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libri scelti da Francesco Di Blasi

CONTINENTI SCOMPARSI
e cosmogonia alla luce delle attuali conoscenze scientifiche


di Marcello Pamio
Edizioni Mediterranee
pagg. 168 - 46 illustrazioni - € 12,91
Per ordinare: www.ediz-mediterranee.com

 

L'ARGOMENTO:

CONTINENTI SCOMPARSILa ricerca scientifica si spinge nell'indagine sempre più approfondita sull'origine dell'universo e sulle trasformazioni del pianeta Terra.
L'uso dei satelliti consente, tra l'altro, di compiere osservazioni sempre più precise e di elaborare teorie molto attendibili sul cosiddetto "Big-Bang", ossia la nascita dell'Universo - secondo una delle ipotesi di maggior seguito - nonché sull'origine dei continenti, sulla loro espansione e sui loro movimenti.
Questi sono gli affascinanti temi che l'Autore affronta, facendo il punto sulle ricerche ad essi relative.
Ma al di là degli aspetti strettamente scientifici, il suo studio abbraccia i campi più diversi: storia, geografia, esoterismo, misticismo, mitologia e fantasia.
Tra l'altro, vengono esaminati criticamente alcuni elementi della dottrina occulta orientale quali appunto la cosmogonia e la teoria dei continenti scomparsi sostenute dalla Blavatsky e da altri autori: ipotesi di grande fascino ma prive di riscontri di tipo scientifico.

Bruno Martinis, nato a Udine, è professore ordinario di Geologia presso "Università di Roma La Sapienza". È stato dirigente dell'AGIP e presidente del Comitato per le Scienze Geologiche e Minerarie del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Comitato Geologico Italiano del Ministero Industria, Commercio e Artigianato. È attualmente membro del Comitato per gli Idrocarburi e la Geotermia del Ministero dell'Industria e del Comitato Tecnico Consultivo della Tecnomare (Venezia). È socio dell'Accademia Nazionale dei Licei e autore di numerose pubblicazioni, frutto della vasta esperienza acquisita nella ricerca geologica in Italia e all'estero.

PREMESSA:

Questo libro vuole fare il punto su alcuni problemi molto discussi, che vanno dall'origine dell'Universo all'attuale situazione dei continenti e dei mari sulla superficie terrestre. La materia è molto ampia; vi sono tuttavia alcuni punti che le moderne Scienze della Terra hanno sviluppato e che permettono di escludere o di avallare alcune ipotesi.
Queste ultime traggono origine da molte vie: la geografia, la storia, l'esoterismo, il misticismo e la semplice fantasia.
Molte ipotesi sono nate proprio dall'esoterismo che ha preso gli elementi della dottrina occulta orientale; è il caso, ad esempio, della cosmogonia o dei continenti scomparsi della Blavatsky di cui un tempo si avevano notizie nelle opere di Donnelly, Harris e Jacolliot. Qui la fantasia corre, mostrando un grande disprezzo, come si vedrà, per la logica e la realtà. L'evidenza materiale in questi casi lascia il posto al misticismo per cui si danno per scontate certe informazioni tramandateci, ma prive di ogni riscontro.

