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libri scelti da Francesco Di Blasi

RENNES LE CHÂTEAU PORTA DEI MISTERI

di Massimo Barbetta
Edizioni Mediterranee
pagg. 200 - 65 foto - 15 disegni - € 14,50
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L'ARGOMENTO:

Da più di 30 anni in Francia e da più di 20 in Europa, si parla delle vicende connesse a questo sperduto paesino adagiato sui primi contrafforti dei Pirenei francesi.
Le vicende dell’abate Saunière, parroco di questo villaggio e gli aspetti davvero strani che hanno caratterizzato la sua permanenza a Rennes le Château, hanno stupito ed affascinato un pubblico sempre crescente negli ultimi anni.
L’impatto mediatico della vicenda di Saunière ha creato filoni di indagini imperniate sull’esistenza di un tesoro materiale o sull’esistenza di una dinastia reale che discendeva da Gesù. Tuttavia anche altre sono le teorie interpretative proposte, che però spesso partono da presupposti artificiosi o creati ad arte per i fini più vari.
L’autore cerca, con teorie personali, e del tutto inedite, di trovare delle chiavi di lettura, alla luce della cultura sociale, politica, religiosa, etnica ed astronomica di quell’epoca, chiavi che, anche se non chiariscono completamente alcune caratteristiche del mistero, apportano nuova luce a molti aspetti della vicenda stessa.
Il quadro che ne deriva appare molto diverso dall’andamento consueto dei tradizionali lavori sui molti misteri di Rennes le Château, tuttavia suggerisce delle ipotesi di ricerca interessanti e innovative.

Massimo Barbetta, medico oculista, nato nel 1961 a Savona, ove risiede, si interessa attivamente da anni di argomenti connessi con le antiche civiltà, l'esoterismo e l'archeo-astronomia. Partecipa a simposi nazionali e locali su tali temi e pubblica le sue ricerche sulle riviste nazionali specializzate.

PREFAZIONE:

In questi ultimi anni l'interesse per il mistero che tuttora circonda il paesino francese di Rennes-le-Château si è diffuso a macchia d'olio. La pubblicistica dell'insolito ha dedicato spazi sempre maggiori alla controversa questione, e saggi più o meno validi ed approfonditi sono stati pubblicati uno dopo l'altro, in Francia come pure in altri Paesi. Era dunque inevitabile che a questo punto frotte di appassionati si recassero sul posto creando nella scia delle iniziali visite degli "addetti ai lavori" un vero e proprio flusso turistico nella regione che, come nel caso (di tutt'altra natura) della cittadina statunitense di Roswell con riferimento agli UFO, ha finito col produrre di tutto, "colore" e gadgets compresi. E così dopo gli appassionati sono arrivate orde di semplici curiosi, con l'effetto però di volgarizzare, semplificare oltremodo e infine dequalificare sempre di più ogni seria ricerca sull'enigma generato da Bérenger Saunière.
Che cosa aveva scoperto il povero curato di campagna inspiegabilmente passato dall'indigenza alla ricchezza? Un tesoro archeologico? Una tomba perduta oppure, peggio, la prova storica di qualcosa di talmente destabilizzante da dover essere comprata da chi aveva interesse a prevenire una sua scomoda rivelazione?
Non lo sappiamo. E anche se è vero, come è vero, che più si approfondisce il tema e più l'enigma pare complicarsi, è certo che l'idea di ridurre tutto ciò a qualcosa di poco più di una leggenda autoalimentatasi attraverso il graduale dilatarsi delle ipotesi più varie e cervellotiche non trova sostanziale credito, con buona pace degli scettici di professione.
Ed ecco da più parti accreditarsi l'opinione che - sullo sfondo della tragedia dei Catari e in collegamento con quella dei Templari - Rennes-le-Château racchiuda qualcosa di più che non un semplice collegamento con il concetto del Santo Graal inteso come "linea di sangue" (Sang Real) riferita al presunto connubio fra un Cristo "differente" e "mortale" e Maria Maddalena (intesa come "tredicesimo apostolo") e alla loro presunta discendenza in terra di Provenza, storicamente concretizzatasi nella dinastia dei Merovingi.
Perché in effetti, a livello concreto, Rennes-le-Château (oggi assurta a icona mondiale attraverso il successo letterario del romanzo di Dan Brown "Il codice Da Vinci") va davvero "letta" attraverso il linguaggio criptico dell'esoterismo: un esoterismo non banalizzante e da fiction che viene da lontano e va lontano e che adesso Massimo Barbetta tenta di decodificare, anche e soprattutto in rapporto a simbologie di tipo storico e astronomico indubbiamente presenti nella maggior parte di quanto Bérenger Saunière ha creato e fatto realizzare. E non solo.
Oggi è patetico e perfino squallido vedere sedicenti quanto sconosciuti "esperti" realizzare per bieche quanto evidenti finalità commerciali legate alla attuale "moda" sorta intorno a Rennes-le-Château testi scritti palesemente al tavolino con una insipienza totale dal punto di vista della vera ricerca e di quella sul campo in particolare, scopiazzando sfacciatamente libri ed inchieste altrui e quindi recandosi in gita turistica in loco solo per qualche giorno, per effettuare riprese fotografiche e filmate atte a tentare di accreditare e giustificare a posteriori una competenza inesistente e miranti solo a realizzare superficiali documentari di supporto a costosi prodotti editoriali "usa e getta" ed esclusivamente finalizzati a "battere cassa" con il crescente pubblico degli appassionati. Che però, si tenga ben presente, sono sempre più documentati e ben più critici di quanto non si possa pensare. E non possono essere presi in giro.
Di tutt'altro tenore lo sforzo corretto di quanti, indagando sul posto, hanno potuto individuare stimolanti collegamenti fra la simbologia presente a Rennes-le-Château e contesti presenti anche al di fuori della Francia. Se non altro si tratta di un approccio da ricercatori suscettibile di ulteriore sviluppo. Dal canto suo Massimo Barbetta, collaboratore della rivista di approfondimento sugli enigmi archeologici "Archeomisteri" (organo del CIRPET, "Comitato Interdisciplinare per le Ricerche Protostoriche e Tradizionali", che dal 2000 organizza a San Marino l'annuale "Simposio Mondiale sulle Origini Perdute della Civiltà e gli Anacronismi Storico-Archeologici") da noi diretta, è caratterizzato, oltre che da una profonda serietà e onestà intellettuale, da un vasto retroterra conoscitivo che lo qualifica a esprimere le idee che porta avanti in questo suo primo libro, e che forniscono spunti indubbiamente nuovi e di estremo interesse.
La Volta Celeste, in effetti, e le antiche simbologie astronomico-astrologiche ad essa riferite, racchiudono forse più di quanto non si possa credere la chiave di volta del "codice segreto" della Rennes-le-Château esoterica. Che chi come noi - senza per questo averlo strombazzato più di tanto - ha a suo tempo approfondito de visu sul posto può solo apprezzare. Esattamente come lo apprezzeranno di certo anche i lettori, ultimi destinatari di questo saggio di qualità estremamente originale ed intrigante.
Roberto Pinotti
Segretario del CIRPET
Direttore Responsabile di Archeomisteri

INTRODUZIONE:

