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libri scelti da Francesco Di Blasi

LA MAGIA E LA SVASTICA
Occultismo, New Age e nazionalsocialismo


di René Freund
Edizioni Lindau
pagg. 192 - € 18,00
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L'ARGOMENTO:

LA MAGIA E LA SVASTICA Sono ormai molti a ritenere che nel nazismo esistesse una componente esoterica, cioè interessata a un "sapere segreto" riservato soltanto a pochi "iniziati".
Alla formulazione di questa ipotesi hanno del resto contribuito in maniera decisiva alcuni gerarchi di primo piano: l'ideologo del partito, Alfred Rosenberg, nutriva una passione per Atlantide e per la mistica medievale; Rudolf Hess, designato come successore di Hitler, era appassionato di chiaroveggenza e occultismo; il capo delle SS, Heinrich Himmler, era ossessionato dall'idea di fondare un Ordine iniziatico e di produrre oro. Lo stesso Hitler viene indicato talora come un ipnotizzatore demoniaco e come il potente mago nero del Reich millenario.
In questo libro l'autore esamina le reali influenze delle società occulte sul nazionalsocialismo, proponendosi di documentare, spiegare e inquadrare in un contesto storico preciso fatti e avvenimenti. Operazione non facile - nella letteratura sulla "magia nazista" fatti poco attendibili si trasformano facilmente in eventi misteriosi che contribuiscono a coltivare ancora oggi il "mito di Hitler" - ma necessaria, nel tentativo di portare alla luce quel "lato notturno" della Storia individuato da Horkheimer e Adorno.

René Freund è nato nel 1967 a Vienna. Laureato in filosofia, lavora come drammaturgo, traduttore e giornalista. È autore di libri sulla storia e le tradizioni dell'Austria.

INTRODUZIONE:

