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libri scelti da Francesco Di Blasi

MANUALE DI PSICOTRONICA SPERIMENTALE Alla ricerca delle misteriose facoltà dell'enigma uomo

di Roberto Volterri
Eremon Edizioni
pagg. 290 - 160 immagini b/n e 40 immagini col. - € 23,00
Per ordinare:

L'ARGOMENTO:

Le esperienze parapsicologiche sembrano appartenere - sostiene l'autore - al campo della fisica, della biologia, della psicologia, delle scienze in genere. Sono, quindi, in gran parte suscettibili di misurazioni, visualizzazioni, registrazioni.
Uno studio di tali esperienze può essere messo anche alla portata del singolo sperimentatore che, con mezzi modesti associati ad una discreta preparazione di carattere tecnicoscientifica, voglia intraprendere una ricerca nei vari settori di quella contestata scienza che l'autore stesso preferisce definire Psicotronica.
L'applicazione della tecnica elettronica allo studio della complessa, sfuggente fenomenologia paranormale è quindi il filo conduttore che in questo Manuale il lettore potrà seguire costantemente per realizzare, con spesa men che modesta, semplici o complessi strumenti elettronici per lo studio dell'effetto Kirlian, dell'effetto Backster e per esperimenti di Biofeedback finalizzati a facilitare la Telepatia e la percezione extrasensoriale in genere.
Questo Manuale di Psicotronica consentirà al lettore di affacciarsi, fugacemente, anche nel mondo della ipotizzata 'realtà trascendente' e della Precognizione, anche se si rimanda - per una ben più ampia trattazione del problema - al recente lavoro dello stesso Volterri "Dimensione Tempo". Qualche suggerimento sull'uso di modellini della Piramide di Cheope per esperimenti sulla 'mummificazione' conclude l'esaustivo panorama di esperimenti che introdurranno il lettore in un nuovo e affascinante mondo: quello della Psicotronica.

Roberto Volterri è nato a Roma... a metà dell'altro secolo. Laureato in Archeologia con una tesi sperimentale in Archeometria, in ambito universitario si occupa da tempo di Archeometallurgia mediante tecniche di indagine quali la Microscopia Elettronica a Scansione (SEM) e la Microanalisi a Dispersione di Energia (EDS).
Si interessa dai primi anni '60 di fenomenologia ESP e degli aspetti meno consueti della realtà, successivamente studiati con semplici apparecchi elettronici da lui stesso progettati, realizzati e poi descritti in alcuni libri dedicati alla ricerca sull'ESP, quali "Psicotronica" (SugarCo, 1976); "Enigma Uomo" (SugarCo, 1977); "Alla ricerca del Pensiero" (SugarCo, 1979); e "Dimensione Tempo". Si è poi dedicato a ricerche articolate più in ambito storicoarcheologico, ma inquadrate da un punto di vista 'di frontiera'; nel 2002 ha pubblicato "Narrano antiche cronache..." (Hera Edizioni), "L'universo magico di Rennes-le-Château", "Rennes-le-Château e il mistero dell'abbazia di Carol", "I mille volti del Graal", "Archeologia dell'Impossibile" (Edizioni Hera), "Baphomet", "Archeologia dell'introvabile" e molto recentemente "Archeologia dell'invisibile". Sta lavorando ad un libro sui 'miracoli' di varie epoche e aree geografiche, studiati da un punto di vista prettamente scientifico. Ha scritto oltre a circa duecento articoli dedicati alle tematiche 'misteriose' pubblicate fin dagli anni Settanta su gli "Arcani", "Abstracta" e, dal 2000, su "Hera" (di cui è anche il consulente scientifico), ha partecipato ad alcune trasmissioni radiofoniche ("Totem", su RTL 102,5) e televisive sia su reti RAI ("Voyager") sia su emittenti private ("Stargate" e "Il Sogno dell'Angelo").

