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INCHIESTA SUI MIRACOLI DI LOURDES

di Yves Chiron
Edizioni Lindau
pagg. 232 - € 18,00
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L'ARGOMENTO:

INCHIESTA SUI MIRACOLI DI LOURDES Lourdes è la "capitale della preghiera", uno dei santuari più frequentati al mondo. Ma è anche la "terra dei miracoli" verso la quale convergono decine di migliaia di infermi animati da una fede più forte di ogni avversità.
Dal 1858 circa seimila persone hanno dichiarato di essere "guarite" a Lourdes, mentre le due autorità mediche di controllo operanti nella cittadina francese (Ufficio Medico e Comitato Medico Internazionale) - composte da dottori totalmente indipendenti dalla Chiesa - hanno giudicato duemila casi come inspiegabili dal punto di vista scientifico e quindi in teoria rientranti nella sfera della fede. Eppure il Vaticano ha riconosciuto come miracoli solo 67 casi, l'ultimo dei quali il 9 novembre 2005 (riguarda l'italiana Anna Santaniello, afflitta da una malformazione cardiaca incurabile).
Ma come procede la medicina per verificare una guarigione? E quale esame conduce invece la Chiesa? Chi sono i 67 miracolati, qual è la loro storia? E, infine, esistono guarigioni "eccezionali" anche in altri santuari mariani?
Lourdes è terra di spiritualità e di speranza per tutti, laici compresi, ma anche una impressionante macchina moderna, un congegno sofisticato e imponente dalle dimensioni sorprendenti.
"Inchiesta sui miracoli di Lourdes" dà conto di entrambe le facce del fenomeno, sulla base di una documentazione storica vasta e puntuale, resa accessibile per la prima volta al pubblico italiano.

Yves Chiron, nato nel 1960, è professore di storia e membro dell'A.M.I.L. (Associazione Medica Internazionale di Lourdes). È autore di numerosi volumi, tra cui, editi in Italia, "Padre Pio. Una strada di misericordia", "Pio IX papa moderno" e "La vera storia di Santa Rita".

PREFAZIONE:

Questa inchiesta sui miracoli di Lourdes viene pubblicata proprio nel momento in cui una nuova guarigione si aggiunge a quelle che, dal 1858, sono state riconosciute dalla Chiesa come "segni certi della trascendenza e della misericordia di Dio". Queste pagine ci permettono di scoprire, in tutta la sua complessità e con un'obiettività assoluta, la realtà storica delle guarigioni strettamente connesse alle apparizioni della Vergine a Bernadette nel 1858 e alla scoperta della sorgente nella grotta di Massabielle.
Esse ripercorrono anche le tappe dell'aggiornamento, continuamente affinato fino ai nostri giorni, del processo di riconoscimento delle guarigioni come autentici "miracoli". In pratica Lourdes è attualmente l'unico santuario al mondo che presenta una struttura medica complessa, per un esame rigoroso di tutte le guarigioni che hanno sempre continuato ad avvenire, sia individualmente che nell'ambito dei pellegrinaggi di malati, moltiplicatisi dal 1873 ai nostri giorni. Sin dal 1884 a Lourdes esiste un Ufficio delle Constatazioni Mediche. Oggi si chiama più semplicemente Ufficio Medico di Notre-Dame di Lourdes. Stando alle statistiche presentate in questo volume, fino al 1998 sono stati censiti e debitamente studiati in totale circa 6672 casi di guarigione "segnalati". In seguito, a partire dal 1954, alcuni dei casi più interessanti sono stati sottoposti al giudizio di un Comitato Medico Nazionale, divenuto Internazionale nel 1958. In caso di giudizio favorevole, i casi in questione sono stati trasmessi a commissioni canoniche, chiamate a pronunciarsi sul carattere miracoloso delle guarigioni. Solo 67 di esse sono state oggetto di una tale dichiarazione ufficiale da parte della Chiesa. L'ultimo miracolo riconosciuto è stato proclamato il 9 novembre 2005.
Come tale, il miracolo mette in gioco la fede. Fa appello alla nostra libertà per suscitare un cambiamento nello sguardo e nel cuore, o addirittura una "conversione". È probabilmente la ragione per la quale ha sempre suscitato contestazioni. Non dovremo quindi stupirci che queste ultime siano affrontate, in maniera molto imparziale, in un intero capitolo di quest'opera. Vedremo anche, nell'ultimo capitolo del libro, che Lourdes non ha il monopolio dei pellegrinaggi e delle guarigioni...
Ma, come diceva monsignor Théas nel 1958, "Lourdes ha soltanto bisogno di verità". Personalmente sono lieto che il volume risponda pienamente a questo criterio.

