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libri scelti da Francesco Di Blasi

DEI DEL CIELO, DEI DELLA TERRA Alla ricerca del sapere perduto Storia dimenticata dell'umanità, da Atlantide alle Civiltà Sotterranee

di Giorgio Pastore
Eremon Edizioni
pagg. 286 - 89 immagini b/n - € 18,00
Per ordinare:

L'ARGOMENTO:

Dèi del cielo, dèi della Terra è un viaggio alla scoperta di noi stessi, attraverso l'analisi di antichi miti e leggende, che ci raccontano di un mondo precedente il nostro, sepolto dalle sabbie del tempo.
Come nacque la vita sulla Terra? Come nacque l'uomo? E, perché questi è così diverso da tutti gli altri esseri viventi di questo pianeta?
Queste sono solo alcune delle domande alle quali in questo libro si cercherà di rispondere, risalendo a ritroso nel tempo, per giungere su Atlantide, il mitico continente sommerso in una sola notte, in un'era nella quale gli dèi parlavano ancora agli uomini.
Queste stesse divinità, sopravvivono nel tempo, in tutte le tradizioni del mondo antico. Muta il loro nome, ma non il loro volto. Sopravvivono negli antichi miti dei popoli, nei sabbiosi reperti archeologici, in meravigliose tracce che lo studioso moderno segue, nella speranza di scoprire la verità sull'uomo e sulla sua genesi.
È nostro dovere conoscere chi siamo, indagare il passato alla ricerca delle nostre origini e delle risposte alle domande che pesano da millenni sull'odierna civiltà.
L'umanità di oggi è il risultato di una lunga evoluzione che potrebbe trovare il suo inizio in un paradiso terrestre reale, divenuto un mito solamente in seguito.

I sacri testi dell'umanità, i miti e le leggende che sempre nascondono un fondo di verità, ci narrano di un mondo ancestrale, fantastico, prodigioso e per molti aspetti incredibile. Esseri divini, creatori dell'umanità, visitavano il mondo a bordo di meravigliosi carri celesti, gli stessi oggetti volanti non identificati che, secondo alcuni ufologi, ancora oggi solcano i nostri cieli.
In molti antichi testi e in preziosi manufatti sopravvissuti fino ai giorni nostri, ritroviamo straordinarie cronache di un passato ormai dimenticato, che attende ancora di essere svelato. Quando ne saremo in grado, potremo dare un nome a tutti quei reperti "impossibili" presenti nei musei, agli anacronismi scoperti dagli archeologi, a civiltà ancora senza volto, ai costruttori delle piramidi o di altre meraviglie simili, ma questo cammino si presenta ancora lungo e tortuoso.

Questo libro vuole essere un contributo, un ulteriore passo verso la verità, un traguardo sempre più difficile da raggiungere, perché più soli sorgono, più lune crescono, più sono le cose che l'uomo dimentica.

Già molto è andato perduto. Non lasciamo che i detriti del tempo che scorre impetuoso coprano le ultime tracce di questo prezioso passato, solo così potremo avere una visione completa del nostro essere, solo così, svelando il mistero delle nostre origini, potremo plasmare, concepire e dare un senso al nostro futuro, evitando di ripetere i medesimi errori che in un remoto passato furono la causa del tramonto di intere civiltà.

PREFAZIONE:

