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DUE ANNI DOPO L'11 SETTEMBRE...


Edicolaweb
8 Settembre 2003

 
 

Martedì 11 settembre 2001 era una splendida giornata di sole ed avevo deciso di prendermi un po’ di riposo, per staccare dalle fatiche quotidiane. Dopo aver pranzato mi ero appoggiato sulla poltrona lasciando il televisore a volume basso per farmi da sottofondo. Stavo per addormentarmi quando all’improvviso, verso le 14,50, mi sembra di sentire le voci dei giornalisti che parlano concitati in un’edizione straordinaria del Telegiornale.

Cerco di capire cosa accade. Vedo già le immagini del fuoco che divampa sulla prima delle due Torri Gemelle e penso subito ad un’esplosione interna provocata da una bomba o ad un incendio.
I giornalisti parlano di un aereo di linea Boeing 767 che si è schiantato, a New York, contro una delle Twin Towers. È una notizia terrificante, un tragico incidente a dir poco inspiegabile perché non dovrebbe accadere nulla di simile in quanto le rotte aeree sono tracciate in modo da non permettere un passaggio così ravvicinato a edifici di altezza elevata (oltre 400 metri).
Non si capisce bene cosa stia accadendo, i giornalisti incalzano, non si tratta di un incidente: "...ci giunge ora notizia che un gruppo di terroristi avrebbe dirottato due aerei di linea (dell’American Airlines), uno dei quali si è appena schiantato contro una delle Torri gemelle...".
I minuti passano velocemente, non c’è neanche il tempo di riflettere, le telecamere sono puntate contro le Twin Towers, improvvisamente si vede letteralmente entrare nel teleschermo il secondo aereo che si schianta contro l’altra Torre...
Entrambi gli edifici sono ora in fiamme, chissà quante persone sono al loro interno, forse diecimila, forse venticinquemila; riescono a scappare quelli che si trovavano ai piani più bassi, altri sono in trappola, altri si gettano dalle finestre e si vedono in volo, prossimi a schiantarsi al suolo. Anche i giornalisti sembrano sotto shock, impalliditi non sanno cosa dire.
Non è finita, ora giunge la notizia che un altro aereo (sempre dell’American Airlines) dirottato da terroristi, probabilmente arabi, si sta dirigendo a Washington, contro il Pentagono, dove ha sede il Ministero della Difesa degli Usa e ancora un altro aereo forse si dirige contro la Casa Bianca, la residenza ufficiale del Presidente.
Tutto accade troppo velocemente per poter elaborare un giudizio immediato. Cosa sta accadendo?
Arriva la notizia che il terzo aereo si è schiantato contro il Pentagono che è in fiamme.
La Casa Bianca viene evacuata, nessuna sa dove sia il Presidente.
Il Presidente viene portato in una località segreta per garantire la sua incolumità, ma sembra che in realtà Bush si trovi sull’Air Force One, l’aereo presidenziale che, in quel momento, è l’unico posto al mondo realmente sicuro. Forse l’aereo rimane in volo per oltre due ore, fino a quando termina l’allarme rosso.
Il Presidente e il Vicepresidente Dick Cheney vengono tenuti in due località separate perché al primo dovesse accadere qualcosa di grave, l’altro sarebbe pronto ad assumere il comando temporaneo della nazione e delle forze armate.
Il quarto aereo, della United Airlines, non giunge a destinazione perché sembra che sia stato abbattuto vicino a Pittsburgh, oppure l’equipaggio si sia ammutinato preferendo la morte piuttosto che cadere sulla Casa Bianca.
Dopo meno di due ore le due Torri Gemelle sono crollate, seppellendo tutte le persone rimaste al loro interno e i loro soccorritori, i pompieri di New York.
All’inizio si parla di trentamila morti, poi il bilancio ufficiale sarà di 3.047 tra morti e dispersi, considerando i passeggeri ed i membri degli equipaggi dei quattro aerei oltre a quelli del Pentagono.
A New York si è consumata una tragedia immensa, ora resta solo l’odore della morte, la puzza del fumo acre che si sprigiona dai resti delle Torri Gemelle. Fantasmi si aggirano tra le macerie pieni di polvere, con ferite sanguinanti che si mischiano alle lacrime, in una giornata in cui l’America, la grande potenza, viene umiliata da quattro giovani della Jihad islamica che hanno imparato a guidare l’aereo, prendendo il brevetto proprio in America.

