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UNITÀ D'ITALIA... SENZA ROMA


Edicolaweb
19 marzo 2011

 
 

Come si usa dire in questi casi, ossia "solo per dovere di cronaca" e senza togliere niente a nessuno, è necessario puntualizzare che nel festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia, facendo capo alla data del 1861, si festeggia in realtà la nascita di una Nazione ma non la sua totale Unità.

Solo nel 1870, infatti, fu annessa Roma al giovane Stato Italiano.
Nel 1861 Roma faceva ancora parte dello Stato Pontificio, che non ne voleva sapere di unirsi all'Italia.
Tale considerazione nasce dopo quanto dichiarato dal Pontefice Benedetto XVI, in occasione della celebrazione:

"Il Cristianesimo ha contribuito in maniera fondamentale alla costruzione dell'identità italiana attraverso l'opera della Chiesa, delle sue istituzioni educative e assistenziali, fissando modelli di comportamento, configurazioni istituzionali, rapporti sociali. Anche quando parti della Penisola furono assoggettate alla sovranità di potenze straniere, fu proprio grazie a tale identità ormai netta e forte che, nonostante il perdurare nel tempo della frammentazione geopolitica, la nazione italiana poté continuare a sussistere e ad essere consapevole di sé. La comunità politica unitaria nascente ha avuto come collante che teneva unite le pur sussistenti diversità locali, proprio la preesistente identità nazionale, al cui modellamento il Cristianesimo e la Chiesa hanno dato un contributo fondamentale."

Dichiarazione importante, di spessore e rilievo, ma fortemente politica.
Sicuramente il senso cristiano e l'insegnamento di Cristo, verso la terra dove ognuno di noi ha i suoi natali, hanno contribuito a rafforzare gli animi di quei patrioti che hanno versato il loro sangue per unire questa nazione. La fede e l'amore sono germogliati nei loro cuori, sicuramente nell'amore di un Cristo che ha insegnato loro il senso e l'amore della libertà.
Forse qualcuno si è però dimenticato di alcuni fatti che fanno parte della storia di questa Nazione riguardanti la sua unificazione.
Per esempio che l'annessione di Roma all'Italia - all'epoca Regno Sabaudo - è stato l'atto finale del Risorgimento Italiano e la fine del potere temporale dei papi...
Ricordiamo quindi questi fatti.

Prima di muovere contro Roma Vittorio Emanuele II fece pervenire a Papa Pio IX la richiesta di rinunciare alla sovranità su Roma e allo Stato Pontificio, che comprendeva Lazio, Marche e Umbria, in cambio dell'indipendenza spirituale.
Si racconta che il Papa profondamente turbato rispose con ira: "Non entreranno!".
Dopo un'inutile attesa di resa, che non pervenne, all'alba del 20 settembre l'artiglieria italiana bombardò Porta San Giovanni, Porta San Lorenzo, Porta Pia e Porta Salaria.
In mattinata, alle 9,00, dopo un incalzante cannoneggiamento dell'artiglieria sabauda al comando del generale Raffaele Cadorna, un tratto delle mura di Porta Pia crollò. La breccia fu aperta. I bersaglieri al comando del generale La Marmora, al grido di Savoia, entrarono in città.
Roma fu conquistata al prezzo di 58 vittime di cui 39 italiane. Una battaglia, come verrà giudicato in seguito, più che evitabile, che pose fine al potere totalitario e temporale della Chiesa Cattolica.

Solo in quel momento la nuova nazione Italia sventolò il suo tricolore su tutta la penisola, guidata e amministrata da un unico governo, sotto la corona dei Savoia.
Numerose le dimostrazioni di giubilo del popolo romano, che sancì il consenso di annessione all'Italia, col plebiscito del 2 ottobre 1870 con quarantamila sì contro quarantasei no.

Aspra fu la condanna del Papa che giudicò l'atto una prepotenza contro la Curia, per la sottrazione del suo secolare dominio sulla città.
Il Papa si ritirò in Vaticano e rifiutò di riconoscere il nuovo stato dichiarandosi "prigioniero politico".
Uno strappo che pregiudicò qualsiasi compromesso con il parlamento italiano durante l'approvazione della Legge delle Guarantigie, perché il Papa mantenne la sua intransigenza e riluttanza verso l'Italia che non gli permetteva di rientrare in possesso di Roma.
Si aprì la Questione Romana che si concluderà poi nel 1929 con i Patti Lateranensi.

Storicamente rimane aperto il dibattito sulla scarsa resistenza delle truppe papaline al comando del generale Kanzler, che figura davanti al generale Cadorna in stato di resa, già prima che i bersaglieri varcassero Porta Pia. Si ipotizza dietro l'ordine del cardinale Antonelli, segretario di stato.

Lasciamo le considerazioni storiche agli storici, anche perché mancavano ancora Veneto, Friuli, Trentino, Venezia Giulia conquistati nel 1918.

Se l'opera della Chiesa cattolico-cristiana ha contribuito alla costruzione dell'identità italiana, perché il Vaticano - sede del pontefice successore di Pietro apostolo di Cristo - è uno Stato indipendente, dentro e sul territorio dello Stato Italiano?
Quando Cristo e i proseliti della sua dottrina furono perseguitati e, successivamente il Cristianesimo fu elevato a religione ufficiale, esisteva un solo territorio e un solo popolo: quello della civiltà romana.
La storia mostra che dopo la divisione dell'impero effettuata da Costantino, fondatore di Costantinopoli, il territorio italico, il Sacro Romano Impero non fu più capace di difendersi dalle invasioni degli altri popoli confinanti fino ai moti rivoluzionari e risorgimentali che portarono all'Unità d'Italia.

A volte vengono rilasciate dichiarazioni per obbligo di "etichetta", ma a volte sarebbe meglio limitarsi, non lasciarsi trascinare e usare poche parole per non sconfinare in territori fortemente minati, in particolare per rispetto verso coloro che non sono più fra noi.

a cura di Mauro Paoletti


									

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