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Tutti gli articoli di I Misteri di Hera GLI IGNOTI POTERI DELLA MENTE
di Roberto Volterri

Crema 4 agosto 1887. In questa cittadina, non lontanissima da Milano, nacque Ferdinando Cazzamalli medico e studioso della fenomenologia legata alla possibilità di trasferire a distanza delle informazioni non usando la radio ma... il cervello umano.

Per molti anni direttore dell'Ospedale Psichiatrico Provinciale di Como e docente della Scuola di Perfezionamento della Clinica Neuropsichiatrica universitaria di Modena, verso la metà degli anni Venti del secolo scorso, con l'aiuto dell'ingegnere elettrotecnico Eugenio Gnesutta e del tecnico Ferdinando Rosa - del gabinetto di Fisica del Politecnico di Milano - studiò le onde cerebrali umane partendo dall'idea che un'intensa attività del cervello potesse generare onde elettromagnetiche in grado di trasferirsi a notevole distanza.
[Il Prof. Ferdinando Cazzamalli] L'idea di indagare sull'attività elettrica dell'encefalo umano e sulla possibilità che ad esso potessero imputarsi le comunicazioni telepatiche tra individuo e individuo, gli venne studiando i risultati ottenuti da Hans Berger, fondatore della moderna elettroencefalografia. Pensò infatti che ciò che Berger aveva messo in luce, cioè la rilevazione e la registrazione di debolissimi segnali elettrici emessi dal cervello e correlabili allo stato psichico del soggetto in esame, potessero costituire la causa prima dei fenomeni telepatici. Che, a dispetto di qualsiasi attuale, nostrano "Comitato italiano per il controllo ecc." avvengono e sono sempre avvenuti. Anche se ancora non se ne conoscono tutti i meccanismi d'azione.
Il metodo impiegato dal Cazzamalli, però, si differenziava alquanto dalle metodiche del Berger poiché non prevedeva un diretto contatto fisico tra il soggetto in esame e gli elettrodi degli apparati di registrazione. Il "contatto" era infatti di natura elettromagnetica.
Entriamo ora nell'affascinante mondo dell'elettronica. Sappiamo che ad ogni corrente elettrica variabile nel tempo (e quelle relative all'attività dell'encefalo lo sono) si può associare un campo elettrico variabile con la medesima legge e che tale campo elettrico genera a sua volta un campo magnetico ad esso concatenato. Insomma è la tangibile dimostrazione delle cosiddette "leggi delle correnti di spostamento di Maxwell".

ELETTROMAGNETISMO E CERVELLO
Con tali presupposti il Cazzamalli dette l'avvio alle sue ricerche volte, come egli stesso le definì ad indagare "...sui fenomeni elettromagnetici radianti dal cervello umano in correlazione a particolari condizioni funzionali cerebro-psichiche e precisamente a stati di intensa attività psicosensoriale".
Bisogna però essere onesti: ammessa senza dubbio l'esistenza di campi elettromagnetici correlabili all'attività cerebrale e in particolar modo di quelli legati ad intensi stimoli emotivi, essi dovrebbero avere un'ampiezza alquanto, limitata, tale da essere sommersi da ben più intense perturbazioni elettriche - di varia natura - così da non poter essere percepiti che a breve distanza. Ma tutto ciò è in contrasto con quel si conosce dei fenomeni telepatici apparentemente non influenzati dal fattore distanza.
Nulla però ci vieta di ipotizzare l'esistenza di un meccanismo di autoregolazione, nell'ambito dell'encefalo, in base al quale l'effetto della distanza (affievolimento del segnale) o della limitata potenza di emissione verrebbero opportunamente compensati.
Un sistema del genere, d'altra parte, viene regolarmente impiegato in un qualunque ricevitore radio ed è appunto denominato "Controllo Automatico del Guadagno" (CAG), dove il termine "Guadagno" ha il significato di "Amplificazione" dei vari stadi del ricevitore da tale circuito controllati. Siamo abbastanza vicini ad un processo di controreazione - quando si affievolisce il segnale aumenta l'amplificazione e viceversa - del tutto simile a quello conosciuto come bio-feedback o "controreazione biologica". Ne abbiamo ampiamente trattato nel recente "Manuale di Psicotronica sperimentale".
Il Cazzamalli era stato preceduto da alcuni esperimenti effettuati nel 1923 dal russo Lasareff il quale aveva condotto studi sull'emissione di onde elettromagnetiche dagli organismi viventi e aveva sottoposto una sua relazione all'Accademia Sovietica delle Scienze, intitolata "Sulla funzione periodica dei centri nervosi e sulle onde elettromagnetiche che accompagnano la funzione nervosa".
In tale relazione Lasareff sosteneva che "...la teoria ionica dell'eccitazione mostra che i centri nervosi devono funzionare periodicamente e che questa funzione dipende dalle reazioni periodiche che si producono nelle cellule nervose... (tali variazioni) devono essere accompagnate da variazioni periodiche della forza elettromotrice. Come sappiamo, dopo la teoria elettromagnetica di Maxwell, le variazioni della forza elettromotrice devono essere accompagnate da onde elettromagnetiche...". Considerazioni del tutto simili furono fatte anche dal dottor Nicola Brunori nel suo libro "Istinto e Intelligenza. Metapsichica e vita delle forme".
"L'energia che è perduta nei processi catabolici - egli scrisse - è in parte radiante, qualche volta nello spettro visibile come negli organi luminosi (ad esempio nelle lucciole. N.d.A.) ma in genere essa è compresa nelle radiazioni invisibili con frequenza minore, ossia con onda più lunga (onde radio, quindi. N.d.A.)."
"Queste radiazioni - prosegue il Brunori - sono in parte assorbite dalle molecole vicine e in parte emanate nello spazio circumambiente, caratterizzando l'energia umana, che secondo gli studiosi moderni può giungere ad impressionare il sistema nervoso del soggetto o a rivelarsi in apparecchi adatti per riceverla."
E più avanti: "...Perché accordare alla lucciola la proprietà di emettere delle radiazioni sotto forma di radiazioni luminose e perché rifiutarsi di accordare ad altri insetti (magari anche all'uomo! N.d.A.) l'emissione di altre radiazioni al di fuori della gamma delle vibrazioni luminose, per conseguenza invisibili ai nostri occhi e non atte ad essere percepite con l'aiuto dei nostri sensi?".
Perché mai, dunque, la cosiddetta "ipotesi elettromagnetica" non ha trovato largo consenso tra gli studiosi dei fenomeni telepatici?

