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libri scelti da Francesco Di Blasi

BAPHOMET
Sulle tracce del misterioso idolo dei Templari


di Roberto Volterri e Alessandro Piana
Sugarco Edizioni
pagg. 245 - € 18,80
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L'ARGOMENTO:

BAPHOMET "In tutte le province essi possedevano idoli, teste con tre facce, con una sola o anche crani umani... Nelle loro assemblee e soprattutto nei Grandi Capitoli essi adoravano l’idolo come un Dio, come il loro Salvatore."

Cos’era lo strano, evanescente "idolo" che avrebbero adorato i Cavalieri Templari e che, curiosamente, era denominato Baphomet? Nome di per sé strano ma che - almeno fino a questo primo saggio in lingua italiana - non ha fatto versare i classici "fiumi d’inchiostro" su cosa potesse intendersi con tale termine, su cosa de facto avessero visto i Templari, sulle strane ed esoteriche pratiche cui essi si sarebbero dedicati. In questo libro si accenna anche - tra "mille" altre ipotesi - alla possibilità che la testa barbuta descritta da buona parte dei Templari inquisiti fosse parte del Lenzuolo che avrebbe avvolto il Cristo: la Sindone. Ma soprattutto, insieme al lettore, gli Autori si aggireranno qua e là per l’Italia e per l’Europa per descrivere le poche tracce che potrebbero in qualche modo riferirsi ad attività templari legate al misterioso Baphomet.

Una parte del libro è dedicata ad analizzare e sperimentare in quale modo il concetto di Baphomet possa correlarsi a pratiche in grado di porre l’individuo in una sorta di stato alterato di coscienza durante il quale affrontare e colloquiare con il Guardiano della Soglia - o con il Subconscio del temerario sperimentatore? - mentre un’apposita Appendice suggerirà come tentare di riprodurre qualcosa di simile ad un (quasi) sindonico volto. Dopo il precedente "I mille volti del Graal", pubblicato dalla nostra Casa Editrice, un’altra sorta di "manuale" per chi voglia continuare "sul campo" le ricerche su cui da tempo si sono incamminati i due Autori.

Roberto Volterri, nato a Roma, laureato in archeologia, conduce ricerche di carattere archeometallurgico in ambito universitario. A partire dai primi anni '60 si è occupato di apparecchi elettronici dedicati alla ricerca ESP, poi descritti nei libri "Psicotronica" (1976), "Enigma uomo" (1977) e "Alla ricerca del pensiero" (1979), tutti e tre pubblicati dalla Sugarco ed in corso di riedizione aggiornata.
Autore di moltissimi articoli su riviste specializzate, ha partecipato e partecipa a varie trasmissioni radiotelevisive sia su reti RAI che su reti private.
Tra gli altri libri pubblicati da Volterri: "Dimensione tempo", "L'universo magico di Rennes-le-Château", "Rennes-le-Château e il mistero dell'abbazia di Carol", "Archeologia dell'introvabile", "Manuale di Psicotronica sperimentale", "Archeologia dell'invisibile" e "Narrano antiche cronache...".

Alessandro Piana, 28 anni, dottore in scienze biologiche, vive e lavora a Milano. Studioso di storia e tradizione dei cavalieri Templari, dell'eresia Catara e delle Società esoteriche, si occupa da oltre dieci anni del mistero di Rennes-le-Château. Sull'argomento ha pubblicato, con Roberto Volterri "I mille volti del Graal", "Rennes le Château e il mistero dell'abbazia di Carol", "L'universo magico di Rennes-le-Château" e vari articoli su riviste specializzate. Ha pubblicato inoltre "Sindone: gli anni perduti".

INTRODUZIONE:

"Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo
né di quanto è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.
Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai." (Esodo 20, 4-5)

In tutte le province essi possedevano idoli, teste con tre facce, con una sola o anche crani umani... Nelle loro assemblee e soprattutto nei Grandi Capitoli essi adoravano l'idolo come un Dio, come il loro Salvatore, affermavano che questa testa poteva salvarli, che concedeva all'Ordine tutte le sue ricchezze e che faceva fiorire gli alberi e germinare le piante della terra.

