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L'ONDA DI VITA NELL'ARMONIA DEL COSMO
Dalla cellula alla galassia, dagli atomi alle stelle l'onda di vita risuona nell'armonia dei mondi


 
di Carlo Splendore
Tecnipress - IIa Edizione ampliata e aggiornata
pagg. 288 - illustrazioni nel testo - € 14,00
Per ordinare: splendorec@libero.it

 

L'ARGOMENTO:

L'onda di vita nell'armonia del cosmo La Legge dell'Ottava lega gli atomi alle stelle, le cellule alle galassie, così che l'Onda di Vita risuona nell'Universo in un'armonia divina, in una sinfonia cosmica che Pitagora chiamò: "la Musica delle Sfere".

In questi ultimi anni ha acquistato grande importanza ed attualità lo studio dei rapporti tra l'Uomo e il Cosmo e si è trovato che esiste un profondo legame tra il microcosmo e il macrocosmo.
In questo interessante volume l'Autore, mediante l'applicazione della Legge dell'Ottava ai processi di sviluppo dei viventi, trova sorprendenti correlazioni con fenomeni di portata cosmica, insospettati rapporti che collegano l'Uomo e l'ambiente in cui vive, con grandezze di carattere astronomico. Sulla base della legge delle affinità e delle corrispondenze l'Autore propone una nuova via verso una più ampia comprensione delle forze misteriose che forgiano la Vita.
li Mondo è un organismo vivente e l'Uomo, quale microcosmo, è regolato dalle stesse Leggi che governano i mondi a lui visibili e quelli invisibili. Egli stesso, infatti, è costituito da un corpo fisico denso e dai cosiddetti "corpi sottili", i quali avrebbero la funzione di convogliare forze di ordine iperfisico, mediante le quali l'Uomo sarebbe in grado di ampliare la propria coscienza ed entrare in contatto con le forme di Vita che non sono alla portata dei nostri sensi ordinari.
Tutto in Natura sembra essere ritmato da un'Onda di Vita, quella stessa che ordina gli elementi chimici in serie di ottave, o scandisce la crescita degli organismi viventi, o raggruppa, sempre in ottave, le varie fasi dei processi tecnologici "inventati" dall'uomo.
Ed è così che l'Autore riscopre, in chiave moderna, l'antico principio della "musica delle sfere", enunciato da Pitagora e giunto fino a noi attraverso una ininterrotta tradizione esoterica di antiche Scuole di Saggezza.

*   *   *

In questo libro ho raccolto i risultati delle mie ricerche aventi come obiettivo lo studio della correlazione tra l'Uomo e il Cosmo. Ho seguito gli insegnamenti di Gurdijeff, di Steiner e di altri moderni autori delle più recenti ricerche nel campo della Scienza dello Spirito (Ubaldi, Hauschka, Leadbeater, Wachsmuth, ecc.).
Non mi è stato difficile pervenire al primo risultato incoraggiante: mi è bastato applicare lo schema del Settenario alle funzioni vitali del corpo umano per trovare una costante di significato cosmico. Come meglio dir&ogave; in seguito, l'uomo inteso come organismo che elabora energie di natura fisica, psichica e mentale è un risuonatore cosmico e la sua costante è 26.000.Questo è un numero che ci richiama subito alla mente il numero degli anni solari di cui si compone l'anno platonico.
E qui mi riallaccio agli insegnamenti di Rudolf Steiner il quale ricollega all'anno platonico il ritmo della respirazione dell'uomo e del macrocosmo e la stessa durata media della vita umana. Ma Steiner mette in luce anche un'altra correlazione, quella tra il periodo della nutazione di 18,6 anni e l'arco della vita dell'uomo che sembra cadenzato da questo valore.
Seguendo questa traccia ho trovato altre conferme, soprattutto in corrispondenza con tutti gli eventi che riguardano il concepimento, la gravidanza e il periodo di fertilità della donna. In particolare ho trovato che il rapporto tra la maturazione dell'apparato riproduttivo femminile e il tempo della gravidanza è proprio uguale a 18/19. Lo stesso rapporto lo ritroviamo fra la durata della gestazione e quella della maturazione dell'ovulo.
Inoltre la respirazione e il battito cardiaco sono proporzionali al ritmo dell'onda di marea secondo un sottomultiplo e un multiplo degli anni solari contenuti nell'anno platonico. Esiste cioé una risonanza tra queste nostre funzioni vitali e il "respiro" del pianeta Terra.
Con la lettura di questo libro, il lettore lascia alle sue spalle il mondo delle apparenze mutevoli e ingannevoli e fa il suo ingresso nel mondo delle potenze stabili ed eterne.
È' un libro accessibile anche ai non iniziati i quali riusciranno a penetrare nel mondo di una Scienza illuminata dallo Spirito, che risolve la tradizionale antitesi tra l'esperienza scientifica moderna e quella mistica, perché le scoperte dell'una valgono per l'altra ed entrambe s'integrano e riscoprono Dio nell'armonia del Creato.