Don Bemard Billet

INTRODUZIONE:

Nel novembre del 2005 la Chiesa ha riconosciuto il carattere miracoloso di una guarigione avvenuta a Lourdes. Si trattava della guarigione di Anna Santaniello, un'italiana, affetta da una malformazione cardiaca. È la 67a guarigione, prodottasi a Lourdes nel 1952, di cui la Chiesa ha riconosciuto il carattere miracoloso.
Ma a Lourdes ci sono state ben più di 67 guarigioni straordinarie. Alla fine del 1998 le autorità mediche stimavano con grande esattezza in 6772 le persone che, dall'epoca delle apparizioni (1858), si erano dichiarate guarite a Lourdes. E di queste circa 6700 dichiarazioni, le stesse autorità ritengono che siano state circa 2000 le guarigioni autentiche, che presentavano un carattere straordinario.
Ciò equivale a dire che il fenomeno non è marginale. Teologi e medici si sono interrogati lungamente sulle guarigioni di Lourdes. Assai numerose sono, sin dall'inizio del XX secolo, le tesi in Medicina dedicate a esse. Nel 1987 Jean-Pierre Bély, affetto da sclerosi a placche, era guarito a Lourdes. Sette anni più tardi questa guarigione, giudicata inspiegabile, era oggetto di una tesi in Medicina presentata all'università Claude Bernard-Lyon I (1).
L'inchiesta che proponiamo non ha un taglio medico, bensì storico. Si tratta di ripercorrere la storia delle guarigioni, dall'epoca delle apparizioni fino ai giorni nostri. Ma per non limitarsi a un catalogo di circa 6700 casi registrati di guarigione, sono state privilegiate quelle riconosciute come miracolose dalla Chiesa. Ciò ha permesso un approccio storico tematico.
Come procede la Medicina a Lourdes per "constatare" una guarigione? Il ruolo di due autorità mediche di controllo (Ufficio Medico e Comitato Medico Internazionale) verrà presentato in maniera approfondita.
Come procede in seguito la Chiesa alla "proclamazione" di un miracolo? Vedremo che in materia c'è sempre stata una grande prudenza da parte delle autorità religiose, e anche per interi decenni la Chiesa non ha proclamato alcun miracolo.
Uno studio sistematico delle 67 guarigioni miracolose permette altresì di circoscrivere più da presso il luogo, il momento e la manifestazione del miracolo e pure di constatare la grande differenza di età, condizioni sociali e anche destino dei miracolati.
Una tale inchiesta storica, che si è occupata anche dell'acqua di Lourdes, dei pellegrini, delle loro motivazioni, non poteva ignorare il fatto che non è mai cessata la contestazione dei miracoli. Un capitolo è dunque dedicato alla presentazione delle obiezioni e delle teorie di coloro che, ieri come oggi, negano la possibilità stessa o la realtà di guarigioni miracolose a Lourdes.
Infine l'ultimo capitolo prende in esame le guarigioni avvenute in altri santuari. Lourdes non ha l'esclusiva delle guarigioni miracolose. Anche in altri santuari, legati o meno ad altre apparizioni della Vergine, i credenti vengono a implorare la potestà e la misericordia di Dio.
Spesso si è parlato di "Lourdes, terra dei miracoli". Si può fare la storia dei miracoli? Si, perché il miracolo s'impone come un fatto. Alcuni si rifiuteranno di fornirne un'interpretazione sovrannaturale e cercheranno spiegazioni apparentemente più razionali, per esempio ricorrendo alla suggestione. Ma il miracolo non può essere ridotto alla credenza che, in diversa misura, gli si accorda. Sono innumerevoli si racconti di guarigioni a Lourdes, e anche le constatazioni mediche del carattere inspiegabile di quelle stesse guarigioni. È questo il primo materiale dello storico.

