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ARCHEOLOGIA DELL'INVISIBILE
Enigmatici messaggi dalle antiche pietre


di Roberto Volterri
Sugarco Edizioni
pagg. 222 - € 18,00
Nelle migliori librerie

 

L'ARGOMENTO:

ARCHEOLOGIA DELL'INVISIBILE Gran parte delle esperienze descritte nel libro, da quelle sulle "linee iperestesiche" del professor Giuseppe Calligaris a quelle sulla radiestesia e sulla rabdomanzia, appartengono ancora ad un inesplorato campo d'indagine dove - in buona parte dei casi - aleggiano l'incertezza, l'indeterminazione, il dubbio sul vero rapporto causa-effetto.
Qual è la vera funzione del testimonio negli esperimenti con il pendolo radiestesico?
Un semplice appoggio di carattere psicologico - come ritiene l'Autore - oppure un vero e proprio "medium" di natura fisica tra l'operatore e il suo strumento d'indagine?
Quanto influisce la stimolazione fisica, meccanica o elettrica, delle "placche", delle "linee" che Callegaris avrebbe individuato sull'epidermide di quella complessa entità biologica che è l'uomo?
Quanto c'è di oggettivo nelle percezioni di alcuni sensitivi nei casi di psicoscopia d'ambiente o negli esperimenti di psicometria con un oggetto che sembra rivelare ad essi il suo vissuto, il suo passato e quello di cose o persone che con esso sono venute direttamente a contatto?
Tutte domande, queste, alle quali è estremamente arduo dare risposta ma sulle quali sarebbe bene meditare per poi procedere, ove possibile, alla fase sperimentale, alle indagini "sul campo" per confrontare ciò che si sa su una certa fenomenologia con ciò che si apprende toccando con mano la realtà, passando dalla lettura di un libro sull'argomento alla esplorazione di un sito archeologico di una delle tante "città del silenzio" di cui abbonda il nostro Bel Paese.
Questo libro vi introdurrà in un mondo del tutto nuovo e in gran parte inesplorato, alla ricerca di ciò che forse non c'è ma è... invisibile.

Roberto Volterri, nato a Roma, laureato in archeologia, conduce ricerche di carattere archeometallurgico in ambito universitario. A partire dai primi anni '60 si è occupato di apparecchi elettronici dedicati alla ricerca ESP, poi descritti nei libri "Psicotronica" (1976), "Enigma uomo" (1977) e "Alla ricerca del pensiero" (1979), tutti e tre pubblicati dalla Sugarco ed in corso di riedizione aggiornata.
Autore di moltissimi articoli su riviste specializzate, ha partecipato e partecipa a varie trasmissioni radiotelevisive sia su reti RAI che su reti private.
Tra gli altri libri pubblicati da Volterri: "Dimensione tempo", "L'universo magico di Rennes-le-Château", "Rennes-le-Château e il mistero dell'abbazia di Carol", "I mille volti del Graal", "Baphomet", "Manuale di Psicotronica sperimentale", "Archeologia dell'introvabile" e "Narrano antiche cronache...".

RINGRAZIAMENTI:

Innanzitutto un rinnovato, purtroppo tardivo, "grazie" a mio padre Oliviero che con un semplice ma "misterioso" esperimento di radiestesia eseguito mezzo secolo fa davanti a chi scrive, a mia madre Fernanda e a mia sorella Olivia, ha orientato i miei interessi, i miei studi, la mia vita anche verso tutti quegli aspetti della conoscenza che non trovano ancor oggi una piena, razionale, "scientifica" spiegazione.
L'Autore desidera poi ringraziare gli amici dott. Osvaldo Torres - per la partecipazione a qualche ricerca sui vari "misteri" archeologici che lo appassionano, sia sul campo sia in ambito bibliografico - e la sua gentile signora Paola per le "distaccate" curiosità mostrate riguardo ad argomenti quali la radiestesia e la rabdomanzia. Un grazie anche all'ingegner Pierlice Semeria per la comprensione - poi seguita da genuino interesse per le tematiche "misteriose" - mostrata nei miei confronti e, ancor di più, nei confronti della sua gentile consorte Tina mentre, durante l'estate del 2006, in riva allo splendido mare di Sperlonga, eseguiva curiosi e... "poco ortodossi" esperimenti con improvvisati pendoli radiestesici, insieme alla citata signora Paola Torres.
L'ultimo, anticipato grazie va a tutti quei lettori che prendendo spunto dalle embrionali indicazioni, dagli omeopatici suggerimenti che troveranno in questo libro e nei testi citati in "Bibliografia", porteranno avanti qualche ricerca, qualche utile sperimentazione nello strano campo di studi intrapreso poco meno di un secolo fa dal professor Giuseppe Calligaris. Magari non dimenticando radiestesia e rabdomanzia.

