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"Il Giornale dei Misteri" commenta
il libro "Summa Prophetica" di Renucio Boscolo

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3 novembre 2007


Riportiamo l'articolo, pubblicato da "Il Giornale dei Misteri" nel suo numero di Ottobre, dove si parla del "Triompho di Fortuna" di Sigismondo Fanti e del libro di Renucio Boscolo.

Evidenziamo il testo di alcune quartine del testo originale "Triompho di Fortuna" di Sigismondo Fanti riportate con i commenti dall'autore, ben documentato sul valore dell'opera del matematico ferrarese.

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Il Giornale dei Misteri - Simboli e Miti - Pagg. 41-43
n. 431 - Novembre 2007

LE CENTURIE DEL MATEMATICO FERRARESE SIGISMONDO FANTI

La Summa prophetica secondo Renucio Boscolo
di Fabrizio Ferretti

[Il tema astrologico di Fanti abbinato alla quartina in cui egli si descrive]
A quel Architettor O Mathematico
che con ragione donerà signale
pur con la disciplina quadrinale
de larte sua, allhor lo estimi pratico

(119-16)

Cosi, con questi versi, Sigismondo Fanti definisce se stesso sottolineando l'importanza delle discipline "quadrinali" di cui egli si considera, e di fatto era, "pratico".
In questa quartina, tratta dalla sua opera "Triompho di Fortuna", si riassume il concetto di cultura e di uomo del rinascimento, direttamente derivato dalla cultura classica e dalla Scolastica che suddivideva le arti liberali, che rappresentavano il culmine della formazione dello studente, nel "Trivium" (grammatica, dialettica e retorica) e nel "Quadrivium" (aritmetica, geometria, musica e astronomia).