La mia prima sensazione è quella di un avvenimento apocalittico, di un evento non storico, ma fuori dal tempo, o comunque di un evento che sia spropositato nel modo stesso in cui si è manifestato.
In realtà ogni avvenimento ha una sua collocazione nella storia e per ogni evento che accade c’è sempre una spiegazione; cerchiamo di trovarla.
Cosa è accaduto a New York l’11 settembre 2001?
Un gruppo di terroristi, cioè di persone che adottano la tecnica offensiva legata agli attentati terroristici per sovvertire l’ordine internazionale o di una singola nazione, facenti parte della rete internazionale di Al-Qaeda, capeggiata da Osama bin Laden e dal suo braccio destro, l’eminenza grigia Al-Zahawiri, è riuscito a portare a termine un piano terroristico devastante, che mirava a colpire i simboli dell’America, le Twin Towers e la Casa Bianca, oltre al palazzo del Pentagono.
Il piano è riuscito perfettamente ed in alcuni video che sono stati diffusi nei mesi successivi si vede bin Laden che esulta insieme ai suoi amici per il crollo delle Torri Gemelle.
Chi è Osama bin Laden? Perché combatte una guerra così cruenta contro la prima potenza mondiale?
Dalle poche informazioni in possesso sappiamo che bin Laden è nato nel 1957 ed è figlio di un miliardario saudita che morì quando Osama aveva 13 anni. All’età di 22 anni iniziò la sua militanza in Afghanistan durante l’intervento militare sovietico e dopo aver incontrato i capi dell’opposizione cominciò a raccogliere fondi per finanziare la resistenza afghana, contribuendo anche personalmente. Gli Usa erano a conoscenza di questa sua attività che comunque non creava problemi agli Americani, perché rappresentava un ostacolo all’espansionismo sovietico.
Una volta terminata la guerra fredda bin Laden sembra sia diventato un nemico giurato degli Usa e si ritiene che abbia iniziato a finanziare tutti le attività terroristiche dirette contro interessi americani, ma anche sovietici. Sembra ci siano anche collegamenti tra i guerriglieri ceceni ed esponenti dell’organizzazione di bin Laden, anche se i legami non sono mai stati del tutto dimostrati.
Il governo degli Usa lo accusa di essere il mandante degli attentati del 1998 contro l’ambasciata Usa in Kenya e Tanzania e dell’attentato contro la nave da guerra Cole e quindi di essere la mente dell’11 settembre.
Le informazioni in possesso sulla vita e sulla figura di bin Laden fanno pensare che egli avanzi delle pretese sul regime saudita e voglia destabilizzare tale regime che fino ad oggi ha pienamente collaborato con gli Usa ed ha concesso basi militari agli Usa.
Osama bin Laden si sarebbe poi rifugiato in Afghanistan, provocando l’intervento militare americano che dà inizio, nel 2001, alla prima guerra contro il terrorismo, un nemico "invisibile".
Questo è quanto possiamo dire ufficialmente sull’11 settembre e le sue tragiche conseguenze.

