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libri scelti da Francesco Di Blasi

UFO PROGETTO GENESI Gli Extraterrestri hanno creato l'uomo?

di Alfredo Lissoni
MIR Edizioni
pagg. 188 € 12,00

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CONTENUTO:

Gli Elohim e il diluvio universale - I "jewish UFO files" - Extraterrestri in Medioriente - Il ritorno dei Veglianti - La vera storia del mondo - Cosmogenesi aliena.

Gli extraterrestri hanno creato l'uomo?
Con questo inquietante interrogativo l'autore, studioso di ufologia da oltre 15 anni e docente di religione, passa al vaglio centinaia di vangeli apocrifi e di antichissimi testi ebraici, come pure le tradizioni epiche e religiose mediorentali, indiane, australiane e amerinde alla ricerca delle prove di visite aliene nel passato remoto dell'umanità. E le prove esistono.
Dalle descrizioni dei misteriosi "carri di fuoco" dell'Antico Testamento alla ribellione degli Angeli Caduti, dai viaggi celesti di Enoch agli incontri ravvicinati dei Patriarchi biblici, dal mito dei civilizzatori cosmici del pianeta ai moderni avvistamenti UFO in terra d'Israele, dal "culto cargo" al "tempo del sogno" australiano, passando attraverso l'analisi dei reperti (e persino dei cadaveri) alieni custoditi dalle popolazioni primitive, l'autore ci presenta centinaia di documenti originali e mai divulgati sino ad ora.
Si tratta di una monumentale raccolta di veri X-files dell'antichità, sinora custoditi gelosamente negli archivi dei vari governi e delle autorità, per paura dell'impatto che essi potrebbero avere sulle persone.
Documenti che dimostrano come, sin dalle epoche più remote, il nostro pianeta sia stato visitato dagli alieni.

Alfredo Lissoni, (Milano, 1966) giornalista e scrittore, insegnante di religione, è curatore della rubrica di ufologia del "Giornale dei Misteri". Già corrispondente del "Nuovo Giornale di Bergamo", ha diretto per quattro anni la rivista di tematiche di confine "Oltre la conoscenza". Autore dell’enciclopedia del paranormale "Misteri e verità", opera come consulente e autore di programmi radiotelevisivi. Per la MIR Edizioni ha pubblicato anche "Gli UFO e la CIA: Majestic 12 - Il segreto della retroingegneria aliena - Invasori da Zeta Reticuli", "UFO i codici proibiti", "UFO impatto cosmico: Guerre atomiche nella Valle dell'Indo", "UFO i dossier del Vaticano: I documenti segreti custoditi negli archivi vaticani" e "UFO gli X-files italiani". Ha curato lo speciale "Oltre l’ignoto". Si occupa da anni dello studio e della divulgazione delle tematiche di frontiera, dalla parapsicologia all’ufologia. È stato relatore in diversi simposi internazionali. Vive a Milano.

INTRODUZIONE:

