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SUMMA PROPHETICA Svelate le XVI centurie del 1526 di Sigismondo Fanti, l'ingegnere e matematico italiano che ha anticipato Nostradamus

di Renucio Boscolo
Priuli & Verlucca
pagg. 352 - € 18,500
Per ordinare:

L'ARGOMENTO:

Dopo aver passato 40 anni a studiare il grande Nostradamus ed essersi affermato come il suo massimo studioso ed esperto, all'improvviso e in modo del tutto casuale, Renucio Boscolo compie la tanto attesa scoperta destinata a cambiargli per sempre la vita e rivoluzionare le conoscenze dello scibile umano: Nostradamus non è stato il primo!
Un italiano, ingegnere, matematico e astronomo, vissuto nella Ferrara che fu una delle capitali del Rinascimento italiano e poi ingegnere della Serenissima, anticipò di ben 29 anni l'opera del Grande Veggente.
Tal Sigismondo Fanti, che si può definire alla stregua di un nuovo Leonardo, infatti, nel suo "Triompho di Fortuna", nato come libro di giochi (tutti noi siamo pezzi da gioco e il cielo è il giocatore) probabilmente per garantirne grande diffusione presso la società rinascimentale (ma proprio per questo mai veramente sviscerato a fondo) precedette in XVI centurie l'opera di Nostradamus e fu pertanto il primo che affrontò il dilemma del futuro dell'umanità su vasta scala.
Sposando conoscenza ed immaginazione, il Fanti, membro di una confraternita senza tempo, arrivò a formulare profezie e visioni interplanetarie fino alle più moderne realizzazioni tecnologiche e alla teoria dell'esistenza di altre forme di vita intelligenti che l'umanità incontrerà.
Il tutto in quartine dettagliate dove ipotizza perfino le date attraverso quadranti astrali (la cronologia).
Quartine che incominciano ad essere svelate in questo volume, primo di una serie destinata a rivoluzionare la nostra Conoscenza.

SUMMA PROPHETICA:

È giunto il tempo di constatare
che la scienza non è l'unica
fonte della conoscenza
perché le prime fonti sono
le coscienze dei poeti
e delle Muse eterne
come i frutti degli alberi,
come le stelle del cielo,
come le acque che fecondano
e ingrossano i fiumi di tutte
le cose venute alla vita
per volgere nell'oceano
infinito del tempo.

L'Autore
AVVERTENZA:

Nel testo si incontrano numerosi casi di parole tradotte o
comparate con altre lingue; pur essendo per semplicità quasi
sempre segnalata solo la lingua moderna, bisogna tenere presente
che in realtà, molto spesso, la parola è ricavata da lingue arcaiche
o antiche (per esempio il greco o il germanico antico, i cui vocaboli
non sempre corrispondono con il greco o il tedesco moderni).
Tutto ciò è stato possibile grazie alla consultazione da parte
dell'autore di dizionari anche cinquecenteschi come il Calepino,
che contengono anche 7 o più lingue contemporaneamente.

RINGRAZIAMENTI:

