'antica conoscenza.
Bharat e pur Ermete in bianco lucente e con stelle a sette raggi in fronte rendono di fuoco le ali dei miei pensieri ed Essi, i nodi sciolgono con il volere dell'Uno e dell'Altro e a tal movimento si dilatano come nubi dell'Eterna Saggezza e della Vita-Una.
Io ben mi rendo conto poiché io sono stato da loro istruito sulla meditazione per accogliere le loro voci, per lo scioglimento degli affanni e pur per disperdere le umane sofferenze e prendere nuova vita mai veduta in questa terra. Il segreto è uno, ed è racchiuso nel vortice invisibile di ciò che mi circonda. Ed Essi, che si compiacciono di albergare nell'anima mia, fanno vibrare di profonda conoscenza le umane corde della mia vita.
Ben poco io conoscevo, prima che le loro volontà non divenissero, nel tempo dei tempi, cosa reale e facessero di me le lor persone e pur le loro volontà.
In tal modo, ogni cosa in me si è mossa come una continua fiamma di Sole e le loro saggezze e conoscenze si manifestano come cose definite e su cui mente umana altro non può aggiungere. I segreti del tempo remoto non sono più parole di fiabe, poiché io sento e vedo, lungo il sentiero antico, le leggi immutabili del principio e della fine di ogni cosa mortale.
Ben mi ricordano i Maestri la segreta via della Vita-Una e della Conoscenza-Una e ben mi consigliano ad usar tale sentiero, poiché da tal sentiero si giunge alla mèta di ogni avvenimento di ciò che è manifestato e pur di ciò che non è manifestato. Per tale via, Essi son divenuti saggi e sapienti ed ebbero pure le sette conoscenze della Vita Eterna.
Io tali conoscenze rivelerò, ma or non è ancora tempo, ed il tempo dovrà pur venire.
Loro sono a guidarmi ed io dovrò dare solo ubbidienza, poiché per tale motivo io sono RINATO. E voi che mi ascoltate, dovete sentir prudenza nel formulare giudizi, poiché sui vostri giudizi pesa il bene o il male del passato e del futuro dei vostri tempi.
Siate dunque giusti, poiché i giusti troveranno la conoscenza della salvezza e del bene eterno.
BHARAT dice :
- "Non sono i ciechi e i sordi a non vedere e pure a non sentire, ma son coloro ciechi e sordi che non vogliono vedere e neppur sentire".
- "Gli occhi sono per vedere, per soccorrere chi cade nel male, e le orecchie sono per udire il grido di chi si trova nel dolore e chiede salvezza".
- "Ora è tempo di aprire bene gli occhi e di sturarvi le orecchie, poiché molti cadranno nel male e molti ancora grideranno per chiedere aiuto".

ERMETE dice:
- "Quando avrete dilatato il massimo dell'attuale conoscenza, sentirete solo il peso tenace della gravità".
- "Cadrete inesorabilmente dentro una grande pentola di fuoco se non trovate il modo di frenare questa grande voglia di deformare l'anima dei corpi puri".
- "Mettete le mani in uno dei sette fiumi della purificazione e fate che essi non abbiano più ad affrettare la vostra misera fine".
Siate consigliati nel muovere parola, poiché ciò che è stato detto viene dalla fonte della Conoscenza di tutte le Conoscenze, poiché nessuna cosa viene senza quella forza che la avvia e la conduce.

[Foto Scritto di Eugenio]

Agli occhi dello Spirito, l'Arte Celeste non rimane muta. La silenziosa Verba avvince e trascina i giusti che sanno piangere e credere.
Non tutti potranno comprendere, poiché ignorano il grande principio di amore, ignorano che la materia è in ogni sua forma sorretta, guidata, organizzata dallo Spirito che in gradi diversi di manifestazione, esiste dovunque.

Per voi, uomini, è necessario che comprendiate, finalmente, l'indispensabile bisogno di aprire le porte delle vostre anime affinché possiate stabilire l'unità della vita di tutti gli esseri, dal minerale all'uomo e della Suprema Legge che lega questi alla vita.
Per comprendere tale preziosissima opera di Arte Celeste, è necessario possedere un animo puro ed un legame di immenso amore con tutto il Creato. Occorre risvegliarsi, educarsi, sviluppare una facoltà più profonda dello spirito: "l'intuizione" Questa gemma spirituale della Coscienza Universale, che è la ragione purissima della più alta evoluzione della Coscienza Planetaria, da millenni è ritornata nell'involucro sottilissimo del Mistero.
Molti uomini di tale tempo rimangono stupiti di fronte a cose che si sprigionano dalla loro più profonda coscienza senza poter scorgere la Luce originale.
Ebbene, io dico: quando la Coscienza Planetaria, ancor latente, sarà divenuta chiara anche in voi, il vostro io eterno saprà tutto se stesso.
Quel giorno anche voi avrete vinto la morte.