RINGRAZIAMENTI:

Vorrei innanzitutto ringraziare una 'provvidenziale'... influenza senza la quale questo libro forse non avrebbe visto la luce - che, all'età di sette o otto anni, mi ha tenuto fermo a letto per oltre dieci giorni. Smontando e rimontando, nella maniera più fantasiosa possibile, alcuni apparecchi elettronici realizzati da mio padre Oliviero, mi incuriosii e mi appassionai a ciò che in seguito sarebbe diventata una delle mie attività professionali: l'Elettronica.
Vorrei poi ringraziare le... paure e gli 'svenimenti' di mia madre Fernanda davanti agli esperimenti compiuti da mio padre quando egli si introduceva grossi aghi da lana nel braccio per mostrarci come si può 'sopprimere' il dolore fisico e come sia possibile controllare a volontà il flusso sanguigno in alcune parti del corpo. Le paure e gli 'svenimenti' di mia madre acuirono il mio latente interesse verso "ciò che è strano" e orientarono i miei futuri interessi verso gli argomenti qui trattati.
Infine, certamente last but not least, un ringraziamento tardivo, ma non troppo, va al dottor Massimo Inardi e al dottor Piero Cassoli - da qualche tempo in un lontano 'Altrove' - i quali alcuni decenni or sono mi invitarono al Circolo della Stampa di Bologna ove presentai un mio libro e alcune altre mie esperienze sull'ipotesi elettromagnetica formulata dal professor Ferdinando Cazzamalli per spiegare i fenomeni telepatici. Colsi l'occasione per illustrare l'evoluzione tecnologica dei mezzi di indagine in Parapsicologia - dalla bacchetta divinatoria alla Camera Kirlian... e oltre.
Questo libro rappresenta una sorta di aggiornato compendio di tutte quelle lontane ricerche.

INTRODUZIONE:

Come ho avuto modo di esporre in precedenti lavori su queste tematiche, a parer mio le esperienze di natura parapsicologica appartengono in gran parte a campi di studio come la biologia, la fisica, la chimica e - per certi aspetti - anche la psicologia.
I parametri in gioco, i risultati conseguibili, le "energie" - nel senso lato del termine - che si manifestano durante il prodursi di alcuni fenomeni, sono quindi suscettibili di misurazione e registrazione, atte perciò ad essere successivamente analizzate come qualsiasi altro aspetto della complessa realtà che ci circonda.
Non sono, quindi, esclusivo appannaggio del "mistico" "dell'iniziato", i quali accedono a dette esperienze attraverso vie diverse, meno scientifiche, anche se in taluni casi... più efficaci.
Con "Psicotronica" ed "Enigma Uomo" - ambedue editi da SugarCo negli anni 1976 e 1977 - era mia intenzione fornire allo studioso della fenomenologia paranormale, al ricercatore isolato un piccolo ausilio tecnico che lo mettesse in condizione di affrontare in maniera sperimentale alcuni aspetti di tale di tale fenomenologia, consentendogli così di poter "toccar con mano" qualche aspetto dell'ancor per molti versi misteriosa realtà "paranormale" e dei fenomeni che ad essa, con varie sfaccettature, appartengono.
In questo "Manuale di Psicotronica sperimentale" ho inteso riprendere in toto i discorsi lasciati in sospeso in quegli anni, aggiornando ove necessario gli aspetti prettamente tecnici relativi ad ogni apparecchio descritto e rivedendo nella maniera più appropriata anche il lato bibliografico delle ricerche che negli ultimi anni sono state effettuate qua e là per il mondo nei vari settori in cui la Parapsicologia - con gran fatica e "resistendo" ai vari "Comitati contro, ecc." - ha, passo dopo passo, aggiunto qualche tessera alla conoscenza di quella complessa entità che amo definire "enigma uomo".
Nel "Manuale" trovano quindi spazio semplici e più complesse apparecchiature per lo studio di quello che viene definito "effetto Kirlian" - pur con tutti gli interrogativi sulla reale natura del fenomeno - e vengono inoltre descritti semplici "rivelatori" del cosiddetto "effetto Backster", incentrato sulla ipotizzata "sensibilità" del mondo vegetale a stimoli di natura complessa. A volte di natura prettamente... "psichica".
Vengono poi descritti semplici ma anche complessi strumenti per monitorizzare alcuni parametri fisiologici - "onde alfa" in primis - caratteristici di condizioni psicofisiche in cui determinate "facoltà paranormali" trovano terreno più fertile alloro manifestarsi. Un complesso ed efficiente "Monitor di onde cerebrali" - non difficilissimo da realizzarsi anche da parte di chi non ha eccessiva dimestichezza con transistor e circuiti integrati - consentirà infatti di effettuare su se stessi o su... volontarie cavie alcuni esperimenti di "Biofeedback", volti a conseguire un particolare stato in cui sembra che talune manifestazioni appartenenti alla sfera dell'ESP, telepatia per prima, abbiano tendenza a manifestarsi in modo più eclatante.
È possibile un evento prima che esso si manifesti? Esistono facoltà "precognitive"? Un apposito capitolo insegnerà al lettore come realizzare semplici dispositivi per saggiare le proprie o le altrui capacità di "squarciare per un attimo" il velo che separa il "presente da futuro".
A tal proposito consiglierei vivamente la lettura di un altro mio libro "Dimensione Tempo" dedicato esclusivamente a questo inquietante aspetto della fenomenologia paranormale.
Nel libro sono descritti semplici dispositivi "hardware" sia un software appositamente studiato per trasformare il vostro computer in un efficace generatore di "Carte Zener" e per utilizzarlo per quantificare statisticamente i risultati conseguiti.
In questo "Manuale" vengono affrontati, anche se "en passant", alcune sfaccettature del controverso mondo della "Psicofonia". Semplicissimi dispositivi elettronici vengono infatti suggeriti per effettuare esperimenti di comunicazione tra la nostra realtà "immanente" e un possibile "altrove" da cui proverrebbero "segnali" da chi - purtroppo... - ci ha lasciati.
Qualche semplice esperimento viene infine suggerito per saggiare l'esistenza o meno delle cosiddette "onde di forma" generate, a quanto pare, da particolari strutture geometriche quali, ad esempio, la ormai famosissima "Piramide di Cheope".
Un'opportuna serie di Appendici suggeriranno infine al lettore come "orientarsi" adeguatamente tra circuiti integrati, circuiti stampati, transistor, cavi schermati, ecc. Insomma in tutto quell'affascinante mondo dell'elettronica da cui ormai non si può più prescindere né per le normalissime, banalissime esigenze della vita quotidiana, né - tantomeno! - per le più raffinate e sofisticate necessità delle mondo della ricerca "ortodossa" e di quella "parapsicologica" in particolare.
Cercando di venire incontro a frequenti richieste da parte dei lettori desiderosi di effettuare una loro particolare "ricerca sul campo" ma impossibilitati a proseguire per mancanza di adeguato "supporto tecnico" data l'irreperibilità dei due volumi menzionati all'inizio, la Eremon Edizioni, con questo "Manuale di Psicotronica sperimentale" ha inteso fornire un compendio certamente non esaustivo ma adeguatamente valido per consentire ai propri lettori di "toccare con mano" e di verificare "de visu" alcuni aspetti di quell'affascinante mondo - un po' al di là dei cinque sensi conosciuti - di cui molto si dice... ma ben poco si sa.
L'Autore e l'Editore si augurano di avere, anche se in parte, raggiunto lo scopo!

Un tranquillo posto di campagna.
Aprile 2007

CAPITOLO PRIMO - I campi bioplasmatici: l'effetto Kirlian:

