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libri scelti da Francesco Di Blasi

IL MOSÈ PROIBITO
Profeta o astuto ingannatore dell'umanità?


di Mario Pincherle
Macro Edizioni

17x24 - 160 pagg. € 12,40
Nelle migliori librerie

 

CONTENUTO:

Gli studi, le ricerche e le intuizioni di Mario Pincherle sono l'ideale continuazione della testimonianza di Giordano Bruno e demoliscono il terrificante castello di bugie che ha influenzato gli ultimi tremila anni di storia dell'umanità.
Chi è Mosè? Quali obiettivi hanno guidato il suo operato?
Mario Pincherle è giunto alla conclusione che Mosè è un uomo assetato di potere: vuole dominare e soggiogare tutto il mondo conosciuto e per raggiungere i suoi scopi "crea" una divinità a sua immagine e somiglianza: violenta, assassina, vendicativa e immorale.
Mosè, allo stesso tempo egiziano e ebreo, costituisce con straordinaria astuzia la base del suo potere illimitato e fa ordinare al Suo Signore gli omicidi e i massacri necessari alla sua tirannia, senza esitare a uccidere familiari e seguaci.
L'Autore ci spiega, con straordinarie ricostruzioni, molti dei trucchi utilizzati da Mosè: le sue tesi sono fondate e convincenti e offrono finalmente la spiegazione per questa oscena parodia di Dio che Mosè, e i suoi successori, hanno perpetuato per tremila anni.
Il diario di Mosè, affiancato ai brani della Bibbia, mette in evidenza come parti fondamentali del credo cristiano non siano altro che una messa in scena, un tramandarsi di false leggi e tradizioni create da un uomo perverso che ancora oggi viene venerato come un Profeta.
Non è stato difficile scoprire come sono andate le cose. La vera difficoltà è stata intraprendere una ricerca che sembrava assurda e irriverente. Giordano Bruno fu arso vivo a Roma, in Campo dei Fiori nel 1600, proprio per avere affermato una simile "irriverente ricerca".
Ora sappiano. Ma difficile è il cambiamento di pensiero. Eppure solo cambiando pensiero si può scoprire con sorpresa che non esiste nessuna Legge Naturale che ci spinge a farci guerra l'uno con l'altro per affrontare e risolvere problemi che in realtà non esistono se si segue la strada giusta. Questo pensiero distorto e di storcente si è infilato, secolo dopo secolo, nella scelta dei cibi, nei libri, nei pensieri, nelle immagini che vediamo stando seduti in poltrona in salotto, nei suoni che sentiamo, nella stessa aria che respiriamo.
Chi ne è stato l'inventore?
Facile, come scoprire il nome di un assassino leggendo le ultime pagine di un libro giallo. Ma qui le pagine da scandagliare sono le prime. Il libro è la Bibbia.
Le false verità di Mosè hanno fatto sì che la serenità e la gioia si allontanassero sempre più dal mondo. L'uomo ebbe paura di essere felice. Ebbe paura della Verità.
La morte è un'incognita angosciante perché l'uomo seguita a dar credito alle bugie di Mosè, personaggio privo di moralità, assassino, ripudiatore della moglie, uccisore del suocero, suo maestro.
Per cancellare l'enorme bugia, per rivedere il vero volto di Dio, per dire e riudire parole vere, per ridare al mondo la gioia, la serenità e la felicità, per eliminare le guerre, gli olocausti, i morbi, occorre un Pensiero Nuovo. Il vecchio, ammuffito, biblico pensiero mosaico e babelico deve annullarsi come nebbia al sole.
Mosè è l'inventore della Babele. Ma oggi, dopo più di tremila anni, sta nascendo l'Anti-Babele.

"...Afferma che Mosè simulò i suoi miracoli.
Afferma che Mosè inventò i Dieci Comandamenti.
Dichiara che la Bibbia Mosaica è libro di favole.
Ritiene che tutti, perfino i demoni, si salveranno..."

(Dal sommario degli atti di accusa che l'Inquisizione Romana rivolse a Giordano Bruno, prima di farlo bruciare sul rogo il 17 Febbraio del 1600)

Mario Pincherle Nato a Bologna nel 1919, diplomato in studi classici e laureato in ingegneria presso l'Università di Bologna nel 1942, Mario Pincherle è specialista in paleontologia. È autore di molti volumi di archeologia, tecniche dell'antichità e parapsicologia. Grande archeologo, poeta e attento studioso dell'uomo, Pincherle riesce a comunicare con estrema semplicità le più straordinarie scoperte, sfatando grandi falsi storici e rivelando i misteri dell'antichità. A lui si devono fondamentali scoperte all'interno del Tempio del Sole, la grande Piramide d'Egitto.
Ha tenuto centinaia di conferenze e ha partecipato a numerosi congressi, seminari e tavole rotonde in Italia e all'estero. È membro della prestigiosa Accademia Tiberina di Roma, relatore all'Accademia Nazionale dei Lincei e socio del Rotary club.
Tra gli altri libri pubblicati da Pincherle: "Il Gesù proibito", "Il Quinto Vangelo", "L'Album dello Zed", "I Mandei", "Il Cantico dei Cantici", "La grande Piramide e lo Zed", "Archetipi".

