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LA DISTANZA, L'INTENSITÀ...

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Per due fondamentali obiezioni: la prima - ne abbiamo fatto cenno poco prima - è determinata dalla "distanza", ovvero, nelle comunicazioni telepatiche, l'"intensità" del segnale percepito "sembra" non decrescere in funzione dell'inverso del quadrato della distanza tra emittente e ricevente. Tale legge è invece applicabile a tutte le altre forme di energia elettromagnetica.
Ho evidenziato i termini "intensità" e "sembra" poiché, per il primo, entrano in gioco fattori prettamente soggettivi, dato che, al momento, non esistono misuratori dell'intensità di campo del segnale telepatico. Mentre per il secondo non penso si possa escludere a priori che l'intensità decresca effettivamente in funzione della distanza.
Vorrei, a tale proposito, fare notare come un matematico americano, l'Hoffman, in un suo articolo intitolato "Extra Sensory Perception and the Law of Inverse Square" che sia il Barret che William Carington - entrambi invocanti tale legge come elemento a sfavore della "ipotesi elettromagnetica" - senza dubbio partivano da presupposti errati. Nelle loro argomentazioni essi sembravano confondere del tutto i termini "intensità" e "intelligibilità", termini che come ben sapranno i lettori che operano nel campo delle radiotrasmissioni, assumono significati molto distinti, tanto che i parametri caratteristici di un segnale telegrafico ricevuto da un radio-operatore vengono designati con le lettere RST, ovvero Readibility = Intelligibilità; Strenght = Intensità; Tone = Tonalità (della nota telegrafica).
Una seconda obiezione fu quella in base alla quale gli esperimenti del russo Leonid Vasiljev - Direttore dell'Istituto del Cervello, di Leningrado - "sembravano" dimostrare che la comunicazione telepatica potesse avvenire anche se uno dei due soggetti era rinchiuso in una "Gabbia di Faraday", un sistema cioè operante come schermo per i segnali radio e, quindi, per eventuali onde elettromagnetiche emesse dal cervello dei soggetti in esame.
Anche in tal caso è bene evidenziare il termine "sembravano" poiché, come ebbe in seguito modo di scrivere lo stesso Vasiljev "...Adesso dobbiamo portare un'importante correzione alle conclusioni cui eravamo pervenuti negli anni Trenta sulla base dei nostri esperimenti con l'applicazione di camere schermate. Allora non si sapeva ancora che le onde elettromagnetiche di bassa frequenza e di relativa lunghezza d'onda (da alcune centinaia di metri a più) non vengono completamente arrestate dalle nostre camere di ferro e piombo con spessore da 1-3 mm delle pareti, e che possono anche uscirne. Perciò la trasmissione di informazioni telepatiche tramite campi elettromagnetici di bassa frequenza non è completamente esclusa dai nostri esperimenti di schermatura."
È appunto l'elettronica ad insegnarci che la profondità di penetrazione di un'onda elettromagnetica in un materiale schermante è funzione inversa della frequenza. Ovvia conseguenza è che segnali a frequenza sufficientemente bassa possono tranquillamente superare schermature del tipo utilizzato dal Vasiljev.
È interessante notare anche quanto fece osservare il biologo Lyall Watson - in tempi a noi più vicini - in relazione a "segnali a bassa frequenza" che potrebbero spiegare i fenomeni telepatici. "...Il rapporto tra telepatia e ritmi alfa è cruciale. Sembra certo che sia la telepatia che la psicocinesi si producano soltanto sotto certe condizioni psicologiche e che queste ultime siano marcate dalla produzione di onde cerebrali dalla frequenza particolare. Nella PK (Psicocinesi) sembra trattarsi del ritmo theta, ma nella telepatia si tratta del ritmo alfa, dagli otto ai dodici cicli al secondo..."
È abbastanza plausibile che esista una precisa correlazione tra i cosiddetti "ritmi cerebrali" e la possibilità di manifestare alcune facoltà paranormali, in particolar modo quelle prettamente mentali, quale appunto la telepatia.
Suggerisco ancora, per chi volesse passare anche alla fase sperimentale, di leggere il "Manuale di Psicotronica sperimentale" già menzionato, libro in cui è descritto anche un non particolarmente complesso "Monitor di onde cerebrali" realizzabile da chiunque abbia un minimo di familiarità con il saldatore, con un tester e con comunissimi componenti elettronici.
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