INTRODUZIONE:

Perché lo strambo titolo di "Archeologia dell'invisibile"? Perché navigheremo insieme al lettore negli agitati mari di una ricerca in cui l'incertezza del risultato sarà una costante che ci accompagnerà in ogni esperimento, in ogni tentativo di individuare presenze antropiche, ovvero strutture artificiali sepolte, e - perché no? - anche qualcosa di più... prezioso.
Ci avventureremo infatti - con un approccio del tutto sperimentale - nel campo della ricerca archeologica con mezzi, strumenti, idee del tutto atipiche: messi momentaneamente da parte pala e piccone, spenti per un po' i complessi apparati per la microscopia elettronica con cui molti reperti sono stati analizzati da chi scrive proprio per indagare sul loro "vissuto", per interrogare indirettamente, attraverso essi, gli antichi orafi che li avevano realizzati, tenteremo invece di "accendere" - questo termine si rivelerà più avanti del tutto appropriato! - e di "risvegliare" quelli che furono definiti i "canali occulti della mente".
Questo strano libro vorrebbe essere il naturale seguito sia di "Archeologia dell'Impossibile" (HeraBooks 2005), sia di "Archeologia dell'introvabile" (Sugarco 2006) dedicati - more solito - ad un approccio "eretico" allo studio delle opere d'arte, dei reperti archeologici. Come, con una finalità e un approccio diversi, era già accaduto con "Narrano antiche cronache..." (Edizioni Hera 2002). Cercheremo quindi di abbinare, in una strana simbiosi, le atipiche ricerche di "Archeologia psichica" con le ancor più atipiche ricerche sulle cosiddette "Catene lineari del corpo e dello spirito", studiate a lungo e con strabilianti, quasi incredibili risultati - fin dai primi anni del secolo scorso - dal neuropatologo professor Giuseppe Calligaris.
Comprendo perfettamente come l'inconsueto accostamento possa far inorridire i soliti benpensanti, faccio mie alcune delle loro obiezioni (spesso solo... di principio!) sulla validità scientifica di talune asserzioni del professor Calligaris, non posso non avere anch'io qualche ragionevole dubbio riguardo ad alcune apodittiche affermazioni dello scienziato friulano, ma non posso negare che non pochi incoraggianti risultati si sono ottenuti durante la sperimentazione del Calligaris e di quanti altri, fino ai giorni nostri, si sono avventurati in questo affascinante campo d'indagine. Compreso chi scrive.
Alcuni capitoli del libro sono inoltre dedicati ad altri inconsueti metodi di prospezione archeologica, quali la "radiestesia" e la "rabdomanzia", argomenti questi che produrranno sui benpensanti di cui sopra disturbi cutanei d'ogni natura ma che meriterebbero di essere ulteriormente studiati con mente aperta, senza alcun pregiudizio e soprattutto alla luce di quanto ai giorni nostri si conosce del complesso funzionamento del cervello e del sistema nervoso umano.
Tema dominante del libro è in effetti l'evanescente capacità umana di essere sensibile non soltanto ad una piccola parte dell'universo "invisibile" nel quale siamo immersi e di cui percepiamo solo una piccola frazione, ad esempio la finestra su cui i nostri occhi si affacciano quotidianamente e che va da 700 a 400 nanometri, ovvero dal rosso al violetto. Dimentichi però del fatto che le api percepiscono anche l'ultravioletto (da 400 nanometri a 10-8 metri) di fronte al quale l'uomo è praticamente cieco!