Parigi. 18 marzo dell'anno del Signore 1314
Qui, sull'isolotto di Pont Neuf, sulla Senna, proprio alle spalle della cattedrale di Notre-Dame, il Gran Maestro dell'Ordine dei Cavalieri del Tempio - Jacques de Molay - viene immolato sul rogo in espiazione di blasfeme verità estorte con l'inganno e la tortura.
Ma, anche se in "articulo mortis", egli ha il coraggio di ritrattare tutto ciò che aveva prima confessato:

Alla soglia della morte, dove anche la minima delle menzogne è fatale, confesso, chiamando il cielo e la terra a testimoni, che ho commesso peccato gravissimo a danno mio e dei miei, e che mi sono reso colpevole della terribile morte, perché per salvarmi la vita e sfuggire ai troppi tormenti, e soprattutto allettato dalle parole lusinghiere del Re e del Papa, ho testimoniato contro me stesso e contro il mio Ordine. Ora invece, sebbene sappia quale destino mi attende, non voglio aggiungere altre menzogne a quelle già dette e, nel dichiarare che l'Ordine fu sempre ortodosso e mondo d'ogni macchia, rinuncio di buon grado alla vita.

Geoffroi de Charny, Precettore di Normandia, segue l'esempio del Gran Maestro e ritratta insieme a lui.
Ha inizio la leggenda templare che ancora ai nostri giorni dominati dalla tecnologia non manca di esercitare un grande fascino e di suscitare interesse, curiosità...

Due località italiane. Quasi sette secoli più tardi
Ha termine - si fa per dire - la nostra personale ricerca frutto di quel fascino a cui non può sfuggire gran parte di chi si dedica ai misteri che si celano nelle pieghe della storia. L'indagine è però incentrata su un unico, particolare aspetto scaturito dalle deposizioni dei Templari, durante i tragici processi in cui gli inquisitori fecero di tutto per far confessare... ciò che essi stessi volevano fosse confessato. Tralasceremo quindi tutta la tematica relativa alla storia già nota e ben documentata nella miriade di volumi dedicati a questo strano ordine monastico e militare insieme, in bilico tra la cieca obbedienza ai dettami della religione che essi professavano e che avrebbero dovuto difendere dalle minacce degli infedeli islamici e qualche occulta spinta derivante, forse, dall'inconfessabile desiderio di far più luce proprio sulle lontane e non del tutto chiare origini della fede che avrebbe dovuto animare ogni loro azione.
Ma cos'è questo particolare aspetto, obiettivo principe di questo percorso di ricerca?
Ci concentreremo, in particolare, su uno dei capi d'accusa rivolti contro i Cavalieri del Tempio, quello di eresia. Le indagini condotte dagli uomini del re di Francia hanno evidenziato come durante i capitoli segreti dell'ordine venisse adorato un idolo, variamente descritto nelle sue caratteristiche fisiche, che interpretazioni successive hanno portato ad identificare con il termine di "Baphomet".
Nostra intenzione è quindi quella di far luce, o meglio tentare di far luce, su cosa in effetti fosse il misterioso, evanescente idolo che fu curiosamente definito in questo modo. Nome di per sé già strano e che non ha fatto versare i classici fiumi d'inchiostro - magari lo avesse fatto! Avremmo faticato molto meno nella nostra ricerca - su cosa potesse intendersi con tale termine, su cosa "de facto" avessero visto i Templari che ne parlarono e magari anche se effettivamente lo avessero visto.
Il materiale documentale ed iconograflco ci è apparso veramente scarso e in certi casi ci siamo trovati costretti a fare una sorta di "screening" per separare una possibile realtà da una sicura fantasia. Ciò che ne è rimasto è in queste pagine. Pagine in cui comparirà di certo qualche elemento discutibile, qualche interpretazione ai limiti dell'assurdo ma che gioverà sicuramente al lettore per ulteriori sue personali ricerche. Chissà che non possa scaturire una più ampia e chiara visione del problema!
E proprio su questo idolo, sul "Baphomet", concentreremo inizialmente le nostre attenzioni andando sia ad analizzare le deposizioni più significative che dimostrerebbero l'esistenza di questo misterioso oggetto di venerazione, sia ad indagare come, nelle sue varie forme, questo fosse conosciuto da diversi cavalieri.
Nella seconda parte del libro daremo spazio alle varie interpretazioni che, nel corso dei secoli, storici, occultisti ed esoteristi hanno dato del "Baphomet". Per concludere percorreremo un viaggio in giro per l'Europa - in particolare qua e là per l'Italia - al fine di scoprire qualcosa in più riguardo ad alcune curiose rappresentazioni che sono state identificate con l'idolo misterioso.
Si farà cenno dunque, tra le altre cose, alla possibilità che la testa barbuta descritta da una parte degli inquisiti fosse parte del "Lenzuolo" che avrebbe avvolto il Cristo; girovagheremo qua e là per l'Italia per descrivere le poche tracce che potrebbero in qualche modo riferirsi ad attività templari legate al misterioso "Baphomet"; analizzeremo in quale modo il concetto di "Baphomet" possa correlarsi a pratiche in grado di porre l'individuo in una sorta di stato alterato di coscienza durante il quale affrontare e colloquiare con il "Guardiano della Soglia" - o con il "Subconscio" del temerario sperimentatore? - e tenteremo di riprodurre qualcosa di simile ad un (poco) sindonico volto, nell'ipotesi ventilata da più di qualche ricercatore che la Sindone sia un falso medievale.
Insomma, nonostante ciò che dalla nostra ricerca è scaturito c'è ancora molto, moltissimo da scavare e da portare alla luce per cercare di aggiungere un'altra, seppur piccola, tessera a quell'affascinante, ma ancora per molti versi misterioso, mosaico che fu l'avventura dei poveri, enigmatici Cavalieri del Tempio.