Note:
1. Marianne Sirop, "Guérison inexpliquée à Lourdes. Un cas diagnostiqué: sclérose en plaques. Analyse des jacteurs de la guérison", tesi discussa il 17 ottobre 1994 alla facoltà di Medicina di Lione-Sud (Università Claude Bemard-Lyon I).

APPARIZIONI E PRIME GUARIGIONI:

Le apparizioni della Vergine a Lourdes, nel 1858, sono state oggetto di studi critici molto approfonditi, e la vita della veggente, Bernadette Soubirous, è stata spesso raccontata (1). Prima di esaminare dettagliatamente le guarigioni che hanno accompagnato le apparizioni, e quelle che le hanno immediatamente seguite, ricordiamo brevemente i fatti.

Le apparizioni
Nel 1858 Lourdes è una cittadina raccolta intorno al castello e alla chiesa. La famiglia Soubirous è una delle più povere della città; abita nella "segreta", un monolocale al pianterreno dell'antica prigione. Il padre, François, è un mugnaio rovinato dalla propria generosità. Ha dovuto abbandonare il suo mulino ed è ridotto a cercare lavoro alla giornata.
La figlia maggiore, Bernarde-Marie, chiamata più familiarmente Bernadette, ha 14 anni. Non sa leggere né scrivere e non ha ancora fatto la Prima Comunione. Avvalendosi della testimonianza dell'abate Pomian, Anne Bernet sottolinea che, "in ambito religioso, la sua ignoranza era fenomenale. Conosceva il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ma non era in grado di riunire le tre persone sotto il nome di Trinità" (2).
Quindi il racconto e la descrizione delle apparizioni non si possono attribuire alla fertile immaginazione di un'adolescente mistica. Bernadette Soubirous sa ben poco di questioni religiose. Per esempio non comprenderà l'espressione "Immacolata Concezione", con la quale alla fine la Vergine si presenterà. Ma quell'adolescente analfabeta è provvista di un solido buon senso e d'una gran forza di carattere. Resterà salda nelle sue affermazioni e non si lascerà intimidire. Sa che ha visto "aquero" e fa ciò che la Vergine si aspetta da lei.
La prima apparizione risale all'11 febbraio 1858; ce ne saranno altre 17. L'11 febbraio Bemadette era andata a cercare legna e ossi sulle rive del ruscello, insieme alla sorella e a un'amica. Arrivata sul luogo detto Massabielle, mentre era intenta a togliersi le scarpe per attraversare il torrente e raggiungere un'ampia grotta dove le sue compagne avevano già cominciato la raccolta, improvvisamente udì "uo rumor coumo u cop de bent" (un rumore come un colpo di vento, dirà nel suo "patois" tipico di Lourdes). Tuttavia non c'era un alito di vento.
Il rumore ricominciò. Allora Bernadette alzò la testa e guardò di fronte a sé. Dall'altro lato del ruscello, in una cavità nella roccia, sopra la grotta, vide un bagliore leggero e poi, al centro della luce, distinse una signora. Era d'una bellezza abbacinante e sorrideva. Temendo di essere vittima di un'allucinazione, Bernadette si strofinò gli occhi più volte. Ma ciò che vedeva non scompariva. La bella signora della visione fece il segno della croce e prese un rosario. Bernadette fece lo stesso. "L'apparizione fa scorrere i grani fra le dita - nota René Laurentin seguendo il racconto di Bernadette - ma non muove le labbra. Terminata la recitazione, d'un tratto scompare. Gli occhi di Bernadette scrutano invano una scia di luce che si prolunga per un istante, per poi dissiparsi come una nuvola."