Carlo Splendore


Carlo Splendore è nato a Velletri (Roma) nel 1922. Ingegnere industriale meccanico, ricercatore, pubblicista e docente di materie tecniche, vive a Roma ove opera nel campo dello studio e della ricerca dei fenomeni della "scienza di frontiera" e collabora con periodici specializzati, italiani e stranieri.

Dello stesso Autore e sullo stesso argomento: "Come in basso così in alto...", libro consultabile e prelevabile gratuitamente in Nonsoloufo.

PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE:

di Dario Schena Sterza
Coordinatore deII'InternationaI Committe of the IntegraI Science
Roma, Gennaio 1987

Questo libro si distingue dai molti che hanno trattato il tema delle leggi armoniche del creato.
Infatti, ad un attento esame della bibliografia esaminata dall'autore e ancor più di quella a mia conoscenza sull'argomento, il "meccanismo dell'ottava", ossia la legge del "settenario", che lega tutta la "meccanica cosmica", non sembra sia mai stato discusso con tanta acuità e vasta prospettiva.
Il tema in passato è stato oggetto di studi esoterici filosofici, ma molto spesso in termini vaghi, generalizzati o frammentari. Non mi risulta che siano stati fatti studi fisico matematici specifici, almeno dal tempo di Galilei ad oggi.
Ovviamente, mi riferisco non alle leggi matematiche relative alla fisica delle vibrazioni, ma più specificatamente ai "fenomeni di biforcazione", intervenenti nelle fasi di crisi che la "scala naturale" delle frequenze ha in se medesima.
L'autore, infatti, spiega, con dovizia di particolari, le analogie della sequenza dello sviluppo della scala musicale in un numero cospicuo di casi, inclusi quelli tecnologici.
Ebbene, è proprio la cibernetica associata alla informatica che è in grado di studiare questa fenomenologia di crisi e di biforcazione. Anzi il termine "biforcazione" che apre alle ottave laterali - come dice l'autore - è un termine cibernetico fondamentale, perché si basa sulla legge di "indeterminazione". Infatti, nella attuale "teoria dei sistemi", che deve servire come base alla nuova epistemologia dei sistemi, sta il segreto nell'accordo tra determinismo e indeterminismo, rivelatore dei "gradi di libertà" concessi, pur nella rigida legge gerarchica che crea le condizioni della manifestazione vitale.
Come fisico cibernetico, posso dire che la lettura di questo libro mi è stata preziosissima, in quanto nello sviluppo del mio pensiero inerente al "Trialismo Integralista", le considerazioni sulla legge dell'ottava sono estremamente importanti. D'altronde credo di essere nelle condizioni di potere valutare questo lavoro meglio di altri, non solo per la mia formazione scientifico spiritualista, ma anche perché più di trent'anni fa scrissi un libro sui "ritmi cosmici". Furono i miei interessi filosofici, specificatamente esoterici, ad indurmi allo studio delle scienze di frontiera, come la parapsicologia e la tanto contestata astrologia. Fu sempre mia intenzione far rilevare, nell'ambito della scienza, l'importanza del "ritmo cosmico". Fin da allora cercavo di introdurre la "psicobio-fisica" in accordo con il ritmo delle leggi universali del sistema planetario. Cercavo di chiarire la differenza che intercorreva tra una scienza fisica su basi statistiche, (che andava fondando una nuova disciplina: la cronobiologia, alla quale se ne affiancava un'altra ben significativa: la cronogenetica) e l'antica astrologia, tanto oltraggiata da chi ne fa commercio.
L'autore si trova allineato alle mie stesse posizioni, che peraltro furono quelle di Karl Gustav Jung.
Se molti scienziati leggessero la "sincronicità" di Jung, nata dalla collaborazione con il grande fisico Pauli all'Università di Princeton, probabilmente muterebbero parere su questo tema. Del resto, come non riconoscere la grande influenza che sta manifestando nel mondo la Scuola Gnostica di Princeton? Anche l'autore sembra sia stato affascinato da questa corrente neo-platonica, perché i suoi pensieri confluiscono tutti in quella direzione. Non potrebbe essere altrimenti, perché la legge dell'ottava ha i suoi primi grandi Maestri proprio in Platone e Pitagora.
Altre grandi menti hanno intravisto in questa legge il segreto della creazione: Goethe, Steiner, Ouspensky. In tempi recenti un cosmobiologo astrologo: Krafft, autore di un'opera in sei volumi "Astrobiology". Ricordo anche l'affascinante libro di un altro ingegnere francese: Don Neroman, che scrisse la "Musique, clef du monde", in cui egli riproponeva la concezione delle armonie celesti, associata alla struttura degli "archetipi", secondo Platone.
L'autore ha sviluppato una tematica vastissima che può servire come struttura di base per una ulteriore ricerca in termini di scienza contemporanea. Oggi infatti constatiamo che, sempre più, scienziati aperti alle antiche e pur nuove idee sono indotti a meditare sulla sapienza antica, riconoscendo le leggi dell'"eterno ritorno". Ebbene, l'autore, formato alle discipline ingegneristiche del tempo moderno, pensa e scrive con saggezza antica. La sua analisi del "settenario" dell'evoluzione cosmica, con la corretta interpretazione numerologica e il confronto con le fasi omologhe fra il DO della cellula e il DO della galassia, risponde a una verità incontrovertibile.