L'"ESP", cioè "Extra Sensory Perception", appartiene infatti ad un ancor ben poco noto "universo" di conoscenze al cui centro c'è l'"enigma uomo". La ricerca nel campo dell'"ESP" - a cui ho dedicato molti anni, molti esperimenti, molti articoli e almeno cinque libri pubblicati tra il 1976 e il 1991 - comprende in effetti, per convenzione, la "precognizione", la "telepatia" e la "chiaroveggenza", ma comprende anche un altrettanto inquietante manifestazione dell'animo umano: la "psicometria", argomento che domina un'altra interessante parte del libro.
A parte la non felice scelta sul piano etimologico - poiché il termine nell'ambito della psicologia di "stretta osservanza" comprende una serie di test relativi all'Intelligence Quotient, il più noto Q.I., alla personalità dell'individuo, alle sue attitudini lavorative ecc. - "la psicometria", nell'ambito delle ricerche sulla percezione extrasensoriale, non "misura l'anima" ma si occupa di una strana, forse ben più diffusa di quanto non si creda, capacità di alcuni individui. La facoltà di percepire "messaggi, segnali, indizi, visioni" in cui lo stimolo, l'innesco, viene originato da oggetti, da reperti archeologici, da testimonianze materiali che "hanno assistito" a qualche evento particolare, che "hanno partecipato" in qualche modo alla storia del mondo, alle manifestazioni naturali, ai fatti che hanno sconvolto questo piccolo pianeta situato ai margini di una galassia... non di prima grandezza.
Fu il medico statunitense Joseph Rhodes Buchanan ad introdurre per primo - nel 1849 - il termine "Psychometry" quando descrisse alcune sue strane esperienze con oggetti che sembravano raccontargli il proprio passato. Raccolto e diffuso all'inizio degli anni Venti del secolo scorso da un altro medico che si dedicò intensamente a questi studi - Gustav Pagenstecher - il termine "psicometria" trovò accoglienza anche in tutti quegli ambienti scientifici che già all'inizio del XX secolo dedicarono energie, tempo e rischi sul piano della reputazione allo studio delle latenti facoltà umane definite "paranormali". Ma che diventeranno "normali" quando se ne comprenderanno in dettaglio i meccanismi d'azione...
Anche il grande ricercatore italiano Ernesto Bozzano nel suo libro "Le facoltà supernormali" (Edizioni Bocca, Milano 1940), in alcuni articoli pubblicati sul periodico "Luce ed Ombra" (come ad esempio "Gli enigmi della psicometria", del 1921), descrisse esperimenti in cui ad un soggetto, una donna, furono presentati frammenti di marmo - debitamente avvolti in fogli di carta per evitare "fughe sensoriali" - e la sensitiva descrisse diversi punti del Foro Romano, poiché da diversi punti di esso erano stati prelevati i reperti!
Un breve capitolo è poi dedicato ad esperienze ai limiti dell'incredibile.
Dall'epigrafe che viene letta solo da un accreditatissimo archeologo alle immagini del passato (?) immortalate da una comune macchina fotografica, i contenuti di questo capitolo faranno di sicuro aumentare i disturbi psicosomatici di cui sopra ho fatto cenno...
Nel libro non mancano però alcune "appendici" dedicate ai metodi di indagine più ortodossi e tecnologici, quali il sistema basato sulla resistività elettrica del suolo, sulle sue capacità di condurre segnali a frequenza ultrasonica, nonché metodi basati sull'elettromagnetismo, quali il comune metal-detector e il ben più sofisticato Georadar. Quindi, senza indugi, sospinti dal dantesco "non ti curar di loro ma guarda e passa" - ma anche da un sano, indispensabile atteggiamento critico poiché i metodi suggeriti possono essere tutto, al giorno d'oggi, tranne che altamente scientifici e collaudati oltre ogni ragionevole dubbio - iniziamo il nostro inconsueto e difficoltoso cammino alla ricerca del passato!