Il tempo di Giano o Saturno è il simbolico maestro inconfutabile dell'esperienza umana fatta storia e memoria che mostra il marchio dell'eletto o del dannato, secondo i giri della ruota dei destini che provvidenzialmente su questa strada mi hanno fatto incrociare sostenitori e denigratori, amici e nemici che mi hanno armato a costruire scudo e corazza per raccontare queste innumerevoli dimostrazioni.
Nella mia lunga ricerca storica e umana, qui ricordo dagli anni Sessanta ai Settanta l'amico Gianni Settimo del Clypeus di Torino, insieme impegnati a ritrovare l'iscrizione della Domus Morozzo di Nostradamus.
Ricordo Giuliano Baroni passato manager in Torino della diffusione dei maggiori quotidiani, che grandemente mi ha sostenuto nella diffusione in Italia delle pubblicazioni delle mie Opere e Centurie.
Ricordo l'ingegnere Astarita di Sorrento per il suo contributo bibliografico di importanti testi del Rinascimento. E quanto sia stato fondamentale il professor Ben Audi Segre che da Gerusalemme a Torino nel lontano ottobre 1975 mi ha mostrato l'originale iscrizione del 1556 della Domus Morozzo in Torino, che la sua famiglia ha conservata quale cimelio sino ai nostri tempi. L'amico di Osimo, Franco Copparo che sin dal lontano 1972 sempre mi ha sostenuto nella ricerca bibliografica, tappa dopo tappa a ricostruire tutto il materiale dei testi che il Nostro ha stilato, dagli Almanacchi annuali sino al testo della Lettera Farnese e poi la mole delle Pronosticazioni che sono il testo in prosa che anticipa le Centurie sino alle pagine riferite a Napoleone, ancora ignorate in Francia!
Un ricordo dell' amico Robert Huri, scomparso da anni, che mi portò a mettere piede negli Usa proprio nel 1981 nel giorno del "Columbus Day" e poi l'uscita di "Key to the Future" che è solo lo stralcio del vero testo di 300 pagine che avevo approntato per l'America. Un pensiero all'Editore Crochet che per primo mi suggerì di comporre l'Almanacco di Nostradamus così uscito per oltre venti anni per informare i lettori su ogni evento mondiale.
Un grazie all'amico Vito Maniello che in questi decenni mi ha solertemente informato su tutto quanto è apparso in Internet inerente all'argomento di questa mia infinita ricerca dei testi ed edizioni su Nostradamus.
Qui ricordo Giovanni Savant, ormai salito nel siderale regno, che ha travasato in me le sue conoscenze plurilinguistiche (cinese) portandomi a concepire la Kronosemantica, basata appunto su lettura e interpretazione plurilinguistica del testo, che ha in questo volume esposizione e svariati esempi.
Ringrazio inoltre Francesco Di Blasi per essersi occupato della realizzazione editoriale del sito in merito a Nostradamus e Sigismondo Fanti.
E l'aver vissuto la fatalità "benefica" esattamente a cinquecento anni (1503-2003) dalla nascita del Nostro, grazie alla mano indecifrabile del destino che nella persona di Annamaria Visca con la sua bancarella di libri usati mi mostrò in piazza Benefica a Torino, un libro misterioso, che con altre copie di miei titoli si sposava sorprendentemente con un testo invece stampato nel lontano 1526 a Venezia, la capitale dell'editoria del Rinascimento.
Così proprio sotto alle ali di san Marco, in cui io ero nato, mi giungeva dalle ceneri del passato una rinata Fenice, nel misterioso autore ingegnere e matematico, che molto prima di Nostradamus aveva composto tante quartine, che di colpo davvero mi hanno illuminato.
Mai nella storia mente umana ha colto questa magnifica occasione di indagare, spalancare questo Libro di Presagi sull'imminente futuro dell'umanità tanto su questa Terra quanto in altri possibili mondi.

Torino Il maggio 2006

INTRODUZIONE:

Non esiste un solo ricercatore al mondo che non abbia cullato il sogno di fare la grande scoperta: trovare un libro rarissimo, un incunabolo o un manoscritto rimasto indecifrato nei secoli, trascurato e dimenticato, dai contenuti avveniristici, i più incredibili che l'uomo del domani possa concepire, anche da vivere e sperimentare.
L'ipotesi farebbe felice qualsiasi regista di Hollywood: incappare in un simile testo, da tramutare in un avvincente romanzo mozzafiato alla Giulio Verne, con il capitano Nemo capace di viaggiare nelle profondità dei mari, o altri in grado di volare sino a essere esploratori delle stelle, e vedere l'uomo arrivare fino alle Lune di Giove o scendere su Marte.
Una complessa storia planetaria che dopo secoli, di colpo, prepotentemente possa venire a galla, racchiusa in un libro che è davvero esistente e che davvero contiene la più ampia gamma di scenari fantapolitici al mondo.
Renucio Famese
Una simile predizione si trova solo nelle narrazioni dei grandi romanzieri di fantascienza: essi soltanto hanno ipotizzato una simile "chance", come bene ha scritto il celebre scrittore Isaac Asimov nella sua famosa "Trilogia della Fondazione", che già da decenni abbiamo letto e ripercorso, unitamente all'altro testo più antico, quello del medico matematico Nostradamus, che ha pronosticato la storia sin dopo il terzo millennio (fino al 3979), includendovi così anche eventi legati ad altri mondi, ai quali giunge partendo dalla Terra.
Ma noi oggi - con i piedi ancorati alla terra, e conoscendo bene tutta l'opera di Michel Nostradamus (le "Centurie" e le "Pronosticazioni", nonché le varie Lettere ed Epistole che raramente altri hanno consultato) - dopo più di trent'anni di edizioni di libri per divulgare e spiegare come risolvere gli enigmi delle quartine, siamo arrivati a una svolta incredibile: la scoperta di un altro precedente libro, che rivoluziona tutto quanto è stato sinora scritto e detto durante cinque secoli. Infatti, tre decenni prima del testo di Nostradamus, era già stato compilato un libro sconvolgente, composto di ben sedici Centurie (che danno tuttavia origine a 1628 quartine), scritte nell'italiano del Rinascimento, ancora simile a quello di Dante.
Un testo il cui vero significato, inspiegabilmente, è rimasto celato tanto a lungo nel tempo, nascosto con tutto il suo avveniristico mistero.
Prima di arrivare a questa scoperta, abbiamo sudato sette camicie, finché il destino ci ha mostrato il Libro enigmatico di cui esistono al mondo pochissimi originali.
Nessuno ha mai ipotizzato che cosa questo testo contenesse davvero, perché nessuno sinora aveva avuto la pazienza e la capacità di leggerlo e analizzarlo sino in fondo senza "andar fuori di testa".
lo stesso non lo potevo immaginare: salvo sognarlo, invece, anni fa, quando mi vedevo - in sogno appunto - leggerlo e sfogliarlo. Così, appena ho avuto il Libro nelle mie mani, mi è stata chiara la sensazione che mi ha preso: era semplicemente un "déjà vu", qualcosa di cui ricordavo persino il titolo, non quello originale, bensì quello che oggi ho scelto: "Summa Prophetica".
Da allora i miei ricordi, o meglio le mie reminiscenze, mi hanno messo le ali, perché quello che ho scoperto in questo Libro è così incredibile da apparire paradossale; ed è assolutamente necessaria una lunga dissertazione preliminare, per entrare bene nell'epoca del Rinascimento, e quindi mettere in chiaro come fosse impossibile per quel tempo disporre di un simile bagaglio di cognizioni.
Le cose che leggerete man mano vi risulteranno logiche secondo la mentalità scientifica del nostro tempo; ma sono di fatto fuori posto e appunto paradossali per l'epoca, risultando impossibile dar loro pieno senso in quel lontano tempo, sotto l'imperante dominio di un ancora primitivo empirismo, dell'Inquisizione e dello strapotere della Chiesa di Roma, che mandava facilmente, col pretesto di un'accusa anche vaga, chiunque dritto al rogo, se solo osava dubitare, o confutare qualcosa, o affermare teorie innovatrici contrarie ai dettami della Chiesa stessa.
Oggi, per una mente libera e allenata da tempo a spiare l'orizzonte della storia, questo libro, che ho trovato così provvidenzialmente, si è dimostrato come un cerchio, che alla fine della mia cerca si è chiuso, con mia grande meraviglia, così perfettamente da farsi Grande Rivelazione.
Meraviglia che sarà anche vostra quando leggerete le quartine, che spesso sono popolarmente mascherate in senso riduttivo per accondiscendere alle abitudini e alle inclinazioni umane che spingono ciascuno a voler conoscere la sua piccola sorte personale, mentre, a ben leggere, vi si incontrano versi che preconizzano grandi eventi storici, grandi scoperte in ogni campo della scienza e della tecnologia, e ancora grandi crimini, e grandi fatti di re, cardinali e papi; e infine grandi traguardi, sino a contemplare le stelle che sovrastano da sempre l'orizzonte umano, e dalle quali attendiamo un segnale che ci riveli l'esistenza di altre intelligenze, verso cui voleremo con veicoli celesti nelle prossime generazioni.
Tutto questo ce l'ha sorprendentemente e nitidamente anticipato un genio ferrarese, che qui iniziamo a raccontare e svelare.

CHI È SIGISMONDO FANTI?:

Oggi alziamo dunque il velo sull'illustre ingegnere, scienziato, matematico, astronomo e astrologo ferrarese del Rinascimento, del tempo dei duchi d'Este e dell'Ariosto, noto, secondo alcuni dizionari, più che altro per avere composto trattati di grande pregio iconografico, e in particolare il trattato calligrafico o dei caratteri, ossia delle lettere dell'alfabeto da disegnarsi per l'allora neonata stampa a piombo e a caratteri mobili; mentre gli storici lasciano in disparte l'altra sua fatica, tanto voluminosa quanto singolarissima, d'un libro che, sotto l'ombra di una allegrissima vena poetica, è l'opera che più contiene, nelle sue innumerevoli pagine, qualcosa di straordinario, inedito, insospettato e incredibilmente scientifico.
Si tratta di un'opera riccamente illustrata, secondo la maniera dell'epoca, con una sequenza iniziale o "galleria" di raffigurazioni di eminenti sapienti dell'antichità; e con immagini sempre troneggianti in ogni pagina, quali presenze imperanti di altri famosi protagonisti, spesso ancora neppure nati: quelli che saranno riconosciuti poi lungo la nostra secolare storia umana.
Sigismondo Fanti è l'uomo che ha avuto l'idea di mettere nero su bianco, in stringate quartine, la descrizione delle gesta di tanti uomini: le imprese che essi avrebbero compiuto, nel bene e nel male, sul teatro della storia.
Solo immaginazione sfrenata, avrà pensato qualcuno: lavoro di soggettiva fantasia nell'annunciare grandi eventi e cambiamenti della storia futura.
Leggendo, invece, si scopre che c'è ben altro. Perché è stato composto questo excursus?
Il libro è assai bene corredato dal ricco apparato d'immagini che, come un caleidoscopio, snocciola in successione i quadri di tantissime vignette, quasi un fumetto che reca immagini concise, icastiche e sorprendentemente enciclopediche, in cui si narrano o meglio si anticipano gli scenari della sorte umana, da quella della gente più comune sino a quella di potenti, tiranni, papi, imperatori, re, principi, cardinali, monaci, ladri, calciatori, navigatori, attori, clown, alchimisti, geometri, muratori, costruttori, scienziati, architetti, pittori, medici; fabbri, aviatori.
Una giostra, o ruota del destino, costellata da tante apparizioni di comete ed eclissi, tracciate scrupolosamente nei quadri stellari (planetari) astrali, che qui abbondano per ogni circostanza, e che ancora oggi bene si nominerebbero "astrologici".
Ma è così grande la linea dell'orizzonte che il Fanti spalanca, e che ci racconta da lungimirante poeta, da preconizzare persino date precise e determinate situazioni storiche.
Tutte cose che sono per noi oggi ancora inspiegabili secondo la metodologia della logica, che richiederebbe di essere testimoni oculari per verificare i molti fatti qui da secoli profetizzati: sicché non sarà facile accettare l'idea che tali fatti fossero già persino fissati in una data stabilita!
È un'esperienza unica nel suo genere, che diventa la realizzazione di una celebre profezia del Nostro, perché entro pochi anni molti potranno divenire testimoni di queste quartine e potranno così penetrare in tale enciclopedia del sapere antico, scoprendo quanto essa sia attuale e quanto lontano ci porterà.

L'IMPORTANZA DELLE LINGUE, DELL'ASTRONOMIA E DELLA SCIENZA:

Soprattutto insisteremo su quanto sia essenziale la conoscenza delle lingue (dall'ebraico, all'arabo, al greco) che bene il Fanti tratta e compone nella serie dei "Caratteri Calligrafici" che saranno poi utilizzati, per la stampa in caratteri mobili, nel suo trattato "Theorica et pratica" (1514), ricordato da diversi studiosi stranieri (tedeschi e inglesi), anche nella patria di Gutenberg.
Sì, tutto dipende dalla conoscenza delle lingue, conoscenza di cui il Fanti bene dimostra di disporre, avendo egli stesso curato un dizionario (di natura calligrafica o tipografica) subitamente da altri imitato, o meglio, subito plagiato.
E per meglio comprendere quanto in quel tempo fossero importanti le diverse lingue, ci sembra utile sottolineare, tra l'altro, come il dizionario di latino di Ambrogio Calepino, apparso per la prima volta nel 1502 e ristampato più volte dopo la morte dell'autore, nell'edizione del 1590 fosse arrivato, grazie alle successive aggiunte degli equivalenti in altre lingue, a comprendere ben undici lingue (!): "Ambrosii Calepini dictionarium undecim linguarum: respondent autem latinis vocabulis hebraica, graeca, gallica, italica, germanica, belgica, hispanica, polonica, ungarica, anglica."
Ogni lingua moderna o antica costituisce il mezzo sorprendente, più naturale e scientifico, per impossessarsi dei segreti sparsi volutamente nelle molte quartine scritte con vocaboli rari e con reminiscenze di lingue perdute, le cui testimonianze ci sono giunte solo e unicamente attraverso i testi dei sommi poeti e profeti.
Testi il cui contributo alla comunicazione e alla memoria dei miti è la chiave di volta di ogni conoscenza filosofica ed etica: altrimenti non ci sarebbe storia e ricordo del passato.
Purtroppo non è ancora tradotto tutto il patrimonio dell'India, in sanscrito; per cui ci mancano molti tasselli di quella cultura antichissima, che potrebbe gettare una luce diversa sui primordi della storia dell'umanità.
Al ricercatore non basta una sola fonte; egli cerca sempre altre prove e testimonianze delle diverse e più antiche facce della verità. È deplorevole che a questa ricerca non si provveda oggi abbastanza, e che vi siano ancora inspiegabili ostracismi.