Atlantide, viaggi intergalattici e visite di extraterrestri, civiltà perdute e misteriose. Quarant'anni fa queste tematiche venivano frettolosamente liquidate come "fantascienza" ed i pochi autori seri che osavano trattarne pubblicamente perlopiù venivano giudicati personaggi bizzarri quanto originali, se non addirittura pazzi furiosi.
Negli anni Sessanta in Unione Sovietica, dalle colonne della rivista "Sputnik", scienziati come Felix Zieghel e Alexandr Kazantsev, iniziavano a lanciare timidamente le prime provocazioni, parlando di antiche statue giapponesi che sembravano ritrarre moderni astronauti, di incisioni e graffiti preistorici e medievali in cui comparivano stilizzazioni di razzi, di tradizioni orali e religiose che accennavano ad un "altro tempo", in cui la Terra era diversamente popolata e fornita di una tecnologia all'avanguardia ed in cui i contatti con persone venute dallo spazio apparivano frequenti.
Il primo a liquidare queste "storie" come miti, come una sorta di cristianesimo ateo e tecnologico (qualcuno aveva persino ipotizzato che la stella dei magi fosse un UFO e Gesù un extraterrestre) fu proprio il regime comunista, che ne rise ma comunque ne permise la libera circolazione; così queste idee innovative, rivoluzionarie e dirompenti arrivarono in questa parte d'Occidente, e vi fu chi, conoscendo il russo, le fece proprie e le divulgò: in Francia il saggista ed esoterista Robert Charroux, in Italia lo scrittore Peter Kolosimo, fondatore dell'Associazione Italiana di Studi Preistorici, in Gran Bretagna il saggista Raymond Drake.
Casualmente, queste idee, che in un altro momento sarebbero state rigettate con disprezzo dalla nostra scienza diffidente e conservatrice, si inserirono in un contesto politico particolare, la rivoluzione sessantottina, che invece si faceva forte della messa in discussione di molti dogmi del passato, visti come "liberticidi"; a molti improvvisati fans sembrò dunque naturale contestare anche la storia e la scienza ufficiali.
E così, in molti si radunarono attorno alla rivista "Pianeta", nata in Francia come "Planète" (con Charroux e gli scienziati massoni Louis Pauwels e Jacques Bergier, autori del dissacrante volume "Il mattino dei maghi", che assurgeva a dignità scientifica l'esoterismo) e tradotta in Spagna come "PIaneta" (con l'ufologo Antonio Ribera).
Quest'eredità, in Italia, fu presto raccolta da Peter Kolosimo, del quale erano note le simpatie "a sinistra" (la qual cosa gli spalancò la porta di molti media schierati, il che permise a queste idee di circolare).
Le tesi proposte dai vari autori, a ben vedere, erano spesso azzardate (solo Kolosimo e pochi altri si distinsero per la correttezza scientifica e la meticolosità nella verifica dell'informazione riprodotta), e ben presto vennero smentite e dimenticate, e le tematiche ("atlantideologia" il termine per lo studio dei continenti perduti e "astroarcheologia", archeologia spaziale, "fantarcheologia" o "antichi astronauti" lo studio delle ipotetiche visite aliene nel nostro passato) persero sempre di più la considerazione dei media e della scienza.
Ma nel frattempo si era consolidato uno zoccolo duro di appassionati, sempre più consistente, pur se nascosto nell'ombra; stavano nascendo le prime associazioni di studi indipendenti, che avevano nella rivista fiorentina "Il Giornale dei misteri" il loro punto di ritrovo.
Una fiammella era stata accesa.
Sino a che, negli anni Novanta, ecco apparire sulla scena alcuni ricercatori, perlopiù inglesi, divulgatori di grande successo, legati non a piccole case editrici, ma a gruppi editoriali da milioni di copie, capaci di suscitare l'interesse dei media e di tradurre e distribuire edizioni in tutto il mondo.
Nomi come Robert Bauval, Graham Hancock, Colin Wilson, Robert Schock, Michael Cremo iniziarono a essere frequentemente ripetuti sulla rete Internet (alla quale va tributata parte del rinato interesse per questi argomenti); i diretti interessati furono spesso invitati in trasmissioni realizzate anche in seguito alloro successo editoriale (in Italia, a programmi come "Stargate" e "Voyager", condotti da Roberto Giacobbo); si organizzarono convegni e congressi, nacquero decine di riviste a tema ("Hera", "Archeomisteri", "UFO", "Oltre la conoscenza") e la scienza "ufficiale" non poté più continuare a ignorare queste idee e soprattutto i dati esposti.
Perché quest'improvviso successo?
Perché la nuova generazione di ricercatori, fatta propria l'altrui esperienza e forte degli errori del passato, non più ripetuti, aveva saputo parlare il linguaggio della scienza, aveva applicato la metodologia da laboratorio, senza più lasciarsi andare a voli pindarici e a fantasie, producendo finalmente dati inoppugnabili. In altre parole, la questione era stata portata sotto la lente del microscopio scientifico dagli stessi scienziati; e così non era stato più possibile ignorare quanto scoperto, o liquidare il tema con un sorriso ironico.
Una nuova generazione, la quarta, figlia di Internet e forte del messaggio lasciato dai divulgatori inglesi, ha raccolto adesso quest'eredità. Giorgio Pastore, presidente dell'Associazione Culturale C.R.O.P. è fra questi giovani coraggiosi che ha deciso di portare avanti la ricerca.
Il libro che avete fra le mani è il frutto di un lavoro lungo e meticoloso, apprezzabile quanto documentato, scritto in virtù dei trascorsi universitari dell'autore, che applica sapientemente le metodologie interpretative della storiografia.
Pastore è serio e ponderato, e ciò che propone è frutto di riscontri incrociati e scoperte dimostrate; egli lega gli invisibili fili della storia "alternativa" ricostruendo un quadro perfettamente credibile e finalmente organico. Questo suo primo libro è dunque una fatica che merita ogni plauso; di sicuro sentiremo ancora parlare di lui.

Alfredo Lissoni
Scrittore e giornalista televisivo
Redattore "Oltre la conoscenza"

INTRODUZIONE:

Nell'estate del 1937 due archeologi si avventurarono all'interno di una grotta in Francia, senza sapere che stavano per fare una delle più grandi, ma poco conosciute, scoperte della storia.
Quel giorno, Léon Péricard e Stefano Swoff rinvennero delle pietre di epoca preistorica, incise con degli strani disegni. Gli uomini raffigurati, infatti, erano del tutto somiglianti a esseri umani del XX secolo, vestiti anch'essi allo stesso modo, con pantaloni, scarpe e addirittura cappelli!
La scoperta, poi autentificata dall'abate Breuil l'anno dopo, confermava una nuova certezza: gli uomini del Magdaleniano vissuti nel Poitou del 15.000 a.C. erano più civilizzati di quanto si era creduto fino a quel momento.
Le pietre incise di Lussac-Ie-Chateaux vennero esposte nel Museo dell'Uomo, ma non tutte. Solo quelle più accettabili. Le altre, un vero mistero, rimasero nascoste negli archivi museali e si cercò di dimenticarle, poiché ritenute un vero rompicapo per gli accademici (1).
Di misteri simili a questo ve ne sono tanti, molti più di quelli che potremmo immaginare, tutti senza risposta, tutti capaci di mettere in seria difficoltà anche il più preparato archeologo e ricercatore. Molto spesso, per comodità, ritenuti dei falsi.
In realtà di falsi ce ne sono, e anche molti, ma ciò non significa che lo siano tutti.
Gli archeologi più tradizionalisti evitano di prendere in considerazione questi misteri perché sanno bene che, nella maggior parte dei casi, si rischierebbe di dover riscrivere molte pagine dei nostri libri di storia.
Ma che cosa ci sarebbe di male a riprendere in mano le pagine già scritte?
È doveroso, anzi, che questi studiosi si impegnino anche in terreni non ancora battuti, perché proprio analizzando i molti misteri l'umanità potrà progredire nella giusta direzione.
Pensiamo di essere già avanti nello stadio evolutivo, invece siamo ancora molto ignoranti, e molti non riescono a rendersene conto.
Solo se inizieremo a vedere con altri occhi il paranormale potremo evolvere e far diventare scienza ciò che ancora è considerata fantascienza, così come l'eresia di ieri oggi non è più un mistero, essendo stata presa in considerazione dalla stessa scienza.
Premetto subito una cosa importante. Per la realizzazione di questa mia opera mi sono avvalso di testi di diverso genere. Molti di questi sono studiati anche in ambito universitario. Presi singolarmente sono portatori di significati inerenti il contesto che trattano, ma spesso si tratta di significati parziali. Solo avendo una visione d'insieme possiamo coglierne la loro vera essenza, solo accostandoli gli uni agli altri scopriamo sfumature che prima ignoravamo. In tal modo riusciamo, in certi casi, a far breccia nel velo di mistero che avvolge gran parte del nostro mondo.