Le altre due ragazzine presenti, poco distanti, non avevano visto nulla. Nei mesi seguenti, fino a luglio, avranno luogo altre 17 apparizioni. Avverranno mentre Bernadette sarà dall'altra sponda del ruscello, all'ingresso della grotta. Soltanto a partire dalla terza apparizione, il 18 febbraio, la "signora" comincerà a parlare a Bernadette. Le due precedenti apparizioni erano state silenziose, come per abituare innanzitutto la veggente alla presenza del sovrannaturale.
Quel 18 febbraio, su richiesta insistente di una delle curiose che cominciavano ad affollare il luogo, Bernadette aveva teso un foglio di carta e una penna all'apparizione e in patois aveva chiesto: "Volete avere la bontà di mettere per iscritto il vostro nome?".
La "signora" aveva sorriso alla domanda un po' fuori luogo - si è mai vista la Vergine scrivere nel corso delle sue apparizioni? - e aveva risposto, con voce "acuta e dolce", utilizzando anch'essa il patois di Lourdes: "Non è necessario".
Aveva anche chiesto a Bernadette di tornare e aveva detto: "Non ti prometto di renderti felice in questo mondo ma nell'altro".
La "signora" non svelò la propria identità e Bernadette continuerà a lungo a indicarla come "aquero" ("quella" nel patois di Lourdes). Va notato che, sin dalla seconda apparizione, e sempre in seguito, la Vergine appariva a Bernadette soltanto dopo che aveva cominciato a recitare il rosario. La veggente entrava allora in uno stato di estasi, che numerosi testimoni constatarono e che descrissero così: "Aveva gli occhi spalancati, fissi sulla nicchia [...] Le mani erano giunte [...] aveva il rosario fra le dita; le colavano lacrime dagli occhi. Sorrideva e aveva un viso rilassato [...]. Malgrado il sorriso, provavo pena per lei, tanto era livida" (3). Durante altre apparizioni, gli osservatori noteranno la rigidità, l'insensibilità alla puntura di uno spillone, alla fiamma di un cero, ma un medico verificherà che comunque la respirazione e il polso rimanevano regolari.
La quarta, la quinta, la sesta e la settima apparizione furono silenziose. Domenica 21 febbraio, giorno della sesta apparizione, un centinaio di persone aveva seguito Bernadette fino alla riva del ruscello. Il commissario di polizia Jacomet, preoccupato dell'agitazione che il ripetersi delle apparizioni cominciava a creare, fece chiamare la veggente e la interrogò a lungo. La parte centrale dell'interrogatorio mostra al contempo la spontaneità e il buon senso della veggente:

"E allora, Bernadette, vedi la Santa Vergine?"
"Non dico di aver visto la Santa Vergine."
"Ah! Non hai visto niente!"
"Sì, ho visto qualcosa!"
"Allora cos'hai visto?"
"Qualcosa di bianco."
"È qualcosa o qualcuno?"
"Quello [Aquero] ha la forma di una ragazza."
"E quello non ti ha detto: 'lo sono la Santa Vergine'?"
"Non me l'ha detto."