Krasnodar, anno 1935. Fu in questa piccola cittadina della Moldavia che Semyon Davidovich Kirlian, insieme alla moglie Valentina, iniziò ad occuparsi di elettrofotografie. Con un apparecchio da lui stesso inventato e costruito Kirlian, elettrotecnico e appassionato di fotografia, aveva infatti scoperto di poter fissare su una lastra fotografica una strana luminescenza emanante da tutti i corpi organici e, come vedremo in seguito, anche da quelli inorganici.
Ad onor del vero, i primi studi sull'elettrofotografia, risalgono al 1777, anno in cui Lichtemberg riuscì, quasi per caso, ad ottenere delle figure, che da lui presero il nome, ponendo della polvere di licopodio sulla piastra elettrizzata di un elettroscopio condensatore.
Circa sessant'anni dopo, il Karsten ottenne altre "figure elettriche" tramite una sorta di condensatore elettrico in cui il dielettrico era costituito da un lastra di vetro sottile, mentre le due armature consistevano in una lastra di rame e in una moneta. Quando alle armature veniva applicata un'elevata differenza di potenziale, si creava una scarica tra di esse e, rimossala, sul dielettrico di vetro permaneva l'immagine della moneta.
Dopo altre ricerche dell'italiano Tommasi e del Ducretet, si arrivò, infine, al fisico cecoslovacco Bartolomej Navratil che, nel 1889, in un articolo intitolato "Il nuovo tipo di figure elettriche", per primo introdusse il termine "elettrofotografia".
Ai primi del novecento, a Praga, Jaroslav Ianêcek pubblicò un saggio sugli esperimenti di elettrofotografia compiuti dal russo Jodkc con il famoso rocchetto di "Ruhmkorff". Il genere di ricerche svolto da questo studioso su avvicina, infatti, moltissimo a quello di Kirlian.
A livello accademico, le ricerche sull'elettrofotografia, dopo il lavoro dei coniugi russi, sono state riprese dai cecoslovacchi Pràt e Schlemmer che nel '59 sul periodico "The Journal of the Biological Photographic Associated" pubblicarono i brillanti risultati delle loro interessantissime esperienze.
Tornando ora ai Kirlian, la tecnica da loro impiegata non era in pratica molto complessa: l'"effluviografia" come potremmo definire il risultato dell'esperimento, veniva ottenuta ponendo una lastra fotografica a contatto con l'oggetto in esame e sottoponendo il tutto all'azione di un forte campo elettrico ad alta frequenza. Numerosissime furono le esperienze realizzate dai due studiosi sovietici: foglie di piante, sane o malate, monete metalliche, lo stesso corpo umano, un po' di tutto, insomma, fu sottoposto all'azione della "camera Kirlian". Grande fu lo stupore quando poterono constatare che foglie tolte da piante sane producevano un'effluviografia notevolmente diversa da quella di foglie appartenenti a piante affette da qualche malattia.
Per un certo tempo, però, le loro ricerche non furono prese molto in considerazione. Si dovette arrivare, infatti, agli anni Settanta del secolo appena trascorso affinché il governo russo, nella persona del dottor Federev, del Ministero della Salute Pubblica, assegnasse loro un certo fondo per continuare le ricerche nel settore della diagnosi medica.
Il lavoro dei Kirlian fu poi continuato ed ampliato da altri ricercatori sovietici quali Viktor Adamenko che pubblicò un saggio "Sulla ricerca d'oggetti biologici nei campi elettrici ad alta frequenza" e Vladimir Inyushin che, nel 1968, nel suo saggio "L'essenza dei risultati dei Kirlian" aveva sintetizzato tutta la serie di ricerche dei due studiosi di Krasnodar. Semyon Kirlian aveva dichiarato che lo strano risultato visibile sulle sue elettrofotografie, era determinato da "cambiamenti delle proprietà non elettriche che si trasferiscono sulla pellicola"; questa spiegazione, invero non molto esauriente, non soddisfece Inyushin che, dopo una lunghissima serie di esperimenti, affermò che l'effetto di bioluminescenza era dovuto a un "corpo di plasma biologico" e non, quindi, allo stato elettrico dell'oggetto in esame.
La tesi dei ricercatori sovietici, si potrebbe sintetizzare in quattro punti essenziali:
- Esistenza di un modello energetico. Esso, però, avrebbe proprietà differenti da quelle che deriverebbero da fenomeni di natura fisico-chimica.
- Relazione causa-effetto tra stato fisico, o psicofisico, dell'oggetto, o paziente, in esame e struttura del campo bioplasmatico.
- Esistenza di un'energia vitale indipendente dalla presenza "fisica" dell'oggetto in esame. Tagliata parte di una foglia fresca di una pianta, nell'effluviografia compare a volte tutto il contorno della foglia stessa. È questo uno dei punti più discussi dell'intero problema in quanto altri ricercatori non sono riusciti a ripetere, con successo, l'esperimento.
- Corrispondenza, direi coincidenza, tra "corpo bioplasmatico" e il cosiddetto "corpo astrale" o OD già studiato da von Reichenbach.
In pratica tutta i punti sopra citati sono ancora in discussione in quanto, come spesso accade nell'ambito della ricerca scientifica, uno stesso fenomeno, per semplice che possa essere, dà luogo a più interpretazioni.
La ricerca sui "campi bioplasmatici" è ancora, infatti, allo stadio embrionale e, pertanto, aperta a quanti, seppur con mezzi modesti e non certo all'altezza dei laboratori scientifici, volessero sperimentare nuove tecniche e programmare nuove esperienze.
Sarà in ogni caso utile un breve confronto tra la concezione di "corpo di plasma biologico" avanzata dai ricercatori dell'est europeo e alcuni fenomeni legati alle tradizioni del lontano Oriente. Vediamo...