Ma che cos'è il Mistero? E perché l'uomo ne è così attratto?
Cerchiamo la definizione esatta sul dizionario DISC Sabatini-Coletti:

Mistero: "Cosa che esula dai limiti della capacità razionale dell'uomo; cosa nascosta, oscura, indecifrabile; segreto (...)".

Quindi, un mistero è un qualcosa di non chiaro. Da sempre l'uomo ha avuto necessità di capire ciò che di oscuro gli stava attorno, ovunque e in ogni caso. La chiarezza sta alla base della cultura e della realtà. Ovvero, della cultura reale, scientifica, empirica, in linea con il pensiero degli umanisti e dei dotti che almeno dal Cinquecento iniziarono a indagare con metodo scientifico i misteri della nostra Terra.

Il concetto di "scienza" è mutato attraverso i secoli e muterà ancora in futuro.
Così, ciò che un tempo era eretico ora è compreso e studiato; ciò che oggi non viene preso in considerazione dalla scienza "ufficiale" un giorno farà anch'esso parte dei libri di storia.
Già nel medioevo si indagava la natura delle cose terrene, ma per lo più ci si rifaceva al pensiero dei filosofi greci del passato, mutuato o meno dai dotti arabi e spagnoli.
Fino al XIII secolo la Spagna era ancora musulmana. È normale che dotti d'origine araba siano venuti in contatto con uomini di cultura europea in senso stretto. Questi dotti musulmani portarono in Occidente, dall'Oriente e dalla Grecia in particolare, una cultura nuova per gli uomini del medioevo europeo. Portarono nuove tecnologie, scritti in lingua araba e testi originali, in greco. Questi sono stati molto utili per ricostruire in maniera più fedele tutte quelle importanti parti di storia filtrata precedentemente attraverso l'oscuro velo della Chiesa Cattolica.
D'altronde, quando ci troviamo di fronte all'incontro tra culture diverse si ha quasi sempre uno scambio culturale reciproco, la storia ce lo insegna. Basti pensare alla cultura della Grecia arcaica, frutto dell'incontro con il vicino Oriente e con l'Egitto. Non dimentichiamo che l'Oriente era molto più avanti dell'Occidente per quanto riguarda scoperte e invenzioni.
Nel 5000 a.C. la Cina entrava già nell'età del bronzo e 4500 anni fa scopriva il magnetismo.
Nel 271 d.C. i cinesi realizzano il primo compasso, mentre sotto l'imperatore Huizong (1101-1125 d.C.) vengono inventate la polvere da sparo e la stampa a caratteri mobili (circa 400 anni prima di Gutenberg!).
Alcune di queste invenzioni vennero poi portate in Occidente dai viaggiatori e dai mercanti.
Pensiamo anche a ciò che accadde nell'Impero romano: l'unione di popoli molto diversi tra loro sotto il punto di vista culturale, sociale e religioso. E, soprattutto, l'incontro tra Roma e i popoli definiti "barbari", provenienti dal nord-est europeo, a partire dal II secolo d.C..
Ciò portò alla genesi della civiltà moderna. Ma potremmo menzionare numerosi altri esempi.
Dall'incontro tra filosofi arabi (come Averroè e Avicenna) e filosofi europei, specialmente quelli francesi e italiani, prese vita la Scolastica, ovvero, la scuola dei filosofi medievali del XIII secolo, soprattutto gravitante attorno a Parigi, la quale imbastì un proprio sistema filosofico ispirandosi agli scritti di Aristotele.
In questo periodo si traducono i suoi scritti direttamente dal greco alla lingua araba; per questo, tale pensiero fu detto anche "averroismo", dal nome occidentalizzato del filosofo arabo Abn-al-Rashid, detto appunto Averroè.
L'aristotelismo rimase in vigore come "religione" ufficiale dei dotti dell'epoca, almeno fino al Seicento. Questi instaurarono una sorta di conservatorismo scientifico che non voleva sentire ragione.
Ciò che aveva detto Aristotele, naturalmente adattato alla religione cristiana, era sacrosanto.
Una sacrosanta verità che nessuno poteva permettersi di mettere in dubbio, a meno che non volesse pagare sulla propria pelle tale affronto.
Infatti, all'epoca esisteva l'inquisizione, una sorta di giustizia "divina" gestita dai frati predicatori, uno degli ordini neo-creati dal papato agli inizi del XIII secolo. E con l'inquisizione non si scherzava.
Molte menti illustri vennero messe al rogo, solo per aver dissentito dalle opinioni filosofiche e religiose del loro tempo.
La "santa" inquisizione formalmente è ancora in vigore, ma i tempi sono cambiati, e la gente non muore più sul rogo.
Oggi, così come nel medioevo, alcune persone credono ancora nelle cartomanti, nei tarocchi e nell'oroscopo. In certi casi, superstizioni e tradizioni di origine pagana sono ancora ben radicate tra le persone.
Nel medioevo il cristianesimo occupava un posto di primo piano nella società. Oggigiorno sono molte le persone che si definiscono cristiane o cattoliche, ma, di fatto, in pochi rispettano alla lettera i dogmi della Chiesa; ciò è frutto delle rivolte del passato, del liberalismo, dei mutamenti sociali del XX secolo, del '68, del mutamento dei tempi...
Sono molti i fattori che portano la società moderna a essere sempre più laica.
Con il Rinascimento l'uomo rinasce, appunto, in tutte le sue forme, artistiche e culturali. Da allora l'uomo ha iniziato a guardare il mondo con altri occhi, dubitando che l'aristotelismo potesse essere una verità assoluta.
Furono uomini come Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Isaac Newton e Niccolò Copernico che condussero per mano l'umanità verso l'empirismo e verso l'illuminismo, l'età della ragione.
Empirismo è scienza. Basarsi su un procedimentp empirico non significa altro che basarsi su prove, fatti, su qualcosa di sperimentabile empiricamente, cioè concretamente.
La scienza è tale quando deriva dalla realtà, cioè quando è frutto di esperimenti concreti.
Con l'età della ragione, l'uomo capì che non poteva più affidarsi ciecamente agli scritti di Aristotele, Averroè, Avicenna e simili; se voleva indagare la natura del suo pianeta, doveva fare da sé. Magari poteva prendere spunto dagli scritti degli antichi, ma il suo compito maggiore divenne verificare empiricamente ciò che era scritto da secoli.
L'uomo del XVI secolo incomincia ad avere i mezzi necessari per analizzare e sperimentare i fenomeni trattati dai filosofi del passato.
Così, di esperimento in esperimento, nel corso degli anni, si arrivò a formulare una nuova concezione scientifica dell'umano essere, basata su prove, fatti reali, non più su ipotesi fantasiose.
Nel corso di molti secoli, l'uomo si è impegnato affinché ogni mistero della Terra venisse risolto e ancor oggi continua questa indagine, magari aiutato dalla tecnologia, dal computer e da altre tecniche avanzate di ricerca, come il carbonio 14, la fotografia aerea e satellitare, o magari con l'aiuto di più discipline messe insieme (cosa difficile ancora agli inizi del '900).
Oggigiorno si tende a colmare definitivamente le distanze presenti tra i diversi campi scientifici, tra le diverse materie di studio.
Perché tutto questo? Perché l'uomo ha sete di conoscenza.
A una conoscenza totale ci si può arrivare solo svelando ogni mistero dell'umanità. Molti direbbero "impossibile!".
Può essere, ma non si dovrebbe mai dare nulla per scontato.
Penso che il genio umano ci abbia sorpreso così numerose volte che, ormai, potrebbe anche essere possibile giungere un giorno ad avere una sapienza universale.
Forse non domani, magari tra centinaia d'anni.
Dire il contrario equivarrebbe ad affermare l'incapacità umana, cosa che non dovrebbe mai essere fatta.
Solo indagando i misteri della Terra, l'uomo arriverà a questa sapienza universale e, così facendo, farà in modo che lo sforzo di tutto il genio del passato non venga mai dimenticato nell'oblio del tempo e dello spazio.