A volte il modo migliore per nascondere una verità od un segreto è quello di metterli davanti agli occhi di tutti, ma in modo che non vengano rilevati, o di camuffarne l'aspetto.
Questa situazione ben si adatta alla vicenda di un tranquillo paesino della provincia francese nel sud del Paese, arroccato su una collina alle pendici dei Pirenei: Rennes-le-Château.
Il tempo aveva via via tolto importanza a questo antico borgo, relegandolo fino alla fine del XIX secolo in una tranquilla e annoiata vita campestre.
Tuttavia, sia a Rennes-le-Château che nella zona circostante non mancano segni di culti e culture antiche che incuriosiscono l'ipotetico visitatore. Sono molti, infatti, i particolari che, già prima dell'esplosione di interesse per la vicenda inconsueta della cittadina e del suo parroco, si possono definire insoliti.
Le stranezze, se considerate in forma isolata, possono anche non colpire chi le nota, ma inserite in un contesto generale fanno riflettere e meravigliare.
Nella zona di Rennes-le-Château, infatti, sono presenti iscrizioni latine e francesi su steli e lapidi che, inspiegabilmente, mostrano incongruenze, errori di grammatica e di sintassi, ma che molto spesso sembrano fatte intenzionalmente agli occhi di chi le osserva. Tutta la vicenda di Rennes-le-Château appare permeata di suggerimenti e indicazioni nascoste o codificate su temi connessi con la morte, il cielo, la vita ultraterrena.
Sembra, infatti, di percepire negli interpreti della vicenda, dietro l'apparenza di certi loro gesti, una realtà conflittuale. Dietro le lapidi, i quadri, le iscrizioni, i luoghi si apprezza un forte desiderio di comunicare qualcosa di molto importante, frenato dal timore e, talora, dalla paura per le conseguenze che queste rivelazioni potrebbero provocare per i diretti interessati. Il segreto custodito, qualunque esso possa essere, appare così di enorme portata, tale da incutere un grande rispetto. Purtroppo, come vedremo, per alcuni interpreti questi timori non si riveleranno infondati.
Ecco così che agli occhi dell'interessato osservatore si presenta un campo di indagine che diventa quasi un cammino di apprendimento iniziatico personale, dove la logica e la razionalità devono talora lasciare il passo anche alla sensazione e alla percezione.
Numerose sono state poi le intromissioni e le ingerenze di personaggi e autori che hanno cavalcato il crescente entusiasmo e interesse per la vicenda, creando, per scopi vari, prove più o meno attendibili per arricchire il già intricato quadro. Tuttavia, questi particolari finiscono invece per immettere nella vicenda elementi "parassiti" che, sicuramente, non giovano affatto alla già difficile comprensione generale.
Molteplici sono state le chiavi interpretative adottate per cercare di decodificare i polimorfi misteri di questa vicenda, e questo mio lavoro non può che rappresentare necessariamente uno di questi tentativi.

CAPITOLO 1 - L'AMBIENTE STORICO-GEOGRAFICO:

Rennes-le-Château e i suoi inquietanti enigmi
Rennes-Ie-Chàteau, un piccolo borgo situato nei Pirenei francesi, a 550 metri d'altitudine, nella regione del Razès, nel dipartimento dell' Aude, in Linguadoca, ha appassionato molti scrittori e un vasto pubblico, sempre in aumento negli ultimi anni. Sono, infatti, migliaia le persone che ogni anno si recano a visitare questo sperduto luogo di 90 abitanti ai piedi del versante francese dei Pirenei.
Responsabile di questo interesse, talora spasmodico, dei visitatori, è una vicenda di per se stessa già strana, come sicuramente inconsuete sono molte caratteristiche di questa regione, che è stata sostenuta e incrementata da molti autori e libri che hanno creato un vero e proprio "affaire".

Nella vicenda di Rennes-le-Chàteau abbiamo tutta una serie di eventi strani.
Non mancano così i preti assassinati, alcuni perché sapevano già troppo e altri perché volevano sapere troppo. Gli stessi e altri sacerdoti hanno avuto a disposizione, o gestito, quantità di denaro enormi per l'epoca, di cui nessuno è riuscito a chiarire la provenienza, specie considerando gli stipendi medi dei curati di campagna. Sono poi presenti bizzarri comportamenti di alcuni sacerdoti che sembrano dimostrare inconsueti interessi per i Druidi, i sacerdoti dei Celti. Tutta la vicenda e la zona di Rennes-Ie-Chàteau è permeata da lapidi, iscrizioni ed epigrafi inconsuete, con insoliti vocaboli, interpunzioni e accentuazioni forzate, sintassi o grammatica errata. Nel contesto di un'ambiguità di fondo, dove il gioco di parole tra il greco, il latino e il francese diventa un vero leit-motiv per affermare una cosa e suggerirne velatamente altre, è presente un gusto quasi parossistico delle crittografie, delle sciarade, dei rebus, degli intarsi, dove le parole diventano numeri e i numeri divengono parole.
Cavalcando alcuni aspetti di questa strana vicenda alcuni autori hanno spostato l'attenzione sulla storia della Francia, sulla politica, sulle sette segrete, sui Rosa+Croce, sulla massoneria e quant'altro. Non sempre, quindi, gli argomenti che vengono associati all'enigma di Rennes-le-Château finiscono per chiarificarne gli quindi, gli argomenti che vengono associati all'enigma Rennes-le-Château finiscono per chiarificarne gli aspetti ma, anzi, lo complicano, allargando vieppiù i campi di indagine.
Per comprendere alcuni aspetti dell'intricata vicenda di Rennes-le-Château occorre considerare il background storico di questa zona.