"Dobbiamo rinnovare il culto degli antichi Germani", scrisse nel 1920 il caporale e oratore di partito Adolf Hitler, poco dopo la fondazione del NSDAP. A che cosa portò questo presunto rinnovamento del culto degli "antichi Germani" è noto a tutti. Non sono conosciute, invece, le cause della catastrofe che si delineò negli anni successivi; sono state cercate tutte le spiegazioni possibili, da quelle economiche, politiche, storiche a quelle di critica della religione e psicologiche, e ognuna ha contribuito in qualche modo a chiarire le cose.
Con la diffusione della New Age, negli ultimi anni sono apparsi con sempre maggiore frequenza libri e riviste che hanno cercato di interpretare il nazionalsocialismo in senso esoterico, cioè a partire da un "sapere segreto" riservato soltanto a pochi "iniziati". Si sostiene, ad esempio, che una società segreta avrebbe dato un impulso determinante a Hitler e al NSDAP. Sono stati inoltre indagati e scoperti i rapporti fra nazionalsocialisti, teosofi e associazioni neopagane, e sono stati documentati o costruiti i legami di Hitler con l'ariosofo Lanz von Liebenfels o con il mago Aleister Crowley.
Naturalmente, anche i nazisti di primo piano hanno fornito materiale in abbondanza per fare delle congetture in proposito: l'ideologo-capo del partito, Alfred Rosenberg, nutriva una passione per Atlantide e per la mistica medievale; Rudolf Heß, il sostituto del Führer, era appassionato di chiaroveggenza e occultismo; il capo delle SS, Heinrich Himmler, era dominato dalle idee di fondare un Ordine e di produrre oro.
Anche agli occhi di alcuni suoi contemporanei, lo stesso Hitler apparve come un ipnotizzatore demoniaco, come il mago nero del Terzo Reich.
In questo libro si cercherà di spiegare, documentare e, se possibile, inquadrare nelle giuste relazioni questi e altri fatti o affermazioni. Si tratta di un'operazione delicata, poiché nella letteratura sulla "magia bruna" fatti troppo poco attendibili si sono trasformati in avvenimenti misteriosi di mondi magici di qualche sorta. La realtà della storia è diventata il regno predeterminato della sorte, e l'uomo libero una marionetta in mano a forze occulte.
Non stupisce dunque il fatto che il tema dell'influenza dell'occultismo sul nazionalsocialismo sia molto controverso: nella letteratura questa influenza o non viene affatto menzionata, o viene negata in quanto non esistente, oppure viene smodatamente esagerata (in quest'ultimo caso sostanzialmente nel senso di una mitologizzazione più o intenzionale del nazionalsocialismo e della figura di Hitler in particolare).
Studiando i vari testi sull'argomento si evidenzia inoltre come i vari autori, senza citare fonte alcuna, si influenzino - a dir poco - reciprocamente. Dai "capostipiti" della letteratura nazi-occulta, Louis Pauwels e Jacques Bergier, fino ad arrivare a pubblicazioni attuali più o meno sul medesimo stile, si protrae una serie di errori, menzogne, distorsioni e invenzioni che contribuiscono a coltivare ancora il "mito di Hitler", e naturalmente anche tutto ciò che è legato ad esso.
Soltanto pochi libri rappresentano un'eccezione: ad esempio, l'analisi approfondita ma già fuori catalogo di Peter Orzechowski dal titolo "Schwarze Magie - Braune Macht" [magia nera - potere bruno], oppure le opere ricercate di due autori, Eduard Gugenberger e Roman Schweidlenka, che in "Mutter Erde, Magie und Politik" [Madre Terra, Magia e politica] e in "Die Fäden der Nornen" [I fili delle Norne] hanno documentato l'intreccio tra fascismo e pensiero mitologico.
Il presente volume nasce dalla mia dissertazione filosofica curata dal professor K. R. Fischer di Vienna, relativa alle influenze dell'occultismo sulla visione del mondo nazionalsocialista.
Si tratta dell'intreccio di due fenomeni sui quali, in verità, non si potrebbe scrivere nulla: è infatti dubbio se vi sia stata in generale una Weltanschauung nazionalsocialista unitaria, perché troppo marcate erano le contraddizioni esterne e interne e le differenze tra le opinioni personali: "All'interno del NSDAP ci furono sempre voci in competizione tra loro, che cercarono di definire il 'vero nazionalsocialismo': le loro battaglie non furono mai risolte chiaramente né mai furono chiaramente risolvibili", scrive George Leaman.
Ciononostante, l'ideologia nazionalsocialista presenta alcuni tratti caratteristi inequivocabili: ad esempio il culto del Führer, la visione gerarchica antidemocratica, il razzismo, l'antisemitismo o l'aspirazione al dominio mondiale.
Inoltre, lo stesso concetto di occultismo si dimostra vago. Esso risale al latino "occultum", che significa nascosto, segreto: ciò vuol dire che, per natura, l'occulto si sottrae allo sguardo dell'osservatore e quindi, sotto questo aspetto, tutte le "pubblicazioni occulte" racchiudono in sé un'evidente contraddizione.
Pertanto, qui di seguito "occultismo" verrà usato come termine generico, e precisamente per indicare:
  • ogni tipo di associazione segreta o setta esoterica, dalle origini dell'occultismo occidentale, dello gnosticismo, passando per i rosacrociani sino alla teosofia, per citarne soltanto alcuni;
  • tutte le dottrine occulte classiche o nuove, come ad esempio l'alchimia, l'astrologia, la geomanzia o la magia, per quanto vengano incluse anche le correnti di religione naturale, come ad esempio il neopaganesimo, che si servono di queste dottrine.
In questa sede non viene assunta la moderna distinzione tra esoterismo e occultismo, derivante dal movimento New Age, secondo cui l'occultismo rappresenterebbe l'ambito "oscuro" mentre l'esoterismo quello "luminoso" della dottrina: l'occultismo è esoterico e viceversa.
Come vedremo, l'occultismo costituisce una parte sotterranea ma persistente della storia del pensiero occidentale: esso rappresenta, tra l'altro, quell'Europa rimossa, eliminata nel corso del processo di razionalizzazione e "primitiva" che Max Horkheimer e Theodor W. Adorno così descrissero: "Sotto la storia nota dell'Europa corre una storia sotterranea. Essa consiste nella sorte degli istinti e delle passioni umane represse e sfigurate dalla civiltà. Dal presente fascista, in cui ciò che è nascosto viene alla luce, anche la storia palese appare nel suo rapporto con quel lato notturno, che è trascurato dalla leggenda ufficiale degli stati nazionali come pure dalla sua critica progressiva".
La storia, anche quella personale e privata, insegna che gli avvenimenti che spesso sembrano rimasti alle spalle e dimenticati da tempo, all'improvviso riappaiono violentemente. Il "lato notturno" ritorna di colpo alla luce.
Probabilmente, anche nel caso del nazionalsocialismo si è trattato di qualcosa di analogo. In ogni caso, un viaggio nel passato potrebbe non essere inutile.