LA DISTANZA, L'INTENSITÀ...
Per due fondamentali obiezioni: la prima - ne abbiamo fatto cenno poco prima - è determinata dalla "distanza", ovvero, nelle comunicazioni telepatiche, l'"intensità" del segnale percepito "sembra" non decrescere in funzione dell'inverso del quadrato della distanza tra emittente e ricevente. Tale legge è invece applicabile a tutte le altre forme di energia elettromagnetica.
Ho evidenziato i termini "intensità" e "sembra" poiché, per il primo, entrano in gioco fattori prettamente soggettivi, dato che, al momento, non esistono misuratori dell'intensità di campo del segnale telepatico. Mentre per il secondo non penso si possa escludere a priori che l'intensità decresca effettivamente in funzione della distanza.
Vorrei, a tale proposito, fare notare come un matematico americano, l'Hoffman, in un suo articolo intitolato "Extra Sensory Perception and the Law of Inverse Square" che sia il Barret che William Carington - entrambi invocanti tale legge come elemento a sfavore della "ipotesi elettromagnetica" - senza dubbio partivano da presupposti errati. Nelle loro argomentazioni essi sembravano confondere del tutto i termini "intensità" e "intelligibilità", termini che come ben sapranno i lettori che operano nel campo delle radiotrasmissioni, assumono significati molto distinti, tanto che i parametri caratteristici di un segnale telegrafico ricevuto da un radio-operatore vengono designati con le lettere RST, ovvero Readibility = Intelligibilità; Strenght = Intensità; Tone = Tonalità (della nota telegrafica).
Una seconda obiezione fu quella in base alla quale gli esperimenti del russo Leonid Vasiljev - Direttore dell'Istituto del Cervello, di Leningrado - "sembravano" dimostrare che la comunicazione telepatica potesse avvenire anche se uno dei due soggetti era rinchiuso in una "Gabbia di Faraday", un sistema cioè operante come schermo per i segnali radio e, quindi, per eventuali onde elettromagnetiche emesse dal cervello dei soggetti in esame.
Anche in tal caso è bene evidenziare il termine "sembravano" poiché, come ebbe in seguito modo di scrivere lo stesso Vasiljev "...Adesso dobbiamo portare un'importante correzione alle conclusioni cui eravamo pervenuti negli anni Trenta sulla base dei nostri esperimenti con l'applicazione di camere schermate. Allora non si sapeva ancora che le onde elettromagnetiche di bassa frequenza e di relativa lunghezza d'onda (da alcune centinaia di metri a più) non vengono completamente arrestate dalle nostre camere di ferro e piombo con spessore da 1-3 mm delle pareti, e che possono anche uscirne. Perciò la trasmissione di informazioni telepatiche tramite campi elettromagnetici di bassa frequenza non è completamente esclusa dai nostri esperimenti di schermatura."
È appunto l'elettronica ad insegnarci che la profondità di penetrazione di un'onda elettromagnetica in un materiale schermante è funzione inversa della frequenza. Ovvia conseguenza è che segnali a frequenza sufficientemente bassa possono tranquillamente superare schermature del tipo utilizzato dal Vasiljev.
È interessante notare anche quanto fece osservare il biologo Lyall Watson - in tempi a noi più vicini - in relazione a "segnali a bassa frequenza" che potrebbero spiegare i fenomeni telepatici. "...Il rapporto tra telepatia e ritmi alfa è cruciale. Sembra certo che sia la telepatia che la psicocinesi si producano soltanto sotto certe condizioni psicologiche e che queste ultime siano marcate dalla produzione di onde cerebrali dalla frequenza particolare. Nella PK (Psicocinesi) sembra trattarsi del ritmo theta, ma nella telepatia si tratta del ritmo alfa, dagli otto ai dodici cicli al secondo..."
È abbastanza plausibile che esista una precisa correlazione tra i cosiddetti "ritmi cerebrali" e la possibilità di manifestare alcune facoltà paranormali, in particolar modo quelle prettamente mentali, quale appunto la telepatia.
Suggerisco ancora, per chi volesse passare anche alla fase sperimentale, di leggere il "Manuale di Psicotronica sperimentale" già menzionato, libro in cui è descritto anche un non particolarmente complesso "Monitor di onde cerebrali" realizzabile da chiunque abbia un minimo di familiarità con il saldatore, con un tester e con comunissimi componenti elettronici.