L'aspetto storico
Abitata già in epoca preistorica, come testimoniano gli insediamenti neolitici scoperti nella zona, la regione di Rennes era popolata dal 700 a.C. dalla tribù dei Redoni, di origine belga, il cui nome proviene dalla radice "Eire + Danu", appartenenti al più nutrito gruppo etnico dei Tectosagi. Come recentemente confermato dal prof. Andrea Barattolo, archeologo dell'Università di Macerata, nel sito di Rennes-le-Château sono stati rinvenuti resti archeologici di terrecotte di origine greca, risalenti al VI secolo a.C.
Non lontano da Rennes-les-Bains e da Carcassonne si trovava un borgo conosciuto poi dai Romani con il nome di "Rhedae". Alcuni autori hanno proposto che la frase di Strabone "Un tempio dedicato a Diana si innalzava al di sopra della fortezza di Ra" si riferisca proprio all'antica Rennes-le-Château. Il termine "Rhedae" derivava dalla lettera runica "Raida", che significa "ruota" ed, in senso più ampio, "carro". Il tema della ruota per i Celti era connesso all'eterno fluire del tempo e, in questo senso, al tema del viaggio dell'anima dopo la morte. Ma, come testimoniano i monili, gli amuleti e gli oggetti rituali ritrovati, i Celti erano ossessionati dall'idea di sfuggirvi, in un utopistico e ripetitivo interesse per la Resurrezione. Tale tentativo era estremamente evidente nell'ambito dei "Cromleck", i cerchi megalitici eretti in luoghi pianeggianti dai Celti. Questi ultimi adorarono, tra gli altri, anche il dio Artio, correlato all'Orso, così come all'Orso sono correlati sia il nome di re Artù che la mitica Arcadia.
Nel 122 a.C. la zona di Narbonne passa sotto il dominio romano con il nome di Gallia Narbonense e molte sono le testimonianze lasciate dai Romani, non ultime le consuete e precise strade romane, che verranno poi inserite, durante il Medioevo, nel contesto del "Cammino per Santiago de Compostela". I Romani, che erano soliti abbandonare i santuari e le acropoli a sfondo astronomico di origine celtica, situati su colli e alture, inspiegabilmente, come ci riferisce il prof. Barattolo, non solo non lasciano il sito di Rhedae, ma anzi lo rendono un "oppidum", mostrando tracce di colonizzazione durante la dominazione romana, come emerso dai ritrovamenti archeologici.
Alla fine dell'Impero romano furono i Visigoti a prendere possesso di questa zona nel IV secolo d.C. e a fortificare Rhedae, nell'ambito di un territorio che comprendeva sette città, e che, perciò, sarà chiamato "Settimania". All'inizio del V secolo d.C. i Visigoti vengono sconfitti dai Merovingi e costretti a rifugiarsi al di là dei Pirenei, in Spagna. I Merovingi diventano così i signori di questa regione e Rhedae assume l'aspetto di una città fortificata di quasi 10.000 abitanti. Dotati di poteri particolari, forse pranoterapeutici, forse taumaturgici, i re merovingi erano soliti praticare un foro nel cranio dei sovrani defunti per consentire all'anima di uscire dal corpo e di raggiungere l'essenza divina. Passata poi sotto il dominio dei Franchi carolingi, Rhedae, pur conservando un prestigio storico-religioso, perse progressivamente la propria importanza politica a vantaggio di Limoux. Dopo la conquista provvisoria degli Aragonesi nel 1170, Rennes passa alla famiglia dei Trencavel, e poi a quella dei Voisins fino alla Crociata contro i Catari, conclusa con la presa di Montségur nel 1244. Passata poi sotto la famiglia degli Hautpoul e in seguito a quella dei Blanchefort, Rennes-le-Château trova finalmente un po' di pace per quasi 200 anni, fino all'attuale esplosione di notorietà.
In questa zona è presente una notevole considerazione per la figura della Maddalena. Infatti, la zona di Rennes-le-Château, come tutta la Provenza, era ed è molto legata al culto di Maddalena. Questa figura evangelica, assai bistrattata, invero, dalla Chiesa cattolica, assurge qui a un ruolo di protagonista come compagna di Gesù.
Tuttavia, la leggenda secondo cui Maddalena, fuggita da Gerusalemme, si fosse rifugiata in questi luoghi, approdando a Marsiglia, fa intendere che nella regione della Francia meridionale ci fosse una preesistente colonia di Ebrei. Nel corso degli anni, con alterne fortune, questa comunità si era consolidata, sia come presenza etnica che come potenza commerciale e considerazione culturale.
Si sa che il territorio della Linguadoca tra il VI e l 'VIII secolo d.C. divenne una regione autonoma che prese il nome di Ducato di Septimania e che sopravvisse anche alla successiva dominazione araba. Sotto la guida di Guillem de Gellone, sovrano di probabile lontana origine ebraica, la Septimania prosperò per qualche secolo. Tale presenza storica, seppure persa nella notte dei tempi, fornisce ancora oggi delle evenienze architettoniche in chiese ed edifici vari che fanno ricordare il passato.
Nel territorio intorno a Rennes-Ie-Chàteau, infatti, è facile trovare tuttora, in antichi edifici, il Sigillo di Salomone o Stella di Davide. Questa stella ha un profilo esagonale e mostra, di conseguenza, sei punte, differenziandosi dalla "consueta", per noi, stella egiziana a cinque punte.
Il Sigillo di re Salomone, costruttore del famoso e ormai epico Tempio, è formato da due triangoli equilateri intrecciati.
Sappiamo che uno dei modi più sorprendenti degli Ebrei di codificare in forma numerica le parole è sicuramente la Cabbalah, ma rileviamo anche come uno dei capisaldi della loro etica morale non potesse prescindere dall"'Albero delle Sephiroth", una rappresentazione simbolica di una serie di virtù comportamentali e metafisiche raggruppate in una specifica sequenza.