Rispondendo alle precise domande del commissario, Bernadette descriverà quella "signora" vestita di un "abito bianco, una cintura blu, un velo bianco e una rosa gialla su ogni piede [...] con un rosario in mano".
Poi il commissario la interrogherà più brutalmente e tenterà di farla entrare in contraddizione, senza riuscirvi.
Durante l'ottava apparizione, il 24 febbraio, "Aquero" consegnerà il suo primo vero messaggio, destinato a tutti i fedeli: "Penitenza! Penitenza! Penitenza! Pregate Dio per i peccatori!". Poi la signora pregò Bernadette di "baciare la terra in espiazione per i peccatori!" e chiese con deferenza "se ciò l'avrebbe infastidita". Bernadette accettò.
Il giorno successivo la signora formulò altre precise richieste: "Vai a mangiare l'erba che è lì vicino". Quel giorno fu scoperta la sorgente che, ancora oggi, riveste un ruolo centrale nella devozione a Nostra Signora di Lourdes. Torneremo a parlare dell'acqua di Lourdes più avanti.
La decima apparizione ebbe luogo il 27 febbraio. Bernadette ricominciò a compiere i gesti di penitenza richiesti dalla "signora" (che non aveva ancora detto il suo nome), ma non ci furono nuovi messaggi. Così fu durante l'undicesima e la dodicesima apparizione. Poi, durante la tredicesima apparizione, il 2 marzo, furono avanzate due nuove e precise richieste: "Dite ai sacerdoti che si venga qui in processione e che si costruisca una cappella". Bernadette trasmise le richieste al suo confessore, l'abate Pomian, che le inoltrò al curato della parrocchia, l'abate Peyramale. Questi, perplesso, voleva innanzitutto conoscere il nome della "signora". Inoltre, a prova dell'origine sovrannaturale dei fatti, chiedeva che fiorisse la rosa canina sulla grotta.
Durante le apparizioni successive, Bernadette formulerà quelle richieste, senza ottenere da "Aquero" altra risposta che un "sorriso". Poi, il 25 marzo, festa dell'Annunciazione, dopo tre settimane senza apparizioni, Bernadette infine ottenne una risposta: "Que soy era Immaculada Councepciou [Sono l'Immacolata Concezione]".
Appena terminata l'apparizione (era durata un'ora), Bernadette corse ad annunciare la novella al curato Peyramale. Il dogma dell'Immacolata Concezione della Vergine Maria era stato proclamato da papa Pio IX meno di quattro anni prima, 1'8 dicembre 1854. Bernadette non ne sapeva certamente nulla. Quando il curato Peyramale le chiese se conosceva il senso di quella espressione, non poté far altro che . scuotere piamente la testa. Per il prete, quel titolo rivelato dall'apparizione, con riferimento diretto al dogma (anche se la sua formulazione era inconsueta), fu la conferma che era proprio la Vergine ad apparire a Bernadette.
Dopo un altro periodo senza apparizioni, Bernadette vide nuovamente la Vergine. Era il 7 aprile e vi era un migliaio di persone. L'afflusso di curiosi preoccupò le autorità municipali. L'8 giugno un'ordinanza vietò l'accesso alla grotta delle apparizioni e a quello scopo fu eretta una palizzata. Così, per la diciottesima e ultima apparizione, il 16 luglio, Bernadette si trovava dall'altro lato del ruscello, di fronte alla grotta a cui non si poteva più accedere. Era il giorno in cui la Chiesa festeggia Nostra Signora del Monte Carmelo. Quest'ultima apparizione fu silenziosa, come per meglio sottolineare la separazione che sarebbe avvenuta. Bernadette dirà della Vergine: "Non l'ho mai vista così bella".
Le 18 apparizioni sono molto coerenti. René Laurentin ha notato una progressione nell'evento: "In una prima fase, il cielo viene a patti con le resistenze che la terra normalmente oppone agli eventi insoliti. A Lourdes, in effetti, tutti i tutori di Bernadette, dai genitori al curato passando per le sorelle del convento, la cui opposizione fu particolarmente decisa, tentano di porre fine alla vicenda. Per prudenza e raziocinio. La visitatrice celeste non affretta nulla. Né costrizioni né prodigi: porta dalla sua parte il tempo, fa fruttare quotidianamente gli eventi, la tenacia e la pazienza di Bernadette. Dilaziona le prime apparizioni". Poi, quando il fervore torna ad aumentare, "il 25 febbraio, dall'alto viene impressa una svolta. Lo stile delle apparizioni cambia e si fa più austero. L'estasi diviene scialba. Bernadette compie esercizi ributtanti, bacia la terra, scava nel terreno melmoso, mangia l'erba. L'entusiasmo crolla". Infine, la terza fase comincia con la rivelazione: "Sono l'Immacolata Concezione. E porta alla progressiva esautorazione della veggente, che ha compiuto la sua missione". (4)
Si noterà infine che il messaggio consegnato dalla Vergine a Lourdes è semplice: appello alla preghiera e alla penitenza, costruzione di una cappella e invito a recarvisi in pellegrinaggio. La storia di Lourdes dopo le apparizioni, e anche quella delle migliaia di guarigioni che sono avvenute in quel luogo, non sono altro che il prolungamento della visita sovrannaturale del 1858.