«In fisica, oggigiorno, si definisce plasma un gas elettricamente neutro, fortemente ionizzato, composto di ioni, elettroni e particelle neutre chiamato "quarto stato della materia" (dopo i solidi, i liquidi e i gas). Fino al 1944, quando gli eserciti alleati prendevano d'assalto la "Fortezza Europea", a Parigi uscì un libro in francese del russo V.S. Grishchenko, "Il quarto stato della materia". A lui si deve quindi l'invenzione del termine bioplasma. Lo stesso anno A. G. Gurwitsch, scopritore della "radiazione mitogenetica" (vedere anche Capitolo Secondo, N.d.A.), pubblicò a Mosca un libro intitolato "La Teoria del Campo biologico" in cui riassumeva vent'anni di lavoro.»

Così scrivono Tompkins e Bird in "La Vita segreta delle piante" (SugarCo Edizioni, 1975) riportando una tra le varie ipotesi e teorie proposte per fornire una razionale spiegazione al cosiddetto "effetto Kirlian".
In realtà, non è priva di un certo fascino l'identificazione del fenomeno dell'alone luminoso, fotografabile intorno ai corpi organici e non - con le particolari tecniche che in seguito illustreremo - con il cosiddetto "plasma cosmico" che pervaderebbe tutto l'Universo e che, nel nostro caso, sarebbe emesso dal Sole e quindi assorbito da tutta la materia. Questa teoria ci ricorda soprattutto quella, diffusissima in oriente e la cui origine si perde nella notte dei tempi, del cosiddetto "Prana" ed è, inoltre, alquanto affine a quella altrettanto famosa dell'"orgone" sostenuta da Wilhelm Reich.

«Un giorno - scrive infatti Reich in "La biopatia del cancro" (SugarCo Edizioni, 1976) - mentre lavoravo ad un esperimento, mi accorsi che tutti gli oggetti di metallo (forbici, pinzette, aghi) erano fortemente magnetizzati... Feci diversi esperimenti con le lastre fotografiche. Misi preparati colturali su lastre scoperte al buio, su lastre in cassette, su lastre in parte o completamente coperte di piombo e nel medesimo spazio collocai lastre di controllo senza influenza diretta.
Con sorpresa constatai che tutte le lastre che si trovavano nello stesso spazio delle colture risultavano velate. Alcune di esse, in corrispondenza delle fessure della cassette di legno, erano visibilmente annerite; altre presentavano un annerimento accentuato nei punti in cui - tuttavia - il rivestimento di piombo era meno spesso. Ma anche le lastre di controllo collocate nello stesso spazio erano velate... Sembrava che la radiazione fosse "presente ovunque".»

E più avanti:

«La radiazione deve avere anche fare con l'energia solare essendo dovunque, essa proviene soltanto dal Sole... Avevo duplice prova (a seguito di altri esperimenti N.d.A.) con la lampada al quarzo. Ma se i bioni e il sole irradiano l'energia in questione, bisognava por mente a un'altra cosa: essa doveva essere contenuta anche nell'organismo vivente".»

E ancora, a conclusione del suo pensiero:

«La nuova energia è contenuta anche nell'organismo vivente. "L'organismo vivente riceve l'energia dall'atmosfera e direttamente dal Sole..." L'energia fu chiamata "orgone", con riferimento alla storia della scoperta attraverso lo studio dell'organismo e al suo effetto biologico, in altre parole la carica di sostanze d'origine organiche.»