UN ULTIMO CHIARIMENTO
Prima di iniziare il nostro viaggio nei misteri dell'umanità, vorrei premettere un'ultima cosa.
So che è difficile, ma sarebbe utile leggere le seguenti pagine con mente aperta, senza preconcetti, dissociandosi per un attimo dall'educazione ricevuta nelle scuole fin dalla più tenera età, per accogliere nuovi spunti di riflessione.
Ciò sarà utile al fine di poter vedere nella giusta prospettiva gli eventi che mi accingo a narrarvi che, benché basati ancora solo su ipotesi e scarse prove, potrebbero anche avvicinarsi alla realtà.
Sicuramente, durante la lettura, rimarrete più perplessi che realizzati, specie coloro che non hanno mai letto nulla del genere.
È normale, ma anche il più scettico dovrà ammettere che niente si può dire impossibile al 100%.
Non credo sia giusto adagiarsi tra le pagine già scritte dei libri di storia, credendo inconfutabili le nozioni lì riportate.
Già in passato scienziati e storici, loro malgrado, si sono dovuti ricredere innumerevoli volte. Il treno, la televisione, l'automobile... tutte invenzioni ritenute effimere in un primo tempo, ma che invece ebbero grande successo negli anni seguenti, a tal punto che ancora oggi non potremmo farne a meno.
Soprattutto, devo chiarire che tratterò anche di Dio, ma c'è da fare una doverosa distinzione: non parlerò del Dio che ognuno di noi ha in sé, quello che ci accompagna sempre e che sa e vede tutto, perché egli è la natura e la stessa umanità, ma del Dio descritto dalla Bibbia, quello più umanizzato, a volte terrificante e vendicativo, il quale invece potrebbe essere tutt'altro.
Molti di voi a questo punto si sentiranno confusi, avendo sempre creduto che vi fosse solo un unico modo per concepire Dio, identificato solamente con quello della Bibbia o degli altri libri Sacri, come il Corano.
In realtà, non è così.
La Chiesa di Roma e altre autorità, da sempre, ci hanno impedito di fare questa giusta distinzione imponendo ci, spesso con la forza, false verità.
Ora, finalmente i tempi sono maturi per mettere in chiaro alcune cose.
Mi riferisco alla mia opera, ma anche a quella di molti altri autori che, come me, hanno avuto e hanno ancor oggi il coraggio di scrivere ciò che pensano, andando contro i dogmi prefissati e granitici della tradizione, cosa che anche solamente due secoli fa sarebbe stata molto rischiosa da fare.
Oggi, grazie alla maggiore libertà di pensiero, è possibile farlo.
Tengo comunque a precisare che non ho alcun genere di rancore contro la Chiesa né contro il Cristianesimo né contro le altre religioni. L'importante, nella vita, è sempre il rispetto delle idee altrui.
Probabilmente, se non ci fosse stata una Chiesa, ci sarebbero state molte più guerre e inutili spargimenti di sangue. Nel medioevo serviva proprio un freno a tutta quella barbarie.
La Chiesa è stata davvero un argine capace di contenere la follia degli uomini per moltissimi anni, anche se, imponendoci i suoi dogmi, ha impedito un maggior sviluppo culturale e ha ostacolato il normale progresso umano; tant'è che se non fosse stato per uomini come Martin Lutero, Giordano Bruno, Cristoforo Colombo, Niccolò Copernico, Galileo Galilei saremmo ancora fermi in un eterno medioevo.
Giordano Bruno venne condannato a una morte atroce sul rogo solamente per aver immaginato nei suoi scritti un universo infinito, un infinito numero di stelle simili al nostro Sole, quindi, infiniti pianeti sui quali sarebbe potuta esserci vita intelligente, così come sulla nostra Terra.
Molte altre persone pagarono con la vita il loro desiderio di verità e, probabilmente, se avessero avuto la fortuna di vivere in quest'era, senza troppe censure o senza la terribile inquisizione (ecclesiastica e laica), avrebbero potuto darci molto di più.
Molti carnefici divennero santi e ancora oggi i loro nomi compaiono sul calendario.
E la gente, nella maggior parte dei casi, non si fa domande. Segue la massa e non sa, ad esempio, che San Costantino è lo stesso imperatore di Roma che uccise numerosi pretendenti al trono e barbari, comunque esseri umani, o che San Domenico di Guzman altri non è che uno dei più famosi inquisitori della storia.
Leone XIII, papa nel 1889, diede di nuovo alle fiamme con gesto maniacale le spoglie del povero Giordano Bruno, già arso sul rogo nel 1600. Non vi sembra un eccesso di crudeltà per un papa?
Papa Giulio II (1503-1513) perdonava tutti i peccati a chiunque avesse ucciso un membro della famiglia scomunicata dei Bentivoglio! Clemente V (1305-1314), dopo aver scomunicato la città di Venezia, dichiarava assolto da ogni penitenza per i suoi peccati chiunque avesse ucciso un veneziano (2).
Ferdinando III il Santo, Re di Leon e di Castiglia, è noto per aver cacciato via i musulmani dalla Spagna a colpi di spada.
Questi sono alcuni dei Santi della Chiesa. Le loro mani sono ancora sporche di sangue. Il sangue di chi, forse, sarebbe dovuto diventare santo al posto loro. Ma ormai tutti questi martiri fanno parte della storia e molti sono stati anche dimenticati.
Per anni l'uomo ha agito nell'ombra, per paura che i suoi libri venissero bruciati dalle autorità del tempo.
L'importante è che l'umanità sia riuscita a uscire da quell'oscurantismo che troppo a lungo rischiò di sommergerla e a giungere, dopo tanti sacrifici, in quest'era di relativa libertà culturale per poter risolvere molti enigmi secolari, da sempre causa di ignoranza e antiche paure.

