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PROGETTO NASA LCROSS:
RICERCA DI ACQUA SULLA LUNA



Edicolaweb
25 settembre 2009

 
 

La notizia rimbalzata in rete è che il 9 Ottobre 2009 la NASA bombarderà la Luna lanciando un missile provvisto di una bomba di 2 tonnellate, con lo scopo di creare un pennacchio di detriti che si formerà in seguito all'impatto e, studiandone lo spettro, stabilire se ci può essere acqua sul nostro satellite.

Personalmente amo trattare temi archeologici, riguardanti enigmi o misteri insoluti, che possono mettere un nuovo tassello nel puzzle del nostro passato, come ripeto spesso, solo per stuzzicare coloro che "sanno" per spingerli ad abbattere le barriere del cosiddetto "cover-up", rivelando come in realtà stanno le cose.
Dal momento, però che i nostri lettori s'interrogano e, ci interrogano, due righe per mettere i puntini sulle "i".

La notizia: c'è acqua sulla Luna.
La scoperta si deve ad una cooperazione tra India, Italia e Stati Uniti. I dati sono stati rilevati dagli strumenti della sonda indiana Chandrayaan-1, (notizia del 24 c.m.) da quelli della sonda Cassini e dell'americana Deep Space.
Il satellite indiano aveva a bordo un nuovo strumento della NASA capace di rilevare onde luminose corrispondenti a un elemento chimico che lega l'idrogeno all'ossigeno. Dal 1999 è stato notato dalla sonda Cassini che l'acqua non si troverebbe solo limitata ai poli. Il radar ad infrarossi costruito su progetto italiano ha fornito ultimamente dati stupefacenti.
Da tempo si stava cercando l'acqua, dopo averla rilevata nelle pietre prelevate nel 1971-1972 dagli astronauti. Le analisi delle pietre dapprima negative, hanno evidenziato in seguito, attraverso l'utilizzo di uno spettrometro di massa agli ioni, l'esistenza di minuscole sfere contenenti 46 parti per milione di acqua. Da considerare che nelle rocce terrestri è presente in 500 o mille parti per milione.
Nel tempo le sonde americane hanno provato prove indirette di ghiaccio di acqua ai poli. Quindi nel 1999, quando venne segnalata traccia di idrogeno concentrato in crateri situati ai poli lunari, nacque il progetto LCROSS - (Lunar CRater Observing and Sensing Satellite) teso a confermare la presenza, o l'assenza, di acqua ghiacciata in un cratere lunare situato nella zona polare della Luna.
Il 18 giugno 2009 è stato lanciato il veicolo LCROSS provvisto di un razzo "Atlas V Centaur" da Cape Canaveral, attualmente in un orbita terrestre allungata in modo che il Centaur raggiunga la superficie lunare; operazione descritta nel sito NASA nasa.gov/mission_pages/LCROSS/main/index.html.

Nel web dilagano notizie che enfatizzano l'impresa parlando di "bombardamento" del satellite con un ordigno di due tonnellate. Si prospettano effetti collaterali disastrosi per la Terra e scenari "apocalittici". Si parla di violazioni di un trattato stipulato fra le nazioni che ha per oggetto lo spazio. Non ultima la possibilità di un conflitto bellico contro "entità aliene" che occuperebbero da anni il satellite della Terra.

Il 9 Ottobre 2009 la sonda lancerà contro la superficie lunare un razzo pesante, Centaur, del peso, a vuoto, di 2 tonnellate. Si schianterà sulla superficie lunare alla velocità di 5.600 Km/h creando un vuoto cratere di circa 5 miglia di larghezza; si dice di circa 5 metri di profondità, allo scopo di sollevare un pennacchio di detriti e studiarne lo spettro per confermare la presenza dell'acqua.
La sonda che accompagna il razzo volerà attraverso il pennacchio raccogliendo e ritrasmettendo dati alla Terra. A fine missione, esaurito il carburante, impatterà a sua volta sulla luna, sembra creando un secondo cratere e aumentando il pennacchio. Dalla Terra si aspettano che l'impatto sollevi una nuvole di polvere, gas e ghiaccio vaporizzato di almeno 6 miglia di altezza chiaramente visibile per gli astronomi sulla Terra e dalla fotocamera planetaria del telescopio spaziale Hubble's.
Sofisticate apparecchiature analizzeranno il pennacchio esposto alla luce solare. L'acqua ghiacciata, gli idrocarburi e gli elementi organici saranno vaporizzati e ricadranno nei loro componenti di base che, monitorati, forniranno l'ammontare e la distribuzione di acqua all'interno del pennacchio.
La zona prescelta è il Cabeus A, uno dei crateri del polo sud lunare, secondo quanto trasmesso dal Lunar Reconnaissance Orbiter lanciato in giugno che attualmente sta mappando termicamente il lato oscuro della Luna.
A detta dello scienziato Richard Vondrak, collaboratore NASA, la zona più fredda dell'intero sistema solare, con una temperatura di -238 gradi Celsius, colma di crateri polari e un'alta presenza di idrogeno.

Prima questione: l'impatto di questo razzo, definito un arma cinetica, sarà sufficiente a causare preoccupanti effetti collaterali e importanti variazioni nel rapporto gravitazionale del sistema Terra-Luna-Sole, tali da originare disastrosi cataclismi sul nostro pianeta?