L'anima antica era permeata dalle stelle fin nel più intimo: ogni modo di dire e di intendere non è approfondibile se non si capiscono le concezioni di quel tempo. Sappiamo bene quanto sia importante la memoria di ogni lingua nell'interpretare i giochi di nomi e di cifre, di lettere e di segni: un'arte (la "téchne") delicata e sofisticata. La tecnica sempre attiva in ogni disciplina, quella che sta alla fonte delle idee, della filosofia e dell'etica di ogni tempo, e che va esplorata a fondo per svelare - ieri come oggi - il fine e lo scopo del l'esistenza umana.
Scopriamo dunque quanta conoscenza della storia futura sia racchiusa in queste "Sentenze" o "Sintesi" drammatiche, racchiusa "a grandi lettere", in "lettere dentro lettere" che qui abbiniamo come abbiamo imparato da Nostradamus, che per noi è stato maestro mediante le famose quartine enigmatiche, rivelatesi tanto gravide di presagi di tragedie umane, così come del destino di uomini di pace e di violenza e di tante straordinarie conquiste o meravigliose scoperte: le novità che si sono manifestate nel corso dei passati cinquecento anni.
E queste cose erano - in nuce - già pensate appunto cinquecento anni fa per opera del nostro Fanti.
Ma ciò che più distingue il nostro genio ferrarese è la sua passione per il calcolo e per l'astronomia, passione che ha lasciato un segno prepotente nelle sue opere principali e in molti altri documenti.
Ed è lui stesso a testimoniare le sue numerose competenze, in una lettera indirizzata al duca Alfonso d'Este (1521), in cui si dichiara provetto "Ingegnere Generale della Repubblica Veneta"; e allo scopo di accattivarsi Andrea Gritti, che era allora Provveditore Generale dell'Esercito Veneto e che sarebbe poi divenuto Doge (1523-38) della Serenissima, accompagna una lettera a lui diretta con il suo personale curriculum, che oggi potremmo definire un curriculum "scientifico".
In esso troviamo le citazioni di alcuni dei tanti scritti e libri che il Fanti ha composto.
Una di queste è il trattato "Theorica et pratica" (1514), che abbiamo già citato.
Scopriamo così un elenco sorprendente di lavori talvolta enigmatici che, presumiamo - ma soprattutto speriamo - siano sopravvissuti e un bel giorno possano ritornare alla luce, per amore della storia e della scienza.

Eccone la lista:

Omnia Sigismundi opera in Arte scribendi
Algonsmus magnus.
De Iucunditate Artificiorum.
Propositiones magnae.
Algebra.
Super Errores Boetii.
Supplementun Geometriae. Geometria sensibilis.
Tabulae geometriae de modo metiendi omnia vasorum genera per totum orbem.
Tabulae Astronomiae.
Speculum Orbis (il telescopio?).
Scala Fortunae.
De punctis. De ludis diversis.
Super Tyberiam domini Bartholi legum doctoris. Speculum sortis (un visore?).
Supplementum Arithmeticae. De Caelorum pugna.
Super altitudines Planetarum (l'astronomia?).
Super semiphora Moysi. Super semiphora Adam Genesis.
Super laminas (AnimaI) Planetarum.
L'elenco contenuto in questa citazione documentale offre una gamma di elementi che possono ben fornire uno spunto per svelarci cognizioni di grande valore, ma purtroppo trascurate o incomprese, soprattutto a causa dell'atteggiamento pregiudiziale che, lungo questi cinque secoli, ha confinato il lavoro del Fanti nel campo delle suggestioni e visioni astrologiche, le quali rappresentano invece solo la superficie che si scorge a prima vista in questo testo profetico.
Testo che invece - come spiegheremo - se sottoposto alla rigorosa analisi di tutti i vocaboli e alla valutazione delle citazioni e descrizioni, quanto mai accurate, delle configurazioni siderali e di tanti altri aspetti planetari, dimostra come siano state allora bene considerate, e con che profondo sapere osservate, le posizioni di numerose stelle del cielo a noi noto, o firmamento: sono persino citati fenomeni fisici naturali sulle superfici delle stelle (pianeti), e anche su altri mondi (pianeti), come la luce dei lampi nelle loro atmosfere; sono notate le stelle binarie, e si parla addirittura di altri esseri viventi su pianeti o stelle lontane.
Questa è, per quei tempi, un'informazione astronomica che implica per noi un paradosso, perché all'epoca non era ancora cognizione comune il sistema copemicano, non esistevano osservatori astronomici... e Galileo Galilei sarebbe nato solo qualche decennio più tardi, nel 1564.
Di fatto già leggiamo nell'opera del Fanti la descrizione realistica, in chiave astrofisica, delle stelle binarie, e troviamo "Cosa altro nei cieli sia l'Ufo (tale è l'esatto vocabolo) che si eleva nei cieli" così da essere "Gloria", la più alta e sublime, che biblicamente solo si associa o si accompagna a Dio o ai re, o a "Veicoli celesti", o ai piloti o leader della storia futura, che il Nostro già declama - anticipatamente - con questo titolo appropriato TRIOMPHO DI FORTUNA così pubblicato in prima edizione a Venezia (Vinegia) nel gennaio del 1526 dall'editore Giacomo Giunta, mercante fiorentino, con tutti i debiti permessi e autorizzazioni, compresa la licenza concessa dall'allora papa Clemente VII.
Si tratta di un particolarissimo "Libro della Sorte", da ascriversi a un genere letterario assai prolifico in quell'epoca, mascherato in forma di gioco di divinazione e riccamente corredato da complesse Ruote, da Sfere straordinarie e dalle Tavole con il corso degli astri, da esaminarsi, con l'aiuto dell'astrolabio e delle mappe della Terra e dei cieli, come tante caselle o quadranti longitudinali numerati, simili a quelli tracciati su un grande atlante, nel quale è racchiuso un mondo di dati storici, climatici, economici, geografici, navali e archeologici, con le relative regole o istruzioni per elaborarli secondo le probabilità matematiche (è infatti solo lo studio della matematica a consentire di acquisire una solida preparazione in tutte le altre discipline e conoscenze).
Eppure l'epoca degli enciclopedisti francesi era ancora lontana!
Nell'introduzione del testo (dedicato al papa di allora) bene è spiegato che tutto ha inizio dall'Adamo primigenio, generato dalla spirale a elica (il DNA anticipato dal Fanti nel "Proemio" del libro), raffigurato nudo, e da quanto altro si indica o insegna con le cifre di un gioco dei numeri o gioco di facce.
Tre facce (o sei) del dado sono segnate, perché l'uomo manifesta così con il suo indice (qui indice) le cifre che rimandano alla "faccia e fiaccola" (in latino "fax, facies"), per far luce sui quadranti o schermi: i sei aspetti fisici del cubo rivolto in faccia alla torre delle ore, o delle lancette con i giri nel cerchio del quadrante dell'orologio del tempo.
Tutto questo è doverosamente in rapporto alle orbite dei sette pianeti (dal Fanti utilizzati) nel loro moto temporale, sempre entro le sorti delle dodici case dei dodici segni dello Zodiaco, che anche armonicamente si accordano con i segni orientali degli animali e dei viventi, secondo le molte stelle delle undici (!) costellazioni qui enumerate.
Ma nulla può essere qui appreso se non si entra nel cuore, nel nocciolo, nella forma mentis del linguaggio rinascimentale, che racchiudeva sostanzialmente e filosoficamente i concetti che di seguito esponiamo.