Giorgio Pastore

Note:
1. Robert Charroux, "Historie inconnue des hommes depuis cent mille ans", Robert Laffont, Paris - trad. it. "Storia Sconosciuta degli Uomini", Ceschina, Milano 1966, pp. 15-16.
2. Robert Charroux, "Le livre du passé mystérieux", Robert Laffont ed., Paris 1973 - trad. it. "Miti e Misteri del Passato" - Mediterranee, Roma 1996, p. 35.

1. UN MONDO DI MISTERI:


Non vi è nulla di nascosto che non sarà rivelato; nulla di occulto che non sarà conosciuto. (Matteo X, 30)

ILLUMINIAMO IL NOSTRO PASSATO
La clipeologia è una disciplina nata di recente, dedita allo studio di tutti quei reperti archeologici e di tutte quelle espressioni artistiche che possano farci sospettare la presenza, nel nostro passato, di esseri alieni intelligenti provenienti da altri mondi.
Il termine deriva dalla parola latina "clipeus", coniata per indicare lo scudo tondo usato dagli antichi Romani (3). Infatti, i nostri avi ci lasciarono molti scritti e testimonianze della presenza di strani "clipea ardentes" nel cielo, ovvero, di UFO ("Unidentified Flying Object", "oggetto volante non identificato" - OVNI, in italiano) (4).
La clipeologia non è altro che un ramo ancora eretico dell'archeologia, non molto presa in considerazione dalla scienza "ufficiale", perché ritenuta più una serie di fantasie che di fatti reali e dimostrabili.
Il fatto che non si possano dimostrare i fatti clipeologici del passato è vero solo in parte, in quanto, non è detto che in futuro non si possano avere delle risposte alle molte domande imbarazzanti che affollano le menti degli studiosi. Non bisogna escludere a priori il fatto che possano essere accadute davvero tali cose, definite "fantasiose". È doveroso ricercare, indagare, spingersi il più possibile nell'oscurità entro cui ancora giace parte del nostro essere.
Che cos'erano quei dischi ardenti che i Romani vedevano sfrecciare nei loro cieli?
Cosa vollero rappresentare alcuni artisti nelle loro opere? In molte di esse è possibile notare strani oggetti luccicanti nel cielo, oggetti fuori posto, anacronistici, definiti anche "OOParts", ovvero, "Out Of PIace Artifacts" (Oggetti fuori posto) (5).
Probabilmente, gli UFO erano una realtà già allora e, in alcuni casi, questi non si limitarono a solcare silenziosamente i cieli del mondo antico.
In molti casi vi dovettero essere dei contatti tra gli uomini dell'antichità e i loro "dèi". Esseri superiori visti come divinità dalla gente di allora.
Non dimentichiamo che una cosa simile avvenne nuovamente durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli aborigeni australiani costruirono feticci in paglia a immagine e somiglianza dei loro dèi: le misteriose macchine volanti che solcavano i cieli dell'Australia di allora. Ovvero, semplici aerei militari di nazionalità statunitense. Era la prima volta che quegli indigeni vedevano simili cose e ne rimasero affascinati a tal punto da interpretare tali eventi come divini.
Gli antropologi hanno studiato questo curioso episodio, coniando il concetto del "culto del cargo" (6), ovvero, il culto degli indigeni per i loro dèi del cielo.
Un concetto che, volendo, potremmo applicare anche al passato della Terra, parlando di un "culto del cargo" preistorico.
Già lo scrittore greco Evemero (340-260 a.C. circa) credeva che "gli eroi e i personaggi mitici altro non [erano] che uomini divinizzati dall'ammirazione dei popoli (...); tutta la mitologia è una trasposizione di eventi storici" (7).
Molti elementi c'inducono a proseguire le nostre ricerche in questa direzione.