Cosa possiamo dedurre da quanto sopra riportato? Che certamente ci deve essere una matrice comune alla teoria "pranica" e a quella "orgonica": essa deriva, riteniamo, dal concetto ormai accettato dell'unitarietà dei fenomeni fisici, chimici e biologici. La materia è una: non vi è differenza "sostanziale" tra il mondo organico e inorganico, tra l'energia e la materia stessa. Sono soltanto molteplici aspetti di un'unica realtà. L'energia emessa dal Sole, l'energia "orgonica di Reich, quella "pranica" dello Yoga, l'energia del cosiddetto "plasma cosmico", sono infatti diverse manifestazioni di un'unica essenza nella quale il Campo Bioplasmatico, visualizzabile con l'apparato di Kirlian, rappresenterebbe la "concretizzazione" sotto un aspetto fisico recepibile dai nostri limitati sensi.
È interessante inoltre esaminare quelli che sono i punti in comune tra le descrizioni dei fenomeni Kirlian e quelle delle visualizzazioni dell'"aura" umana e degli oggetti inanimati descritte dai sensitivi o da iniziati alle teorie mistiche orientali.
Il già citato Reichenbach sosteneva l'esistenza di una sorta d'energia a cui poter imputare gran parte dei fenomeni che oggi definiremo "bioplasmatici": l'OD.
La caratteristica principale dell'OD è la polarità: l'OD negativo sarebbe emesso dal polo nord di un magnete permanente e i suoi sensitivi lo percepivano come un'emanazione bluastra, piacevole, rinfrescante e, a volte come un vento freddo; l'OD positivo, invece, verrebbe emesso dal polo sud e viene visualizzato come una radiazione rossastra, sgradevole, a volte ripugnante, tiepida. È immediato a questo punto l'accostamento con le esperienze effettuate dall'americano E. Lane con la Camera Kirlian sui magneti e che coincidono perfettamente su quanto sostenuto dal misconosciuto scienziato tedesco, oltre un secolo prima. Suggestiva elettrofotografia ottenuta dal Lane, ove nell'originale a colori appare evidentissima la diversità cromatica tra i campi magnetici emessi dalle due espansioni polari.
Le ricerche di von Reichenbach, in un passato abbastanza recente, sono state riprese da ricercatori sovietici: il professor Gulyayev, dell'Università di Leningrado, ha così potuto accertare l'esistenza di un campo elettrico irradiato da tutti gli esseri viventi, in particolare dai muscoli, dai nervi e dal cuore. Estremamente interessante, a tale proposito, osservare quanto quello strano personaggio che rispondeva al nome di T. Lobsang Rampa scriveva nell'ormai notissimo "Il terzo occhio" (Mondadori Editore, 1961): "...Era una strana esperienza vedere quegli uomini avviluppati, apparentemente, da fiamme d'oro. Solo in seguito potei rendermi conto del fatto che le loro aure psichiche - o aloni - erano dorate a causa della pura vita che conducevano, mentre quella della maggior parte delle altre persone avevano un aspetto assai diverso.
Di mano in mano che il nuovo senso appena acquisito si perfezionava sotto l'abile guida dei lama, fui in grado di osservare che esistevano altre emanazioni estendentisi al di là dell'aura psichica più interna. Con il tempo potei valutare le condizioni di salute di un individuo in a base al colore e all'intensità dell'aura psichica. Riuscii anche a capire se dicevamo o meno la verità, a seconda delle fluttuazioni dei colori".
E più oltre:
"...Verso di me stava venendo una figura avvolta in un fumo azzurrognolo squarciato da chiazze di un rosso acceso. Mi lasciai sfuggire un gemito di paura e rientrai di corsa nella stanza. Gli altri notavano la mia espressione inorridita. 'C'è un uomo in fiamme in corridoio', esclamai. Il lama Mingyar Dondup si affrettò ad uscire e tornò indietro sorridendo. Lobsang, quello è un addetto alle pulizie in preda all'ira...".
Come abbiamo visto, tali descrizioni sono estremamente simili a quanto narrato, per secoli, da sensitivi e veggenti e straordinariamente affini all'idea che dell'aura umana ci siamo fatta con l'avvento delle fotografie Kirlian, specialmente quelle a colori.
D'altra parte il concetto di aura non è affatto di recente data. Scrivono infatti Ostrander e Schroeder in "Scoperte psichiche dietro la cortina di ferro" (MEB Edizioni, 1976): "L'idea di aura umana, una nuvola luminosa e radiante che circonda il corpo, è vecchia di secoli. Affreschi e opere d'arte dell'Antico Egitto, Grecia, India, Roma, raffiguravano le persone 'sante' circondate da un alone luminoso già molto prima che gli artisti dell'era cristiana cominciassero a dipingere i santi con l'aureola: questa convezione potrebbe essere stata ispirata dalle osservazioni dei chiaroveggenti che riuscivano a vedere le radiazioni emanate dai 'santi' stessi." La famosa sensitiva Eileen Garrett scrive nel suo libro "Awareness": "lo ho sempre visto le piante, gli animali e le persone circondati da un alone di nebbia", e riferisce che l'alone cambia di colore e di intensità a seconda dell'umore della persona.
L'esistenza, quindi, di un campo di energia, qualunque sia la definizione che ad essa vogliamo dare, circondante ogni corpo, vivente o no, riteniamo sia ormai completamente fuori discussione. Rimane soltanto da indagare, con i mezzi che la moderna tecnica elettronica mette a disposizione dei ricercatori, sull'intima essenza di questa energia (pranica, odica, orgonica, bioplasmatica, ecc.), sul suo modo di operare sugli organismi biologici al fine di meglio sfruttarne le caratteristiche positive e, non ultimo, per una più razionale ed ampia conoscenza del vastissimo dominio della Natura.
Con i semplici, ma efficientissimi, Generatori ad alta tensione che tra breve descriveremo, abbiamo così voluto fornire agli sperimentatori, a qualunque livello essi operino, un mezzo, un incitamento a proseguire e ad ampliare gli studi, le esperienze, l'interesse per l'ancora inesplorato regno dei Campi Bioplasmatici, nella piena consapevolezza della validità del detto che "l'unione fa la forza" e che, diffondendo appunto i mezzi d'indagine, si possano raggiungere in tempi più contratti le mète a cui prima accennavamo.
Ed ora, senza ulteriori indugi, passiamo alla parte pratica di questo "Manuale di Psicotronica sperimentale", alla parte che maggiormente, crediamo, interesserà quei lettori che non si accontentano soltanto di leggere la pur vastissima aneddotica riguardante i multiformi aspetti dell'enigma uomo e della Natura in cui siamo quotidianamente "immersi".
Inizieremo così la descrizione di alcuni semplici apparecchi elettronici per effettuare interessanti esperienze nel campo della cosiddetta "fotografia Kirlian".
Pur con tutte le lecite perplessità che possono insorgere sulla reale natura di quanto "immortalato" sulla carta fotografica...
Ma, si sa, la strada per raggiungere la reale conoscenza di un fenomeno fisico, chimico o biologico che sia - è irta di imprevisti, di ostacoli, di... errori.

