
LA NOSTRA BIBLIOTECA...
libri scelti da Francesco Di Blasi

I MANDEI Atlantidei tra noi

di Mario Pincherle
Macro Edizioni

17x24 - pagg. 184 - € 15,50
Nelle migliori librerie

CONTENUTO:

I Mandei sono l'unica "setta" atlantidea ancora esistente al mondo, ma purtroppo, è in via di estinzione. Sono un popolo multirazziale e una civiltà colta che vive di idee. Praticano il battesimo e hanno prodotto una loro letteratura in dialetto aramaico-semitico. Sono riusciti a sopravvivere a cinque millenni di storia, sulle sponde del fiume Eufrate, nel luogo reso sacro dalla nascita di Sargon il Grande...
I Mandei sono testimoni viventi di una civiltà lontana da noi più di cinquemila anni. Tante sacre scritture di religioni differenti parlano di questo popolo e per la prima volta un libro viene dedicato completamente alla storia delle loro origini e alle regole di comportamento e di vita che li riguardano.

Mario Pincherle Nato a Bologna nel 1919, diplomato in studi classici e laureato in ingegneria presso l'Università di Bologna nel 1942, Mario Pincherle è specialista in paleontologia. È autore di molti volumi di archeologia, tecniche dell'antichità e parapsicologia. Grande archeologo, poeta e attento studioso dell'uomo, Pincherle riesce a comunicare con estrema semplicità le più straordinarie scoperte, sfatando grandi falsi storici e rivelando i misteri dell'antichità. A lui si devono fondamentali scoperte all'interno del Tempio del Sole, la grande Piramide d'Egitto.
Ha tenuto centinaia di conferenze e ha partecipato a numerosi congressi, seminari e tavole rotonde in Italia e all'estero. È membro della prestigiosa Accademia Tiberina di Roma, relatore all'Accademia Nazionale dei Lincei e socio del Rotary club.
Tra gli altri libri pubblicati da Pincherle:
"Il Gesù proibito",
"Il Mosè proibito",
"Il Quinto Vangelo",
"L'Album dello Zed",
"Il Cantico dei Cantici",
"La grande Piramide e lo Zed",
"Archetipi".

RINGRAZIAMENTO:

Devo ringraziare un Angelo. Un Angelo?
Sì. È uno strano essere, dalla faccia rossa, paffuta e simpaticissima. Un uomo di mezza età, forte e robusto, ma strano, misterioso.
Mi trovo sulla spiaggia di Palombina. Ci vado, ogni estate, da molti, molti anni. Sto sotto l'ombrellone.
L'uomo misterioso si avvicina, sorridendo:
- Lei non mi conosce. Mi chiamo Riccardo Grassini. L'ho vista in televisione. Ieri, passando davanti a un negozio di libri, di colpo ho sentito il desiderio di comprare un volume che era in vetrina. Ho cominciato a leggerlo, ma non lo capivo e non mi interessava. Ho sentito di doverlo dare a Lei e ho altri due regali, per Lei: questa scatola di bottiglie di vino rosso, Conero, e questo lapislazzuli blu a macchie d'oro. Il libro è intitolato "IL CODICE ARCADIA" e parla di un grande segreto della cristianità. Ora devo andare perché mi aspettano su in alto...
- Su in alto?
- Sì. Sto a Domo, in cima al San Vicino... - si allontanò e sparì.
Nel libro c'è una dedica: "A Mario, con ammirazione. Riccardo e gli altri".
Lo inseguo col pensiero.
Gli mando un ringraziamento.
Inizio la lettura del libro. C'è un nome che non mi è nuovo: "Mandei".
E c'è un altro nome e un indirizzo: Lady Drower.
Inizio la caccia ai Mandei. Mi sento sul binario giusto. Mi sento molto aiutato. Grazie, Angelo!
Devo ringraziare anche la mia collaboratrice Dott.ssa Giuliana Cristianini Volpi per la perfetta opera di revisione.