Siamo nel XXI secolo, ma sono ancora molte le cose cui l'uomo non riesce a dare una spiegazione esauriente.
Misteri insoluti che da sempre ci affascinano e ci spingono a pensare che forse, in tutto l'universo, possano esistere altre forme di vita intelligente. Perché, se parliamo di forme di vita elementari, non ci sono dubbi che ve ne siano.
Ricordiamo la meteorite precipitata il 28 settembre del 1969 nei pressi di Murchison, in Australia.
Il dottor Cyril Ponnamperuma, capo del reparto analisi della NASA, trovò al suo interno venti tipi di aminoacidi presenti nelle cellule viventi del nostro pianeta, accanto a undici altri la cui struttura ci è sconosciuta (8). E, a quanto pare, anche su Marte vi sarebbero minuscoli batteri e altre forme di vita microscopiche.
Qual è la prima cosa che pensate quando vi capita di vedere su qualche rivista illustrazioni raffiguranti le gigantesche piramidi d'Egitto o del centro America, i "moai" dell'Isola di Pasqua o le enigmatiche linee di Nazca?
Non potete negarlo, è difficile trovare una soluzione ai molti enigmi del passato, ma non stupitevi più di tanto, perché anche gli scienziati sono spesso in disaccordo tra loro quando si tratta di dare soluzioni a questi misteri, e spesso si scoprono impossibilitati nel dare certezze.
D'altronde, è difficile immaginare migliaia di Egizi che per tutta la loro vita non fanno altro che lavorare alla costruzione di piramidi e templi (e i loro figli dopo di loro, per centinaia d'anni!). Si è calcolato, ad esempio, che per costruire la Grande Piramide di Cheope occorsero otto milioni di operai e circa vent'anni di lavoro!
Oppure, più operai in meno tempo (9). Secondo Erodoto, e la maggior parte degli studiosi contemporanei, ne occorsero molti meno, solo 100.000, a lavoro per vent'anni di tempo.
Va bene, non c'era ancora la televisione, ma non vi sembra un po' esagerato?

Nella maggior parte dei casi, gli scienziati sono concordi nell'affermare che le piramidi possano essere state le magnifiche tombe dei faraoni, ma questa sembra piuttosto una soluzione di comodo. Perché, in effetti, non si sono mai trovate mummie all'interno delle piramidi. Vi erano solo i sarcofagi, ma vuoti!
Allora perché vennero costruite?
Ed è proprio sicuro che furono gli Egizi gli artefici di queste grandi opere?
Oppure, potrebbe essere che questi le trovarono già in Egitto al loro arrivo?
Nessuno ancora può dirlo con certezza.
Tanto per fare un esempio, quando gli archeologi entrarono nella piramide di Djoser a Saqquara, trovarono il sarcofago intatto, con ancora il sigillo reale. Ma quando l'aprirono, speranzosi di trovare un grande tesoro, rimasero a bocca aperta: il sarcofago era vuoto!
Come potremmo spiegare ciò?
Probabilmente, le piramidi non erano le tombe dei faraoni, come ci hanno fatto credere da sempre gli egittologi. Il loro vero scopo rimane un mistero. Le mummie ci sono, ma si trovano soltanto nella valle dei re e in quella delle regine, vicino Tebe (10).

L'Egitto, Angkor in Cambogia, Teotihuacan in Messico, Stonehenge, così come molti altri siti nel mondo, sono ancora avvolti nelle oscure trame del mistero. Non ci sono certezze, ma ognuno di noi è libero di formulare ipotesi.
Per quanto mi riguarda, molti di questi misteri planetari potrebbero anche essere complementari; così, si spiegherebbero le affinità tra le piramidi d'Egitto, quelle precolombiane, quelle cinesi e quelle italiche (molti ancora non lo sanno, ma esisterebbero piramidi anche in Italia), o le affinità tra le diverse lingue, tradizioni, miti antichi dell'umanità, etc..
Per fare qualche esempio: sia in Cina che a Palenque, un'antica città maya sita in centro America, vi era l'uso di seppellire il defunto con delle sfere di giada nelle mani e nella bocca (11).
La giada era una pietra dura, che simboleggiava l'incorruttibilità, l'eternità, anche perché non poteva essere fusa come i metalli, e si pensa sia giunta nelle Americhe proprio dall'Asia; inoltre, ricordiamo che gli esami condotti sulla mummia egizia di Hanut Taui hanno rivelato la presenza di cocaina e nicotina, derivati del tabacco, originario delle Americhe (12).
Iscrizioni fenicie sarebbero state rinvenute nel Nord America.
L'arte buddhista ci presenta dèi seduti su tigri e altri grossi felini, così come accade presso i Maya, soprattutto a Palenque (13). Ritroviamo identiche sia in Asia sia nella Mezzaluna Fertile sia nelle Americhe le immagini del disco solare.
Vi sono affinità tra l'arte cinese e quella dell'America nord-occidentale, come tra l'iconografia shang e alcuni simboli maya e aztechi.
Ma come potremmo spiegare l'abisso temporale presente tra l'antichissima arte dei bronzi cinesi, la civiltà maya del IV secolo e quella azteca del XIV secolo d.C.?
Troviamo piramidi identiche a quelle di Tikal nella metropoli abbandonata di Angkor Vat (14) e su alcune isole dell'Indonesia.
Sia gli Egizi, sia i Greci, il popolo di Zimbabwe, gli Hsing Nu, gli Assiri e le popolazioni della Mesoamerica (15) inventarono la stele (16).
Ebbero tutti la stessa intuizione! È possibile?
Ma non sono di certo gli unici esempi.
Tali dettagli, insignificanti per molti studiosi, rivelano una probabile interazione tra i diversi popoli del globo, fin dai tempi più remoti. Interazioni troppo spesso ignorate.
Pensiamo al nostro passato: a ieri, a un mese fa, a dieci anni fa... incominciamo a ricordare a fatica. Prendiamo i nostri libri di storia e sfogliamoli partendo dall'ultima pagina, fino ad arrivare alla prima: cento anni fa, mille anni fa, tremila anni fa... Sumeri, Minoici ed Egizi. Il periodo che precede queste civiltà è detto preistoria.
La differenza tra questa e la storia è che quest'ultima è stata scritta da studiosi che si sono basati su fonti scritte, epigrafi e tutta una serie di reperti archeologici. Più arduo è il compito di chi ricostruisce la preistoria, caratterizzata dalla scarsa presenza di fonti.