ALLA RICERCA DEGLI EXTRATERRESTRI
Il lavoro che stiamo per intraprendere non è dei più agevoli: dimostrare, dalla lettura degli antichi testi ebraici, che forme di vita extraterrestre presero contatto con i nostri antenati nella notte dei tempi. La difficoltà non starà nelle prove da vagliare e presentare al lettore, perché esse esistono e sono disponibili già da molto tempo; quanto nel modo con cui esse verranno presentate.
Chi scrive è, oltreché ufologo da molti anni, docente abilitato all'insegnamento della religione, e dunque si rende conto che la chiave di lettura che andiamo a proporre in questo libro potrebbe offendere la sensibilità religiosa di qualcuno. Non è nostro intento, in quanto in quest'opera non affrontiamo l'importanza o la validità spirituale dei messaggi religiosi, ma solo l'aspetto storico, cronachistico, di una serie di eventi descritti negli antichi testi rabbinici e veterotestamentari, alla luce di una nuova chiave di lettura; altri autori hanno già presentato un analogo approccio alla questione, sin dagli anni Cinquanta (attualmente i due più celebri sono il saggista svizzero Erich Von Daeniken e l'orientalista ebreo Zecharia Sitchin); ma riteniamo che, con questo libro, questa sia la prima volta che siano sviscerati ed analizzati nella loro interezza i "jewish UFO files" (come li abbiamo ribattezzati), ovvero i documenti ebraici antichi che riferiscono di visite extraterrestri nel passato; visite che la mitologia o la religione hanno ammantato di significati mistici.
E però non dobbiamo dimenticare che, con questo approccio, stiamo lavorando nel campo delle ipotesi di studio e non, è il caso di dirlo, delle "verità" di fede.
Gli scettici e gli atei obietteranno che gli antichi testi sacri non hanno valore storico, che le figure che essi presentano sono immaginarie, che l'esistenza reale dei personaggi biblici non è mai stata dimostrata e che sia ascrivibile, a tutti gli effetti, ad un mito.
Nel dimostrare che così non è, abbiamo deciso di procedere in due direzioni: da una parte ci siamo appoggiati a tutte quelle conferme scientifiche (principalmente geologiche, archeologiche e filologiche) che ci dimostrano che una fetta cospicua degli eventi descritti nell'Antico Testamento trovano una rispondenza reale in ciò che afferma anche la scienza; dall'altra, per verificare la genuinità dei racconti, abbiamo messo a confronto "leggende" e tradizioni religiose di tutto il pianeta, in cerca di punti di contatto e di comuni tradizioni. Il motivo di questa seconda indagine era già stato spiegato anni fa da Erich Von Oaeniken: "Mi si può chiedere cosa c'entrino gli antichi testi sumeri, la Bibbia e il 'Popol Vuh' guatemalteco. Secondo me i passi citati dimostrano che i racconti relativi a quei tempi antichissimi hanno un'origine unica per tutti i popoli della Terra. E la ragione è evidente: questi racconti sono antichi come l'homo sapiens e derivano dagli 'iniziatori' della nostra specie."
Condividiamo, come molti altri, la tesi che la Terra sia stata visitata nel passato da astronauti extraterrestri; e riteniamo che il fenomeno UFO, già riconosciuto da alcuni governi del pianeta come oggettivo - quale che, ne sia la reale natura - sia l'unica spiegazione valida e credibile per giustificare queste antiche presenze, nelle quali la fantasia degli uomini ha visto la discesa degli angeli o degli dèi.
Già l'astrofisico americano Carl Sagan, molti anni addietro e prima di diventare uno "scettico d'ufficio" sugli UFO per motivi di opportunismo, si era sbilanciato nell'affermare che gli antichi sumeri dovevano avere avuto contatti con gli extraterrestri: in troppi sigilli erano raffigurate le stelle ed i pianeti con una disposizione nota soltanto a chi provenisse dallo spazio esterno. E l'assirologo americano Fred Talmimi, presidente dell'Assyrology Research Foundation, che per quarant'anni aveva lavorato ad una nuova traslitterazione della scrittura cuneiforme assira (che la scienza ufficiale avrebbe distorto), così aveva condiviso la teoria dell'antica discesa degli extraterrestri sul nostro pianeta: "Il significato della parola 'dio', di origine assira, andrebbe tradotto letteralmente con 'in testa sopra le fiamme'"; ovvero con un'immagine che, nei più tardi scritti ebraici ed etiopi, indicherà le strane "macchine volanti" del Signore, gli UFO. Talmimi, con trent'anni di anticipo sulle teorie di Sitchin (acceso sostenitore di una ciclica quanto antica presenza aliena sul pianeta), aveva ritradotto i sigilli e le tavolette assire, identificando almeno otto categorie di esseri la cui natura oggi ci induce molto a riflettere e che non possono essere interpretati se non come razze extraterrestri: i "raman" o supremi, i "saman" o "samay" o celesti; i "khalab" o piloti; i "sapaq" o astronauti; i "sapaqr" o viaggiatori; i "gabar" o giganti; gli "aray" o "uomini legati alla Terra"; i "ray" o i Veglianti.