INDICE:



| 2. IL PRETE DEI MISTERI: BÉRENGER SAUNIÈRE |
pag. 16 |

| 3. LA PRESENZA EBRAICA E QUELLA... ASTRONOMICA |
pag. 20 |
| La cultura ebraica e le "Sephiroth" ebraiche |
pag. 20 |
| L'enigmatico Serpent Rouge |
pag. 22 |
| L'abate Moreux e la Vita nel Cosmo |
pag. 23 |

| 4. UN SALTO NELLA TERRA DEL NILO |
pag. 29 |
| La zona di Rennes-le-Château e la connessione egizia |
pag. 29 |

| 5. INIZIA L'ESPLORAZIONE |
pag. 33 |
| La chiesa di Rennes-le-Château |
pag. 33 |
| Il portale della chiesa |
pag. 33 |
| Torniamo ad esaminare il portale della chiesa di Rennes-le-Château |
pag. 39 |

| 6. POSSIBILI DECRITTAZIONI: LA CHIAVE NASCOSTA |
pag. 43 |
| La "chiave" della Sephirah |
pag. 43 |
| Cassiopea |
pag. 44 |
| La Scacchiera |
pag. 50 |

| 7. CONTINUA LA VISITA A RENNES-LE-CHÂTEAU: L'INTERNO DELLA CHIESA |
pag. 58 |
| Il Monte delle Beatitudini |
pag. 58 |
| Il pulpito e San Luca |
pag. 59 |
| Toro e Orione |
pag. 65 |