Le prime guarigioni
A differenza delle apparizioni avvenute in altri luoghi, a Lourdes la Vergine non promette di guarire i malati, né nel corso delle apparizioni né in seguito. Tuttavia, quasi subito, ancor prima dell'ultima apparizione, l'annuncio di guarigioni ritenute miracolose è stato reso pubblico, talvolta con eccessiva precipitazione.
Le apparizioni iniziarono l'11 febbraio. Il 25, come abbiamo visto, Bernadette portò alla luce una sorgente. Sin da allora, l'acqua di Lourdes venne considerata "miracolosa" e certuni (i malati o i loro cari) si aggrapperanno a Bernadette Soubirous come a una taumaturga, un'ultima speranza.
Il mesedi marzo vide fiorire numerose guarigioni, vere o presunte tali. Fin da subito il clero e la maggior parte dei fedeli tenteranno di distinguere la guarigione autentica da quella illusoria o non accertata.
Dopo qualche giorno, a marzo, è una ragazzina malata di Tarbes, la "piccola Sempolis", portata dai Soubirous, a essere ritenuta guarita; poi una "cieca" di Luz, Eugénie Troy, che Bernadette ha baciato perché ha avuto pietà di lei. L'8 marzo i genitori della presunta cieca tornano a Lourdes "per grazia ricevuta". Tuttavia, presto, il medico che ha in cura Eugénie Troy e poi il curato di Luz avvertono che la bambina non è mai stata cieca e che ha ancora problemi agli occhi. Tutt'al più, lei e i suoi genitori hanno ritrovato gioia e fervore dopo il primo pellegrinaggio a Lourdes (5).
Nessuna delle due guarigioni si rivelò autentica. Cosi come non si può considerare guarito il giovane Jean-Marie Doucet, che in quello stesso mese di marzo Bernadette andò a trovare per cinque volte, nella fattoria Piqué, su richiesta insistente di una delle sue compagne di classe. Quel giovane infermo, forse epilettico, era lieto delle visite di Bernadette e confidava nella propria guarigione bevendo regolarmente l'acqua di Lourdes. Tuttavia, pur constatando un certo miglioramento del suo stato di salute - si nutriva nuovamente in modo quasi normale, cosa che prima delle visite di Bernadette non faceva - non guarì e le visite della veggente cesseranno, perché le verranno vietate.
Il procuratore imperiale di Lourdes, in uno dei suoi rapporti, meno di due mesi dopo l'inizio delle apparizioni, si fece beffe della "preziosa virtù di alleviare e addirittura di guarire" attribuita alla sorgente della grotta: "Come sono nate e si sono accreditate quelle idee? Era possibile impedire che si consolidassero e diffondessero? Bisogna aver conosciuto da vicino gli smarrimenti dell'immaginazione per comprendere quanto è facile sedurla. Sicuramente nessuno ha conosciuto ciechi, sordi, muti, paralitici ecc. che, dopo essersi lavati alla grotta, abbiano ritrovato l'udito, la vista, la parola, l'uso degli arti; e tuttavia, numerosi sono coloro che chiederanno alla meravigliosa piscina di dare o restituire loro la salute, di prevenire o scacciare il dolore. Interrogateli su ciò che fonda questa loro speranza: risponderanno che altri sono guariti e sono stati alleviati. Dove sono? Non si sa. Chi sono? Non ci si informa; e quanto a coloro che vengono indicati, non si ritiene necessaria un'inchiesta minuziosa sull'esattezza delle asserzioni di cui sono stati oggetto" (6).
Tuttavia, a quella data, erano già avvenute varie guarigioni incontestabili. In totale, durante l'anno delle apparizioni, il dottor Dozous, dapprima incredulo, aveva registrato un centinaio di casi di guarigione. In un altro capitolo vedremo che sette di quelle guarigioni sono state proclamate miracolose dalla Chiesa. Si constaterà fin d'ora che, sin dall'inizio del fenomeno, la Chiesa si è mostrata prudente.
Quando, il 28 luglio 1858, ossia dodici giorni dopo l'ultima apparizione, monsignor Laurence, vescovo di Tarbes, creò una "commissione incaricata di constatare l'autenticità e la natura dei fatti che si sono prodotti, da circa sei mesi, in occasione di un'apparizione, vera o presunta, della Santissima Vergine, in una grotta sita a ovest della città di Lourdes" (7), incluse le guarigioni già avvenute. Ne parlò al condizionale: "Bernadette Soubirous, ragazza di Lourdes di tredici anni, avrebbe avuto delle visioni nella grotta di Massabielle, situata a ovest della città; la Vergine Immacolata le sarebbe apparsa; una fonte vi sarebbe scaturita; l'acqua della fonte, bevuta o usata come lozione, avrebbe operato un gran numero di guarigioni; queste sarebbero ritenute miracolose".
Il vescovo di Lourdes avviava cosi un processo di controllo delle guarigioni che avrebbe fatto ricorso alla Medicina. Come vedremo, nel corso della storia delle guarigioni a Lourdes, il controllo sarà sempre più rigoroso.