Poteri che sembravano sepolti:

"Segui la ruota della vita, segui la ruota del dovere verso la razza e la famiglia, verso l'amico e il nemico, e chiudi la tua mente ai piaceri come ai dolori."
Si potrebbe pensare a una frase estrapolata da un discorso di Hitler, o di una citazione da un manuale delle SS. Si tratta invece dello stralcio di uno scritto dal titolo meditativo "La voce del silenzio"; l'autrice dell'opera, l'ucraina Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), il 17 novembre 1875 fondò la Società Teosofica, punto di partenza di gran parte delle correnti occultiste del tardo XIX e del XX secolo sino ai giorni nostri. Non stupisce dunque il fatto che H.P.B., come la stessa Blavatsky amava chiamarsi, sia stata definita negli ambiti competenti come "l'occultista più importante del XIX secolo".

Teosofi, santi e pazzi
Sebbene la Blavatsky, che si dice fosse dotata di poteri medianici, sia stata una figura molto controversa e spesso perseguita legalmente per sedute spiritiche e truffe, la teosofia si diffuse molto rapidamente dalla sede originaria della società, nell'Adyar indiano, in tutto il mondo. All'inizio del XX secolo, nella sola Germania, dove H.P.B. aveva cominciato a scrivere il suo capolavoro "La dottrina segreta", si contavano ben otto riviste teosofiche, e fu peraltro in questo contesto che emerse la croce uncinata come simbolo teosofico. Come la maggior parte delle "dottrine segrete", la teosofia avviò la creazione di un nuovo sistema esoterico servendosi delle fonti più disparate.
L'aspetto più significativo dell'opera della Blavatsky è il fatto che sia stata la prima a unire in un unico sistema dottrine della saggezza orientali e occidentali: si richiamò infatti tanto ai primi rosacrociani, agli alchimisti e ai teosofi medievali, come ad antiche religioni vediche dell'India e al buddismo tibetano.
Dopo la sua morte, gli scritti della Blavatsky si diffusero con molta rapidità: evidentemente, le sue idee andarono incontro al clima di fondo dell'epoca. Esse si ritrovarono anche presso altri movimenti politici, religiosi e sociali dei primi due decenni del XX secolo: un clima apocalittico, unito a vaghe nostalgie di redenzione, un marcato culto del capo [Führer, in tedesco, N.d.R] e una propensione alla mistica. Ovunque c'erano profeti grandi e piccoli di questo clima apocalittico con i loro posti riservati, i loro giornali e le loro scuole, un indizio anche della crisi del cristianesimo ecclesiastico. "Pressoché ogni grande città disponeva di uno o persino più "redentori", scrive Rudiger Safranski nella sua biografia di Heidegger a proposito dei primi anni della Repubblica di Weimar.

A Karlsruhe ce n'era uno che si chiamava "Urwirbel" e che prometteva ai suoi seguaci di partecipare alle energie cosmiche; a Stoccarda un "Figlio dell'Uomo" invitava a un cenacolo vegetariano liberatore; a Düsseldorf un nuovo Cristo predicava l'imminente fine del mondo e invitava a ritirarsi nell'Eifel. A Berlino il "monarca spirituale" riempiva ampie sale in cui rivendicava la più coerente etica di Gesù nel senso di un comunismo originario, diffondeva l'anarchia in amore e si offriva come "Führer ".