PRESENTAZIONE:

Ho accettato molto volentieri l'invito inusuale di Mario Pincherle di presentare questo libro. Infatti ciò mi permette di esprimergli tutta la gratitudine personale e anche, vorrei dire, a nome di tutta l'umanità, per gli straordinari risultati a cui è giunto con le sue ricerche e intuizioni. Quando ho iniziato a distribuire e poi pubblicare i suoi libri, assieme a quello di David Donnini "Nuove Ipotesi su Gesù", non immaginavo neanche la portata e il valore che questi studi avrebbero avuto per l'evoluzione della consapevolezza umana. "Mosè proibito" spiega finalmente l'enigma di questo terribile Dio biblico che ha oppresso quasi ogni coscienza umana da più di 3000 anni. Questo Dio assassino, malvagio, vendicativo, terribile nelle sue punizioni e immorale è l'ideazione della mente perversa di Mosè, che crea e utilizza questo simbolo, e se ne fa nominare portavoce, per dominare, tiranneggiare e esercitare un potere assoluto sui suoi simili.
Le straordinarie scoperte di Mario Pincherle e la loro coraggiosa diffusione, ci liberano definitivamente dalla sacralità dei primi cinque capitoli della Bibbia, "scritti sacri" come tanti altri, che hanno pesantemente condizionato e bloccato l'evoluzione della consapevolezza umana.
"Mosè proibito" è un aiuto formidabile per confermare l'assenza di legame, la mancanza di continuità tra Mosè e Gesù: da una parte c'è Mosè, un tiranno assassino che costruisce e impone la figura di un Dio a sua immagine e somiglianza; dall'altra parte abbiamo Gesù, forse la più splendida incarnazione della consapevolezza.
Gesù non si stanca mai di ripetere il suo messaggio di amore e fratellanza, ci invita a riconoscere e ascoltare il Dio che ognuno racchiude in sé, creatore e capace di ogni "miracolo".
Le tesi di Pincherle sono affascinanti, verosimili e offrono una spiegazione a tanti episodi della Bibbia altrimenti incomprensibili. Mosè ha "costruito" questo Dio terribile come strumento nel suo piano per ottenere la guida e il controllo dei popoli della sua epoca. Questo è il motivo per cui è necessario che nessuno assista ai colloqui tra Mosè e Dio, perché in realtà questi incontri e questi colloqui non avvengono: sono solo messinscene che Mosè utilizza per poter comandare in nome di Dio. E quando, per un fatale errore, due ragazzi involontariamente scoprono l'inganno sono trucidati senza pietà: mi riferisco all'episodio, splendidamente ricostruito da Mario Pincherle, di Nadab e Abiu, figli di Aronne e nipoti di Mosè, che entrano nel tabernacolo nel momento meno opportuno e vengono messi a tacere per sempre, per impedire loro di raccontare ciò che hanno visto.
Mosè si autoproclama unico interlocutore tra Dio e il suo popolo, e sull'esempio di Mosè si fondano tutte le chiese, i cui sacerdoti si autonominano ministri di Dio e unici depositari della sua parola; un Dio che ci viene descritto come intento continuamente a giudicarci e punirci. In questo modo tra l'uomo e Dio viene creata una separazione, la divinità viene posta fuori dell'uomo che può colloquiare con il divino solo per mezzo dei suoi ministri.
Saluto quindi con grande entusiasmo e sollievo la stesura e la pubblicazione del "Mosè proibito", insigne risultato di mezzo secolo di studi dell'amico Mario Pincherle; con quest'opera egli ci dice che la Bibbia non è un "libro sacro", o più sacro di altri. Il Corano, la Bhagavad Gita, i libri di Buddha, Confucio o... sono tutti "sacri" come la Bibbia.
Una delle conclusioni, per me tra le più significative, che si possono trarre dai risultati delle ricerche storiche, archeologiche e spirituali di Mario Pincherle è che la Bibbia è stata scritta semplicemente da uomini, divini e ispirati quanto può esserlo ognuno di noi, alcuni guidati da interessi personali come Mosè, altri forse più illuminati.
Mi auguro che la diffusione di questo libro contribuisca a porre fine al pesante condizionamento che i libri di Mosè hanno imposto all'umanità, impedendone una sana evoluzione spirituale e trattenendola nell'oscurità di dogmi e credenze che hanno portato come risultato l'oscuro mondo del passato e il poco edificante presente che viviamo.
Mi auguro che la pubblicazione di "Mosè proibito", proprio all'inizio del nuovo millennio, possa essere uno degli strumenti per liberare l'umanità dalle schiavitù in cui è tenuta, contribuendo allo sviluppo della consapevolezza della nostra natura divina e degli infiniti impensabili traguardi che questo comporta.