Roberto Volterri e Alessandro Piana
tra polverosi tomi e molti dubbi...
venerdì 14 ottobre dell'anno del Signore 2005.
"Tutto è compiuto" (Giovanni 19,30).


Capitolo 1 - UN PROCESSO O UNA FARSA?:

Veggio il nuovo Pilato sì crudele
che ciò noi sazia; ma senza decreto
porta nel Tempio le cupide vele.
(Dante, Commedia, Purgatorio XX, 91-93)

Riteniamo necessaria una premessa: non è nostra intenzione ripercorrere in queste scarne prime pagine tutta la storia dell'arresto, degli interrogatori, delle torture, delle condanne dei Templari che turbò la Francia di quei lontani anni compresi tra il 1307 e il 1314. No, per tutto ciò e per i particolari di carattere storico rinviamo all'ampia messe di libri sull'argomento.
Ci limiteremo qui a riassumere - veramente brevi cenni sull'universo templare! - il prologo di quella che potremmo definire una tragica farsa, una farsa che coinvolse un re di Francia, un papa e tutta una serie di personaggi che dal crollo dell'impero templare avevano molto, moltissimo da guadagnare.
Ciò che riporteremo in questo primo capitolo saranno alcune deposizioni rilasciate, più o meno "obtorto collo", da vari membri dell'Ordine templare. O, meglio, riporteremo quelle testimonianze che ci riconducono al tema principale di questa nostra personale ricerca: il misterioso "Baphomet". Non molto di più...
Anche in bibliografia il lettore sarà in grado di trovare utili suggerimenti per ampliare al massimo - se lo riterrà opportuno - il suo bagaglio di nozioni, di dati, di spunti per avere una visione più ad ampio raggio, costellata di mille sfaccettature, del fenomeno templare che ancora ai nostri giorni suscita interrogativi, innesca dibattiti, fornisce stimoli per qualche ciack cinematografico e fa scrivere libri. Magari come questo.
Iniziamo il viaggio...

Chiamato fui di là Ugo Ciappetta;
di me son nati i Filippi e i Luigi,
per cui novellamente è Francia retta.
(Dante, Commedia, Purgatorio XX, 49-51)