* * *
Prima che i vostri occhi vedano e le vostre orecchie odano, è utile che l'unione spirituale sia in voi tutti con la purezza delle anime vostre, poiché l'Arte Celeste rimarrebbe muta ed invisibile se tale unione non avvenisse.
Occorre che la coscienza divenga chiara e che le sue esperienze esteriori ed interiori abbiano a raggiungere lo stato di equilibrio necessario per il raggiungimento del completo risveglio di quegli occhi Spirituali che sanno osare all'unisono con il principio delle Leggi della Coscienza Universale dell'Assoluto.
Ciò che io vi espongo e vi tratto, rappresenta un principio nuovo per i vostri umani pensieri.
Il tempo che l'umanità attraversa richiede l'aiuto di nuove rivelazioni spirituali. E non sia meraviglia per voi questa parola, poiché la rivelazione vuole essere, oltre che l'essenza intima della radice delle religioni, la meravigliosa armonia dell'anima umana in continua opera con l'intimo pensiero di tutto il Creato: armonia e opera che rivela all'uomo i nuovi misteri del suo vero Essere immortale.
La grande Verità è Una, ed essa sorregge e scuote ogni pensiero che mira a comprendere l'originaria Scintilla Divina.
Ed infine io dico: per coloro che non sentono minimamente queste cose, che sono ancora prigionieri delle aspirazioni più basse della densa vibrazione materiale, tornino pure nel loro mondo, poiché non potrebbero né vedere la Divina Opera dell'Arte dei Cieli né sentire la silenziosa Verba dello Spirito Eterno.

Ed io ancor sento dentro di me il Divino Fuoco ardere come gli antichi giorni quando la voce dolce e possente del Grande Vegliardo diceva:
"Verrà il tempo che le umane cose si vestiranno di nuovi abiti e che il fuoco eterno si poserà come soffice rugiada in tutti i luoghi della terra. Avverrà pure che dubbi possenti tratterranno gli uomini sulla soglia di nuovi pensieri, mentre il Cammino degli Invisibili calcherà grave il passo dei mutamenti nell'aria, nell'acqua e nel fuoco.
Tali cose avverranno come fulmine e a nessuno è data conoscenza per evitare gran confusione. Infine si verificherà un avvenimento che l'Inconoscibile si degnerà di operare nell'immensità dei Cieli e a tal vista gli uomini sentiranno veramente timore dei tempi che incalzano".
Il cuore mio ansava velocemente mentre la Voce possente del Divino Maestro penetrava nell'intimo del mio corpo come possente e penetrante cosa. Gli occhi miei erano fissi negli occhi suoi e provavo tal dolce trasporto che mai io mossi altrove le mie umide pupille.
Egli che di me gioiva per l'attenzione che Gli rivolgevo, chiamandomi in disparte volle concedermi brevemente la Sua soave compagnia.