Roberto Volterri

Una strana primavera del 2007.
Nella solita campagna, sommerso da un mare di libri.

Capitolo 1 - GIUSEPPE CALLIGARIS E LE MERAVIGLIE DELLA METAFISIOLOGIA:

Forni di Sotto (Udine). Qui, nell'alta valle del Tagliamento, il 29 ottobre 1876 viene alla luce Giuseppe Calligaris, medico, studioso degli aspetti più reconditi della fisiologia umana, non compreso dai suoi colleghi contemporanei e con molte probabilità neppure dagli studiosi odierni, pur portati ad accettare medicine "olistiche", "quantiche", "ayurvediche", "spirituali" e chi più ne ha, più ne metta.
Eppure il Calligaris, brillante medico, è per moltissimi anni docente di Neuropatologia presso la Regia Università di Roma e il suo ponderoso volume "Il sistema nervoso extrapiramidale" (1927) ha accompagnato centinaia di tremebondi studenti di medicina nei loro complessi esami. Ciononostante, nel 1938, è vittima - quasi novello Giordano Bruno - di una sorta di Santa Inquisizione costituita proprio da suoi eminenti colleghi che fanno di tutto, con biasimevole successo, per condannarlo al rogo, simbolico quanto si vuole, ma che compromette del tutto la carriera accademica del nostro medico. Però, procediamo con calma...
Calligaris è figlio del medico condotto di Forni di Sotto ed è il maggiore di tre fratelli. Dopo una fanciullezza trascorsa in Carnia, si trasferisce con tutta la famiglia ad Udine dove segue i corsi liceali. Iscrittosi poi alla facoltà di medicina di Bologna, vi si laurea con il massimo dei voti, nel 1901, discutendo la tesi "Il pensiero che guarisce". Nel 1902 si trasferisce a Roma dove il noto professor Giovanni Mingazzini (1859-1929), professore ordinario di Neuropatologia presso l'ateneo della capitale, lo accoglie come assistente.
Alcuni anni più tardi, nel 1909, il giovane e brillante medico friulano viene nominato segretario del primo congresso dei neurologi italiani, ottiene la libera docenza in Neuropatologia presso l'Università della capitale e pubblica la sua prima opera scientifica, dal titolo "Le mieliti sperimentali".
Decide però di tornare ad Udine, ove con l'aiuto del padre, anch'egli medico, dà vita ad una clinica per malattie nervose, pur continuando a mantenere i suoi impegni accademici a Roma. Dopo il primo conflitto mondiale - dove si distingue tanto per la sua umanità quanto per innegabili doti di comando - pubblica sia un mirabile studio sull'encefalite letargica sia, nel 1927, il già citato, fondamentale testo "Il sistema nervoso extrapiramidale". Tutto sembra quindi procedere per il meglio per il giovane medico, ma i riconoscimenti ufficiali - lo stesso Mingazzini gli attesta l'infinita sua stima scrivendogli: "Tu mi hai superato!" - non accontentano certamente la sua voglia di sapere, di conoscere meglio il funzionamento di quella meravigliosa macchina che è l'entità biologica uomo e soprattutto i misteri che - ancor oggi - si annidano nel suo cervello, nel suo sistema nervoso.
Perché tutto ciò? Perché fin dai primi anni della sua carriera di medico il Calligaris ha notato alcune anomalie comportamentali in alcuni suoi pazienti affetti da piccole o grandi turbe di funzionamento del sistema nervoso. Anzi, raccoglie tutte queste sue esperienze in un fascicolo e, nel 1908, il professor Guido Baccelli, già direttore dell'Accademia di Medicina di Roma e ministro della Pubblica Istruzione, istituisce un'apposita commissione per esaminare obiettivamente le scoperte del giovane ricercatore. Come spesso avviene nei riguardi del "nuovo" o di eretiche intuizioni, la commissione esprime parere tra il "negativo" e il "dubbioso", suggerendo al giovane medico di proseguire nelle sue ricerche in maniera più approfondita. Cosa questa che il Calligaris, affatto demoralizzato, fa, soprattutto nel campo altamente di frontiera di quelle che egli stesso definisce "catene lineari del corpo e dello spirito". Nella sua vasta produzione di articoli e di libri, egli riporta infatti la sua scoperta, sull'epidermide umana, di moltissime "linee" che egli stesso denomina "iperestesiche", della presenza di particolari "quadrati" e della comparsa di strani "riflessi" - quelli che poi chiamerà ripercussioni di "rèpere" - da lui scoperti in oltre due decenni di intensa sperimentazione su soggetti di per sé ipersensibili o comunque con qualche anomalo comportamento dal punto di vista psichico.