| 8. PROSEGUE LA DECODIFICA DEL MISTERO |
pag. 70 |
| San Rocco |
pag. 70 |
| Ercole |
pag. 71 |
| Sant'Antonio Eremita |
pag. 77 |
| Sagittario |
pag. 80 |
| Maddalena |
pag. 86 |
| Vergine |
pag. 86 |
| Santa Germana |
pag. 91 |
| Ariete |
pag. 92 |
| Asmodeo |
pag. 98 |
| Capricorno |
pag. 100 |
| San Giovanni Battista |
pag. 102 |
| Boote |
pag. 103 |
| Sant'Antonio da Padova |
pag. 108 |
| Bilancia |
pag. 109 |
| San Giuseppe |
pag. 111 |
| Orsa Maggiore |
pag. 112 |

| 9. "ET IN ARCADIA EGO..." |
pag. 119 |
| L'epopea dell'Arcadia |
pag. 119 |
| L'Albero della Vita |
pag. 122 |

| 10. GLI ENIGMI DEI DOCUMENTI |
pag. 127 |
| La frase nascosta della pergamena |
pag. 127 |
| Il segnalibro di Saunière |
pag. 128 |
| Il manoscritto di Saunière, Arles e... Nostradamus |
pag. 130 |
| Ables o Arles? |
pag. 136 |

| 11. LE ACQUE MIRACOLOSE |
pag. 138 |
| L'importanza del geomagnetismo |
pag. 138 |

| 12. I MISTERI DEI SACERDOTI |
pag. 143 |
| Il ritratto di Celestino V |
pag. 143 |
| La ricchezza dei preti e altre strane evenienze |
pag. 144 |
| Henri Boudet: il vero "tessitore" dell'enigma? |
pag. 148 |

| 13. IL PANE E IL CALICE |
pag. 150 |
| Il Grano e la Lunga Vita |
pag. 150 |
| Il Calice donato all'abate Grassaud |
pag. 152 |

| 14. ALTRI MISTERI DEI SACERDOTI |
pag. 154 |
| I preti uccisi nella zona |
pag. 154 |
| Il precursore di Saunière |
pag. 155 |
| Alfred Saunière, l'informatore di Bérenger |
pag. 155 |

| 15. I MONTI DELL'AUDE FRA PRESENTE E PASSATO |
pag. 157 |
| Il tenebroso Bugarach |
pag. 157 |
| Lo strano caso della "Pecunia infinita" a Montségur |
pag. 159 |

| 16. LA TRADIZIONE DEL GRAAL |
pag. 163 |
| Il Graal e il Cielo |
pag. 163 |

| 17. STRANEZZE CRONOLOGICHE A RENNES-LE-CHÂTEAU. PRIMA PARTE |
pag. 168 |
| La figura chiave dell'enigma |
pag. 168 |
| Marie de Negre d'Ables d'Hautpoul Blanchefort e il codice delle lapidi |
pag. 168 |
| Un misterioso Ordine segreto |
pag. 175 |
| Gli enigmi celesti di una chiesa parigina |
pag. 180 |
| Le strane "N" rovesciate |
pag. 182 |

| 18. STRANEZZE CRONOLOGICHE A RENNES-LE-CHÂTEAU. SECONDA PARTE |
pag. 184 |
| Altri personaggi enigmatici |
pag. 184 |
| Marie Elizabeth d 'Hautpoul Blanchefort |
pag. 184 |
| Abate Bigou |
pag. 184 |
| Paul Urban, conte di Fleury |
pag. 185 |
| Otto Rahn |
pag. 186 |
| Paul Courrent |
pag. 187 |
| Marie Denamaud |
pag. 187 |

| 19. UNA SOLUZIONE POSSIBILE |
pag. 189 |
| Nicolas Flamel: la chiave del mistero |
pag. 189 |

| 20. IL CONTRIBUTO DI FULCANELLI |
pag. 194 |
| Da Rennes-Ie-Chàteau a Hendaye |
pag. 194 |

| 21. I MISTERI DELL'ACQUA E DELLA "MITRA" A RENNES-LE-CHÂTEAU |
pag. 198 |
| Il furto delle... acque |
pag. 198 |
| La "Mitra" sospetta |
pag. 200 |

| 22. ENIGMI NON SOLO A RENNES-LE-CHÂTEAU |
pag. 202 |
| La Rennes-Ie-Château italiana |
pag. 202 |

| CONCLUSIONE |
pag. 205 |
| BIBLIOGRAFIA |
pag. 207 |


|