CAPITOLO PRIMO:

"lo, in disparte, sorridevo triste..."
Ne11945, a Nag Hammadi sul Nilo, all'inizio dell'Era Acquariana, è uscito da una brocca, che da duemila anni stava sotto terra, un passo significativo del "Libro del Grande Seth" (Seth II°-32) che nasconde una verità così incredibile da sembrare assurda.
È Gesù che parla. Dice queste "testuali" parole:

Non sono stato crocefisso! Non sono morto! Non ho dovuto cedere! Non hanno potuto nemmeno sfiorarmi! lo, in disparte, sorridevo triste... Credono che lo sia morto. Sono ciechi e sono in errore. Si sentono in grande colpa. Pensano che la mia morte sia ricaduta su di loro. Pensano davvero di aver inchiodato alla croce il loro Salvatore decretando la propria rovina spirituale per sempre. Non è così. Chi ha bevuto il fiele? lo no! Chi ha bevuto l'aceto? Non certamente lo.
Chi colpirono con la lancia? Non hanno colpito me. Ma non colpirono un fantasma. Crocefissero un uomo vero, un uomo in carne ed ossa! Hanno crocefisso un altro. Uno di loro. Si sono crocefissi tra loro!
Chi portò la croce sulle spalle? Non lo, ma Simone, cioè un altro e non lo. Chi fu inchiodato al legno? Un altro! Su chi posero la corona di spine sulla testa? Su chi? Su un altro!
lo, in disparte, sorridevo triste...

Come tornarono alla luce queste "parole"?
A Nag Hammadi, nell'Alto Egitto, il Nilo percorre una specie di "tornante" attorno a un gruppo di colline, tra Luxor e Assiut.
È l'ultimo giorno di Dicembre dell'anno 1945. La seconda guerra mondiale è finita. L'Era dei Pesci, terribile e fatale, si spegne. Inizia l'Età dell'Acquario, detta in antico l'Era della Brocca.
Brocca?
È una brocca trovata da due fratelli egizi ani che stanno scavando tra la sabbia di Nag Hammadi per raccogliere la preziosa sabàk, cioè la pania (vischio), sotto il costolone roccioso di labal al Tarif.
Accanto a un grosso macigno rotolato giù dal costolone, Abù, il più giovane dei due fratelli, trova la Brocca. Inizia l'Era della Brocca. Inizia l'Acquario!

- Abù, raccontaci come è avvenuto il tuo ritrovamento.
- Mio fratello maggiore si è preso il merito, ma la Brocca l'ho trovata io.
La trovai sotto il dirupo di Amra Dum. Era l'ultimo giorno dell'anno 1945. Lo ricordo come fosse ieri! Raccoglievo la sabàk, che ha mille usi, la miglior colla del mondo. La chiamano gomma arabica. È l'antica mirra. Strappavo una radice. Venne fuori quel vaso. Era pesante. Certamente c'era dentro qualcosa. Lo tenni e non lo volli ancora rompere. Faceva un freddo cane. Lo misi da parte. Lo avrei rotto più tardi, per scoprire cosa c'era dentro. Mi faceva un po' impressione quel vaso così pesante. Poteva nascondere un Gin, uno spirito malvagio. Mi decisi. Lo ruppi. Mio fratello (che ora si prende il merito) era un po' lontano da me. Quindi ero solo. Sono io lo scopritore, io Abù. Non mio fratello Muhammad! Lo ruppi mentre il sole tramontava. Dentro c'erano libri con copertine di cuoio. I libri erano tutti appiccicati l'uno all'altro. Decisi di portare quel malloppo ai miei amici. Ma mio fratello mi vide. Così io, mio fratello e cinque miei amici fummo tutti partecipi del fatto che era accaduto. Solo noi sapevamo di quel ritrovamento. Sui libri erano dipinte croci e corone. Capimmo che quei libri avevano a che fare coi cristiani. Non erano Corani.
Non servivano a niente. Staccai un pezzo di pagina e la portai al Meuezzin. Anche lui confermò: "È tutta spazzatura. Buttala. Non serve a niente!". Mia madre, per far fuoco, cominciò a bruciare quei pezzi di libro. Ma mio fratello Muhammad portò quei malloppi a un mercante di "roba di scavo". Il mercante lo pagò poco.
lo non ebbi nemmeno una monetina.
- Caro Abù, tu hai fatto la scoperta più importante del mondo. Hai scoperto i Codici di Nag Hammadi. Cinquanta libri che contengono una verità che, per quasi duemila anni, è rimasta nascosta sotto terra, impaniata nella sabàk, intoccabile. Nessuno ha potuto cambiare nemmeno una parola di quei codici. Sono parole di Gesù.
- Gesù il profeta?
- Gesù Dio.
- Ma Dio è Allà. Maometto è il suo Rasùl, non Gesù!
- Non ne parliamo più. Sei stato bravo, Abù! Bravissimo.