Questi ultimi, in particolare, sono principalmente collegati ad una ben nota tipologia aliena assai in voga nei paesi occidentali a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta: i Grigi. Così definiti per il colore della pelle, bassi (un metro e sessanta circa), macrocefali, completamente glabri e con il mento appuntito, caratterizzati da due enormi occhi coperti da lenti totalmente nere, i Grigi si comporterebbero come dei robot, privi di emozioni; svolgerebbero, per conto di esseri dall'aspetto rettiliforme secondo alcune versioni, umanoide secondo altre, il compito di scienziati sperimentatori extraterrestri: rapirebbero esseri umani e, portandoli a bordo di dischi volanti, effettuerebbero prelievi di sperma e ovuli che poi manipolerebbero con materiale alieno da reinserire nelle cavie umane, con lo scopo di creare un ibrido umano-alieno, forse da installare sulla Terra; mutilerebbero animali utilizzando una sorta di laser cauterizzante (i primi casi documentati risalgono al 1897, assai prima della nascita ufficiale del fenomeno UFO, datato 1947) forse alla ricerca di sostanze chimiche; inserirebbero nel corpo dei rapiti "impianti" organici (ne sono stati sinora recuperati e studiati oltre una dozzina, due anche in Italia) che servono come neurotrasmettitori, che permettono da una parte di individuare in qualsiasi istante la cavia umana (del resto, anche la nostra tecnologia ora ci permette analoghe procedure; esiste addirittura una ditta, la Lotek, specializzata nella costruzione di braccialetti per il rilevamento con i satelliti) e dall'altra raccolgono, nel corso degli anni, le nostre secrezioni endocrine, per monitorare così le fasi del nostro sviluppo biologico.
Ci sfuggono i motivi di questi esperimenti, dei quali si dice i governi delle nazioni leader del pianeta sarebbero a conoscenza ma tacerebbero; i Grigi, che in alcune occasioni hanno comunicato telepaticamente ai rapiti di chiamarsi i Veglianti (stessa denominazione presente nei testi ebraici per gli "angeli caduti"), sembrerebbero interessati non al nostro corpo ma alla nostra anima, alle nostre sensazioni ed alle pulsioni che ci differenziano dagli animali e che ci hanno fatto salire la scala evolutiva. Ad essi, secondo testimonianze assolutamente degne di fede e rese sotto ipnosi o con utilizzo di siero della verità, si opporrebbero altre razze aliene di passaggio sulla Terra: i Nordici, perfettamente umani, alti e biondi, per alcuni "veri creatori della razza umana"; i Rigeliani (così detti perché convenzionalmente provenienti da un mondo ruotante attorno al stella Rigel; ma si tratta di una mera speculazione), simili ai Grigi ma con il volto di tipo umano, gli occhi di taglio terrestre e sei dita alle mani e sei ai piedi. Costoro interverrebbero non tanto contro i Grigi, apertamente, ma a supporto dell'uomo, per mettere fine ai rapimenti UFO...
È probabile che questi racconti, che se non fossero più che provati parrebbero fantascienza o follia pura, nei secoli passati abbiano dato origine al mito degli angeli e dei diavoli che si disputavano il possesso dell'anima umana. In realtà questi Grigi parrebbero una razza degenerata, decaduta, priva di emozioni, che cerca di carpire in maniera erronea i segreti della nostra "anima" (ovvero del nostro "spirito vitale") studiando la chimica del nostro corpo. Queste "intrusioni" sono adesso vagliate attentamente e seriamente persino da membri rilevanti dell'establishment scientifico e culturale internazionale, come lo psichiatra americano John Mack, premio Pulitzer; il ricercatore texano Derrel Sims; lo storico David Jacobs della Tempie University, tutti assolutamente convinti della realtà di queste manipolazioni aliene; in passato, ritengo, esse hanno generato molti miti sugli dèi. Ma, come ha già anticipato Von Daeniken, "i testi antichi sono unanimi: gli dèi erano corporei".