Infatti noi ci troviamo in un "universo antropico" in una posizione centrale, che io affermo non essere solo di osservatore, ma anche di coocreatore e, ahimé! di coodistruttore! È vero, noi siamo parte integrante di un organismo immenso e come noi abbiamo intimamente un microcosmo in cui avvengono cose straordinarie, così noi facciamo pure parte di un macrocosmo, in cui si manifestano altrettante cose meravigliose. Universi dentro universi, una serie infinita di universi, legati dalla legge cosmica del pensiero, unica realtà imperante in un universo intelligente che deve divenire sempre più intelligente.
La scala dell'"ottava" coi suoi cinque toni e due semitoni è una realtà cosmico matematica intuita e pensata fin dalla più remota civiltà. È importante in fisica, perché la stessa scala degli elementi scoperta da Mendeleev, si basa proprio sulla legge dell'"ottava". Infatti è ben noto che gli elementi si ripetono a intervalli fissi, alla cadenza di ogni otto elementi. Tutto ciò è legato al numero atomico. Molti nuovi elementi furono scoperti proprio utilizzando il criterio della scala periodica che il grande chimico russo aveva scoperto. Non è forse questo un esempio della struttura armonica del creato?
La creazione nasce dal Logos, ossia dal Verbo e questi si manifesta nella luce.
l fisicalisti parlano di Big Bang in termini eminentemente materialistici, come se la creazione dipendesse dal caso. Ma chi vuole avere una giusta ispirazione deve analizzare comparativamente le varie cosmogonie e trovare in esse le reiterate coincidenze di pensiero, in tempi e luoghi diversi. E del resto, che tutto sia legato da leggi armoniche è provato anche dagli esperimenti fisici fatti con le figure di Lissajous e di Chladni, ben descritte dall'autore.
È indubbio che fin dalla nascita dell'Universo esisteva una legge che trasformava il pensiero in atto e questi in forma. Ogni vibrazione ha una sua forma e una sua simmetria.
L'Universo è dialettico ed è nato dalla luce coi suoi fotoni e antifotoni, rappresentando l'eterno ciclo dei contrari, del positivo e del negativo, dello Ying e Yang, della materia e dell'antimateria. Però, la legge binaria obbliga necessariamente a un rapporto armonico che, come si vede è soggetto alle sue crisi.
lo sono un estimatore del grande fisico filosofo Jean Charon che tratta la realtà dei "buchi neri", ossia delle stelle morenti e ormai invisibili e dei "microbuchi neri" ossia gli elettroni, pure invisibili, ma portatori dello spirito del creatore. Charon non ha trattato il tema della struttura armonica del creato, ma io vedo una grande analogia con il pensiero dell'autore, perché il rapporto tra cellula e galassia è analogo al rapporto stella e elettrone.
C'è però una questione che, generalmente, gli studiosi di questa affascinante problematica, dimenticano. Sembrerebbe che tutto il creato sia una immensa e perfetta armonia e che noi uomini che osserviamo e partecipiamo a questo creato siamo destinati ad evolverci e perfezionarci nella totalità man mano che la nostra intelligenza cresce, mentre cresce l'intelligenza della creazione.
In verità ci si dimentica delle leggi del male e del bene. In mezzo a tanta armonia, nella stessa natura, si manifesta tanta disarmonia. Le sfere celesti girano in perfetta regolarità e ritmo, ma il nostro Universo è teatro di infiniti drammi distruttivi: collisioni fra pianeti e meteoriti, enormi convulsioni telluriche, buchi neri in cui scompare tutta la materia e così via.
C'è una realtà entropica, mirata al disordine che sembra avere il sopravvento a lungo termine. Del resto questo Universo dovrebbe scomparire in un enorme buco nero nel giro di cento miliardi di anni...
Nel nostro stesso "microcosmo", ossia nelle stesse nostre cellule dove si manifestano armonie meravigliose, non avvengono anche fatti catastrofici? La malattia non è forse un evento disarmonico? In fondo non ci sono cellule che costruiscono e cellule che distruggono? I processi entropici e neg-entropici sono il sale della vita. La vita è una manifestazione locale neg-entropica della più grande entropia in atto. Ciò si manifesta nella realtà fisica e nella realtà psichica. La lotta tra il bene e il male è eterna e necessaria. Senza le opposte tendenze non sarebbe possibile definire il bene, come non si potrebbe definire la luce.
Quale dunque la lezione che devono apprendere gli umani da tutto ciò?
A me sembra logico: la liberazione dal gioco antagonistico. Ma questa è l'interpretazione del Buddismo. Tuttavia, anche accettando l'escatologia cattolica, alla fine dovremmo giungere alle stesse conclusioni, perché alla fine dei tempi, l'uomo dovrebbe rinascere in una Umanità diversa e perfetta, ossia nell'annullamento della legge dei contrari.
Ma il tema è immenso e comporterebbe una trattazione enorme. L'autore non poteva, naturalmente, affrontare questioni scientifico-filosofiche particolarmente impegnative, né addentrarsi nei particolari, proprio per ragioni di spazio editoriale e di necessaria volgarizzazione. Ma io ritengo che l'essenziale sia stato proposto e che questo sia un libro da leggere e meditare, perché apre ad un numero grandioso di problematiche, che certamente saranno oggetto, in futuro, di vaste discussioni da parte dei cultori delle scienze di frontiera.

PREFAZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE:

di Giuseppe Arcidiacono
Titolare della Cattedra di Meccanica Superiore all'Università di Perugia
Roma, Ottobre 1988

In questi ultimi anni ha acquistato grande importanza ed attualità lo studio dei rapporti tra l'Uomo ed il Cosmo e si è trovato che esiste un profondo legame tra il microcosmo e il macrocosmo. Inoltre, l'evoluzione cosmica è intimamente connessa alla evoluzione biologica ed alla comparsa dell'Uomo in grado di comprendere il cosmo. Ed infatti l'esistenza dei viventi dipende da tutta una serie di straordinarie coincidenze difficilmente spiegabili senza ammettere una Intelligenza che regola i fenomeni. Viene allora enunciato il "Principio Antropico" in base al quale l'evoluzione cosmica è finalizzata alla comparsa della Vita e dell'Uomo.
Recentemente (marzo 1986) si è svolto alla Fondazione Cini di Venezia un Colloquio Internazionale su "La scienza di fronte ai confini della conoscenza", a conclusione del quale un gruppo di famosi scienziati ha firmato una "dichiarazione comune". In essa veniva affermato esplicitamente che la natura del reale non è solo quantitativa, ma anche qualitativa e che l'Uomo non è separato dal Cosmo.
È quindi urgente una ricerca pluridisciplinare ed uno scambio dinamico tra scienze esatte e scienze umane e tra scienza e tradizione. Solo così possiamo opporci alla disintegrazione delle scienze in parti sempre più specializzate ed incomunicabili e giungere ad una loro integrazione, cioè ad una scienza "olistica" in cui l'eterogeneità e la diversità coesistono con l'unità dei sistemi in interazione.
In questo interessante volume l'Autore, utilizzando le leggi dell'ottava ed applicando le ai processi di sviluppo dei viventi, trova dei nuovi legami tra l'Uomo, l'ambiente in cui vive e le caratteristiche del sistema planetario, in accordo con il principio Antropico. Si vede così che l'Uomo non è estraneo al Cosmo (perché nato dal Caso) - come sostengono alcuni - ma fa parte di un organismo di dimensione planetaria ed i ritmi delle sue funzioni vitali sono in rapporto tra loro, secondo costanti universali.
Ne segue che il mondo è assimilabile ad un organismo vivente e che l'uomo è un microcosmo regolato dalle stesse leggi che governano il Cosmo.
Viene così ritrovato in chiave moderna l'antico principio pitagorico dell'armonia cosmica.
In accordo con le più recenti ricerche cosmologiche, l'Uomo viene così riportato al suo ruolo centrale nella economia del cosmo, che gli era stato per lungo tempo negato.
Possiamo allora costruire una scienza a misura umana, che rispetti i delicati equilibri della natura e sia capace di affrontare su nuove basi, in accordo con le antiche tradizioni, i gravi problemi che si pongono all'Umanità alle soglie del terzo millennio.

AL LETTORE:

"L'ultimo passo della ragione è di riconoscere che vi sono un'infinità di cose che la sorpassano."

Pascal, "Pensieri"