E tra i "Filippi" il sommo poeta annovera anche quel Filippo IV di Francia, detto il Bello, responsabile di una delle maggiori tragedie che si possano ricordare nella storia della Chiesa.
Filippo IV il Bello, in un tragico venerdi 13 ottobre 1307, con una delle più organizzate operazioni di polizia che si siano mai viste, arrestò contemporaneamente più di mille cavalieri, ordinò di torturarne la maggioranza e diversi, in tempi successivi, li spedì sul rogo. Gran parte delle accuse rivolte ai Templari era probabilmente pretestuosa e le confessioni furono estorte con l'ausilio di atroci torture.
I Templari non erano certamente né migliori né peggiori di altri appartenenti a ordini monastico-cavallereschi, ma il re invidiava le loro ricchezze e li temeva: mise allora in moto un'infernale macchinazione, ricca di elementi rispondenti al vero ma anche di inquietanti, tragici voli pindarici per annientare l'Ordine templare ed impadronirsi dei suoi averi. Papa Clemente V dapprima sembrò opporsi a tali nefandezze, ma, si sa, ove c'è la forza la ragion non vale...
Abbiamo prima detto che non intendiamo ripercorrere le vicende storiche comprese tra il 1307 - anno in cui i Templari furono arrestati - e il 1314 - anno in cui a Parigi il loro Gran Maestro, Jacques de Molay, e Geoffroi de Charny furono bruciati vivi sull'isolotto di Pont Neuf, sulla Senna, alle spalle di Notre-Dame - ma ci sia concesso un brevissimo salto all'indietro nel tempo, fino al 1305 quando il tolosano Esquieu de Floyran, priore di Montfaucon, riferi al sovrano d'Aragona, Jaime II, una stupefacente vicenda.
Sostenne di essere stato nelle carceri di Béziers nella stessa cella di un Cavaliere Templare estromesso dall'Ordine, cavaliere che gli aveva confessato inaudite atrocità compiute durante alcuni particolari riti in cui si rinnegava il Cristo, si era costretti a sputare sulla Croce, si praticava la sodomia e si adorava un idolo.
Un idolo? Si, uno strano idolo dai mille volti!
Jaime II - prudentemente, per non inimicarsi buona parte della popolazione spagnola - suggerì ade Floyran di rivolgersi a Filippo IV di Francia, il quale aveva una certa esperienza in lotte contro la Chiesa, lotte alle quali non erano estranei gli interessi del suo scaltro consigliere, Guglielmo di Nogaret. Il de Floyran incontrò effettivamente il consigliere del re e Guglielmo capi al volo l'importanza dell'occasione che gli si offriva. Fece cosi balenare nella mente di Filippo l'idea di impadronirsi degli ingenti tesori che in gran parte della Francia, e non solo, erano custoditi nelle Commende templari e in quelle che potremmo definire delle banche "ante litteram"!
Si arrivò cosi al 14 settembre 1307, quando venne deliberato l'arresto dei Templari e impartito l'ordine di tenersi pronti per il "blitz" all'alba del 13 ottobre.
Il resto è storia.
È lecito domandarsi cosa confessarono di così atroce i "Tempieri" - ma soprattutto di realmente accaduto - se sappiamo che Ponsard de Gisy, cui era affidata la casa madre dell'Ordine a Payens, affermò: "Abbiamo confessato sotto tortura!" e poi: "Mi hanno legato le mani dietro la schiena in un modo tale che il sangue mi sprizzava fuori dalle unghie. Poi così legato mi hanno gettato in un pozzo per circa un'ora."
E quanto rispondevano al vero tali confessioni se quello che potremmo definire avvocato di parte civile, Pietro da Bologna, già Procuratore generale dell'Ordine presso la Santa Sede, arrivò poi a scrivere:

È difficile per noi, per i nostri fratelli, essere privati dei sacramenti. A molti di noi è stato sottratto l'abito, a tutti i beni dell'Ordine. Tutti siamo stati gettati in carcere con infamia, messi in catene ed in carcere siamo tuttora. La maggior parte dei confratelli che sono morti nelle carceri fuori Parigi non sono stati sepolti in terra consacrata. Al momento della morte sono stati negati loro i sacramenti della Chiesa. Gli articoli del questionario della Bolla pontificia sono privi di senso, infami, disonorevoli, inauditi. Si tratta di menzogne, enormi menzogne, menzogne assurde, pronunciate dai nemici dell'Ordine e da calunniatori, in base a delle maldicenze. L'Ordine Templare è puro, senza macchia, e tale è sempre stato, checché se ne dica. Coloro che affermano il contrario parlano da miscredenti e da eretici, seminano nella fede l'eresia e la zizzania. Siamo qui pronti a difendere l'Ordine con tutto il cuore, con parole ed opere, nella maniera migliore possibile. Domandiamo però di poter disporre liberamente di noi stessi, e di essere presenti al Concilio. Coloro che non vi possono prendere parte devono avere la possibilità di farsi rappresentare. In breve, chiediamo di essere liberati dalle carceri in cui ci detengono. Tutti i confratelli che hanno confessato, del tutto o in parte menzogne simili, non dicono il vero. Hanno confessato nel timore di essere uccisi. Alcuni hanno confessato sotto tortura, altri per aver visto a quali supplizi venivano sottoposti i loro confratelli.
Di conseguenza hanno verbalizzato ciò che volevano i loro persecutori. Non li si può biasimare, giacché i supplizi a cui alcuni sono stati sottoposti hanno suscitato il terrore in molti. Hanno visto che era possibile scampare alle sofferenze ed alla morte mentendo. Altri forse sono stati corrotti col danaro, o sedotti da promesse e lusinghe, o piegati da minacce. Tutto questo è noto e non si può far finta di ignorarlo, od occultarlo. Imploriamo la misericordia divina, che ci faccia giustizia, giacché troppo a lungo abbiamo patito una persecuzione ingiusta. Da cristiani pii e fedeli, chiediamo di ricevere i sacramenti della Chiesa.