È certo che le forze emanate dai corpi celesti sono enormemente più influenti di qualsiasi influsso terrestre (si considerino la Luna e le maree rispetto al liquido del cervello) e perciò sono in grado di modificare i nostri organi corporei; possono quindi spingerci a compiere azioni inconsce verso le quali non ci sentiamo propensi, pur lasciando intatta la nostra libertà di scelta.
Ossia: pur senza sentirci soggettivamente costretti nella nostra volontà, commettiamo a nostra insaputa atti che hanno poi conseguenze inevitabili.
Il cosmo è una culla che contiene cose definite, determinate e "astrofisiche" ed altre ignote, indefinite e "metafisiche", le quali tutte esercitano un'influenza che nessun rigore scientifico può negare.
Fanti, al pari di Einstein, appare ai nostri occhi moderni tanto "astrofisico" che "metafisico".
Le grandi linee della storia sono già determinate; c'è già il "piano biblico di Jeowah" a cui si somma quello del Messia cristiano che vedrà il mondo giungere a un Giudizio tra il bene e il male.
L'uomo moderno, invece, vede tutto questo in modo relativo e crede ciecamente alla totale libertà ed autonomia del proprio destino. Al contrario, sono migliaia le cause e gli effetti incontrollabili sotto cui l'uomo è, come sotto la spada di Damocle.
L'attività dell'astrologo matematico, che si basa sulle conoscenze scientifiche, si esplica solo in questo campo, cioè nello spiegare gli eventi, le azioni, le scelte, che ci accadono o che compiamo in relazione alla nostra complessione naturale. Questa complessione, a livello individuale, dipende direttamente dall'influsso astrale: è quindi lecito considerare lo studio degli astri come intimamente legato allo studio dei comportamenti umani, in quanto connessi agli astri.
In ogni caso l'attività dell'astrologo-filosofo si svolge più correttamente quando si occupa dei grandi avvenimenti che riguardano l'umanità (i destini dei regni e delle città, le sorti dei movimenti religiosi e delle civiltà), piuttosto che quando si rivolge agli atti di una singola persona.
L'astrologo del Rinascimento deve basare le proprie previsioni sullo studio degli influssi dei corpi celesti che gli consentono, secondo leggi universali, di avere una conoscenza generale della realtà: la determinazione dell'influsso particolare, per quanto possibile, sarà sempre assai difficile.
Fatta questa doverosa e determinante premessa, si può capire la proposta di un universo (cosmo) e di un sapere umano in totale armonia con tale universo, e soprattutto con le sei facce del cubo virtuale da cui si proiettano tutti gli archetipi o stringhe cosmiche determinate dal Creatore.
Questa "causa" e "cosa" è peraltro legata all'insegnamento che ci impone di ricordare la "sophía" (la sapienza di Pitagora), perché il numero ha il suo opposto, come il polo di ogni sfera o stella, e come ogni cosa.
È questo il principio da cui promana ogni archetipo, casa di ogni segno zodiacale.
Come di ogni cifra e termine esiste, secondo l'ordine delle cose, sempre il suo opposto diametrale (come idea e teoria, mondo e antimondo, terra e antiterra; secondo il nominalismo l'antitesi è invece fra materia e antimateria; determinato e indeterminato, Dio e Antidio), così si procede dalla virtù al suo logico contrario, o rovescio della medaglia.
Eccoci allora pronti a esplorare per la prima volta lo zoo della meravigliosa e fantastica corte degli archetipi celesti e terrestri, che riguarda sia i viventi umani sia gli animali ("zóntes", "viventi" in greco) che il Fanti anticipa nell'astrologia occidentale (per esempio "liofante", l'elefante; la scimmia, il rinoceronte, il gallo, il serpente, la giraffa, la fenice, il drago e così via).
Questo molto prima che si diffondessero in Occidente le avvincenti teorie dell'astrologia orientale, con i suoi dodici segni animali, secondo cicli sessagesimali che stanno in relazione poi ai nostri "dodeka asteres" (i XII segni zodiacali e la loro dottrina) con le rispettive dimore-case, o anche alle XII Fortune, da considerare e da tenere (secondo le istruzioni che si enumereranno nel tempo) in "sommo valore", per arrivare alla fondamentale lettura e significazione, da parte di chi, addentrandosi in tale studio, possa bene computare ogni rapporto esistente fra il destino e il passaggio del pianeta, tempo sotto cui e durante cui avvengono gli eventi umani.
È un mare di nozioni che basta ad alimentare ogni umana coscienza, che sprigiona poi nuove ispirazioni al cuore e alla mente, che come spugna metaforicamente attinge all'acqua dell'oceano infinito di saggezza (dell'Oriente) non senza, pure, il sale della vita, per amalgamare tante sorprendenti significazioni entro l'anima, affinché essa, così fecondata da molte nozioni, possa davvero fare come il mitico Atlante: sotto il peso di tanto sapere, immancabilmente maturi e rifletta.