A quanto detto occorre aggiungere tutta una serie di considerazioni che sono necessarie per mettere ordine agli avvenimenti che hanno le loro radici lontane nel tempo.
Cominciamo col dire che diversi enigmi caratterizzano la giornata dell’11 settembre 2001.
Innanzitutto, nei giorni successivi all’attentato girò la voce, da parte di fonti non ufficiali, secondo cui molti dipendenti di Società che avevano sede nelle Twin Towers e che erano di origine ebraica furono raggiunti da telefonate non meglio precisate di amici che li avvertivano di non recarsi a lavorare la mattina dell’11 settembre, per motivi che non furono spiegati.
Coloro che hanno preso in considerazione tale avvertimento si sono salvati la vita. Chi era a conoscenza dell’imminente attentato?
I Servizi Segreti israeliani e americani ne erano a conoscenza, oppure avevano ricevuto notizie in merito?
Alcuni esponenti dei Servizi segreti avevano avvertito le autorità americane che sottovalutarono il pericolo?
Svariate domande si affacciano all’orizzonte senza ottenere nessuna risposta perché rientrano nei misteri della storia che rimangono tali, misteri che possono essere chiariti solo se vi è la volontà politica di fare luce sugli stessi.
La storia degli Usa, soprattutto a partire dal XX secolo, è caratterizzata da diversi episodi che dimostrano l’interesse della nascente superpotenza a guidare gli avvenimenti internazionali in modo tale da ottenerne tutti i vantaggi economici che possibilmente se ne potevano trarre.
Gli Usa apparentemente scelsero una politica isolazionista, nel rispetto e nell’amicizia per i Paesi della Vecchia Europa, ma guidarono, con astute operazioni di intelligence, diverse operazioni riguardanti i destini politici di molte nazioni dell’America centrale e latina (si veda la storia delle rivoluzioni di molti Paesi come il Venezuela, la Bolivia ecc.) e inoltre nel momento in cui capirono che l’Europa era davvero in pericolo, in occasione dei conflitti mondiali, intervennero nella consapevolezza che l’Europa doveva mutare i suoi equilibri politici per passare all’alveo della democrazia occidentale, perché ciò era anche nel suo interesse.
Nel frattempo la storia economica mondiale e i progressi della tecnologia portarono al centro dell’attenzione le risorse petrolifere che soppiantarono, nell’ambito delle risorse energetiche, quelle più vecchie come il carbone. Ancora una volta il baricentro dell’economia mondiale si spostò verso i Paesi che disponevano di immensi giacimenti di petrolio, i Paesi Arabi soprattutto, nei confronti dei quali iniziò una forte azione diplomatica per instaurare relazioni di amicizia, almeno con quelli i cui regimi, dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, lo permettevano.
Sicuramente sulla politica estera americana nel Medio Oriente e sulle sue relazioni con i Paesi Arabi incise fortemente la nascita dello Stato di Israele, che rappresentò per il mondo arabo un grosso colpo che spinse i Paesi limitrofi a tentare l’annientamento di Israele; da quel 1948, che decise i destini di milioni di uomini, il Medio Oriente è in fiamme e non si è più spento.
Gli Usa, che si sono mossi cercando di limitare i danni di questa situazione con diverse iniziative, vedendo naufragare ogni tentativo di pace, hanno continuato ad espandere la propria presenza in Medio Oriente sia nel periodo della guerra fredda sia dopo la caduta del Comunismo sovietico.
Di questa presenza si può fornire una spiegazione molto importante.
Le risorse petrolifere si stanno velocemente esaurendo (si parla di riserve per solo 50 anni) ed anche i costi di estrazione, sempre più alti, rendono questa risorsa energetica sempre meno conveniente rispetto a nuove fonti di energia.
Quando questa situazione diverrà reale?
Il limite temporale calcolato dagli scienziati è di circa 10 anni, per cui entro pochissimo tempo potrebbe esservi una crisi internazionale senza precedenti, legata ad uno shock petrolifero devastante.
Con questo scenario apocalittico per la storia economica futura le nazioni si stanno preparando e gli Usa cercano di accrescere ulteriormente la propria presenza in quei Paesi, come l'Irak, in cui il petrolio può diventare la risorsa che farà la differenza ed in quelli dove saranno presenti infrastrutture che permettono di trasportare il petrolio fino al mare come l’oleodotto, in fase di costruzione, che parte dal Kazhakistan e attraverso l’Afghanistan arriva all’Oceano Indiano.
Tutto questo cosa ha a che fare con attentati terroristici come quello dell’11 settembre?
Sul controllo delle risorse petrolifere si combatte una guerra strisciante senza esclusione di colpi, ma c'è chi pensa che, al di là delle colpe che anche l’Occidente ha nella storia recente, gli Usa non possono permettere che le risorse petrolifere cadano in mano agli integralisti islamici, perché sarebbe una sventura senza precedenti, con rischi altissimi per la stabilità mondiale.
L’11 settembre continua a restare un mistero perché la stessa stampa americana ritiene che ci sia poca voglia nell’Amministrazione Bush di fare chiarezza su quanto accaduto realmente.
Ecco allora un breve percorso nelle più svariate ipotesi che sono state fatte su quel tragico avvenimento:

- L’attentato rappresenterebbe un complotto ordito per giustificare l’intervento militare americano in Medio Oriente, sulla scorta di quanto detto più sopra. Se tale ipotesi fosse vera porterebbe alla immediata destituzione del Presidente che potrebbe anche essere accusato di reati quali Alto tradimento e Attentato alla Costituzione, altro che Watergate!

- L’attentato sarebbe realmente opera di Osama bin Laden che però in passato aveva avuto contatti con la CIA e potrebbe aver collaborato con gli Usa. Una volta scaricato dagli Usa avrebbe deciso di vendicarsi, sfruttando il fanatismo islamico.

- I familiari di Bush e di bin Laden si conoscevano ed avevano entrambi interessi nell’industria petrolifera. In tal senso avrebbe indagato un agente della CIA che aveva proprio un ufficio nelle Torri Gemelle, dove conservava carte "scottanti" che sarebbero andate distrutte nell’attentato dell’11 settembre. Tale agente, che aveva lasciato il suo incarico, sarebbe morto in circostanze misteriose.

- L’attentato sarebbe opera di un complotto dei servizi segreti israeliani per spostare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale dal problema palestinese.

- L’attentato sarebbe stato realizzato con l’aiuto tecnologico della Russia per saggiare le capacità di difesa degli Usa sul proprio suolo. Si ricorda che durante la guerra in Serbia un esemplare del famoso aereo invisibile, lo Stealth, gioiello dell’aviazione americana, fu abbattuto dallo sgangherato esercito serbo.

- L’attentato sarebbe una vendetta trasversale dei giapponesi, per vendicare i morti di Hiroshima e Nagasaki.
È interessante notare che durante gli anni ’70 diversi esponenti della famigerata Armata Rossa giapponese, un gruppo terroristico di sinistra che combatteva contro gli interessi americani in Giappone, incontrarono terroristi arabi per insegnare loro le tecniche di guerriglia e i principi dell’attentato-suicida, trasmettendo loro l'uso della lotta secondo la tecnica dei kamikaze.

- Alcuni ritengono che il giorno dell'attentato fossero presenti UFO nel cielo di New York. In tal caso occorrerebbe spiegare perché tali oggetti volanti non identificati erano presenti in zona.