Siamo nel 1928, sono passati circa vent'anni dalle prime pubblicazioni di Calligaris su tali ricerche e, inaspettatamente, egli rinuncia ad un'ancor più brillante carriera accademica dando alle stampe i risultati delle sue esperienze su quella che definisce "carica" della linea assiale di un dito, "carica" che - sostiene il Calligaris - provocherebbe in ogni individuo sempre lo stesso riflesso psico-fisico, le ripercussioni di "rèpere" prima menzionate, e il generarsi sempre delle stesse sensazioni, degli stessi pensieri nella mente del soggetto al quale la "carica" è stata applicata. Così, il 28 gennaio del 1928 espone le sue eretiche teorie davanti all'Accademia delle Scienze di Udine.
Si giunge poi al 1931, anno in cui una sua paziente, sulla quale sta sperimentando nell'ambito delle sue pionieristiche ricerche, lo avverte di percepire - durante la carica di un ben determinato punto - delle strane sensazioni. E sempre le stesse.
Incuriosito, il Calligaris esercita per qualche minuto la pressione di un suo polpastrello su quel preciso punto dell'epidermide e la paziente riferisce di rivivere le sensazioni, i ricordi prima percepiti. Anzi, riferisce fatti, episodi, ancestrali rimembranze che in altre circostanze non sarebbero affatto affiorati alla coscienza vigile proprio per una sorta di inconscio meccanismo di censura che impedisce all'"Io" di percepire la virtuale realtà che si cela - esprimendoci con una terminologia prettamente freudiana - tra i misteriosi meandri dell'"Es" e del "Super-Io".
Quel lontano giorno di oltre settant'anni or sono è stato, probabilmente, l'inizio di una nuova era della ricerca sulle infinite possibilità dell'animo umano, sulle ancor poco conosciute facoltà di percezione extrasensoriale, insomma sui cosiddetti "canali occulti della mente". "Canali" che in questo nostro libro tenteremo di "aprire" mediante gli esperimenti sulle "catene lineari del corpo e dello spirito", come le chiamò Calligaris, ma anche tramite esperienze nel discusso mondo della radiestesia e della rabdomanzia. Il tutto finalizzato - sarà bene evidenziarlo più di una volta - ad "eretiche" prospezioni archeologiche, ove ciò sia ancora possibile nel pieno rispetto delle leggi vigenti, tramite "invisibili" segnali, "invisibili" ed evanescenti percezioni agenti su un piano del tutto al di fuori della razionalità (qualunque cosa si possa intendere, ai giorni nostri, con tale termine). È, insomma, un primo sperimentale approccio all'"Archeologia dell'invisibile". Continuiamo...
Un primo risultato pratico di queste embrionali scoperte è il notevolissimo impegno profuso dal Calligaris nei suoi esperimenti, impegno che lo porta in soli dodici anni a pubblicare almeno sedici ponderosi volumi dedicati ciascuno a diverse sfaccettature della ricerca intrapresa.
Chi scrive possiede quasi al completo la produzione scientifica di questo solitario ricercatore - in gran parte, purtroppo, solo in fotocopia - e, dopo averla letta quasi tutta (con notevole fatica, confesso!), è giunto alla conclusione che in essa esistono molte ripetizioni, definiamole così, che forse erano del tutto inevitabili ma che a lungo andare disorientano un po' chi si voglia avvicinare agli aspetti sperimentali di questa affascinante avventura.
Suggerirei pertanto di apprendere le parti essenziali della ricerca (come individuare le placche che interessano ai fini di una possibile indagine in campo archeologico, come "caricare" tali "placche", ecc.) ma di non riempirsi la mente delle infinite sfaccettature che sembrerebbero derivare da ciò che il medico friulano riporta nella sua vastissima produzione letteraria. Pena - parlo per esperienza personale - un quasi immediato rifiuto a proseguire nella lettura dei testi e, cosa ancor peggiore, il nascere di una tendenza a mettere in dubbio buona parte delle asserzioni esposte nei libri.