La Ferrara del rinascimento, la patria di Sigismondo, era intrisa di cultura classica e di neoplatonismo e risentiva fortemente delle dottrine di Marsilio Ficino che diede un impulso straordinariamente "moderno" all'arte astronomico-astrologica, impulso che di certo influenzò il Fanti.
Se da un lato Ficino si scagliava contro gli usi fatalistici e bassamente profetici dell'astrologia nella sua "Disputatio contra iudicium astrologorum", d'altra parte difendeva e approfondiva il discorso astrologico da un punto di vista tecnico-scientifico e, diremmo oggi, psicologico-attitudinale. Ma la grandezza di Ficino sta anche nella concezione platonica del macrocosmo nel microcosmo, nel senso che tutto ciò che sta fuori di noi è in realtà riflesso dentro di noi e che l'Uomo saggio, dotato di libero arbitrio, è capace di "dominare le stelle" ("Pius dominabitur astris").
E il Fanti, perfetto uomo del rinascimento, è esperto nelle arti del quadrivio, architetto, matematico e astrologo.
L'analisi astrologica del tema che accompagna la quartina delinea un uomo dotato di intelligenza e amore per lo studio di quelle arti di cui farà una professione; la saggezza, le doti di veggente, il calcolo e la passionale apertura verso il nuovo si fondono in uno spirito con le più pure caratteristiche dell'universalità.
Il "Triompho di Fortuna" fu stampato a Venezia nel 1526 dall'editore Giunta, non a caso in quella serenissima città dove l'impero della Chiesa e l'autorità del Papa non erano così presenti da impedire la pubblicazione e la divulgazione di quegli scritti, e fra questi quello del Fanti che, a ragione se vogliamo, potevano costituire una minaccia nei confronti della fede e della istituzione della Chiesa stessa.
Alcuni generi letterari fra cui i famosi libri della sorte, di cui anche il "Triompho" fa parte, erano particolarmente avversi alla comunità ecclesiale in quanto si arrogavano la pretesa di divinare e di predire l'avvenire, cosa che ovviamente non poteva in alcun modo conciliarsi con la dottrina della fede. Nonostante tutto, il Fanti, com'era d'uso, fa precedere alla sua opera una dedica a Papa Clemente VII, figlio di Giuliano de' Medici, in cui sostiene le proprie idee riguardo l'influsso degli astri sulla vita degli uomini e l'importanza della loro guida.
Il "Triompho" si presenta quindi come una sorta di oracolo e come tale riscosse un certo successo presso le corti italiane del XVI secolo dove era considerato puro "divertissement".
Il gioco si svolgeva rivolgendo una domanda da scegliersi tra settantadue elencate, alcune a carattere mondano-sentimentale, altre di più spiccato interesse politico e poi, attraverso una complessa sequenza di Ruote e Sfere, identificate con elementi e figure della tradizione magica, astrologica, religiosa e mitologica, si giungeva all'attesa risposta compresa in un insieme di settantadue tavole riccamente decorate, ognuna formata da undici grafici astrologici quadrati, secondo l'uso medievale e rinascimentale, abbinati ad una quartina in rima.
Le quartine sono raggruppate in sedici centurie che, secondo Renucio Boscolo, interprete ed esegeta del misterioso linguaggio del Fanti, costituiscono un patrimonio profetico di inestimabile valore, paragonabile per precisione e completezza a quello ben più famoso di Michel de Nostradamus. Una serie di centurie rimasta praticamente sconosciuta ai più per secoli e conservata in alcune fra le biblioteche più importanti del mondo, tra cui quella Vaticana.
Nascondere una verità, o presunta tale, in fumosi versi o meglio ancora sotto forma di gioco di società era un espediente diffuso e tutto sommato sicuro per evitare la scomunica da parte della Chiesa di Roma o per salvarsi dalla temibile e tremenda accusa di eresia.
Questa "Summa Prophetica" (Priuli e Verlucca, pagg. 352, euro 18,50), così Boscolo rinomina l'opera del Fanti, descrive eventi passati e futuri con sorprendente chiarezza, una volta trovata la chiave che permette di accedere al tempio attraverso un complicato ed erudito sistema di decriptazione decisamente affascinante.
Basilare è la conoscenza delle lingue vive (tra cui francese, inglese, tedesco) e di quelle classiche (greco, latino, ebraico, aramaico): assonanze, palindromi, complessi giochi etimologici portano alla traduzione della quartina, intendendo con questo termine il vero significato che si nasconde dietro l'apparenza ludica.
L'immagine e la parola attraverso la loro forza magica non descrivono, ma evocano e rivelano significati reconditi.
[Il frontespizio del "Triompho di Fortuna", una sorta di oracolo in forma di gioco di società] L'immagine del frontespizio del "Triompho" ha innegabilmente un senso che va al di là della semplice descrizione del gruppo di figure che vi sono rappresentate.
L'Uomo Archetipo, l'"Adam Kadmon", tiene in mano un dado con le facce rivolte verso la torre delle ore. Il cubo è la perfezione del cosmo da cui emanano gli archetipi che reggono l'universo stesso, tra cui i segni zodiacali della tradizione occidentale e "lo zoo della fantastica corte degli archetipi terrestri e celesti" rappresentati, sulle ruote di consultazione, da animali che si possono ricollegare alla tradizione astrologica orientale; e qui il Fanti è decisamente molto in anticipo rispetto alla divulgazione che questo tipo di scienza astrologica avrà in Occidente.
La torre delle ore è giustamente suddivisa in ventiquattro sezioni, mentre gli altri orologi utili ai fini divinatori contenuti nel resto dell'opera sono suddivisi solamente in ventuno sezioni. Un errore o una anticipazione meravigliosa di quella teoria oggi sostenuta da molti fisici secondo la quale il tempo si sta contraendo sempre di più?
Chi poteva all'epoca di Fanti considerare una giornata di ventuno ore?
Al centro dell'immagine troviamo poi Atlante che regge il globo con la fascia zodiacale intorno e ai lati un angelo e un demone che tengono in equilibrio il mondo.
Il bene esiste perché esiste il male e viceversa: l'armonia è lotta ed equilibrio tra i due archetipi.
E allo zenit del globo, il Papa Clemente VII, che costituisce il perfetto baricentro tra le due forze contrapposte, dominandole.
Da notare che il Papa siede sulla fascia zodiacale in corrispondenza del segno del Leone il cui governatore è il Sole ovvero il Cristo.
In basso ai piedi dell'Adamo archetipico, un uomo fa calcoli munito di strumenti di precisione e una barca conduce alcuni uomini verso l'ingresso di un probabile tempio: l'uomo per giungere alla propria meta, che è la Verità, deve farsi guidare dalla scienza e dalla fede per poter affrontare e risolvere i tanti quesiti sulla vita e sull'esistenza.
Ma veniamo ora al significato delle quartine e cerchiamo di decodificarne alcune seguendo i percorsi logici di Boscolo.
Mi soffermerei solo, a mo' d'esempio, su alcune di quelle che descrivono eventi o situazioni sociali o politiche attuali e di comune interesse per mostrare quanto vasta e varia fosse l'arte profetica del Fanti e quanto si avvicini a quella di Nostradamus.

