
IL CORPO ETERICO È ETERNO COME L'UOMO

Intervista al Prof. Korotkov

di Orazio Valenti
Recatomi ancora una volta presso l’Istituto universitario di San Pietroburgo dove insegna e fa ricerca il prof. Konstantin Korotkov, gli ho chiesto ulteriori aggiornamenti sul suo ultimo libro: "La Luce Oltre la Vita". Il professore, docente di fisica filosofica, con collaboratori in varie Nazioni, è presidente della "Kirlionics Tecnologies International", con una équipe di specialisti in medicina, biologia, ottica, informatica, psichiatria, fisiologia. È il discepolo e prosecutore degli studi del prof. Kirlian, sulla famosa fotografia dell’Aura, oggi avanzatissima con veloci programmi digitali per la diagnostica psicofisica. In stretto rapporto col Ministero della Salute di Mosca, lo studioso è spesso chiamato dalla polizia criminale per risolvere i casi di dubbie cause sui decessi.
Ed è proprio in una camera mortuaria che mi accompagna il professore, al seguito di un gruppo scientifico, per presenziare ad una «analisi sul modo di fuoriuscita dell’aura» dal corpo di un uomo trovato morto. Lo studioso prende due valigette, le adagia su un tavolino accanto al cadavere, ne estrae la mano e mette a punto gli strumenti di misurazione composti di un computer ed un rilevatore di flussi luminosi.
Intanto faccio le foto ad un ambiente che non saprei ben definire, andando col mio sguardo tra la montagna di panni vecchi, il pavimento inondato di liquidi indefinibili e le attrezzature che mi guardo bene dal toccare. Ma so bene che il forte contrasto della Russia attuale è anche questo: rari ricercatori e scoperte scientificamente avanzatissime, costretti a lavorare in un mare di abbandono!
Il professore legge nei miei pensieri e mi distrae spiegandomi che ora lascerà ai suoi assistenti il compito di ripetere la misurazione ad intervalli di un’ora, per alcuni giorni.
Torniamo nel suo studio e gli chiedo:

Lei ha parlato dell’Aura di un corpo morto, come è arrivato a questo?

"Dopo una lunga serie di esami sperimentali, abbiamo provato che una serie di flussi più o meno sottili attraversa e fascia il corpo umano in diretta corrispondenza di fenomeni psicofisici passati, presenti e futuri, come se una «Regìa energetica» determinasse la dinamica delle manifestazioni a noi rilevabili, collaborando con la medicina classica (nonostante la forte contrapposizione della farmaceutica), offrendo possibilità diagnostiche inimmaginabili, sia prima dell’insorgere di malattie che dopo, per vedere i risultati terapeutici.
Abbiamo quindi spostato la normale routine di diagnostica medica sullo studio dei movimenti dell’aura per i fenomeni di telepatia, attività sportive, stati emozionali, fino a considerare cosa succedeva all’aura dopo la morte del corpo materiale, come se fosse governata da un fattore intelligente esterno. Abbiamo esaminato sperimentalmente centinaia di casi ed un risultato alquanto interessante è dato dalla differenza di movimento aurico tra chi muore serenamente e chi per violenza, specie se suicida: nel caso di morte normale, esempio per vecchiaia, questo alone energetico lascia il corpo con leggere vibrazioni sempre più attenuate verso il terzo giorno; nel caso di morte violenta specie se cosciente, si scatena un parossisma di agitazioni vibrazionali fino a che finisce bruscamente per avvenuto distacco. Questo ci ha definitivamente chiarito quale partecipazione cosciente segua il trapasso".

Ed è la spiegazione scientifica degli insegnamenti spirituali per cui non solo l’uomo non è il corpo, ma che la sua identità non muore e porta con sé il risultato delle esperienze vissute.

È allora vero, quando si dice istintivamente «soffro nell’anima»?

"Finora pensavamo l’uomo come un complesso di organi con piedi, mani, fegato ecc... e le terapie venivano applicate per l’organo singolo, cioè curare dove fa male. Il vero punto di vista propone che bisogna curare tutto il sistema intero, fisico ed energetico, personale e sociale".

Purtroppo una gran parte di uomini scambiano l’animosità con animalità, ed è difficile sottolineare i dinamismi che mutano da quelli proiettati verso l’eternità.
Questo ci fa entrare nei concetti del destino, che non debba essere stoicamente passivo ma, che possa essere assistito coscientemente, in sintonia con i programmi Universali.

![[Ali Dorate]](giorna98.gif)

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