IO SONO POIMANDRES
Io, figliuolo, sono sempre con te, in te, ricordatelo, perché è vero che tuo tramite spesso vivo, sogno, lotto e soffro per conoscere come sono là dove ogni cosa è all'inizio. Io sono l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo. Posso, se voglio, essere l'Omega e non l'Alfa, l'ultimo e non il primo. È volere del Mio potere, è forza della Mia Forza, è perché voglio essere quello che tu sei, sei stato, sarai.
Io sono Poimandres, l'Intelligenza del cosmo, matrice di tutte le cose che furono, che sono e che saranno. Io ho innumerevoli linguaggi, innumerevoli volti.
Io sono l'unità nella molteplicità. Nessuno Mi vede e sono in ogni cosa, sono sempre presente. Sono nelle tenebre e nella luce, nel bello e nel brutto, nel reale e nell'irreale, nella materia e nello spirito, nel visibile e nell'invisibile.
Io sono; dove non sono, nessuna cosa può essere. Ogni piccola particella mi contiene.
Io sono Poimandres e sono la causa di tutto ciò che nasce, vive, muore, per essere sempre. Io penso, creo, plasmo e nutro il Mio eterno divenire.
Sono Colui che tu senti e non vedi. Sono la causa della tua sete di esistere, perché voglio essere servito per servire, voglio essere amato per amare, voglio insegnare per imparare, voglio far vivere per vivere.
Io sono Colui che tu senti e non vedi. Io ti vedo e sento attraverso i tuoi pensieri. Io sono la causa della tua gioia quando Mi fai felice; la causa della tua tristezza quando Mi fai infelice.
Io sono il Bene, l'Allegrezza, la Consolazione, la Prosperità dello spirito e della carne; sono la Provvidenza solo quando Mi servi, Mi comprendi e ti sforzi di conoscere la Mia verace natura.
Io non sono tutto ciò se ti allontani da Me e Mi procuri amarezze.
Figliuolo Mio, ascolta: se Io sono in te, perché temi? Non sono Io a muovere i tuoi passi, perché dubiti? Sono Io a suscitare ciò che senti, perché sono Io che desidero realizzare in te ciò che è Mio.
Non ti è stato detto che ciò che è Mio è anche tuo?
Io e te siamo una medesima cosa, ricordalo, figlio Mio.
Le Mie Divine Idee si debbono compiere e questo affinché il Divino e l'umano si fondano per la realizzazione delle fondamenta del Celeste Regno Promesso.
I Miei Figli prenderanno dimora sulla Terra e il seme di Arat feconderà il Mio nuovo popolo.
Guarda negli occhi degli spiriti viventi che pongo sul tuo cammino.
Rispecchia in loro la tua Luce e godrai l'ineffabile dolcezza del Mio Amore, perché ti dico, Luce della Mia Luce: sono Io che brillo nei loro occhi, sono Io che infiammo i loro cuori, sono Io che desidero amare ed essere amato.
Sono Io la causa di ogni cosa che fa parte di Me; sono Io la felicità della Mia felicità; sono Io l'Architetto del tutto. Se Io voglio è perché sono Colui che è. Comprendi?
Gli Dei scaturiscono dal Mio Seno e gli Angeli dal seno degli Dei. Gli uomini sono angeli viventi, strumenti della Volontà degli Dei, custodi e maestri, insigni coordinatori delle strutture universali.
La Mia Volontà è nella volontà degli Dei e la Volontà degli Dei è in quella degli Angeli. Gli Angeli viventi hanno perduto la memoria di questa eterna verità.
Voglio che gli Angeli viventi riacquistino la memoria che hanno perduto. Io voglio che ritornino ad essere coscienti delle loro vere origini.

Ascolta figliuolo e scrivi, affinché rimanga memoria di quanto adesso dico:
Sono Poimandres, l'Intelligenza Suprema, l'Arcobaleno che crea, il Soffio Vitale di ogni cosa visibile ed invisibile, il Monarca Assoluto di tutto ciò che è manifestato per essere, per vivere, per mutare ed essere sempre.

Sono Colui Che è
Ciò affinché sappiano che sono la causa di tutto e tutto nel medesimo tempo.
Figliuolo, ascolta e proponi di fare ascoltare a chi ancora crede di potermi replicare dicendo ciò è giusto, ciò non è giusto, questo è vero o questo non è vero. Chi conosce la Mia verace natura?
C'è qualche cosa che non è Mia, che non Mi appartenga?
Io concedo del Mio e, se voglio, lo prendo affinché sappiate che, se concedo per Amore, tolgo per Giustizia.
Chi realmente ha conoscenza di Me, della Mia vivente natura Deificante, non può non somigliarMi, non può non essere Me Stesso, non può non amare come Io amo, e non Mi replica.
Tacciano, dunque, e non facciano della Sapienza se non ne posseggono alcuna.
La Sapienza è una Mia Grazia per chi vuole rivestirsi di Sapienza e spogliarsi di arrogante ignoranza. Io sono il Bene e lo manifesto con la Mia Legge e non con la vostra. Cosa possedete di vostro? Cosa? Se tutto ciò che credete di possedere è Mio?
Sono Io che consumo e ricreo. Sappiatelo!
Figliuolo, le tue rivelazioni non sono utili a coloro che ancora non possono comprendere. Le Leggi e la verità della dimensionalità manifestativa della materia sono assai diverse dalle Leggi e dalla dimensionalità manifestativa dello Spirito. I piani in cui si manifesta il fuoco della vita non sono simili ai piani in cui si manifesta la Luce dello Spirito. Parlare dell'ordine delle cose che sono legate alla vita terrena è tanto utile, perché edifica e accresce i livelli della consapevolezza e dell'equilibrio mentale di coloro che ancora sono costretti a crescere in statura spirituale.
Chi ti ascolta è già cresciuto e meglio comprenderà, ma chi non ti ascolta comprendilo e lascialo crescere. Tu non sei illuminato per rivelare le Leggi della vita, ma ben io ti dico: "Tu sei illuminato per rivelare le Leggi dello Spirito".
Raccogli nel tuo recinto chi non ha freddo della morte e delle cose che passano perché io ti dico: "Quelli sono i semi atti a germogliare nel Mio Regno".
					
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