Né si potrebbero spiegare, se non con una rivelazione extraterrestre, le molte conoscenze anacronistiche citate in diversi testi antichi, come nel "Libro di Enoch", che spiega in quale modo gli "angeli" misurassero le stelle, utilizzando l'effetto Doppler, o nella stessa Bibbia, il cui contenuto storico ed archeologico è stato già dimostrato autentico da studiosi come Charles Marston e Werner Keller e che addirittura, secondo l'abate Moreaux, conterrebbe riferimenti espliciti ai dinosauri ("i giganteschi rettili"), alla densa atmosfera che un tempo circondava il pianeta prima della nascita della vita ("lo, Dio, posi le nubi per suo vestimento e folte nebbie per sue fasce", Giobbe 38,9), alla teoria del Big Bang (la ricostruzione dell'origine del sistema solare secondo la Genesi sarebbe scientificamente corretta, con la separazione di terre e acque e la '"creazione" progressiva delle specie viventi, secondo l'esatto ordine proposto dalla teoria evolutiva, pur se descritta "con il linguaggio di un uomo vissuto 3300 anni fa, che offre però un quadro esatto delle grandi tappe dello sviluppo della fauna durante l'evoluzione del nostro pianeta. Tranne l'opera del primo giorno, tutto è riferito al nostro pianeta").
Posta la validità della documentazione studiata, la nostra ricerca d'altra parte non poteva basarsi esclusivamente sui libri veterotestamentari; è noto che esistano ben ottantamila traduzioni differenti della Bibbia (il "Codex Vaticanus" scoperto nel 1844 nel monastero di S.Caterina sul Sinai contiene non meno di sedicimila correzioni, dovute ad almeno sette correttori) e che persino papa Giovanni XXlll° abbia sottolineato l'enorme confusione nata da tutte queste manipolazioni. Già il teologo inglese Venerabile Beda (672-735), attesta Abelardo, sapeva che il biblico Esdra aveva interpolato e censurato le Scritture. Nel tentativo di risalire ai testi "originali" (e non esiste un originale della Bibbia; di nessuno dei 45 libri dell'Antico Testamento e dei 27 del Nuovo si possiede il manoscritto originale), abbiamo preso dunque in considerazione una gamma sterminata di testi ebraici delle origini, le successive traduzioni e manipolazioni, sino alle versioni medievali; abbiamo confrontato questi scritti in modo da salire, incrociando i racconti ripetuti in libri diversi, agli episodi originali; abbiamo avuto molte sorprese.
La prima constatazione, ma non era per noi una novità, è stata che molti episodi biblici erano stati ricavati da precedenti racconti mesopotamici: sumeri o babilonesi; questi ultimi erano assai più estesi e dettagliati ma siccome presentavano il coinvolgimento di più dèi, vennero censurati o manipolati dai pii cronisti rabbini, seguaci del monoteismo. Questi dèi, per chi scrive, erano in realtà visitatori extraterrestri.
Altri studiosi la vedono diversamente: la scoperta di tradizioni identiche ma antecedenti la teologia israelita dimostra l'"ebreizzazione" di antichi miti. "Tutte le leggende mesopotamiche circolavano anche nella terra di Canaan prima dell'invasione ebraica", afferma nella sua indagine critica lo studioso E. Lipinsky; sulla stessa linea sono anche Robert Graves e Raphael Patai, protestante il primo, ebreo il secondo, che hanno dichiarato: "Molti miti soppressi ebbero la possibilità di riemergere nei contesti ortodossi del 'Midrash' post-biblico". Essi ritengono che i resoconti biblici siano solo il frutto della mescolanza di miti antichi, pre e post ebraici (questo ultimi recuperati dai tardi compilatori rabbinici, fatti propri e sapientemente retrodatati come autoctoni). A prova di ciò i due, fra i moltissimi episodi, citano: Eva come derivazione della dea ittita Heba divenuta poi Ebe sposa di Eracle presso i greci); Samael (Satana) come dio patrono di Samal, un piccolo regno hittita-aramaico, o come Shemal, il dio siriano; la tentazione del serpente nel paradiso terrestre ricavata dal giardino delle Esperidi greco, i cui meli portavano frutti d'oro sorvegliati dal serpente Ladon; il diluvio universale desunto dall'"Epopea di Gilgamesh" sumera; l'inseguimento degli ebrei da parte del faraone come copia del mito greco del re Pelope nel fiume Alfeo; la lotta di Shamgar figlio di Anath contro i filistei per la liberazione di Israele (Giudici 3,31) come derivazione del mito ugarico della dea della battaglia Anath.