INDICE:


| CAPITOLO PRIMO |
|
| I campi bioplasmatici: l'effetto Kirlian |
pag. 17 |
| Generatore Kirlian a due transistor |
pag. 24 |
| Generatore Kirlian a tre transistor |
pag. 29 |
| Generatore Kirlian portatile a tre transistor e SCR |
pag. 33 |
| Interpretazione dei fenomeni. Se possibile... |
pag. 48 |

| CAPITOLO SECONDO |
|
| Elettricità e processi vitali: l'effetto Backster |
pag. 51 |
| Le piante: antenne biologiche. Esperienze sulla Bioenergia |
pag. 55 |
| Rivelatore Backster di semplice costruzione |
pag. 58 |
| Rivelatore Backster di maggior sensibilità, con Transistor ad Effetto di Campo |
pag. 63 |
| Rivelatore Backster registratore, con Transistor ad Effetto di Campo |
pag. 68 |
| Altri "rivelatori Backster" semplici e... più complessi |
pag. 76 |
| Rivelatore Backster a due transistor |
pag. 82 |
| Rivelatore Backster a circuito integrato |
pag. 86 |
| Altro "rivelatore Backster" a Circuito Integrato di maggiore sensibilità |
pag. 91 |
| "Rivelatore Backster", a circuito integrato, con "Ponte di Wheatstone" |
pag. 96 |
| Come modificare un comune Tester in un efficiente rivelatore Backster |
pag. 101 |
| Due semplici progetti: un Generatore di Impulsi elettrici e un generatore d'ultrasuoni per esperimenti "Backster" |
pag. 104 |
| Generatore di stimoli elettrici a circuito integrato per esperimenti sulla crescita dei vegetali |
pag. 114 |
| Interpretazione dei fenomeni. Se possibile... |
pag. 117 |

| CAPITOLO TERZO |
|
| Elettronica e Yoga |
pag. 119 |
| Elettronica e Meditazione Trascendentale: il controllo delle onde cerebrali |
pag. 121 |
| Apparato elettronico per facilitare il rilassamento psicofisico nelle tecniche Yoga |
pag. 127 |
| Induzione elettronica del sonno ipnotico e tecnica dello sdoppiamento |
pag. 133 |
| Apparato elettronico per l'induzione della trance ipnotica per facilitare lo sdoppiamento |
pag. 134 |
| Tecniche dello sdoppiamento personale |
pag. 139 |
| Un completo Monitor di onde alfa, beta e theta, per esperienze di Biofeedback |
pag. 143 |
| Rivelatore della temperatura corporea, a circuito integrato, per esperienze di Biofeedback |
pag. 157 |
| Generatore di stimoli acustici, a circuito integrato, per esperienze di Biofeedback. Induzione della trance ipnotica |
pag. 159 |

| CAPITOLO QUARTO |
|
| Le facoltà ESP: le Carte Zener e i più recenti metodi elettronici |
pag. 165 |
| Duello con il tempo: sistemi elettronici per lo studio dell'ESP |
pag. 170 |
| Esperienze "Zener" con un semplice sistema elettronico |
pag. 174 |
| "Carte Zener" elettroniche: sistema a due possibilità |
pag. 179 |
| Dispositivo elettronico per esperimenti "Zener" a sei possibilità |
pag. 184 |
| Dispositivo elettronico per esperienze "Zener" a sedici possibilità |
pag. 189 |
| La fisiologia dell'ESP: costruzione di un semplice Fotopletismografo a transistor |
pag. 193 |
| Un semplice metodo per realizzare due "bacchette rabdomantiche" |
pag. 204 |

| CAPITOLO QUINTO |
|
| Psicocinesi: vecchie e nuove metodologie d'indagine |
pag. 207 |
| Semplice elettroscopio elettronico per esperimenti PK sul campo elettrico |
pag. 216 |
| Un semplicissimo elettroscopio con Transistor ad Effetto di Campo (FET) |
pag. 220 |

| CAPITOLO SESTO |
|
| Esperimenti sulla ricezione delle "Voci di Raudive": la Psicofonia |
pag. 223 |
| Contatto con l'altra dimensione: le "Voci di Raudive" |
pag. 229 |
| Un altro semplice "sintonizzatore" a transistor per la ricezione delle "Voci di Raudive" |
pag. 230 |
| Due semplici generatori di "rumore bianco" per esperimenti sulla ricezione delle "voci" |
pag. 235 |

| CAPITOLO SETTIMO |
|
| Esperimenti sulla mummificazione di piccoli corpi organici: le "onde di forma" |
pag. 241 |

| APPENDICE PRIMA |
|
| Come si realizzano i circuiti stampati |
pag. 247 |
| Come si sviluppano le carte fotografiche utilizzate per gli esperimenti Kirlian |
pag. 253 |

| APPENDICE SECONDA |
|
| Apparati ausiliari: gli alimentatori |
pag. 256 |

| APPENDICE TERZA |
|
| Come si lavora con transistor e circuiti integrati |
pag. 260 |
| Come si preparano le estremità dei cavetti coassiali |
pag. 265 |

| Dizionarietto tecnico |
pag. 268 |
| Bibliografia |
pag. 280 |


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