Queste sono solo alcune ipotesi sui possibili scenari dell’11 settembre ma vi sono ulteriori considerazioni che riguardano la dinamica dell’attentato.
È stato fatto notare che le fotografie scattate dai reporter giunti al Pentagono alcune ore dopo la caduta del terzo aereo sul palazzo del Ministero della Difesa contenevano elementi strani.
Si vedeva il palazzo sventrato all’altezza del primo piano e non vi era nessun segno della presenza di rottami dell’aereo. Tale circostanza sarebbe stata confermata dal Comandante dei Pompieri accorsi per spegnere l’incendio.
Come possibile che un aereo danneggi solo la parte "bassa" dell’edificio cadendo ad una velocità di diverse centinaia di chilometri l’ora? E come possibile che non vi siano rottami?
Domande senza risposta che fanno sorgere il dubbio non sia stato un aereo a colpire il Pentagono ma un Camion-bomba.
La cronaca di quei tragici momenti si riempie di particolari misteriosi che non hanno alcun senso rispetto a quanto ci è stato raccontato. Il mistero intorno all’attentato alle torri Gemelle resterà tale finché non si deciderà di fare davvero chiarezza, per rispetto delle vittime e dei loro familiari.
Ciò che impressiona di più è la tecnica dell’attentato suicida, ma non con un piccolo aereo ma con un aereo di linea carico di passeggeri. Il salto di qualità è notevole e impressiona il fatto che la presunta organizzazione di Al-Qaeda sembra avesse in programma attentati simili con obiettivi come il Golden Gate di San Francisco, il Big Ben a Londra, la Torre Eiffel a Parigi, forse addirittura la Basilica di San Pietro a Roma.
I terroristi vorrebbero distruggere anche le Piramidi di Giza? Lo scopo potrebbe essere quello di danneggiare il governo moderato di Mubarak, considerando il fatto che una delle risorse economiche principali dell’Egitto è dato proprio dal turismo.
Fin qui quanto possiamo dire in termini di cronaca di questi tragici eventi.

Non si deve dimenticare che l’11 settembre non può non avere, sulla scia degli eventi misteriosi, marcate connotazioni esoteriche che si intersecano con la cronaca reale di quel giorno da incubo.
La connotazione esoterica di questo avvenimento è legata alla sua interpretazione come evento apocalittico che nella storia si pone accanto ai grandi eventi che hanno lasciato una traccia indelebile nella memoria storica collettiva.
Nel XX secolo, i grandi eventi sono dati dai due conflitti mondiali, dalla Rivoluzione d’ottobre, dalle Apparizioni della Beata Vergine Maria a Fatima, dalle due bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, dalla Grande Crisi del ’29, dall’assassinio del Presidente Kennedy e così via, grandi avvenimenti che hanno concorso a modificare la storia.
L’11 settembre appare come la "summa" di tutti gli avvenimenti storici legati allo scontro millenario tra l’Islam e l’Occidente e apre una nuova era.
Se la storia dell’Umanità è già segnata allora l’11 settembre rappresenta un evento che va letto come un "segno", l’inizio della "fine dei tempi".
Possiamo facilmente verificare che, nell’ambito dell’attività profetica, esprimibile sia nella cultura giudaico-cristiana antica che nell’ambito della cultura esoterica medievale e rinascimentale, c’è abbondante spazio per la lettura anticipata di questi eventi.
Da più parti è stato fatto notare come, scomponendo e ricomponendo diversi testi delle Antiche Scritture ebraiche, è possibile individuare una sorta di codice che permette di stabilire date e avvenimenti futuri dell’Umanità.
C’è qualcuno che è riuscito a profetizzare anche l’11 settembre?
La mente corre subito al più grande di tutti i veggenti: Nostradamus, vissuto nel XVI secolo. Con le sue quartine enigmatiche, riuscì a profetizzare eventi riguardanti la vita di sovrani e principi europei dei secoli successivi e si spinse fino a profetizzare i grandi conflitti mondiali del XX secolo.
Davvero Nostradamus descrisse anche quanto avvenuto l’11 settembre?
Il mistero intorno a questo avvenimento è legato ad una quartina molto importante, la quartina 72 della X Centuria, che recita così:

L'an mil neuf cens nonante neuf sept mois,
Du ciel viendra un grand Roy d'effrayeur,
Resusciter le gran Roy d'Angol-Mois
Avant apres Mars regner par bon heur.

L’anno 1999 e sette mesi,
Dal cielo verrà un grande re del terrore,
Resusciterà il gran re d’Angol-Mois
Prima e dopo Marte regnare per buon ora.