Persino l'abate Moreaux ha dovuto ammettere quanto una parte della creazione, secondo la Genesi, assomigli in maniera sospetta ai miti caldei descritti nelle tavolette di argilla scoperte da M. G. Smith a Ninive nel 1875 ("sulla tavoletta relativa alla creazione dell'uomo Smith ha decifrato il nome di Admi o Adami, forma assira dell'ebraico Adamo").
Ma non possiamo liquidare i racconti biblici come miti, o "soltanto" come miti. La rilevanza storica, reale, di molte figure veterotestamentarie è stata documentata in iscrizioni assirobabilonesi degli inizi del II° millennio a.C., rinvenute nei dintorni di Hatran; citavano i nomi di Abramo (Abaamrama), Isacco (Yishaq-EI), Giacobbe (Ya'qob-EI). Il nome di re David è stato poi ritrovato su una stele a Tel Dan, sulle rive del Giordano; l'incisione in aramaico, "Re di Israele" e "Casa di Davide" è stata datata dall'archeologo Avraham Biran come vecchia di 2800 anni, risalente dunque ai tempi in cui la casa di David era regnante. Nel 1990 è stata ritrovata una riproduzione del vitello d'oro di Mosè e nel 2000 è stato scoperto nello Yemen il tempio della Regina di Saba Balqis, a Mahram Bilquis, citata nella Bibbia a proposito di re Salomone. I resti mortali del sacerdote Caifa, il principale accusatore di Cristo, e le mura di Yarmut, capitale della biblica Canaan, vennero ritrovati nel 1992. Sempre in quegli anni alcuni archeologi avrebbero identificato l'Eden, dalla descrizione fattane, in una zona dell'attuale Bahrein (secondo David Rohl, esso era vicino Tabriz, in Iran). Nel 1996 l'archeologo Emmanuel Anati ha rinvenuto su un'incisione rupestre del 2600 a.C. a Siheil sul Nilo riferimenti a Giuseppe (il patriarca venduto dai fratelli), figlio di Giacobbe e Rachele. Altri nomi citati nelle Sacre Scritture provengono da località haranite: Nacor, nonno di Abramo, è il nome della città di Till Nihiri nel distretto di Haran (ove nacque la moglie di Isacco); Serug, bisnonno di Abramo, è il nome della città di Sarugi, fra Haran e l'Eufrate; Terach, padre di Abramo, è il nome di Till sa-Turahi, nella valle del Balih; Haran, padre di Lot, ha il nome della stessa città in cui si compie la famosa sosta di Abramo fra Ur e Canaan.
Tutto ciò lascia supporre che nelle traduzioni si fece un po' di confusione tra eventi reali, soprannomi, toponimi e simbolismi; ma dimostra altresì che l'Antico Testamento non va letto come un romanzo.
Non solo, il fatto di trovare le stesse, identiche descrizioni in paesi letteralmente agli antipodi, come il Guatemala, l'Amazzonia, l'Australia, prima dell'arrivo (culturalmente contaminante) degli europei, prova al di là di ogni dubbio l'aderenza storica di questi eventi, che, presumo, altro non siano che cronache deformate dei primi contatti con gli alieni.
Ad esempio, nella Bibbia guatemalteca "Popol Vuh" il serpente tentatore è in realtà un "volto di teschio" nascosto tra i rami dell'albero della vita. Costui feconda la Eva guatemalteca con un procedimento descritto allegoricamente come segue: "sputandole su una mano". La tradizione del teschio nell'albero al posto del serpente è estranea al cristianesimo, e ciò gioca a favore della purezza del racconto; pure, con grande stupore, ho trovato una analoga descrizione in un raro messale datato 1481 e di proprietà dell'allora arcivescovo di Salisburgo; esso contiene una miniatura di Berthold Furtmeyer che raffigura l'albero della vita con un crocefisso appeso tra i rami e, nascosto tra essi, un teschio. La miniatura ed il "Popol Vuh" sono entrambi anteriori alla scoperta dell'America; ma entrambi narrano la stessa storia. Non è legittimamente possibile che le due tradizioni siano venute a contatto, l'una influenzando l'altra; come è possibile spiegare, allora, la presenza di racconti analoghi ai due capi del mondo, se non ammettendo una storia comune dell'umanità?