INDICE:



| CAPITOLO I - INTRODUZIONE |
pag. 13 |
| Chi è Sigismondo Fanti? |
pag. 16 |
| L'importanza delle lingue, dell'astronomia e della scienza |
pag. 18 |
| Un'affascinante metafora |
pag. 20 |
| Il tempo |
pag. 31 |
| L'autoritratto del Fanti quale ingegnere e matematico |
pag. 34 |
| Il libro della conoscenza |
pag. 44 |
| Le origini |
pag. 50 |
| Segreti biblici e altri segreti |
pag. 53 |
| Nella terra del vino e del divino |
pag. 56 |
| Vaticinio e messa all'Indice |
pag. 60 |
| Le vicende e le traversie |
pag. 66 |
| Le diverse ore dell'orologio del tempo |
pag. 74 |
| È questa la nostra vera Madre Terra all'origine dell'umanità? |
pag. 79 |

| CAPITOLO II - PERCHÉ FERRARA? |
pag. 86 |
| Oltre Ferrara e oltre il Po |
pag. 100 |
| Da Sigismondo Fanti a Niccolò Copernico |
pag. 113 |
| Perch&ecute; chi ha letto il Triompho di Fortuna non ha saputo decifrarlo? |
pag. 124 |
| Il filo del tempo |
pag. 131 |


CAPITOLO I - ALLA SCOPERTA DELLE RIVELAZIONI DEL FANTI |
pag. 141 |
| Da Torino il chiaro, la luce superba... |
pag. 167 |
| Il dilemma dall'effigie della Donna dei cieli alla foto del velo che il corpo ricopre |
pag. 170 |
| Il pontefice ovvero lo Slavo degli Slavi |
pag. 174 |
| Da Giovanni XXIII a Giovanni Paolo II |
pag. 176 |
| Le minacce contro la fede |
pag. 179 |
| L'Italia verrà colpita dal fanatismo arabo |
pag. 184 |
| Nell'anno delle donne kamikaze |
pag. 187 |
| Gli attacchi dal cielo |
pag. 190 |
| Gli interventi dell'Occidente cristiano in Iraq |
pag. 193 |
| L'Iran e la discordia tra le Grandi Potenze |
pag. 195 |
| Il Grande Dragone dietro le nove lettere o il nove |
pag. 197 |
| L'aviazione moderna |
pag. 199 |
| L'impiego di vari veicoli celesti |
pag. 201 |
| L'era dell'auto, la circolazione, i sinistri stradali |
pag. 203 |
| La morte della principessa Diana |
pag. 209 |
| L'incredibile gioco d'un nome: Armando Diego Maradona |
pag. 213 |
| I personaggi e le star dello spettacolo |
pag. 215 |
| Le grandi perturbazioni del clima: una nuova Era Glaciale? |
pag. 219 |
| Il grande futuro tsunami atlantico |
pag. 222 |
| L'esplorazione dello spazio |
pag. 224 |
| L'eclissi durante la guerra dell'Iraq e i mutamenti del papato |
pag. 228 |
| Milano al centro del ciclone |
pag. 231 |
| Le perplessità dell'ambiguo pontificato e il vero Sommo Pastore |
pag. 232 |
| Il luogo dell'Anticristo e il quadrante del suo avvento |
pag. 235 |
| L'avvento dell'Anticristo |
pag. 237 |
| E la storia si ripeterà... |
pag. 239 |
| I "giochi" tra le Potenze in Medio Oriente |
pag. 240 |
| La levitazione magnetica e la fine del dominio del petrolio? |
pag. 241 |
| La fine di Fidel Castro |
pag. 243 |
| L'industria tessile del filo da calza e le imitazioni "sosia" asiatiche e cinesi! |
pag. 245 |
| Gli anni in cui si vedrà, nello scenario orientale, alzare la testa il "dragone bellico" dell'Apocalisse |
pag. 246 |

| CAPITOLO II - AL KADR: LA QUADRATURA DEL CERCHIO CELESTE |
pag. 248 |
| Gli alti (the bull) e bassi (the bear) di Wall Street e delle banche |
pag. 256 |
| E allora che cosa c'è dietro l'angolo? |
pag. 261 |
| Più a fondo nell'iconografia |
pag. 285 |
| Una cronologia |
pag. 311 |

| CAPITOLO III - IL GRANDE MOSAICO DEL PUZZLE FINALE QUADRO DOPO QUADRO |
pag. 318 |
| Orientamento generale bibliografico |
pag. 340 |
| Chi è Renucio Boscolo? |
pag. 347 |


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