Note:
1. La quasi totalità dei documenti coevi è raccolta in due opere: Léonard-Marie Cros, "Lourdes", 1858. "Témoins de l'événement", Lethielleux, Paris 1957 (testimonianze raccolte nel 1878) e René Laurentin, Bemard Billet, "Lourdes. Documents authentiques", 7 voll., Lethielleux, Paris 1957-1966. René Laurentin è anche l'autore di un'altra summa: "Lourdes, histoire authentique des apparitions", Lethielleux, 6 voll., Paris 1961-1964; sintesi in un valido racconto: "Les apparitions de Lourdes", Lethielleux, Paris 1966. La biografia più recente e meglio scritta è quella di Anne Bemet, "Bernadette Soubirous", Perrin, Paris 1994 (trad. it. "Bernadette Soubirous", S.E.I., Torino 1996). Per un paragone fra le apparizioni della Vergine a Lourdes e le altre apparizioni, cfr. Yves Chiron, "Enquete sur les apparitions de la Vierge", Perrin-Mame, Paris 1995.
2. Cfr. Bernet, "Bernadette Soubirous" cit.
3. Testimonianza del mugnaio Antoine Nicolau (14 febbraio 1858), citato in Laurentin, "Les apparitions de Lourdes" cit., p. 48.
4. Ivi, pp. 251-254.
5. René Laurentin evoca queste prime pseudoguarigioni, sulla base di vari documenti, nel sesto tomo di "Lourdes, histoire authentique" cit.
6. Terzo rapporto del procuratore imperiale di Lourdes, Dutour, al procuratore generale di Pau, Falconnet, il 2 aprile 1858, pubblicato in Laurentin, "Lourdes, Documents authentiques" cit., voI. I, p. 306.
7. Testo completo della lettera pastorale del 28 luglio 1858, citato in Laurentin, "Lourdes, Documents authentiques" cit., vol. III, pp. 210-214.