1. LA TEORIA DEL CATASTROFISMO:

Col termine di "catastrofismo" s'intende quell'indirizzo di idee che vedeva negli eventi eccezionali, appunto catastrofici, la causa dei cambiamenti avvenuti in passato sulla superficie della Terra.
Forse al catastrofismo hanno contribuito le osservazioni compiute su eventi naturali, come la scomparsa repentina di alcune forme viventi sulla scena della vita terrestre poi sostituite da altre. È il caso tipico dei Dinosauri, sul quale ritorneremo, scomparsi improvvisamente circa 60 milioni di anni fa, alla fine dell'Era Mesozoica. Tutti i fossili-guida, del resto, hanno qualcosa in comune. Per fossili-guida s'intendono quei fossili che in passato hanno avuto una grande estensione, ma una vita breve, tanto che Darwin disse "Certamente nessun fatto nel mondo è così sorprendente come lo sono stati i vasti e ripetuti annientamenti dei suoi abitanti".
Oggi, circa il 99% delle forme vissute sulla Terra sono estinte.
Verso la fine del Cambrico, nel Paleozoico, circa 500 milioni di anni fa, sparì dalla faccia della Terra più della metà delle forme animali allora viventi, tra cui numerose specie di Trilobiti. Sempre nel Paleozoico, e quindi alla fine del Devonico, circa 360 milioni di anni fa, scomparve il 30% della vita animale tra cui molti pesci primitivi.
Alla fine del Permico, circa 248 milioni di anni fa, vennero meno metà delle famiglie animali, tra cui il 75% di anfibi e l'80% dei rettili.
Al catastrofismo hanno concorso anche il diluvio e le varie leggende ad esso collegate. Cuvier, il fondatore nel secolo scorso dell'anatomia dei vertebrati, sia viventi che fossili, riteneva addirittura che a questa scomparsa improvvisa di forme animali e vegetali non seguisse sulla Terra un nuovo atto creativo, come si pensava allora, ma che la nuova vita non fosse altro che il prodotto di migrazione da parte di organismi viventi provenienti da altre aree del pianeta.
In sostanza, Cuvier, e quanti lo seguirono, detti anche catastrofisti, ritenevano che la Terra subisse periodicamente sussulti che distruggevano tutto in alcune aree dove poi migravano nuove forme a riportare la vita. L'improvviso era dominante e questo improvviso investiva tutto, anche la formazione delle catene montuose, prodotte per riduzione del raggio terrestre, a seguito di un raffreddamento del globo, teoria ripresa da Laplace.
Cuvier, in proposito, dice: "Innumerevoli esseri viventi furono spazzati via dalle catastrofi. Quelli che vivono in terre aride vennero sommersi dai diluvi. Altri che vivevano abitualmente in acqua perirono quando il fondale marino si sollevò subitaneamente, trasformandosi in terra arida; intere razze si estinsero lasciando semplici tracce della loro esistenza, oggi difficilmente riconoscibile anche da parte dei naturalisti."
La teoria delle catastrofi si conciliava del resto bene con la Bibbia dove la Genesi narra soltanto dell'ultima catastrofe, il Diluvio universale. Si tratta tuttavia di una catastrofe di portata limitata, poiché la Bibbia parla anche di chi, come Noè, seppe superarla.
Secondo Velikovsky (1950), ad esempio, un medico russo-israeliano e cosmologo dilettante, Giove a seguito di una collisione emise una cometa che viaggiando su orbita eccentrica, sfiorò la Terra circa nel 1600-1500 a.C. e causò una catastrofe mondiale, con terremoti, maremoti, vulcani, ecc. Questo evento viene ricordato, secondo l'Autore, dalla Bibbia con l'apertura del Mar Rosso, oltre che di altri cataclismi mitologici. Poi la cometa, sfiorata la Terra, divenne il pianeta Venere.
Si tratta di una teoria simile a quella del mitologo Carli che nel secolo scorso disse che Atlantide sprofondò perché colpita da una cometa databile addirittura al 4000 a.C.
Contro questo catastrofismo non tardò però a farsi strada la dottrina detta "uniformismo" o "attualismo". I primi fondamenti di questa dottrina si devono a Hutton (1785), ma il vero caposcuola degli attualisti è ritenuto Lyell (1797-1875) il quale, per suffragare la sua dottrina ha raccolto ed ordinato un vasto materiale sulla dinamica terrestre. Lyell in sostanza sostiene che le forze che attualmente agiscono sulla Terra erano presenti, con la stessa intensità, anche in passato per cui in questo passato noi troviamo gli stessi elementi di base. Un esempio? Possiamo, tra i tanti che stanno alla base della moderna paleogeografia (1), citare il caso di una scogliera corallina. Questa ora si sviluppa in particolari condizioni ambientali: il mare deve essere limpido, poco profondo, le acque calde, ossigenate e ricche di sali, la profondità modesta perché vi arrivi la luce. Oggi noi abbiamo ad esempio queste scogliere nel Mar Rosso e non nell'Adriatico, dove mancano alcuni dei caratteri sopraesposti. Ebbene, quando noi troviamo nelle rocce del passato depositi assimilabili a scogliere coralline riteniamo di individuare in esse gli stessi elementi che osserviamo ora, e cioè mare limpido, acque calde, ossigenate e ricche di sali, profondità modesta.
Questo è l'attualismo, che contrasta profondamente con il catastrofismo, anche se quest'ultimo è più allettante.
Nonostante ciò, gli attualisti per Parona (1920) si sono troppo innamorati della loro idea, tanto da spingerla alla formazione delle catene montuose, ritenute fino a pochi anni fa come il risultato di particolari "sussulti" della Terra. Ma su questo argomento ritorneremo.

Note:
1. La paleogeografia studia la geografia del passato. La più semplice carta paleogeografica è quella che si riferisce alla distribuzione dei continenti e dei mari in una data epoca geologica.

INDICE:

Premessa pag. 7

PARTE 1 - CATASTROFI E SCHERZI DELLA NATURA  
1. La teoria del catastrofismo pag. 11
2. Le calamità naturali pag. 15
3. I fossili pag. 19
    La documentazione del passato pag. 22
    Nascita di mostri e miti pag. 23

PARTE 2 - LE CONOSCENZE DEL PASSATO  
4. I ponti intercontinentali pag. 31
5. La teoria della deriva dei continenti pag. 35
6. Le teorie cosmogoniche pag. 37
    I primitivi pag. 37
    Gli Egizi pag. 39
    L'antica Mesopotamia pag. 40
    La cosmogonia iranica ed indiana pag. 42
    La cosmogonia cinese pag. 46
    Il mondo classico greco-romano pag. 47
    La cosmogonia europea: dalla scuola di Mileto a Copernico pag. 48
    La cosmogonia della Bibbia pag. 50
    La cosmogonia esoterica pag. 53
7. Continenti scomparsi ed altre terre antiche pag. 59
    Mu pag. 59
    Lemuria pag. 61
    Atlantide pag. 65
    Iperborea pag. 73
    Thule pag. 75
    Lyonesse pag. 76
    Antillia pag. 77
    Polarea pag. 78
    Pan pag. 78
    Eldorado pag. 78
    Altre terre scomparse pag. 80

PARTE 3 - LE CONOSCENZE ATTUALI  
8. Stato attuale delle conoscenze pag. 85
9. Neocatastrofismo pag. 87
10. Tempo geologico e tempo umano pag. 91
11. Origine dell'universo pag. 95
      Sistema solare e Terra pag. 96
      Spazio interstellare e comete pag. 104
      L'atmosfera terrestre primordiale pag. 106
12. Origine della vita pag. 109
13. La tettonica a zolle ed a placche pag. 115
      L'espansione dei fondi oceanici pag. 120
      L'origine delle catene montuose pag. 122
14. Datazioni pag. 129
15. Neotettonica pag. 139
16. Paleogeografia e Geologia Storica pag. 145
17. Cenni sull'origine dell'uomo pag. 153

PARTE 4  
Considerazioni conclusive pag. 161
Bibliografia pag. 165

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