Seconda questione: Se l'azione della NASA violasse il trattato sui principi che governano le attività degli Stati in materia di esplorazione ed utilizzazione dello spazio extra-atmosferico, compresa la Luna e gli altri corpi celesti, entrato in vigore il 10-10-1967, o nascesse il dubbio che, dietro la maschera di una ricerca, vi fosse una violazione di tali accordi, gli altri stati firmatari del trattato, metterebbero a rischio l'esistenza del nostro pianeta? Voglio sperare di no, perché se così fosse, davvero, non ci sarebbe limite alla stupidità umana. E non sarebbe la sola visto che, da tempo in tale ricerca, esiste una cooperazione con l'India e l'Italia.
Le norme di tale trattato vietano, ai 98 Stati che lo hanno ratificato e agli altri 125 che vi hanno aderito, di collocare armi nucleari od ogni altro genere di armi di distruzione di massa nell'orbita terrestre, sulla Luna e su gli altri corpi celesti, o, comunque, stazionarli nello spazio extra-atmosferico.
L'articolo 4 del Trattato consente l'utilizzo della Luna e degli altri corpi celesti esclusivamente per scopi pacifici e ne proibisce invece espressamente l'uso per effettuare test su armi di qualunque genere, condurre manovre militari, o stabilire basi militari, installazioni o fortificazioni.
Proibisce espressamente agli Stati firmatari di rivendicare risorse poste sui corpi celesti, poiché considerate "patrimonio comune dell'umanità": l'articolo 2 del Trattato afferma, infatti, che "lo spazio extra-atmosferico non è soggetto ad appropriazione nazionale né rivendicandone la sovranità, né occupandolo, né con ogni altro mezzo".
I principi espressi dal Trattato sullo spazio extra-atmosferico sono stati successivamente ripresi e riaffermati da altre norme internazionali e, in particolare, dall'"Accordo che presiede alle attività degli Stati sulla Luna o sugli altri Corpi Celesti" (detto "Accordo relativo alla Luna") del 1979 che era inteso come il seguito del Trattato sullo spazio extra-atmosferico.
L'articolo 6 si occupa di responsabilità internazionale affermando che le attività condotte da enti non-governativi nello spazio extra-atmosferico, inclusa la Luna e altri corpi celesti, è soggetta all'autorizzazione ed alla continua supervisione da parte dello Stato di appartenenza firmatario del Trattato e che gli Stati firmatari saranno responsabili, a livello internazionale, per le attività spaziali nazionali condotte sia dagli enti governativi che da quelli non-governativi.

Terza questione: In quanto alla possibilità di scatenare una guerra di aggressione (fatto considerato il più grave dei crimini di guerra come stipulato nella lettera dell'ONU e nelle convenzioni di Ginevra) contro "entità aliene", che appaiono, oltretutto, notevolmente più avanzate di noi dal punto di vista tecnologico, lascio la conclusione ai lettori e agli addetti.
Le domande sono troppe. Sulla loro effettiva esistenza, per esempio.
Conosciamo le dichiarazioni degli astronauti a riguardo. Conosciamo i colloqui intercorsi con la NASA in occasione del famoso e controverso sbarco lunare, la cui trasmissione in diretta fu prontamente differita per occultarle.

Neil Armstrong il 21 luglio 1969 comunicò alla NASA: "Quei 'cosi' sono enormi, mio Dio! Enormi! Oh, mio Dio, non ci credereste! Vi dico che stiamo vedendo altre navicelle qui fuori. Sono ferme sul bordo del cratere! Ci stanno osservando! Ci hanno intimato di allontanarci!"
In seguito affermò: "...le loro astronavi erano di gran lunga superiori alle nostre sia per dimensioni che per tecnologia. Erano grandi e minacciose!"

Maurice Chatelain, responsabile del Sistema di Comunicazioni della NASA, confermò che Armstrong aveva veramente detto di aver visto degli UFO sul bordo di quel cratere lunare: "Gli incontri ravvicinati sono eventi ben conosciuti alla NASA, ma nessun ne ha mai parlato fin ad ora. Tutti i voli Apollo e Gemini sono stati seguiti a distanza, a volte anche abbastanza ravvicinata, da veicoli spaziali di natura extraterrestre: da dischi volanti o da UFO, se li volete chiamare con quel nome. Ogni volta che ciò si è verificato, gli astronauti hanno informato il centro di controllo che ha sempre ordinato il più assoluto silenzio. Credo che Walter Schirra a bordo del Mercury 8 sia stato il primo degli astronauti ad usare il nome in codice 'Santa Klaus' per indicare la presenza di dischi volanti nei pressi della capsula spaziale."

Conosciamo dichiarazioni e testimonianze di altri noti personaggi; l'elenco sarebbe lungo.
Con Aldrin e Armstrong anche il sergente USAF Karl Wolfe ha dichiarato che sono state avvistate basi sul lato scuro della Luna.
Altre domande a riguardo delle loro intenzioni. Se fossero stati intenzionati alla colonizzazione avrebbero già invaso il pianeta. O forse lo hanno fatto in modo diverso?
Ripensando a Roswell, Aurora; al colonnello Corso; nasce il sospetto di un'intesa.
Si può veramente parlare di ostilità? Se questi "presunti alieni" sono in effetti una realtà, si può parlare di conflitto?
Chi è in grado di fornire una risposta?

a cura di Mauro Paoletti


									

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