INDICE:

Prefazione pag. 5
Introduzione pag. 7

Apparizioni e prime guarigioni pag. 13
Le apparizioni pag. 13
Le prime guarigioni pag. 19

Cos'è un miracolo? pag. 23
I miracoli di Cristo pag. 24
Il miracolo nella storia della teologia pag. 27
La guarigione miracolosa secondo Benedetto XIV pag. 31
Guarigione e malattia nella Chiesa pag. 33
Il miracolo secondo i medici pag. 35
Le tipologie di miracoli pag. 38
Cos'è una guarigione? pag. 40
Guarigioni psicosomatiche? pag. 41
Le guarigioni interiori pag. 43

La fonte "miracolosa" pag. 49
Il doppio "miracolo" della fonte? pag. 50
Prime analisi pag. 52
Un'acqua "comune" pag. 56
Le "piscine" pag. 59
Un "miracolo" permanente pag. 61
L'erba della grotta pag. 63
Una causa "non materiale" pag. 64

La constatazione medica delle guarigioni pag. 69
L'azione del dottor Vergez pag. 70
I primi registri medici pag. 73
L'ufficio delle Constatazioni pag. 76
I medici dei pellegrinaggi pag. 79
I controlli dell'Ufficio Medico pag. 81
Le guarigioni non riconosciute pag. 85
Il Comitato Medico Internazionale pag. 86
La procedura del CMIL pag. 87
Un esempio pag. 91
Dalla constatazione alla prospettiva pag. 93

La proclamazione del miracolo pag. 99
La lettera pastorale di monsignor Laurence pag. 100
Un silenzio durato mezzo secolo pag. 101
L'intervento di san Pio X pag. 104
Le commissioni canoniche pag. 106
La resurrezione delle commissioni canoniche pag. 108
Gli anni 1950-1960 pag. 112
Il dopo Concilio pag. 114
Un esempio di riconoscimento canonico del miracolo pag. 115
"Miracolo" parola tabù? pag. 118

I 67 miracolati di Lourdes pag. 123
Una maggioranza di donne pag. 127
Tutte le età pag. 127
Una maggioranza di francesi pag. 129
Estrazione sociale pag. 130
Quali malattie? pag. 131
Il luogo del miracolo pag. 132
La manifestazione della guarigione miracolosa pag. 135
I segni della guarigione pag. 137
Cosa sono diventati i miracolati? pag. 138

Statistiche delle guarigioni pag. 143
Le guarigioni "segnalate" pag. 144
Le guarigioni accettate pag. 146
I miracoli proclamati pag. 147
Tavola delle proclamazioni pag. 148
Bilancio pag. 150

La contestazione dei miracoli pag. 153
Da Voltaire a Loisy pag. 153
La contestazione dei medici della Salpêtrière pag. 157
La "Lourdes" di Zola pag. 159
Due guarigioni contestate pag. 164
L'"illusione" pag. 167
Una spiegazione: l'isteria pag. 169

Malati, pellegrini e turisti pag. 175
I santuari pag. 175
L'organizzazione del pellegrinaggi pag. 177
Cinque milioni di "visitatori" pag. 182
I malati pag. 183
Le nuove malattie pag. 186

I miracoli in altri santuari pag. 189
Grotte di Lourdes nel mondo intero pag. 189
Dove la Vergine appare, guarisce pag. 192
Fatima pag. 194
Nostra Signora dei Poveri, salvezza dei malati! pag. 202
Medjugorje pag. 203
Il rinnovamento carismatico pag. 206
A Sarov pag. 213

Conclusione pag. 221
Ringraziamenti pag. 223
Bibliografia pag. 225

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