Caro Lettore, mi rivolgo a te come ad un compagno di viaggio, perché quello che stai per intraprendere con la lettura di questo libro è in realtà un viaggio.
Siamo insieme su questa maestosa nave spaziale che sfreccia nello spazio, come un bolide silenzioso, alla velocità rispettabile di circa 120.000 km/ora in direzione della costellazione boreale della Lira. Ma il nostro sarà un viaggio singolare.
Esso ci porterà a conoscere un po' più da vicino certi strani collegamenti, ci renderà edotti di correlazioni tra il piccolo mondo che portiamo con noi, quello più grande che ci ospita e quello immenso che ci osserva da lontananze abissali: l'Uomo. la Terra, il Cosmo.
Non temere, non sarà nulla di impegnativo, nulla di eccessivamente serio. È un viaggio di piacere, perché la conoscenza è diletto, senza pretese, alla buona. Sarà un po' come fare un sogno: in parte fantasia, in parte realtà. Non abbiamo un itinerario prestabilito. Non possiamo dire di affidarci al caso perché non crediamo al caso. Ci affidiamo piuttosto al nostro buon senso di orientamento e cominceremo col guardarci intorno.
E allora ci accorgeremo che tutto ciò che ci circonda è un'armonia.
Ma noi siamo sordi a questa musica che ci giunge sotto varie forme. La Vita è una sinfonia che si manifesta a noi in vari modi: noi cercheremo di coglierne alcuni.
Inizieremo il nostro viaggio scevri da condizionamenti e da preconcetti, pronti ad accettare il nuovo, salvo poi a sottoporlo a verifica, senza facili entusiasmi, ma senza paure o diffidenze.
Esploreremo insieme regioni sconosciute, attraverseremo territori noti ma ci sembrerà di vederli con occhi nuovi e ci accorgeremo con stupore di avere la sensazione di non esserci mai allontanati da casa nostra. E questo perché l'Uomo, la Terra e il Cosmo sono in fondo la stessa cosa: sono casa nostra! E questo è il motivo per cui mi sono preso l'ardire di darti del tu.
Al termine del nostro viaggio ci sentiremo meno soli, perché avremo lasciato alle nostre spalle una fitta rete di rapporti che sarà come una trama di fili tesi tra noi e le creature che ci circondano, visibili è invisibili.

L'Autore

PARTE I - LA LEGGE DELL'OTTAVA:

Tutto si muove, tutto cambia, si sviluppa o degenera, si rinforza o s'indebolisce, sotto l'azione di forze che mutano in modo discontinuo la loro intensità e la loro direzione.

"Tutte le cose conosciute si fondano sul numero,
poiché esso è tale che senza di esso
nulla potremmo né pensare né conoscere.
La natura del numero e dell'armonia
non ammettono alcun inganno
perché l'inganno non è loro proprio.
La natura dell'indeterminato e dell'impensabile
e dell'irrazionale porta l'inganno e l'invidia."

Filolao, "Frammenti"

Secondo un'antica conoscenza gli eventi procedono in base alla legge del Sette, o legge dell'Ottava.
Stando a questa legge, tutto nell'Universo si muove perché riceve un impulso che si propaga per onde in modo discontinuo. Esso infatti non si mantiene costante, ma muta, ad intervalli diseguali, d'intensità e di direzione.
Per comprendere bene il significato di questa legge, dobbiamo tenere presente che, secondo questa antica dottrina, tutto l'Universo è pervaso da vibrazioni che si propagano in ogni tipo di materia, dalla più sottile alla più grossolana, e in tutte le direzioni. Possiamo anzi dire che, l'Universo stesso consiste in vibrazioni.
Si definisce "ottava" il periodo compreso tra una data frequenza e il doppio, o la metà, di detta frequenza.
Esistono due tipi di ottave: discendenti e ascendenti. Tutti i tipi di creazione si sviluppano in ottave discendenti, in cui l'idea originaria si traduce in un progetto dettagliato passando attraverso stadi caratterizzati dalla crescente complessità, varietà, molteplicità, degradazione Le ottave ascendenti costituiscono un riflusso di energia da materia grezza a prodotto raffinato, dall'informe al formato, dal generico al determinato, cosicché la linea di evoluzione si oppone a quella di creazione e si integra con essa.
Un'ottava ascendente è compresa tra un certo numero di vibrazioni nell'unità di tempo (frequenza) e il doppio di quel numero.
In due punti ben determinati dell'ottava, l'energia che si propaga nello spazio e nel tempo subisce un indebolimento perché in questi due punti diminuisce l'incremento della frequenza. Se in questi punti di crisi non interviene un apporto esterno di energia, l'ottava cambia direzione o cambia natura.
È questo il principio della discontinuità delle vibrazioni.
Dopo il primo rallentamento temporaneo, le vibrazioni riprendono ad aumentare (nel caso delle ottave ascendenti) con l'incremento che avevano prima, fino ad un nuovo affievolimento dell'energia.
I periodi durante i quali le vibrazioni aumentano in modo costante non sono uguali e i brevi periodi di rallentamento del tasso vibratorio non sono disposti in modo simmetrico entro l'ottava.
Questa legge è più evidente nei processi di trasformazione, sia nell'ambito dei fenomeni fisici, sia in quello delle attività umane.
Quando un solido, a seguito di somministrazione di calore, passa prima allo stato fuso e poi a quello di vapore, attraversa due fasi durante le quali la temperatura rimane costante. Noi continuiamo sempre a fornire calore, ma durante i due cambiamenti di stato il calore viene utilizzato unicamente per la disgregazione delle molecole, cosicché all'esterno il termometro non segna alcun innalzamento termico.