In questo libro si tratterà proprio di questo periodo, cercando di mettere insieme i vari tasselli del mosaico della vita umana sulla Terra. Si prenderanno in esame i classici dell'antichità, da Omero a Platone (428/348 a.C.), da Tucidide a Virgilio, ma non solo.
I miti della creazione dei popoli; i testi sacri, come la Bibbia e i Veda; le opere di autori moderni e contemporanei, cercando di far luce sui misteri che ancora avvolgono la nostra preistoria.
Che cos'è l'essere umano?
Perché è l'unica forma di vita ad avere un intelletto così sviluppato?
Come nacque la vita sulla Terra?
Gli dèi dell'antichità erano il frutto delle fantasie e delle speranze dell'umanità, oppure esseri reali, capaci di grandi cose?
Mettendo insieme i tasselli del mosaico in nostro possesso riusciamo a vedere più in là dell'invisibile barriera che divide la storia dalla preistoria.
Lentamente emergono dalle nebbie del passato i resti di un mondo dimenticato, di cui rimangono poche tracce.
Scopo di questo libro è proprio quello di mettere insieme gli scarsi indizi in nostro possesso, sperando che la preistoria di ieri possa diventare la storia di domani.

Note:
3. Pier Luigi Sani, "Clipeologia e archeologia spaziale", in "Il Giornale dei Misteri", Anno XIX, n° 214, Corrado Tedeschi Editore, Firenze, Agosto 1989, pp. 5-7.
4. Ivi, p. 5.
5. David Hatcher Childress, "Le Scoperte Scientifiche delle Antiche Civiltà", Newton & Compton Editori, 2000, passim.
6. Erich Von Daniken, "Gli extraterrestri torneranno", Ferro, Milano, 1969 (ried. Armenia, Milano 1976), da cui è stato tratto l'omonimo documentario diretto da Harald Reinl nel 1969.
7. Peter Kolosimo, "Astronavi sulla Preistoria", SugarCo, Milano 1983, p. 206.
8. lvi, p. 163.
9. Erich Von Daniken, "Gli extraterrestri torneranno", documentario diretto da Harald Reinl, 1969.
10. David Hatcher Childress, "Le Scoperte Scientifiche delle Antiche Civiltà", p. 217.
11. Maurice M. Cotterel, "I Superdei, Corbaccio", Milano 1999, p. 62.
12. Andrews Collins, "Le porte di Atlantide", Sperling & Kupfer Editori, Milano 2000, p. 73.
13. Peter Kolosimo, "Terra senza tempo", p. 198.
14. lvi, p. 199.
15. Mesoamerica: termine adottato da Paul Kirchhoff nel 1943 per indicare l'area comprendente Messico, Guatemala, EI Salvador, Belize e la sezione occidentale del·I'Honduras.
16. Peter Kolosimo, "Terra senza tempo".

INDICE:



| 2. VIAGGIO NELL'IGNOTO |
|
| L'età dell'oro |
pag. 23 |
| Antiche mappe che non dovrebbero esistere |
pag. 25 |
| L'uomo: un caso a parte |
pag. 27 |
| Le prime forme di vita |
pag. 28 |

| 3. GENESI DELL'UMANITÀ: IL SOFFIO DIVINO |
|
| I poteri perduti dell'umanità |
pag. 29 |
| Figli del cosmo |
pag. 31 |
| Il primo esperimento sulla Terra |
pag. 33 |
| La creazione di Adamo ed Eva |
pag. 38 |
| L'uomo: essere divino |
pag. 40 |
| Il monte della creazione |
pag. 42 |
| Gli Egizi e il Sacro Monte |
pag. 42 |
| La Grande Madre |
pag. 45 |
| Il Matriarcato |
pag. 46 |
| Le Amazzoni |
pag. 49 |
| La fine del Matriarcato |
pag. 49 |

| 4. LA NATURA DEGLI DÈI |
|
| Il soffio divino |
pag. 53 |
| Da dove provenivano? |
pag. 54 |
| Il caso di Venere |
pag. 56 |
| Sirio e i Dogon |
pag. 58 |
| I misteri di Phoebe |
pag. 61 |
| Nibiru, il dodicesimo astro |
pag. 61 |
| Archeoastronomia |
pag. 63 |
| Il prodigioso calendario Maya |
pag. 64 |
| Sette saggi esseri anfibi |
pag. 67 |
| Il nome di Dio |
pag. 69 |
| Il tempo dei 12 dèi |
pag. 71 |
| I figli di Dio, le figlie degli uomini |
pag. 72 |
| Nella terra dei giganti: dèi e semidei |
pag. 73 |
| Guerre tra dèi e giganti |
pag. 75 |
| L'Epopea di Gilgamesh |
pag. 79 |