IN "CERTE CONDIZIONI PSICOLOGICHE..."
Il Cazzamalli, durante i suoi esperimenti, provocava artificialmente proprio quelle che il Watson definiva "certe condizioni psicologiche". Utilizzò infatti particolari soggetti umani (oniroidi, sensitivi, psicopatici allucinati, ecc.) in determinate condizioni di intensa attività psicosensoriale.
[Il libro "Alla ricerca del Pensiero"] Poneva infatti il soggetto nella "Camera isolante", collegando lascamente l'antenna del ricevitore impiegato nelle esperienze al capo del soggetto stesso e - una volta raggiunto il perfetto equilibrio del sistema trasmettitore-ricevitore - induceva improvvisamente nella cavia una violenta suggestione il cui contenuto era particolarmente, per essa, carico di intensi significati emotivi. (Nel libro "Alla ricerca del Pensiero" già edito dalla SugarCo e di prossima pubblicazione dalla Acacia Edizioni, sono descritti semplici apparecchi elettronici per cercare di ripetere tali esperimenti).
È opinione di chi scrive che non si possa rigettare a priori la cosiddetta "ipotesi elettromagnetica" avanzata dallo studioso cremasco per cercare di spiegare i fenomeni telepatici e che si potrebbe proseguire l'indagine con i mezzi tecnologici oggi a disposizione, certamente più sensibili, più stabili, più affidabili di quelli in uso negli anni Trenta o Quaranta del secolo appena trascorso.
Vorrei però concludere accennando brevissimamente ad alcune altre ipotesi formulate da altri studiosi in merito alla fenomenologia telepatica.
Il fisico Pascual Jordan (1902-1980), ad esempio, propose la cosiddetta ipotesi "gravitazionale" ricollegandosi al fatto che il campo gravitazionale mostra varie analogie con le caratteristiche della comunicazione telepatica (azione a notevole distanza, apparente indipendenza dagli ostacoli, ecc.).
Lo studioso Hammond propose invece l'ipotesi "neutrinica" in base alla quale l'informazione connessa al segnale telepatico avrebbe come supporto fisico i neutrini, corpuscoli aventi massa da 100.000 a 1.000.000 di volte inferiore a quella dell'elettrone ma privi di carica elettrica e in grado di attraversare ostacoli di notevolissimo spessore.
Il Dobbs avanzò poi l'ipotesi "ultracorpuscolare" in base alla quale alcune ipotetiche particelle, chiamate per l'occasione "psitroni" verrebbero emesse in particolari condizioni e servirebbero di base al manifestarsi di vari fenomeni paranormali, telepatia compresa.
Anche il grande Guglielmo Marconi aveva qualche idea a favore dell'ipotesi "elettromagnetica" sostenuta a spada tratta dal Cazzamalli quando ebbe modo di affermare che "...il cervello umano è uno strumento incomparabilmente più sottile che non importa quale apparecchio inventato dall'uomo e può evidentemente inviare informazioni a distanze molto più grandi di qualsiasi meccanismo trasmittente".
Se l'ha affermato il padre della radio...

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