Già, ma perché una rilettura della storia in chiave ufologica, si dirà? Rivisitare le gesta epiche degli antichi "dèi" e degli "angeli caduti" identificandoli (viste certe loro peculiarità) in extraterrestri non rappresenta certo una novità. Gli antichi ebrei chiamavano Melek, re, i mitici sovrani divini che un tempo amministravano e proteggevano le singole città del Medioriente, e Maleak, angeli, i custodi delle singole tribù. Scrive l'ufologo Roberto Pinotti: "Da un punto di vista etimologico ciò conferma, appunto, che gli ebrei ritenevano che gli angeli caduti fossero effettivamente stati i primi re delle popolazioni mesopotamiche". Gli "angeli", cioè, erano in carne ed ossa, come gli alieni.
Malbim, un illustre commentatore biblico ebreo del XIX° secolo, affermava che "anticamente i sovrani dei Paesi erano i figli delle divinità che arrivarono sulla Terra dal Cielo, ed essi governarono la Terra e sposarono le figlie dell'uomo; e tra i loro discendenti si trovarono eroi e uomini potenti, principi e sovrani". Tali storie, diceva Malbim, riguardavano gli dèi pagani, "figli delle divinità che in tempi antichissimi caddero dal Cielo sulla Terra, ed è per questo che si chiamavano Nephilim, cioè 'coloro che caddero giù'".
La Chiesa stessa, fino al VI° secolo, non accettò gli angeli come caratterizzati da natura spirituale; inizialmente essi erano considerati esseri corporei, dunque umani come noi, pur se con poteri sovrumani (ed ancora negli anni Sessanta vi fu chi, come il reverendo canadese H. Wipprecht di Cobalt, affermò che "le descrizioni di angeli nella Bibbia si riferivano ad esseri intelligenti di altri pianeti"; un altro ministro di culto, americano, sosteneva di avere identificato nelle Sacre Scritture non meno di 350 riferimenti ufologici; in tempi più recenti un archeologo iraniano, Yussef Ahmed, è arrivato a dichiarare pubblicamente che l'arca di Noè fosse un UFO). Alcuni di questi esseri portavano conoscenze, e vennero chiamati Apkallu dai sumeri, Oannes dai fenici, Osannes o 'Ofannim dagli ebrei, Laurakes dai boliviani, Wandjina dagli australiani, Schwerta dagli indios dell'Amazzonia, Nommo dai Dogon del Mali; ma si trattava sempre delle medesime creature.
Altri portarono morte e distruzione, e la fantasia li chiamò Nephilim, diavoli, angeli caduti, luciferi.
I testi ebraici abbondano poi di descrizioni di "carri volanti" e di episodi di contatti con i "Celesti", con modalità in tutto e per tutto simili a quelle dei moderni racconti sugli incontri ravvicinati UFO. Nel Capitolo II° del "Secondo Libro dei Re" Elia accompagna Eliseo nel deserto, ove compare un "pesce luminoso" (un "turbine", nelle versioni ritoccate) che sputa fiamme dalla coda e lo rapisce per sempre; quanto al profeta Daniele, che come Ezechiele dichiara di avere visto "ruote infuocate" scendere dal cielo, egli si imbatte in un essere che discendeva da un "trono" celeste ed i cui capelli erano "come la lana pura" (i rapiti dai Grigi parlano di esseri dai capelli bianchi "come le bambole", ma dalle fattezze umane, frutto di incroci tra noi e loro). Nell'episodio biblico sopracitato, solo Daniele ebbe la "visione", in quanto tutti coloro i quali erano con lui, presi dal panico, fuggirono. È dopo l'incontro, il profeta cadde in una sorta di trance ipnotica (i rapiti parlano di una paralisi cosciente) e, dopo questo fatto, iniziò a profetizzare e tutto ciò che previde si realizzò. "lo ascoltai le sue parole e, una volta uditele, sprofondai in un sonno pesante, con il viso rivolto verso terra" (Dan. 10,5-9). È forse casuale che anche molti dei moderni rapiti, dopo l'incontro, sviluppino facoltà extrasensoriali, come Daniele?
E quanto ai "diavoli", la mitologia ebraica afferma: "Agrath, moglie del demone Makhlath, è alla testa di spiriti e demoni su di un 'carro'. Il suo potere si esplica maggiormente nei giorni di mercoledì e sabato perché in essi Agrath viaggia nei cieli scortata da miriadi di spiriti malvagi."
L'identificazione dei dischi volanti nei "carri di Satana" fece sì, in pieno Medioevo, che i molti occasionali UFOtestimoni preferissero tacere delle "visioni" per evitare di finire nelle maglie della giustizia clericale; quest'atteggiamento non è affatto scomparso; in alcuni paesi islamici, nei circoli fondamentalisti cattolici e protestanti, presso i battisti ed i testimoni di Geova è tuttora diffusa la credenza che gli UFO siano i carri del demonio. Per questo motivo molto spesso, tra i fedeli, chi li vede si guarda bene dal parlarne. Riteniamo invece che sia ora di abbattere questo muro di omertà, e di parlarne ampiamente e dettagliatamente. I tempi sono maturi...