L'Editore

INTRODUZIONE:

I Papiri di Berlino
Nel 1887 una povera contadina egiziana, scavando in cerca di mattoni di fango ricchi di sebak (concime nitroso) sul colle di Tel el Amarna, a metà strada tra Menfi e Tebe, rinvenne molte centinaia di antichissime tavolette di argilla cotta su cui erano tracciati caratteri cuneiformi in lingua akkadu mai trovati prima in Egitto. Nessun mercante volle quelle tavolette che furono ritenute false. Quando, dopo qualche anno, ne fu stabilita l'autenticità, se ne poterono ritrovare solo duecento esemplari interi. Erano le copie dei messaggi diplomatici inviati dai Faraoni Amenofi III e Amenofi IV (Akenaton) ai governatori dell'Anatolia, dell'Assiria, della Babilonia, di Cipro, della Palestina e del paese dei Mitanni.
Quegli scritti risalivano alla metà del secondo millennio avanti Cristo. Si capì che in quel luogo era sorta la Biblioteca di Akenaton e il suo Archivio. Altre due Biblioteche il giovane e colto Faraone aveva fondato: una in Siria e l'altra in Etiopia, nella città "santa di Axum".
Oggi lo strano Faraone, che gli antichi giudicavano "fuori di mente", è da alcuni studiosi moderni ritenuto "maestro" di Mosè.
Fui io ad accorgermi recentemente che in quattro papiri trovati nei pressi di Ghurab (1) si parlava di un Mosè che veniva definito "proprietario di greggi presso la corte faraonica" e anche "ricco possidente di bestiame". Si parlava, in quegli scritti, di alcune transazioni intercorse tra questo Mosè, proprietario di bestiame, e vari proprietari di schiavi, in tempi differenti, tra il ventisettesimo anno di regno di Amenofi III ed il quarto di Akhenaton. Nell'anno 27 Mosè diede pecore e buoi a Neb-Mehy, proprietario di schiavi, in cambio di "particolari servizi" dei suoi schiavi "addestrati e agguerriti". Questi schiavi venivano definiti "predoni e mercenari" ("mariannu" in copto).
Altre transazioni vennero fatte lungo un periodo di quindici anni: pecore e buoi del pastore Mosè in cambio di numerosi schiavi addestrati. Quelle transazioni furono riportate dallo scriba di corte Tutu (Papiri di Berlino 9784-9785) (2). Il proprietario di greggi Mosè era divenuto proprietario di schiavi.
Il secondo di questi due papiri ci fa capire che nessuna di quelle transazioni era un semplice baratto. Buoi e caproni appartenenti a Mosè, grande "bouvier", venivano scambiati non solo con schiavi, ma anche con misteriosi e non chiaramente specificati "servizi" futuri che venivano solennemente promessi. Queste transazioni sono davvero strane.

Tra i papiri di Berlino esiste il verbale di un processo in cui il mercante di schiavi viene accusato e trovato colpevole per non aver assolto la propria parte del servizio "futuro" relativo al contratto fatto con Mosè. Poi il "servizio" misterioso risulta effettivamente effettuato da parte del mercante di schiavi.
I documenti relativi a queste transazioni vennero, chissà perché, conservati e così sono giunti fino a noi.

La Bibbia, in molti passi del Pentateuco, ci fa apparire Mosè come un esperto "macellaio". I libri di Enoch, il manoscritto di Melchisedek da me riportato e molti scritti biblici profetici (specialmente Isaia) ci parlano del "ribrezzo" che Dio prova per i sacrifici cruenti di animali a lui offerti sugli altari. Mosè questo ribrezzo lo sposta da Abele (sacrificatore di animali) a Caino (contadino che offre a Dio i prodotti delle sue terre). L'assassino, nello scritto mosaico, diventa Caino.
Dio dice (Gen. 1-29): "Ecco, io vi do' ogni erba, ogni seme, ogni frutto: vi servirà da cibo."

Poco dopo, in modo molto contraddittorio, Dio afferma (Gen. 9-3): "Tutto quello che si muove e ha vita sarà vostro cibo...
Solo non mangerete la carne che abbia ancora vita, cioè il suo sangue!"

Mosè, abile macellaio, insegnò (3) alla sua gente a togliere il sangue dalla carne. Un "compromesso" che dura da più di tremila anni.

Note:
1. Ghurab o Abu Gorab: i templi solari sulla riva del Nilo tra Menfi e Ghisa.
2. cfr. Cyril Aldred - "Akenatòn" - 1979 - Newton Compton Ed. pp. 117-118 cfr. A. H. Gardiner, ZÄS 43, pp. 27-47.
cfr. Bernadette Menu, "Recherches sur l'Histoire Juridique de l'Ancien Egypte", Paris - 1988 - pp. 8-9 (in cui si nomina "le bouvier Meπouia" e si parla di una strana transazione e di "une arrivée massive de captifs réduits en dépendance").
3. cfr. Levitico 7-22. 38 e Levitico 27-9-13.

INDICE:

Presentazione pag. 7
Introduzione  
I papiri di Berlino pag. 9
Mosè ci ha "regalato" la paura della morte pag. 11

Il libro della Genesi pag. 27
Il libro dell'Esodo pag. 49
Il libro del Levitico pag. 85
Il libro dei Numeri pag. 95
Il libro del Deuteronomio pag. 117
Conclusione pag. 147
Tavole pag. 151

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