Gli interrogatori, le torture, le condanne proseguirono inesorabilmente e il 3 aprile 1312 fu emanata dal papa la Bolla "Vox in excelso":

In considerazione della cattiva reputazione che grava sui Templari, del sospetto e delle accuse che sussistono a loro carico; in considerazione della cerimonia segreta di ammissione in quest'Ordine, della condotta perversa e irreligiosa di molti suoi membri; in considerazione del giuramento di non rivelare nulla a proposito della cerimonia d'ammissione, e di non uscire dall'Ordine; in considerazione dello scandalo, ormai non più sanabile; in considerazione dell'eresia a cui sono esposte la Fede e le anime, dei terribili misfatti commessi da un gran numero di membri dell'Ordine; in considerazione del fatto che Santa Romana Chiesa soppresse in passato, per motivi ben più lievi, altri celebrati Ordini, Noi, non contravvenendo alle regole della Cavalleria e non senza intima sofferenza, non in virtù d'una sentenza giudizi aria ma "ex autoritate apostolica", sopprimiamo l'Ordine suddetto con tutte le sue istituzioni.

Qualcosa confessarono, qualcosa in parte rispondente al vero e in parte generato dal dolore delle torture alle quali furono sottoposti i "Tempieri" durante i processi. Ma cosa si rimprovera di preciso ai Templari? Quali sono le accuse rivolte nei loro confronti?
Le accuse sono quelle tipiche di quel "corpus" antieretico che si è costituito nel corso del XIII secolo e che è stato utilizzato anche nei confronti di Bonifacio VIII, ovvero si parte dall'apostasia e dall'oltraggio del crocifisso per passare alle pratiche sodomitiche e concludere con le riunioni segrete e l'idolatria.

INDICE:

Introduzione pag. 9
Ringraziamenti pag. 13

Parte prima
COME UN'OUVERTURE
 
Capitolo 1 - Un processo o una farsa? pag. 17
I capi d'accusa pag. 21
In nomine Domine: l'idolo nelle deposizioni pag. 22
Dall'idolo al Baphomet pag. 27

Parte seconda
IN FIGURAM BAPHOMETI: ALCUNE IPOTESI
 
Capitolo 2 - Il Baphomet, il Codice Atbash, la Sapienza... pag. 33
Baphomet, chi era costui? pag. 33
Il Codice Atbash pag. 38

Capitolo 3 - Giano: un Baphomet bicefalo? pag. 43
I due volti e il Signore della Conoscenza pag. 47

Capitolo 4 - Dove si narra di un "papa Mago", di una testa parlante, di Templari e di molto altro ancora  
pag. 49
I misteri della Spagna esoterica pag. 50
Astronomicon: un libro misterioso pag. 53
Quis complebit libellum meum? pag. 57

Capitolo 5 - Il Cristo, la Testa e il Graal pag. 59
Gli anni perduti di Gesù pag. 61
Gesù mago tibetano? pag. 62
Sulle tracce di Issa pag. 64
Bugie. Nient'altro che bugie... pag. 65
...e conferme! pag. 66
Gesù era qui pag. 67
Gesù, un mago egiziano? pag. 68
Akhenaton o Mosè? pag. 69
Gesù in Egitto e... pag. 72
...figlio di un falegname? pag. 73
Una reliquia pericolosa? pag. 74

Capitolo 6 - Le reliquie della resurrezione e il Baphomet pag. 78
La Sindone nei secoli pag. 80
I Templari custodi della Sindone? pag. 82
Il Sudario di Oviedo pag. 85
Il Volto Santo di Manoppello e il Velo della Veronica pag. 86
I falsi teli e i molteplici Baphomet pag. 88