Quando l'abusata fe dei cani sia
come di noi perduta allhor di questa
Vita mortale ch'ogni bene oblia
vedrassi la ruina manifesta.

Il richiamo alla minaccia alla fede cristiana è fin troppo evidente e fa eco con una famosa quartina di Nostradamus in cui si descrive l'invasione degli arabi dal levante con stendardi innalzati a minacciare le nostre città.
Ma chi minaccia la fede, secondo il Fanti?
Gli Imam, certamente, nascosti nella ruina manifesta, ma anche i decani (dei-cani), ovvero i vecchi cristiani troppo conservatori o i cani intesi come la massa di falsi profeti; ma non mancano all'appello i fondatori delle più svariate sette religiose che strumentalizzano e abusano della fede, fenomeno questo diffusissimo proprio negli Usa.

Diana correndo per iniqui scanni
per un che assonna teco nel tuo letto
di maggior duol signa futuro affetto
quasi sanato de presenti affanni.

Qui invece è palese il riferimento alla morte di Lady Diana Spencer: gli iniqui scanni sono i sedili dell'automobile guidata dal pilota ubriaco (iniqui (s)canni ovvero "colui che tracana" o anche gli scannatori ossia gli assassini), che conduce quella corsa orribile finita in tragedia (c)orrendo, dal greco "orrodéo" ("ho paura") e rodeo, la cavalcata, che finisce correndo (end ovvero la fine).
E l'analisi dei fonemi potrebbe continuare: la corsa, "race", è in forte assonanza con "Reiss", la guardia del corpo di Diana, col titolo egiziano "Raiss" e con il nome del famigerato ristorante "Ritz".
Colui che riposa nel letto di Diana è, ovviamente, Dodi Al Fayed.

Gli stravolgimenti climatici e le catastrofi naturali sono stati da sempre temi fortemente sentiti e largamente profetizzati.
Alcune quartine anticipano in modo davvero straordinario i futuri scenari climatici.
Si legge:

Quando la propria fe li Christiani
Non (s)prezeranno allhor vedrai disfare
Per li chiari segni inusitati e strani
Quanto il sol scalda e quanto (re) cinge il Mare.

Ecco allora che spenta la fiamma sacra della fede in Cristo-cristallo, allora il Sole in Leone (oil, Lio) scioglierà il ghiaccio aumentando la temperatura dei mari e degli oceani lungo la linea dell'equatore provocando importanti variazioni climatiche.
Fanti profetizzava nel XVI secolo ciò che oggi climatologi e geofisici stanno insistentemente asserendo ormai da diverso tempo anche in seno ad importanti organizzazioni mondiali: l'avvento di una nuova era caratterizzata da clima caldo e da aree geografiche nettamente differenziate da siccità o al contrario da frequenti alluvioni.
Ma il Fanti non si ferma qui.
A questo periodo ne succederà un altro dalle caratteristiche diametralmente opposte:

Agghiaccia e treme di occidente il clima
Se in quelle parte la cesarea stella
Cade o l'eclissi che di lor novella
Se apparecchia di peste et fame in prima (vera).

Le datazioni di questi eventi si possono dedurre dai temi astrologici relativi alle quartine analizzando la posizione dei pianeti nei segni e calcolando, nel secondo caso, la data della menzionata eclissi.
In un'altra quartina si fa inoltre specifico riferimento ad un grande maremoto, una sorta di tsunami in pieno oceano atlantico: un messaggio, un monito da sottoporre agli specialisti del clima.
Gli esempi potrebbero ovviamente continuare e la "Summa Prophetica" ci offre l'opportunità di approfondire e scoprire tantissimi altri temi.
Nonostante la personalissima chiave di decodificazione proposta da Boscolo appaia a prima vista di difficile comprensione, un esame più attento ci può far intuire il metodo di questo raffinato gioco erudito e accettarne i labirinti logici e le evidenze interpretative.

Fabrizio Ferretti

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Ringraziamo l'autore dell'articolo per l'impegno dimostrato nel cercare di far comprendere il valore di Sigismondo Fanti e l'opera interpretativa di Renucio Boscolo.

a cura di Francesco Di Blasi

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