INDICE:

Ringraziamenti pag. 8
Introduzione pag. 9

Capitolo 1 - Giuseppe Calligaris e le meraviglie della metafisiologia pag. 13
"Povero e solitario ricercatore..." pag. 18
Ideoplastia, ematoidrosi, dermografia e altro ancora pag. 22

Capitolo 2 - Il professor Calligaris e la "visione del passato" pag. 25
Ricerca della placca cutanea ipersensibile pag. 26
La carica della placca cutanea pag. 27
Come si presenta l'immagine pag. 29
"La placca che fa vedere l'immagine di un individuo mediante un suo relitto organico"  
pag. 30
Radiazioni dalla materia vivente? pag. 33
"La placca eteroscopica che fa vedere ad un esaminatore, che applica il palmo della sua mano sinistra sopra un dipinto, l'immagine del pittore"  
pag. 37
La placca cutanea generale che fa vedere l'immagine dell'autore di un'opera stampata"  
pag. 38

Capitolo 3 - L'universo della radiestesia pag. 42
Nell'antica Roma e non solo... pag. 43
Radiazioni, corpuscoli o "ESP" pag. 46
Un semplice Elettromiofono per lo studio della radiestesia pag. 54

Capitolo 4 - La ricerca rabdomantica: dall'antichità ai giorni nostri pag. 58
La "Perfida Albione", Athanasius Kircher e... il demonio pag. 62
Il più celebre rabdomante: Jacques Aymar pag. 65
Il "Secolo dei Lumi", l'ottocentesca elettricità, il magnetismo... pag. 69
Archeologia dell'Invisibile nella terra degli Zar pag. 72
Dove invece si parla di un piccolo messale, di una chiave, della radiestesia e di altro ancora...  
pag. 74

Capitolo 5 - Gli strumenti, le tecniche, i "testimoni" pag. 78
Gli strumenti: il pendolo radiestesico pag. 78
La bacchetta rabdomantica pag. 79
Le tecniche pag. 84
I "testimoni" pag. 86
Ricerca di ipogei di origine antropica pag. 89
Ricerca di... tesori nascosti pag. 91

Capitolo 6 - I misteri della psicometria. Se parlassero le pietre! pag. 94
Se parlassero i muri... pag. 98
Vogliamo provare a percepire il passato? pag. 105

Capitolo 7 - Gli strani monaci dell'abbazia di Glastonbury pag. 108
L'"archeologia psichica" pag. 109
La Compagnia di Avalon pag. 113
La Porta della rimembranza pag. 115
Forse Bond aveva ragione, ma... pag. 116

Capitolo 8 - I misteri dell'archeologia psichica pag. 119
1. Umberto Di Grazia: enigmatiche visioni nel Viterbese e... molto oltre pag. 119
Archeologia dell'Invisibile... a tavolino pag. 122
Archeologia dell'Invisibile a tavolino... e negli abissi pag. 124
Bisogna immergersi! pag. 125
La realtà archeologica pag. 126
Un'avventura onirica e altro ancora... pag. 127
2. Brando Crespi: un antropologo alla ricerca dell'Invisibile pag. 129
3. Anna Dakbar: una strana turista in riva al mare pag. 131

Capitolo 9 - Edgar Cayce, Atlantide, le Cronache dell'Akasha e... non solo pag. 134
Atlantide è sicuramente lì, oppure... pag. 136
Atlantide in Italia, a San Felice Circeo? pag. 141
E se fosse in Sardegna? pag. 142
Edgar Cayce e le "Cronache dell'Akasha" pag. 143

Capitolo 10 - Archeologia psichica con gli antichi Lucumoni etruschi pag. 146
1. Mario Signorelli e i "suoi" Rasenna pag. 146
Lucumone, chi era costui? pag. 148
2. La sensitiva G.B. Olscott: lezione di etrusco... in diretta dall'Aldilà pag. 153
"Vedere l'Invisibile" pag. 157

Capitolo 11 - Archeologia psichica nelle "città del silenzio" pag. 159
La ricerca sul campo pag. 161
1. Galeria Vecchia (Roma) pag. 162
Entriamo nella città... pag. 163
2. Canale Monterano (Roma) pag. 167
Alla scoperta della città... pag. 170
La malaria e l'abbandono pag. 172
3. Celleno (Viterbo) pag. 174
Qua e là tra alcuni borghi abbandonati da secoli pag. 175
4. Camerata Vecchia pag. 175
5. Bussana Vecchia (Sanremo) pag. 176

Capitolo 12 - Archeologia dell'Invisibile... e molto oltre pag. 180
1. L'"invisibile" epigrafe di Delfi pag. 180
2. Ombre dal passato? pag. 185
La psicometria d'ambiente pag. 186

Conclusioni? pag. 190

APPENDICI  
Appendice 1 - Alcuni metodi molto... ortodossi di prospezione archeologica pag. 195
1. Metodi basati sulla resistività elettrica del suolo pag. 196
2. Metodi basati sulla variazione del campo magnetico terrestre pag. 198
3. Il Georadar e i Metaldetector pag. 199

Appendice 2 - Semplici strumenti elettronici per sperimentare sulle "Linee iperestesiche del Calligaris"  
pag. 204
1. La stimolazione delle "placche" del Calligaris con i "martelletti" e i generatori elettronici  
pag. 204
l martelletti pag. 204
Realizziamo due semplici generatori elettronici pag. 206
Generatore di impulsi elettrici di ampiezza elevata (HV) pag. 207
Generatore di impulsi elettrici di bassa ampiezza (LV) pag. 208
2. Un rivelatore dei punti "iperestesici" pag. 209

Bibliografia pag. 213

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