[Andamento della temperatura (°C) in funzione del tempo durante il riscaldamento dell'acqua alla pressione atmosferica]

Figura 1: Andamento della temperatura (°C) in funzione del tempo durante il riscaldamento dell'acqua alla pressione atmosferica.
F F': fusione del ghiaccio; L: fase liquida; E' E": vaporizzazione; V: fase vapore


È il cosiddetto calore latente di fusione e di vaporizzazione. La linea di sviluppo dell'intero processo non è continua ma segue un diagramma a gradini: ai periodi di aumento della temperatura seguono due periodi di stasi. Perché la temperatura possa fare un nuovo balzo è necessario un accumulo di energia. Se questa non viene fornita prontamente nella giusta quantità, il processo si arresta.
Un pendolo semplice, scostato dalla posizione verticale, ricade per effetto del suo peso, raggiunge la posizione di equilibrio e, per inerzia, risale. Consumata tutta l'energia acquistata durante la discesa, il pendolo si ferma e inizia il moto di ritorno: si ha così una serie di oscillazioni che le inevitabili resistenze passive vanno a poco a poco smorzando.

[In una situazione reale l'ampiezza delle oscillazioni del pendolo diminuisce fino ad annullarsi]

Figura 2: Oscillazioni smorzate.
In una situazione reale l'ampiezza delle oscillazioni del pendolo diminuisce fino ad annullarsi.
I due semiperiodi sono disuguali (a).
Lo stesso avviene per le onde circolari generate da un sasso gettato nell'acqua tranquilla (b).


Sotto l'azione di una forza che varia d'intensità e di direzione il pendolo dapprima accelera e poi ritarda fino a fermarsi. Raggiunto il massimo scostamento dalla posizione di equilibrio il moto riprende con la stessa legge, ma in direzione opposta, senza però tornare esattamente nella posizione di partenza: l'oscillazione di ritorno è meno ampia di quella di andata e il grafico che la rappresenta è una figura asimmetrica.
Siamo di fronte ad un moto intermittente, nel quale il moto e la quiete si alternano ad intervalli regolari ma non uguali, agli incrementi seguono le diminuzioni, alle salite le discese, allo "sviluppo" segue prima l'arresto poi il regresso.
È lo stesso tipo di moto di cui è animata una corda armonica posta in vibrazione. Se queste vibrazioni sono più di 16 e meno di 20.000 al secondo noi abbiamo la sensazione di suono.
Se volessimo ottenere oscillazioni di ampiezza costante dovremmo agire sul pendolo dall'esterno con un impulso, una spinta esercitata al momento giusto, nel punto più appropriato della sua traiettoria. La forza aggiunta deve essere d'intensità e di durata adatte ed in fase col moto.
Il pendolo (o una molla) che oscilla e le corde di una chitarra che vibrano sono esempi dello stesso tipo di moto. Ma con la stessa legge si generano e si propagano le onde elettromagnetiche, e quindi la luce. Tutti questi fenomeni vibratori hanno in comune quei principi che abbiamo visto a proposito della legge dell'ottava e cioè: il principio della discontinuità delle vibrazioni, della deviazione delle forze e quello dell'inevitabilità dell'alternarsi delle crescite alle decrescite (vedi anche a pag. 246).
Lo stesso fenomeno possiamo osservare in ogni campo dell'attività umana, sia nella vita individuale che in quella sociale.
Nulla resta al medesimo livello. Noi non siamo sempre in grado di distinguere la salita dalla discesa, né di scorgere ciò che avviene dentro di noi, per un difetto di prospettiva.
Nello sviluppo di ogni ottava si verificano delle fluttuazioni periodiche. In ogni manifestazione della nostra vita notiamo che tutto evolve perché muta secondo questa legge cosmica della inevitabilità sia della salita che della discesa. "Vi sono nell'uomo forse centinaia di pendoli in movimento. Queste salite e queste discese, queste fluttuazioni dei nostri umori, dei nostri pensieri, sentimenti, energie, determinazioni, corrispondono sia ai periodi di sviluppo delle forze da un intervallo all'altro, sia agli intervalli stessi." (P.D. Ouspensky - "Frammenti di un insegnamento sconosciuto"). (1)
Fatta eccezione per pochi casi del tutto accidentali, la linea di sviluppo dell'ottava di solito non è retta.
Ne consegue che la nostra azione non è libera in assoluto, pur essendo libera la volontà di azione. La nostra libertà di azione è tanto limitata che resta in noi quasi allo stato potenziale. Il nostro diritto è limitato dal diritto degli altri. La nostra azione è limitata e condizionata dalla reazione, dalla opposizione di tutte le "volontà" d'azione di tutti gli esseri che ci circondano. Una pietra che ci fa inciampare e cadere, la spina che ci trattiene, l'automobile che ci travolge allorché attraversiamo la strada, sono esempi di ostacoli che fanno deviare la linea di sviluppo dell'ottava dalla direzione originaria. Effettivamente noi vogliamo sempre compiere un atto, ma non sempre possiamo eseguirlo. Poi c'è la volontà opposta (cieca o cosciente) degli uomini, che non invalida tuttavia il principio-volontà che è in noi. Appena è lanciata nell'ambiente vibratorio che ci circonda e ci stringe da ogni parte, la nostra azione non è immediatamente più libera perché viene ostacolata e deviata dalla resistenza o dalla maggiore o minore conformità di direzione degli atti di tutti gli altri esseri componenti questo complesso ambiente multivibratorio che è la Vita.
La legge dell'ottava spiega perché in natura nulla si svolge in linea retta. Nel pensare e nell'agire tutto accade, di solito, in modo diverso da come vorremmo, anzi spesso in modo contrario.
Nel Punto in cui l'onda rallenta la sua frequenza avviene una deviazione dalla direzione originaria. Le deviazioni si sommano e la linea di sviluppo dell'ottava, ripiegandosi su se stessa, può giungere fino ad invertire il senso di propagazione e a chiudersi in cerchio.
Noi avremo la sensazione di avere sempre proseguito nella stessa direzione, in realtà siamo tornati al punto di partenza. Lo slancio iniziale dopo qualche tempo s'indebolisce, interviene un periodo di sfiducia e/o di stanchezza. Poi l'entusiasmo riprende ancora per un po' per poi subire un ulteriore calo in corrispondenza del successivo punto critico.
Se qui non interviene tempestivamente uno stimolo addizionale di adeguata intensità, l'ottava abortisce e si può ridurre ad una terna.
Tuttavia può accadere di osservare in natura uno sviluppo corretto e costante dell'ottava.
Anche nei vari campi dell'attività umana, in qualche caso, è possibile imbattersi in ottave che evolvono liberamente, senza interruzioni né deviazioni. Questa rara eventualità sarebbe dovuta allo choc aggiuntivo, indotto in una data ottava, da altre ottave che con essa sì incrociano nei punti di crisi e ne colmano gli intervalli e il deficit di frequenza vibratoria. Questo accidente può prendere il posto di una ferma volontà, di una precisa intenzione e di una attività costante.
"...Ma queste linee di sviluppo di forze che sono raddrizzate accidentalmente e che l'uomo può qualche volta vedere, o supporre, o sperare, mantengono in lui, più di ogni altra cosa, l'illusione della 'linea retta'. In altri termini, crediamo che le linee rette siano la regola e che le linee spezzate e interrotte siano l'eccezione." (2)

