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SONDA LCROSS MISSIONE COMPIUTA: LUNA "BOMBARDATA" CON SUCCESSO


Edicolaweb
18 ottobre 2009
Contrariamente a tutte le preoccupazioni e gli allarmi lanciati dal popolo del Web, riguardo al destino della Luna, Selene illumina ancora le nostri notti, come del resto farà per quelle a seguire.

Il nostro satellite sembra aver incassato molto bene l'impatto del Centauro e della sonda che lo ha lanciato senza subire spostamenti e oscillazioni.
Alle 13,31, ora italiana, del 9 ottobre, la sonda LCROSS - partita a giugno dalla base di Cape Canaveral - ha lanciato il missile Centaur all'interno di Cabeus, dove nei mesi scorsi la sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) aveva rilevato tracce di idrogeno, un indicatore della possibile presenza di acqua.
Il cratere era stato scelto perché i crateri polari sono luoghi ideali per trattenere il ghiaccio, in quanto la luce del Sole non riesce mai a penetrarvi.
Cabeus è fra quelli che sembrano presentare una maggiore presenza di ghiaccio.
Dopo che l'ultimo stadio del missile Atlas V Centaur si è schiantato sulla superficie lunare - si dice alla velocità di 7.000 (per alcuni 9.000) Km/h - anche la sonda lo ha raggiunto quattro minuti dopo, andandosi a schiantare poco lontano. Nei quattro minuti, la sonda, ha potuto raccogliere foto, filmati e dati spettroscopici della nube di detriti sollevata dall'impatto del Centaur.
Sembra che il famoso "pennacchio" di detriti non abbia raggiunto l'altezza prevista, forse per aver colpito un'area rocciosa anziché ricoperta di polveri e detriti, non originando quindi effetti stile funghi atomici visibili, come preventivato, dalla Terra.
A detta degli scienziati l'esperimento può essere considerato un successo in quanto gli obiettivi scientifici sono stati completamente raggiunti. Secondo la NASA, infatti, gli strumenti scientifici della sonda hanno lavorato e inviato una grande quantità di informazioni.
I dati raccolti dagli spettrometri montati sulla sonda LCROSS saranno analizzati nelle prossime settimane.
Dallo spazio il telescopio spaziale Hubble ha raccolto dati spettroscopici dell'evento e il doppio impatto è stato osservato da IKONOS, GeoEye 1 e dallo svedese ODIN.
Da Terra gli astronomi dell'osservatorio W. M. Keck Observatory a Mauna Kea (Hawaii), hanno utilizzato il telescopio Keck II, con il suo spettrografo NIRSPEC per analizzare la nuvola di detriti generata dall'impatto, alla ricerca di una firma chimica del vapore d'acqua. Con loro altri osservatori quali il Palomar Observatory e il MMT Observatory. Nei prossimi giorni i primi risultati degli studi.
Si spera che alla fine del mese o nei primi giorni di novembre finalmente sapremo se sul nostro luminoso satellite c'è l'acqua e se si potranno costruire basi per la colonizzazione della Luna. Prima tappa nella ripresa della conquista umana dello spazio come prevede il programma degli Stati Uniti che sperano di tornarci entro il 2020.
Attendiamo gli esiti.

a cura di Mauro Paoletti

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