Capitolo 7 - La Grande Bestia, il Baphomet, la magia sessuale pag. 90
Crowley e il magico mondo della Golden Dawn pag. 92
L'abbazia di Thelema pag. 94
Il Baphomet di Aleister Crowley pag. 97

Capitolo 8 - Il Guardiano della Soglia pag. 102
Bulwer Lytton, Zanoni, i Rosacroce pag. 103

Capitolo 9 - Baphomet: una porta tra due mondi? pag. 109
L'universo dei mondi di confine pag. 112
Il Baphomet psicotropo di Hieronymus Bosch pag. 113
Le letture proibite di Hieronymus pag. 114
L'universo psichedelico di Bosch pag. 115
Dante e il Guardiano della Soglia pag. 116

Capitolo 10 - Il Baphomet e l'androgino pag. 120
Il mito dell'androgino nel Simposio pag. 120
Il dio Pan, un antenato del Baphomet? pag. 122
Le influenze orientali sui Templari pag. 124

Capitolo 11 - Il Pentalfa, simbolo occulto del Baphomet pag. 126
Alcune ipotesi pag. 126
La stella a cinque punte in ambito cattolico pag. 127
Il Pentalfa e la Massoneria pag. 128

Capitolo 12 - Un Baphomet felino pag. 132
Il gatto faraonico pag. 134
Quando i gatti erano stregoni pag. 138
Due parole su un gatto templare pag. 140

Parte terza
DOVE SI NASCONDE IL BAPHOMET?
 
Capitolo 13 - Sulle tracce del Baphomet pag. 145

Capitolo 14 - In Francia alla ricerca del Baphomet pag. 148
Chiesa di Saint-Merry, Parigi pag. 149
Commenda templare di Saint-Brix-le-Vineux, Auxerre pag. 153
Chiesa di Saint-Croix, Provins pag. 153
Cattedrali di Chartres e Amiens pag. 154
Maniero della Salamandra, Lisieux pag. 156

Capitolo 15 - In Inghilterra, tra leggende e misteri pag. 158
Templecombe, Somerset pag. 158
Borley; contea di Suffolk pag. 160
Grotte di Hastings, Sussex pag. 161
Nefandezze e strani rituali dell'Ordine Segreto del Tempio pag. 163

Capitolo 16 - Lungo il Cammino di Santiago di Compostela pag. 167
Eunate, Navarra pag. 168
Castrojeriz, Galizia pag. 169
Ponferrada, Galizia pag. 170
Santiago di Compostela, Galizia pag. 170

Capitolo 17 - Ipotesi e leggende austriache pag. 172
Castello di Lockenhaus, Burgenland pag. 173
Castello di Foesse, Carinzia pag. 174

Capitolo 18 - Il Baphomet in Italia pag. 176
Villa Valmarana, Saonara (Padova) pag. 176
Il Baphomet è... scomparso! pag. 180
Palazzo Vecchio, Firenze pag. 182
Piazza Navona, Roma pag. 188
Collina dei Camaldoli, Napoli pag. 190
Castel del Monte, Andria (Bari) pag. 193

APPENDICI  
Appendice 1 - La luce è l'ombra di Dio pag. 199
L'immagine della discordia pag. 200
La legge ebraica pag. 201
L'aloe rituale? pag. 201
In croce o in Kashmir? pag. 203
Come tentare di creare un'immagine sindonica pag. 204
In principio (forse) non era così pag. 206
Come nasce una fotografia pag. 206
Il dipinto in negativo di Cimabue pag. 208
Il fenomeno della solarizzazione pag. 210
Una Sindone fotografica con i mezzi di secoli fa (o quasi) pag. 211

Appendice 2 - La magia degli specchi pag. 217
Il magico mondo di John Dee pag. 218

Appendice 3 - La visione nel cristallo pag. 222
Di notte, l 'esigua fiamma... pag. 223
L'apertura del terzo occhio pag. 225

Appendice 4 - Il Baphomet nella letteratura pag. 228
Pierre Klossowski, Il Bafometto pag. 228
Pietro Borromeo, L'ombra del Bafometto pag. 230
Il Baphomet nelle opere all'estero pag. 231

Bibliografia pag. 233

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