Note:
1. Peter Damianovich Ouspensky (Mosca 1878 - Londra 1947). Autore di "La Quarta Via" (1909), "Terzium Organum" (1912) e di "Un nuovo modello di universo" (1914). Nel 1915 conobbe George Ivanovich Gurdjieff, enigmatica figura di mistico originario del Caucaso, il quale gli rivelò un vasto sistema di conoscenze su L'Uomo e su l'Universo. Ne divenne il discepolo e fu il principale interprete e il divulgatore delle dottrine del suo maestro. In "Frammenti di un insegnamento sconosciuto" espone gli insegnamenti orali ricevuti da Gurdjieff e le esperienze vissute in otto anni di vita al suo seguito. Tutta la sua opera è un tentativo di sintesi delle leggi che governano l'Uomo e il Cosmo, un compendio di antiche dottrine, dalle più remote tradizioni esoteriche del medio ed estremo oriente a quelle del neo-pitagorismo rinascimentale, custodite ed assimilate dalla civiltà cristiano-islamica.
2. Peter Damianovich Ouspensky: Op. cit.

INDICE:

Parte I
LA LEGGE DELL'OTTAVA
Prefazione alla I edizione (1987) pag. 9
Prefazione alla II edizione (1988) pag. 15
Al Lettore pag. 17
La Legge dell'Ottava pag. 21
La scala musicale pag. 27
Processi creativi pag. 29
Lo schema a cascata pag. 31
La catena del cibo pag. 34
Ottava fondamentale e ottave laterali pag. 38
Il processo di crescita della pianta pag. 42
Alcuni enigmi delle piante - La chiave perduta pag. 46
Le piante e la musica pag. 50
Le piante hanno un'anima? pag. 54
Comunicazioni interstellari pag. 60
Le forze plasmatrici della materia pag. 62
I processi tecnologici e l'asimmetria dei cicli naturali pag. 66
Ottava della fabbricazione del pane pag. 69