La quartina è interessante perché contiene alcune indicazioni che hanno spinto vari esoteristi a fare riferimento all’attentato dell’11 settembre. La frase "dal cielo verrà un gran re del terrore" descrive molto bene la dinamica dell’attentato alle Torri gemelle, così come la frase "Marte regnare per buon ora" che indica che la guerra ci sarà e infiammerà il mondo.
Riguardo la differenza tra l'anno 1999 e 2001 non ci addentriamo in disquisizioni visto che in tutta l'opera di Nostradamus le date degli avvenimenti profetizzati appaiono deliberatamente nascoste.'
Alcuni esoteristi leggerebbero nel "sept mois" di Nostradamus il riferimento a settembre, settimo mese del vecchio calendario.
Chi sia poi "le gran Roy d’Angol-Mois" la cui reazione viene suscitata dal Re del Terrore, sembra un chiaro riferimento ai due personaggi Bush e bin Laden.
Un'altra interessante quartina, la 97 della VI Centuria fu riportata dal maggior interprete italiano Renucio Boscolo, nel suo primo libro del 1972, con la didascalica: "Distruzione di New York".

Cinq et quarante degrez, ciel bruslera,
Feu approcher de la gran' cité neuve,
Instant grand flamme esparse sautera
Quand on voudra des Normans faire preuve.

Cinque e quaranta gradi il cielo brucerà,
Fuoco si approssimerà sulla città nuova,
Nell'istante grande fiamma espansa brucerà
Quando si vedrà dei Normanni fare l'esperimento.

Leggendo la quartina non si ritrova niente che faccia pensare all'esperimento tedesco. Il veggente si riferisce davvero all'11 settembre o potrebbe trattarsi di un altro avvenimento?

Queste sono solo alcune delle tante ipotesi che si possono fare. A onor del vero altri studiosi parlano di altre profezie di Nostradamus come quella che recita così: "Vi saranno attacchi aerei dal cielo contro le montagne costruite dall’Uomo", frase che non è di facile attribuzione perché non si capisce se sia riferita ai grattacieli oppure alle piramidi.

Nell’ambito dei misteri legati all’11 settembre si ricordano le apparizioni della Vergine Maria, avvenute nell’ottobre del 1994, a Zaro, Ischia, a due bambine di 11 e 9 anni; c'è chi fa notare che l’età delle due bambine all’epoca compone il giorno e il mese dell'evento, ma lo riteniamo un caso.
L’8 ottobre del 1994 le due bambine erano andate a fare una passeggiata nel bosco di Zaro quando ebbero una visione. La Madonna apparve loro e le invitò a pregare perché l’Umanità era in pericolo. Da quel momento quel bosco divenne meta di pellegrinaggi dei devoti che vi accorrevano nella speranza di poter vedere la Madonna. Anche tre ragazze di sedici anni si recarono nel bosco e proprio ad una di loro, Simona, la Madonna avrebbe concesso la visione delle Torri Gemelle in fiamme e del loro crollo 7 anni prima del tragico attentato.
È doveroso citare lo scultore Benjamin Solari Parravicini che, con i suoi disegni degli anni ’30, profetizzò l’attentato alle Torri Gemelle con dei particolari impressionanti.

Per concludere il mio pensiero sul sentimento con cui ci si dovrebbe porre di fronte all’11 settembre, quello del silenzio e del cordoglio per le vittime innocenti. Al tempo stesso occorre lottare per cercare la verità, anche se una volta conosciuta la verità, questa può essere più amara di quanto si possa immaginare.
La strage dell’11 settembre è qualcosa che resterà nella memoria di tutti gli uomini che popolano il Pianeta, che sono quelli che vogliono la pace, senza distinzione di razza e di religione, anche perché nelle Torri Gemelle sono morti uomini di ogni parte del mondo e di ogni fede.
L’11 settembre colpisce l’immaginario collettivo perché ha rappresentato la morte spettacolare che si contrappone alla morte silenziosa, che è quella delle migliaia di vittime che muoiono per fame, per guerra e per malattie, tutti i giorni, appunto in silenzio, di fronte all’indifferenza di tutti.
L’11 settembre io accenderò una candela e la metterò sulla finestra della mia camera per ricordare tutte le vittime innocenti di ogni tempo e luogo. Forse un giorno la luce trionferà sulle tenebre.

a cura di Giuseppe Badalucco


									

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