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IN "CERTE CONDIZIONI PSICOLOGICHE..."

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LA DISTANZA, L'INTENSITÀ... »

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Il Cazzamalli, durante i suoi esperimenti, provocava artificialmente proprio quelle che il Watson definiva "certe condizioni psicologiche". Utilizzò infatti particolari soggetti umani (oniroidi, sensitivi, psicopatici allucinati, ecc.) in determinate condizioni di intensa attività psicosensoriale.
Poneva infatti il soggetto nella "Camera isolante", collegando lascamente l'antenna del ricevitore impiegato nelle esperienze al capo del soggetto stesso e - una volta raggiunto il perfetto equilibrio del sistema trasmettitore-ricevitore - induceva improvvisamente nella cavia una violenta suggestione il cui contenuto era particolarmente, per essa, carico di intensi significati emotivi. (Nel libro "Alla ricerca del Pensiero" già edito dalla SugarCo e di prossima pubblicazione dalla Acacia Edizioni, sono descritti semplici apparecchi elettronici per cercare di ripetere tali esperimenti).
È opinione di chi scrive che non si possa rigettare a priori la cosiddetta "ipotesi elettromagnetica" avanzata dallo studioso cremasco per cercare di spiegare i fenomeni telepatici e che si potrebbe proseguire l'indagine con i mezzi tecnologici oggi a disposizione, certamente più sensibili, più stabili, più affidabili di quelli in uso negli anni Trenta o Quaranta del secolo appena trascorso.
Vorrei però concludere accennando brevissimamente ad alcune altre ipotesi formulate da altri studiosi in merito alla fenomenologia telepatica.
Il fisico Pascual Jordan (1902-1980), ad esempio, propose la cosiddetta ipotesi "gravitazionale" ricollegandosi al fatto che il campo gravitazionale mostra varie analogie con le caratteristiche della comunicazione telepatica (azione a notevole distanza, apparente indipendenza dagli ostacoli, ecc.).
Lo studioso Hammond propose invece l'ipotesi "neutrinica" in base alla quale l'informazione connessa al segnale telepatico avrebbe come supporto fisico i neutrini, corpuscoli aventi massa da 100.000 a 1.000.000 di volte inferiore a quella dell'elettrone ma privi di carica elettrica e in grado di attraversare ostacoli di notevolissimo spessore.
Il Dobbs avanzò poi l'ipotesi "ultracorpuscolare" in base alla quale alcune ipotetiche particelle, chiamate per l'occasione "psitroni" verrebbero emesse in particolari condizioni e servirebbero di base al manifestarsi di vari fenomeni paranormali, telepatia compresa.
Anche il grande Guglielmo Marconi aveva qualche idea a favore dell'ipotesi "elettromagnetica" sostenuta a spada tratta dal Cazzamalli quando ebbe modo di affermare che "...il cervello umano è uno strumento incomparabilmente più sottile che non importa quale apparecchio inventato dall'uomo e può evidentemente inviare informazioni a distanze molto più grandi di qualsiasi meccanismo trasmittente".
Se l'ha affermato il padre della radio...

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