INDICE:


CAPITOLO 1: Progetto genesi |
pag. 17 |
| Quando tutto ebbe inizio |
pag. 17 |
| Il cosmo rabbinico |
pag. 20 |
| Conoscenze perdute |
pag. 25 |
| I carri cherubinici |
pag. 28 |
| Colonizzatori stellari |
pag. 31 |
| Il culto del Dio Unico |
pag. 34 |
| La porta delle stelle |
pag. 35 |
| Il popolo di Yehoua |
pag. 37 |
| Il vero racconto della Genesi |
pag. 39 |
| Creatori e Formatori |
pag. 43 |
| Il Popol Vuh |
pag. 45 |
| Il peccato originale rivisitato |
pag. 47 |
| Il Progetto Genoma dei Maya |
pag. 50 |
| Colonizzatori da Schwerta |
pag. 55 |
| Il feticcio Chucumaque |
pag. 59 |
| La discesa dei Veglianti |
pag. 61 |
| Il viaggio di Enoch |
pag. 62 |
| I signori del sogno |
pag. 66 |
| I Fecondatori e le Potenze |
pag. 69 |
| L'altra faccia della Bibbia |
pag. 72 |

CAPITOLO 2: Contatto in Palestina |
pag. 75 |
| La Terra del contatto |
pag. 75 |
| La Terra del contatto |
pag. 77 |
| Gli ultimi istanti di vita del mondo |
pag. 82 |
| Il Dio Altissimo di Abramo |
pag. 89 |
| La distruzione di Sodoma |
pag. 91 |
| I Figli degli Dei |
pag. 93 |
| Rapiti nel cielo |
pag. 96 |
| La torre di Babele |
pag. 97 |
| La fuga dall'Egitto |
pag. 99 |
| L'arca dell'alleanza |
pag. 101 |
| La corte celeste |
pag. 106 |
| Lotte nel cielo |
pag. 108 |
| Il Libro dei Santuari |
pag. 109 |
| I carri celesti degli Eloha |
pag. 110 |
| E nell'Antico Testamento... |
pag. 118 |

CAPITOLO 3: Gli extraterrestri invadono Israele |
pag. 121 |
| UFO, top secret |
pag. 121 |
| E se fosse tutto un mito? |
pag. 123 |
| Il ritorno degli dèi |
pag. 124 |
| Gli angeli diventano demoni |
pag. 129 |
| Extraterrestri nel Medioevo |
pag. 131 |
| Gli UFO dei jewish files |
pag. 134 |
| La caduta di Yahweh |
pag. 139 |
| Israele, terra di contatto |
pag. 142 |
| La soluzione finale |
pag. 150 |
| La lotta per le anime |
pag. 156 |
| La ribellione degli arconti |
pag. 160 |



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