Il padre di Abù era guardiano notturno e sorvegliava il sistema di irrigazione che portava l'acqua del Nilo ai campi coltivati. L'acqua era preziosa. Spesso di notte i ladri d'acqua riempivano otri del prezioso liquido e fuggivano.
Il padre di Abù, una notte, credendo di acciuffare un ladro, si azzuffò con un ispettore del governo in giro d'ispezione e lo ammazzò. Fu subito condannato a morte per quell'errore e venne ucciso sul posto dal capo della Polizia. Muhammad volle vendicare la morte del padre. Anche qui ci fu uno sbaglio di persona. Venne ucciso un povero commerciante di melassa. Assomigliava al Capo della Polizia! Il povero commerciante fu fatto a pezzi mentre dormiva sotto una palma. Muhammad venne subito ricercato dalla Polizia. Dovette fuggire al Cairo, per nascondersi in quella immensa metropoli. Prima di fuggire aveva consegnato al Muezzin del villaggio, suo amico, tutti i "Codici di Nag Hammadi". Quel religioso aveva una moglie. La moglie aveva un fratello molto colto. Era insegnante in una scuola superiore. La sorella gli mostrò i "Codici". Rimase sbalordito. Un amico dell'insegnante; professore di Egittologia all'Università del Cairo, ebbe in visione quei "Codici". Giunse il giorno, nel 1952, in cui finalmente la complicatissima situazione dei "Codici" poté venir risolta completamente. Erano preziosissimi, antichi di duemila anni!
Il Codice Numero Uno, che pareva il più importante, venne acquistato dalla Fondazione Jung di Zurigo che lo fotocopiò dopo averlo liberato dalla "colla dei secoli". Il Codice fu studiato, tradotto e pubblicato. Una traduzione fu fatta anche da me. Una versione dal Copto all'Italiano. La prima, in Italia, col testo originale a fronte.
Poi il Codice fu restituito al Museo Copto del Cairo, dove tuttora è conservato. Tutti gli altri cinquanta codici vennero studiati, tradotti, conservati al Museo del Cairo. Sono tutti lì.

INDICE:


| PRIMA PARTE |
pag. 7 |
| Capitolo 1. "lo, in disparte, sorridevo triste..." |
pag. 9 |
| Capitolo 2. "I Mandei sono Accadi" |
pag. 13 |
| Capitolo 3. Gli ultimi atlantidei |
pag. 23 |
| Capitolo 4. Falchi e colombe nello stesso nido |
pag. 31 |
| Capitolo 5. Sumeri o Atlantidei? |
pag. 37 |
| Capitolo 6. Atlantide prende vita |
pag. 65 |
| Capitolo 7. L'Affratellatore |
pag. 67 |
| Capitolo 8. Chi erano gli Atlantidei? |
pag. 77 |
| Capitolo 9. L'Archeologo Egizio |
pag. 30 |

| SECONDA PARTE |
pag. 85 |
| Capitolo 10. La carne si fa Spirito |
pag. 87 |
| Capitolo 11. La Creazione |
pag. 99 |
| Capitolo 12. È arrivato il libro di Ethel! |
pag. 115 |

| TERZA PARTE: Il libro di Ether Drower |
pag. 121 |
| Capitolo 13. I "bellissimi Mandei" |
pag. 123 |
| Capitolo 14. Oggi splendida giornata! |
pag. 141 |

| Vocabolario delle parole mandee più usate in questo libro |
pag. 177 |


|