Presso i nazionalsocialisti non passarono certo inosservati questi cosiddetti "santi inflazionati", con la loro vaga aspirazione alla "totalità". I "segretari" del "periodo di battaglia" nazionalsocialista li criticarono aspramente, anche se potrebbe aver avuto un qualche peso un certo pensiero concorrenziale.
Alfred Rosenberg, caporedattore negli anni '20 del giornale del Partito Nazista "Völkischer Beobachter", parla ad esempio della grande popolarità della "scuola della Saggezza" del conte occultista Hermann Keyserling. Anche all'interno del Partito c'erano personalità come Artur Dinter, che univa molto apertamente "la sua cosiddetta dottrina dello spirito con suggestioni spiritistiche", come osserva Rosenberg in tono derisorio.
Tuttavia, anche un osservatore attendibile come Kurt Tucholsky critica "il modo in cui la mistica è stata consumata come uno spazzolino da denti, e il modo in cui al posto della religiosità e della venerazione autentica si sono fatti largo da una parte il signor Keyserling e dall'altra gli occultisti".
I sostenitori della teosofia, della "sapienza di Dio", si consideravano invece proprio i rappresentanti della "religiosità autentica" in contrapposizione a quella ecclesiastica, poiché predicavano l'accesso diretto alla divinità attraverso l'illuminazione o la rivelazione. Da questo punto di vista, essi rientrano nella tradizione storica degli gnostici (manichei, catari ecc.), che volevano inoltre superare la separazione tra fede e sapere.
I loro libri, come in passato costantemente ristampati, furono definiti da H.P.B. per lo più come traduzioni di opere provenienti da misteriose biblioteche in Tibet e nella regione dell'Himalaya, accessibili soltanto agli iniziati. La più importante di queste opere che si suppone siano rigorosamente esoteriche sono i "Libri di Dzyan", incisi a caratteri antichissimi su tavole quadrangolari d'oro. La Blavatsky sostiene di aver visto novanta di queste tavole originali in una biblioteca rupestre in Tibet e, a quanto pare, è riuscita a impararne alcune a memoria, dal momento che non era consentita la produzione di copie.
È degno di nota in tale contesto il forte interesse dei nazionalsocialisti per il Tibet, che trova corrispondenza nella grande popolarità delle dottrine orientali a partire dal 1968: in qualche modo era come se si cercasse altrove quello che non si riusciva più a trovare in casa: una spiritualità che, per molti, il cristianesimo irrigidito nel dogmatismo non poteva più offrire. Le ricerche preistoriche e linguistiche in Tibet sono state una passione particolare di Heinrich Himmler. Nell'aprile i del 1938, quando a dire il vero in Germania si avevano ben altre preoccupazioni, un gruppo di ricercatori tedeschi partì sotto il nome di "SS-Expedition Schäfer" per lo Stato dell'Himalaya. Parrebbe anche che a Berlino ci sia stata, prima e durante il dominio nazista, una grande colonia tibetana, andata con Hitler incontro al suicidio. Potrebbe però anche rientrare nel sensazionalismo a buon mercato il fatto che, tramite questa comunità, anche ai tempi della seconda guerra mondiale fu mantenuto il collegamento con le società segrete di monaci in Tibet: come codice per i radiomessaggi segreti, sarebbero stati usati proprio i "Libri di Dzyan".
In ogni caso, questi libri di misteriosa o dubbia provenienza costituirono il fondamento degli scritti della Blavatsky "La voce del silenzio", "Iside svelata" e del suo capolavoro, "La dottrina segreta". In questa sede non ci preme tanto stabilire se queste "tavole originali" che ispirarono la Blavatsky fossero delle "falsificazioni" - come è stato sostenuto dai suoi avversari - oppure no. Interessante è piuttosto il contenuto dei suoi scritti: l'appello all'"antichissimo sapere" e la fede nel potere incondizionato di un Führer si ritrovano infatti nella maggior parte delle società occulte.
In questo schema si inserisce anche l'assunzione, interpretata in senso autoritario, della dottrina delle caste indiana, alla quale la Blavatsky si richiama costantemente in riferimento alla dottrina del Karma. Ciò che in India potrebbe avere la sua fondatezza in quanto struttura sociale tradizionale, in Europa è stato invece assunto a forza svincolandolo da qualsiasi contesto religioso o storico. La dottrina delle caste servì da giustificazione esoterica alla creazione di una classe di bramani che poteva decidere arbitrariamente della vita e della morte di coloro che essi classificavano come paria (o "chandala", un concetto successivamente usato da Lanz von Liebenfels).
Ciononostante, sarebbe certamente eccessivo fare dei teosofi i precursori del nazionalsocialismo, anche se Hitler potrebbe essere stato avviato ai contenuti della teosofia dal suo mentore di Monaco, Dietrich Eckart, occultista e conoscitore della scena esoterica.
Eckart, che in seguito diventò primo caporedattore del "Völkischer Beobachter", autore di una traduzione del "Peer Gyn"t e scrittore occulto con una predilezione per la filosofia indiana e la mistica medievale, fu il primo mentore di Hitler a Monaco: introdusse in società lo sfaccendato soldato, gli fornì un abbigliamento decoroso, gli insegnò le buone maniere e gli impartì lezioni di lingua.
Non sappiamo se i due abbiamo parlato anche di teosofia; tuttavia, per l'analisi di alcuni aspetti della "Weltanschauung" nazionalsocialista, può essere utile studiare i fondamenti spirituali delle società occulte e di quelle teosofiche. Nelle prime righe del già citato "La voce del silenzio", ad esempio, si afferma:

"La Mente è la grande Distruttrice del Reale".
"Rinunzia alla tua vita, se vuoi vivere".
"La veste Shangna può, invero, procurare la luce eterna. Sola dà il Nirvana della distruzione; essa arresta la rinascita ma, o Lanu, uccide pure la compassione". "Uccidi l'amore della vita".
"Fondi i tuoi sensi in uno solo, se vuoi essere sicuro contro il nemico".

Ciò che qui è inserito all'interno di in un contesto religioso o filosofico, nel mito del sangue di Alfred Rosenberg e nell'immagine delle SS si trasformò in una realtà terrificante.
Anche il capolavoro della Blavatsky, "La dottrina segreta", si occupa del culto della razza, del sangue, del superuomo e della dissoluzione dell'Io. Esso è articolato in tre sezioni: cosmogenesi, antropogenesi ed esoterismo.
In quest'opera sostanzialmente inaccessibile, i miti nordici e orientali della creazione svolgono un ruolo importante, e vi si introduce la suddivisione degli esseri umani in razze di differente provenienza e diversa dignità. La Blavatsky si limita comunque a considerazioni razzistiche, a differenza ad esempio delle idee d'annientamento di Lanz von Liebenfels, il cui "Anthropozoon Biblicum" sembra sotto certi aspetti un adattamento radicalizzato della "Dottrina segreta" dalle tinte cristiane. Di Lanz tornerò a parlare in seguito.
Altri elementi della "Dottrina segreta" richiamano l'attenzione sui contenuti classici delle dottrine occulte: l'analogia di macrocosmo e microcosmo, che risale già al "padre dell'occultismo", Ermete Trismegisto; una visione monistica del mondo, secondo cui tutto rimanda a un "Assoluto" che è al tempo stesso Essere e Non-Essere, associata al panteismo (tutto esiste, ogni cosa nel cosmo ha una coscienza divina, e non esiste materia inanimata), in contrapposizione alla gnosi dualistica cristiana.
La dottrina della Blavatsky è stata assai significativa non soltanto per l'occultismo e il neopaganesimo, ma anche per scrittori come Hermann Hesse e William Butler Yeats. Attraverso quest'ultimo, membro dell'Ordine inglese Golden Dawn, anche il mago Aleister Crowley - successivamente Gran maestro del Golden Dawn e figura di culto dell'attuale scena esoterica - è entrato in contatto con le dottrine della Blavatsky.
Crowley e soprattutto il suo "Libro della legge" vengono costantemente messi in relazione con il nazionalsocialismo: in effetti, alcune sue affermazioni ("Calpesta i dannati e i deboli: così vuole la legge del forte. [...] Non c'è altra legge: Fa' ciò che vuoi! [...] Sii forte, uomo!") presentano dei punti in comune con alcune massime di Hitler. In entrambi i casi si ha a che fare con il rifiuto della morale, la rivendicazione del potere e il primato assoluto della volontà. Sarebbe tuttavia arbitrario caratterizzare Crowley come colui che fornì le idee a Hitler, così come è senz'altro sbagliato interpretare in senso programmatico i suoi scritti cifrati.
Cionondimeno, alcuni autori hanno cercato di individuare dei collegamenti storici: a partire dal 1912, Crowley è stato membro della "sezione tedesca" dell'OTO (Ordo Templi Orientis), e rimase a lungo in contatto con il capo supremo dell'Ordine, Theodor Reuß. Nella letteratura in materia emerge costantemente la tesi secondo la quale, attraverso la mediazione di Dietrich Eckart, il mentore di Hitler, i nazisti di punta della prima ora sarebbero stati iniziati a pratiche rituali, come ad esempio la magia sessuale, che probabilmente provenivano dalla tradizione dell'OTO.
In ogni caso, fintantoché non emergono indizi o prove, supposizioni come queste appartengono al regno delle leggende. Al tempo stesso, ci sarebbe parecchio da raccontare a proposito degli effettivi discepoli della scuola di Crowley: Ron Hubbard, il fondatore della Chiesa di Scientology, era fra questi.
È dunque evidente che i semi della Blavatsky e della sua Società Teosofica germinarono e produssero nuove dottrine, nuovi ordini e nuovi contatti. All'interno della stessa Società Teosofica emersero scissioni, come ad esempio la Chiesa cattolico-liberale o la Archan-Schule, che diffusero ulteriormente questo patrimonio di idee. Anche il contemporaneo movimento New Age si richiama alla Blavatsky e alla teosofia:
Chi, però, tra le numerose persone che avvertono l'eco di queste nuove energie e in cui si è risvegliato l'interesse per l'antichissimo sapere, è consapevole del fatto che la straordinaria fioritura dell'albero New Age può essere ricondotta al contributo di una personalità unica: Helena Petrovna Blavatsky, in un certo senso la progenitrice di un nuovo eone? Sotto certi aspetti, tuttavia, la "propaggine" storica più conosciuta della teosofia è senza dubbio l'antroposofia fondata da Rudolf Steiner, e alcuni antroposofi di oggi probabilmente si stupiranno nel vederla citata in relazione al nazionalsocialismo.