| 5. CONTINENTI E CIVILTÀ PERDUTE |
|
| Il mito di Atlantide |
pag. 83 |
| Il Triangolo della Morte |
pag. 86 |
| Dov'era collocata realmente? |
pag. 88 |
| Edgar Cayce: abitante di Atlantide? |
pag. 89 |
| I cristalli di Atlantide |
pag. 90 |
| Il potere dei cristalli |
pag. 92 |
| Le civiltà precolombiane |
pag. 94 |
| Perdite inestimabili per l'umanità |
pag. 95 |
| Antiche biblioteche perdute |
pag. 97 |
| Carrozze volanti nell'antica Cina |
pag. 98 |
| Il sapere perduto |
pag. 99 |
| La scienza di Atlantide |
pag. 103 |
| Coral Castle e il sapere dimenticato di Atlantide |
pag. 104 |

| 6. LA SCIENZA DIMENTICATA DEGLI DÈI |
|
| Anacronismi: oggetti fuori posto |
pag. 107 |
| Chi camminava con i dinosauri? |
pag. 108 |
| Elettricità nel passato e altri anacronismi |
pag. 110 |
| Baalbek, un'opera impossibile |
pag. 115 |
| Il potere del verbo |
pag. 119 |
| Anacronismi della terra d'Egitto |
pag. 120 |
| Il meraviglioso volo di Natita |
pag. 123 |
| Anacronismi precolombiani |
pag. 126 |
| Nazca: indicazioni divine |
pag. 128 |
| Anacronismi dell'antica India |
pag. 131 |
| L'Arca dell'Alleanza: un condensatore? |
pag. 134 |
| Anacronismi e astronavi bibliche |
pag. 136 |
| Misteriose armi divine |
pag. 137 |

| 7. IL CREPUSCOLO DEGLI DÈI |
|
| Poseidone, dio dei mari e della Terra |
pag. 139 |
| Satana, il nemico |
pag. 141 |
| La sacralità delle corna |
pag. 142 |
| Il frutto proibito |
pag. 144 |
| Prometeo: creatore dell'umanità |
pag. 149 |

| 8. CAPSULE TEMPORALI: PRIMA DEL DILUVIO |
|
| La Grande Piramide di Cheope |
pag. 151 |
| Problemi di datazione |
pag. 154 |
| Misteriose piramidi in Italia |
pag. 155 |
| Osiride, Orione, Orejona |
pag. 157 |
| Le piramidi: capsule temporali |
pag. 160 |
| Camere segrete nelle piramidi |
pag. 165 |
| Il continente perduto di Mu |
pag. 167 |

| 9. IL DILUVIO UNIVERSALE: LA FINE DI UN'ERA |
|
| I diluvi che sconvolsero l'umanità |
pag. 171 |
| Vestigia del continente sommerso di Mu |
pag. 175 |
| Mondi in collisione |
pag. 175 |
| Isole fantasma |
pag. 180 |
| Il nostro diluvio |
pag. 181 |
| Disastri preistorici e futuri |
pag. 183 |

| 10. DOPO IL DILUVIO: L'ERA DELLA FENICE |
|
| Facciamo il punto |
pag. 185 |
| La Madre Terra: il grembo della rinascita |
pag. 187 |
| Dopo il cataclisma |
pag. 189 |
| I molti Noè della storia |
pag. 190 |
| Le ere dell'umanità |
pag. 190 |
| Il destino dei sopravissuti |
pag. 192 |
| La rinascita della civiltà |
pag. 192 |
| Alla ricerca della conoscenza |
pag. 194 |
| L'origine degli Aztechi e di altri popoli |
pag. 194 |
| L'Isola di Pasqua |
pag. 198 |
| Quetzalcoatl: ricordo di un lontano passato |
pag. 203 |
| Lo straniero che venne dal mare |
pag. 204 |
| Quetzalcoatl e il caduceo |
pag. 205 |
| Gli uomini-uccello |
pag. 206 |
| Il ritorno del Serpente Piumato |
pag. 207 |
| Tracce di Atlantide |
pag. 208 |
| I Pelasgi: dispensatori di sapere |
pag. 210 |
| Le misteriose origini degli Olmechi |
pag. 214 |
| Stonehenge e altri megaliti |
pag. 216 |

| 11. IL RE DEL MONDO E LE CIVILTÀ SOTTERRANEE |
|
| Hitler e il Re del Mondo |
pag. 219 |
| Enoc, il primo astronauta |
pag. 220 |
| Agharti, il mondo sotterraneo |
pag. 221 |
| Il mistero dei Templari |
pag. 223 |
| La leggenda del Prete Gianni |
pag. 224 |
| I segreti dell'Oltretomba |
pag. 226 |
| Gli ingressi di Agharti |
pag. 227 |
| Thule e la letteratura del mondo sotterraneo |
pag. 229 |
| Dante Alighieri e Virgilio |
pag. 230 |
| Jules Verne e Casanova |
pag. 232 |
| Madame Blavatsky |
pag. 233 |
| La teoria della Terra Cava |
pag. 234 |
| L'esperienza dell'Ammiraglio R. E. Byrd |
pag. 236 |
| Le prove satellitari |
pag. 238 |
| Il problema di un sole interno |
pag. 238 |
| Akakor: l'Agharti precolombiana |
pag. 240 |
| Gli dèi con sei dita |
pag. 241 |
| Crani macrocefali |
pag. 242 |
| Alieni dalla pelle blu |
pag. 243 |
| Gli dèi di Schwerta |
pag. 244 |
| I poteri degli dèi di Akakor |
pag. 246 |
| Le pietre di Ica |
pag. 246 |
| Angkor come Akakor |
pag. 248 |
| Misteriosi tunnel |
pag. 249 |


| MAPPE |
pag. 258 |
| BIBLIOGRAFIA |
pag. 263 |
| INDICE ANALITICO |
pag. 269 |


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