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RADIAZIONI E MOSTRUOSITÀ GENETICHE

di Orazio Valenti

[la prof.ssa Ubalieva] Dopo aver visitato in Russia, una serie di Istituti e cliniche per bambini, ho raccolto una serie di informazioni sugli effetti delle radiazioni nucleari, capendo che quando accade a molti bambini, è dovuto a ciò che successe ai loro genitori.
Presso la Clinica per gli invalidi di Chernobyl, a Mosca ho visitato lo studio della prof.ssa Ubalieva che ha pubblicato 60 lavori di cui 8 all'estero.
Per iniziare le chiedo:

Quanti invalidi curate?

Seguiamo 2.000 soccorritori prevalentemente dei primi mesi. Hanno emicranie, perdita di memoria, svenimenti, dolore alle ossa, impotenza, e questi stati provocano anche l'abbandono dalla mogli, perdita della famiglia. Perdono ogni abilità al lavoro. Intanto il governo dice che sono simulatori perché vogliono la pensione, che non ricevono. Ma io che lavoro con loro, so che sono persone brave e buone, sulla cui anima ancora riesce a sopravvivere la nostra Russia. Quando sono andati volontari, pensavano: - se non proteggo io i nostri figli, chi lo farà?
La prof.ssa, davanti a me, esegue un encefalogramma ad un paziente e mi mostra lo schema di sei mesi prima con gli aggravamenti attuali.
"Io faccio il mio dovere di medico - prosegue - e trovo sempre più accentuati focolai di sclerosi multipla o idrocefalia. In questo Istituto abbiamo una casistica unica al mondo. Prima si credeva che il sistema nervoso fosse la struttura più resistente e fosse più sensibile il sangue, invece abbiamo scoperto che dopo 2/3 anni saltano fuori anomalie gravissime al sistema nervoso. Altro che simulatori!, purtroppo il loro coefficiente di attività cerebrale li riporta ad essere dei bambini, non riescono neanche a finire i test d'intelligenza, sudano di stanchezza!. Anche se sono ostacolata nel pubblicare le mie ricerche, le continuerò perché voglio aiutarli".

Dopo questa intervista sono andato a Kiev, presso l'Istituto di Pediatria, Ostetricia, Ginecologia della Accademia Ukraina di Medicina, dove mi accolgono i maggiori responsabili ed ho il primo incontro col direttore, prof. Yurij Antipkin, che mi presenta a quattro medici, introducendo: "L'intera ricerca si occupa di lavori per la diagnosi prenatale, sviluppo del feto, sviluppo della gestazione, lo stato e le condizioni della donna incinta, lo studio dei meccanismi di formazione delle diverse malattie nell'utero durante la gestazione, gli aspetti teorici. Lavoriamo come possiamo perché non riceviamo aiuti dal Governo in quanto la situazione politica è instabile e molti scienziati fuggono all'estero".

Domando:
Varie patologie possono deformare il corpo, la mente, la genetica, ma in quale percentuale vi influiscono le radiazioni?

Scrollando le spalle, mi dice: "Dopo Chernobyl Sono aumentati i difetti congeniti, le paralisi cerebrali, la mortalità".

Interviene la prof.ssa Doskievich V., ginecologo prenatale: "È vero che non possiamo facilmente distinguere e separare un solo fattore determinante, ma la raccolta dei dati ci fa approssimare. Noi raccogliamo tutte le ricerche sull'inquinamento della zona irradiata e facciamo paragoni tra questa dove ad es. la presenza del cesio è 15/40 Courie/Km2, e un'altra zona dove è max. 15 Courie. Consideriamo la dose accumulata in persone analizzate prima dell'incidente e la paragoniamo con analisi recenti, e decidiamo se certe malattie sono dovute ai radionuclidi, che, nel caso di donne gravide, si accumulano nel sangue e nella placenta. Constatiamo anche il meccanismo che ha portato le varie malattie aiutandoci con analisi di comparazione".

Siete soli a compiere queste indagini?

Studiamo l'infiltrazione dei radionuclidi insieme alla Università di Bristol - risponde la prof.ssa Tamara Zadorozhnaya che ci ha dato la possibilità di vedere la dinamica della influenza dei diversi tipi di elementi - abbiamo una banca dati di donne, feti e bambini nati nel nostro Istituto con quadro clinico della gestazione e dopo la nascita. In genere gli elementi "alfa" vengono accumulati nelle ossa, il cesio nei tessuti morbidi e nel cervello. Abbiamo anche fatto comparazioni con le donne inglesi. Al momento dell'incidente, nel perimetro di 30 Km, abitavano 533 donne incinte che sono state evacuate ed hanno partorito nel nostro Istituto. Abbiamo anche squadre speciali che vanno periodicamente in missione per controlli dei sistemi ormonale, metabolico, immunitario e genetico.