INDICE:

Introduzione pag. 5

PRIMA PARTE  
POTERI CHE SEMBRAVANO SEPOLTI pag. 13
Teosofi, santi e pazzi pag. 13
Rudolf Steiner, ovvero: società segrete in aperto contrasto pag. 21
Spiritisti e fratelli di Odino pag. 24
Gli ariosofi: "Battaglia senza escludere il coltello del castratore" pag. 28
Karl Kraus: colui che ci salverà dai "chandala"? pag. 34
Guido von List e i suoi "Armanen" pag. 36
Dalla teoria alla pratica: Theodor Fritsch pag. 38
La Thule-Gesellschaft pag. 41
Iperborei, antisemiti e massoni turchi pag. 46
"Il mito del XX secolo" pag. 50
L'"eminenza bruna"? pag. 62
Lo scontro fra fuoco e ghiaccio pag. 68

SECONDA PARTE  
I "MAGHI BRUNI" pag. 83
Rituali e simboli pag. 84
L'Ordine segreto pag. 94
Fedeltà fino alla morte pag. 99
Dall'ossessione allo sterminio pag. 108
L'eredità degli avi pag. 110

TERZA PARTE  
LA STORIA SI RIPETE? pag. 121
"Hitler è vivo!" pag. 122
Arrivano gli ufo! pag. 130
Esoterismo come "esoterrore" pag. 132
Dal pensiero esoterico alla politica mitologica pag. 135
"Età dell'oro", Apocalisse e congiura mondiale pag. 138
Il Kulturkampf come "lotta tra culture" pag. 144
Il mondo non può diventare Chicago, ovvero: la battaglia contro la ragione pag. 156
Dalla redenzione alla soluzione finale pag. 159
Guerra mondiale come "guerra tra mondi" pag. 161
La storia si ripete? pag. 165

Bibliografia pag. 177
Indice dei nomi pag. 185

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