Parte II
IL MICROCOSMO UOMO
L'UOMO - LA VITA - IL COSMO
Il Settenario pag. 75
Il settenario delle funzioni vitali del corpo umano pag. 78
Le funzioni vitali del corpo umano si corrispondono secondo una costante cosmica  
pag. 80
L'anno platonico pag. 82
L'uomo quale microcosmo pag. 86
"Fa parte della tua salute, o uomo, seguire il cammino del Sole..." pag. 89
Corrispondenza tra ovocellula e feto pag. 91
Cervello e autocoscienza pag. 95
Una "coincidenza significativa" pag. 97
I nodi lunari e il loro simbolismo pag. 99
Le conoscenze iniziatiche degli antichi uomini pag. 102
Risonanza planetaria pag. 107
Interazione Sole-pianeti pag. 110
Maree, respirazione e ritmo cardiaco pag. 112
Risonanza planetaria e codice genetico pag. 114
L'astrobiologia e il controllo delle nascite pag. 117
La precessione degli equinozi e l'avvicendarsi dei cicli di civiltà pag. 120
Tre finestre su cosmo pag. 127
L'invisibile energia radiante degli organismi viventi pag. 131
Il ponte tra funzione organica e percezione sensoriale pag. 132
Il sistema endocrino e i centri vitali del corpo eterico pag. 134
Il corpo vitale è un aggregato di ioni? pag. 136
Nel Microcosmo-Uomo l'Io gioca il ruolo del Sole pag. 140
Ciclo evolutivo dell'essere umano completo dei suoi costituenti pag. 144
Sulla soglia del mondo astrale pag. 146
La Vita si sottrae alle leggi fisiche proprie della materia inanimata pag. 154
La digestione è un processo di spiritualizzazione della materia pag. 156
Ottava del cibo pag. 160
Esame comparativo dell'ottava del Pane e di quella del Cibo pag. 163
Ottave di trasformazione Frumento[freccia a destra]Pane e Pane[freccia a destra]Uomo-Spirito pag. 167
Il Pane e il Vino simboli del Corpo e del Sangue pag. 171

Parte III
LA TERRA NELL'ARMONIA DEL COSMO
Il Sole e le altre forze cosmiche regolano i fenomeni vitali sulla Terra pag. 179
I cicli cosmici e la crescita dei germogli pag. 183
L'iperspazio e la rigenerazione della materia pag. 188
Il pianeta speculare pag. 193
I numeri figurati pag. 201
La serie triangolare pag. 202
La tetractis è simbolo dell'ordine cosmico pag. 208
Le tre regioni del piano della creazione pag. 212
L'impronta del Fuoco nella struttura della materia pag. 214
Involuzione ed evoluzione pag. 218
La Legge ciclica dell'Evoluzione pag. 221
Il ciclo delle rocce pag. 225
La legge ciclica e lo sviluppo della coscienza pag. 227
L'evoluzione delle forme biologiche pag. 231
Il Settenario dell'evoluzione cosmica pag. 244
L'Uomo segna il confine tra due mondi pag. 251
La similitudine della forma pag. 255
La corrispondenza tra Cellula e Galassia pag. 257
Il principio antropico pag. 266

INDICE DELLE TAVOLE
Tav. I - Utilizzazione dell'energia potenziale in più salti pag. 32
Tav. II - "Armonia delle piante" pag. 52-53
Tav. III - Sistemazione di prova per rivelare la risposta emozionale della pianta (effetto Backster)  
pag. 56-57
Tav. IV - Moto di precessione degli equinozi pag. 83
Tav. V - La nutazione pag. 85
Tav. VI - Corrispondenza tra i pianeti e le varie parti del corpo umano pag. 106
Tav. VII - Il moto di precessione degli equinozi e l'avvicendarsi delle civiltà pag. 122
Tav. VIII - Materia fisica e materia astrale pag. 149
Tav. IX - Ottave di trasformazione Frumento[freccia a destra]Pane e del Pane[freccia a destra]Uomo-Spirito  
pag. 170
Tav. X - Crescita di semi in germoglio in funzione di ritmi lunari pag. 185
Tav. XI - Crescita di semi in germoglio in funzione di ritmi solari e di ritmi di ordine superiore  
pag. 186-187
Tav. XII - L'atomo fisico ultimo pag. 192
Tav. XIII - Corrispondenza tra la costellazione della Vergine e la dislocazione delle cattedrali gotiche  
pag. 197
Tav. XIV - Dislocazione simmetrica dei tre elementi: Fuoco, Aria, Acqua pag. 199
Tav. XV - Corrispondenza tra la struttura interna della Terra e quella esterna pag. 200
Tav. XVI - I cinque poliedri regolari pag. 203
Tav. XVII - Esempi di forme bipiramidali e romboedriche dei sistemi cristallini pag. 207
Tav. XVIII - Esempi di evoluzione ciclica pag. 229-230
Tav. XIX - Le figure di Chadni pag. 249
Tav. XX - La nebulosa "Rosetta" pag. 253/a
Tav. XXI - Amebe e centro galattico pag. 254
Tav. XXII - Forme di nebulose simili a cellule pag. 256/a
Tav. XXIII - Galassie e Cellule a confronto pag. 256/b
Tav. XXIV - Classificazione delle Galassie a spirale pag. 258/a
Tav. XXV - Storia dell'Universo osservata al telescopio pag. 260
Tav. XXVI - Il numero d'oro, modulo dell'armonia delle forme pag. 270/a

Bibliografia pag. 273
Indice analitico pag. 279

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