E per il sistema nervoso?

Risponde il prof. Perfilov, capo responsabile del reparto di psiconeurologia:
"Abbiamo fatto ricerche nelle zone dove vivono bambini per molto tempo ed abbiamo constatato che il primo a soffrire è il sistema vegetativo, per l'80%. Si esprime come distonia del sistema linfatico, ipertonia della pressione, astenia vegetativa. Dopo aver controllato 7.000 bambini, abbiamo notato che il 26% avevano problemi al sistema nervoso periferico, come neuropolipatia sensitiva specialmente nelle gambe e stanchezza generale. In Ukraina abitano 11.200.000 bambini e le malattie neurologiche occupano il 2° posto dopo le polmonari".

Riguardo al sistema genetico, si verificano mutazioni?

Risponde la prof.ssa Sabkoica, capo diagnosi prenatale: "Nel nostro Istituto vi è la struttura primaria per la diagnostica prenatale, perché ce li mandano da ogni posto dove non riescono a risolvere i casi. Posso dire che nella strutture dei difetti congeniti, a partire dal 1994 abbiamo notato un aumento della patologia cromosomica del feto".

E da allora ad oggi?

"C'è l'aumento del 1,5% ogni anno sui difetti congeniti. Da considerare che noi facciamo indagini solo per alcuni geni del DNA, si dovrebbero allargare i controlli".

Queste informazioni sono a dir poco agghiaccianti. Ho voluto dare maggiore rilievo agli studi in parte pubblicati ed altri in via di pubblicazione della prof.ssa Tamara Zadorozhnaya, direttore della cattedra di Patologie della Placenta, per avere chiarimenti sulle ultime scoperte a riguardo e, accompagnandola nel suo laboratorio, le chiedo:

Cosa possiamo dire obiettivamente?

Si siede accanto al microscopio e mi chiede scusa se c'è disordine e molta semplicità: "Nelle vostre Università non c'è sicuramente questa desolazione. Questo microscopio me lo hanno regalato i colleghi giapponesi. Noi non abbiamo i soldi per comprare sempre i reagenti necessari a trattare i preparati da osservare. Comunque collaboriamo attivamente con Università giapponesi, americane ed inglesi. Abbiamo studiato migliaia di placente provenienti da diverse regioni Ukraine e tiroidi di feti morti e di nuovi nati. I nostri controlli vengono eseguiti da tre Istituti per maggiore sicurezza".

Sarebbe interessante conoscere le differenze di reazione dovute all'assunzione forte ed unica di radiazione, rispetto a quella lenta ma continua.

Allora prende alcune pubblicazioni e mi spiega: "La sua domanda riguarda un problema molto interessante. La irradiazione violenta e basta, crea patologie nel sangue. Le donne che abitavano più distanti ed assimilavano questo inquinamento lentamente nel tempo, hanno subìto deformazioni nel nucleo cellulare, apoptosi nella placenta e proliferazione di antigeni cellulari nucleari. Ecco le foto al microscopio che dimostrano la penetrazione nella placenta del feto dei vari tipi di radionuclidi. Le radiazioni alfa penetrano nei denti e nelle ossa. Il cesio si accumula particolarmente nei reni e nel cervello. Gli organi che soffrono di più sono l'immunitario, il respiratorio, l'endocrino ed in specie la tiroide. Le dò lo schema che sarà pubblicato presto come lavoro di ricerca sui trofoblasti, in cui si notano le trasformazioni delle cellule nel feto e nella placenta".

Avvengono fattori tumorali?

"È molto importante lo studio delle apoptosi nella placenta e di altri fattori che dimostrano la oncogenesi transplacentare. Sarà argomento di una prossima pubblicazione".

Mentre saluto la professoressa e mi avvio per i corridoi dell'Istituto, i pensieri che si sommano angosciosi nella mia mente, non possono essere facilmente espressi, perché una sola è la parola dominante: siamo assassini!. La mestizia e la profondità di coscienza che traspare dal volto della professoressa, rimbalzano tra i ricordi sempre vivi delle deformità dei bambini e delle cellule. Fossero considerazioni di morti violente, sarebbe nulla in confronto all'agonia straziante di tanti figli abbandonati e delle potenziali mutazioni letali che aumentano giorno dopo giorno in seno a questa umanità che, perdonatemi, non ha più nulla di umano.
I colpevoli? Noi. Perdono? No.

[Ali Dorate]

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