Che cosa sia il Santo Graal si sa:
è qualcosa di cui non si sa né cosa sia, né se ci sia.
(Piergiorgio Odifreddi, matematico)
Montségur, Ariège: agosto 2004. L'erto sentiero che porta alla rocca si staglia nitido nel limpido cielo d'agosto. A piccoli passi ci stiamo avvicinando a quello che potrebbe apparire benissimo come il castello del Graal, il nido dell'aquila.
A pochi metri da noi, oltre sette secoli fa, un gruppo di uomini, donne, bambini visse per alcuni mesi - dal maggio del 1243 al marzo dell'anno successivo - in condizioni precarie, assediato dalle truppe di Ugo d'Arcis.
Erano i Catari. Qualcosa sapevano, qualcosa nascondevano, qualcosa disperatamente cercato in questi luoghi anche dall'enigmatico Otto Rahn e ancor più ardentemente voluto da Adolf Hitler.
Era forse il mitico, inafferrabile Santo Graal?
Nell'arrampicarci pensiamo che ci sono oltre duemila anni di storia, di miti, di leggende fiorite in Terra Santa e approdate, forse, in questi luoghi, nel sud della Francia, lì davanti a noi. E ci sono oltre mille anni di misteri e di inarrestabili ricerche. Questa volta - come diversivo tra le indagini sui misteri di Rennes-le-Château, di Bérenger Saunière, dell'abbazia di Carol e di Louis de Coma - ha inizio anche un'altra avventura. Un'avventura che ci porterà ad indagare - spesso "de visu" o, a volte, con l'aiuto dei soliti polverosissimi libri - in varie parti d'Europa e, in particolare, d'Italia.
Ha inizio, così, la nostra "Cerca"...

* * *

Il Santo Graal rappresenta forse il tesoro più ricercato dagli Indiana Jones che si sono avventurati, nel corso dei secoli, nell'esplorazione delle pieghe più oscure ma affascinanti della storia dell'umanità. La sua ricerca ha impegnato esistenze intere a partire da quando, all'improvviso, ha fatto la sua comparsa nelle pagine di un romanzo medievale.
Ma è apparso ben prima - con "mille volti" - nella vita, nelle umane vicende di individui che hanno voluto dedicare tutte le loro energie, tutte le loro conoscenze essoteriche, ma ancor di più esoteriche, alla ricerca degli aspetti meno conosciuti di ciò che avvenne realmente in Galilea, in Samaria, sulle rive del lago di Tiberiade. Nella terra di Gesù il Cristo...
Ma è dalla lettura in epoca medievale di testi romanzati che schiere di cavalieri, studiosi, esploratori ed archeologi, o semplici curiosi animati dal desiderio di ritrovare la reliquia più sacra della cristianità, hanno creduto di averla localizzata in ogni angolo del globo, dal Medio Oriente al Nuovo Mondo passando, soprattutto, attraverso la vecchia Europa, in nazioni quali la Francia e l'Inghilterra, dove la leggenda del Graal ha visto, verosimilmente, la luce e si è sviluppata.
Sulle sue tracce, molto tempo fa, abbiamo deciso anche noi di incamminarci per cercare di fare un po' di chiarezza su questo tema, ben consapevoli però delle infinite difficoltà che avremmo incontrato - e che ci hanno fatto realmente compagnia durante la stesura di questo libro! - nel descrivere luoghi e circostanze in cui siano apparsi, si siano manifestati elementi concreti a favore dell'ipotesi della reale esistenza fisica di ciò che abitualmente viene inteso come Santo Graal. Oppure di sperdute località ove si abbia avuto sentore della presenza di soltanto infinitesimali o più consistenti segnali, simboli atti ad avvalorare miti e leggende ad esso relativi.
I risultati di questa indagine vengono presentati in questo nostro nuovo lavoro, che segue idealmente i due precedenti dedicati al mistero di Rennes-le-Château, una delle varie località francesi ritenute da diversi ricercatori essere uno dei luoghi in cui venne custodito il Santo Graal. Qualunque cosa si intenda con questo termine.
Ed è proprio questa la prima domanda che ci poniamo nell'affrontare questa ricerca, nell'iniziare il nostro lavoro: "Che cos'è il Santo Graal?".
A questo proposito analizzeremo insieme al lettore le diverse ipotesi riguardanti la natura del Graal, i suoi "mille volti", partendo dalle origini del Graal secondo la letteratura cavalleresca fino ad arrivare alle teorie più recenti, come quella riportata in auge dal fortunatissimo libro "Il Codice da Vinci" riguardante il Sang Real, la presunta discendenza di Cristo attraverso Maria Maddalena. Cercando ovviamente di aggiungere qualcosa di nuovo!
Ma non ci fermeremo certo alle teorie più in voga. Il nostro desiderio è quello di analizzare anche le teorie, per così dire, "alternative" andando a ricercare nelle pieghe del tempo alcune ipotesi suggestive che allargherebbero il concetto di Graal senza limitarlo alla visione che ci è, da sempre, stata fornita attraverso i romanzi cavallereschi.
Una volta passati in rassegna "i mille volti del Graal" cercheremo di rispondere alla seconda domanda: "Dove si trova il Santo Graal?".
In questo caso non ci occuperemo solamente delle ubicazioni più note proposte dai ricercatori di tutto il mondo quali possibili nascondigli del Graal: la cappella di Rosslyn, in Scozia; il monastero di Glastonbury, in Inghilterra, oppure la rocca di Montségur, nel sud-ovest della Francia - sì, proprio il luogo ove questa nostra "Cerca" ha avuto inizio - e altre località ancora in giro per l'Europa e nel resto del mondo.
Scopo principale di questo libro è, infatti, quello di analizzare le leggende, le tradizioni e i fatti storici che indicano nell'Italia uno dei paesi in cui il Santo Graal sarebbe stato portato, sarebbe transitato e in cui potrebbe tuttora trovarsi. È proprio così!
Il nostro Paese annovera, da nord a sud e da est a ovest, una serie di località legate intimamente alla tradizione del Graal. Cercheremo quindi di analizzare tutte le ipotesi, anche le più misteriose e controverse, per sottolineare l'importanza dell'Italia nelle vicende del Graal.
"Excusatio non petita, accusatio manifesta", recita però un notissimo adagio nella lingua dei nostri padri. L'intuibile significato - anche per chi ha abbandonato da tempo le aule del Liceo - afferma che "scusarsi" prima ancora di essere "accusati" significa sicuramente aver qualcosa da nascondere, insomma ammettere di essere dalla parte del torto ancor prima di venire incolpati. Non è il nostro caso, e in queste necessarie parole di introduzione vorremmo metterlo bene in chiaro.
La nostra "Cerca" sui "mille volti del Graal" - svoltasi, come già accennato, in gran parte sul campo e in parte sui soliti polverosi libri - ha inteso fornire al lettore una panoramica, certamente non esaustiva, di ciò che comunemente può intendersi per Santo Graal e su dove, ragionevolmente, questo "quid" definito Graal si sarebbe potuto nascondere nei secoli passati e... ancora oggi!
Abbiamo così voluto fornire una serie di informazioni di carattere storico e letterario, oltre ad indicare al lettore dove indagare maggiormente, dove cercare ulteriori tracce, dove mettere in luce particolari che a noi - e a molti altri ricercatori - potrebbero essere sfuggiti.
È altresì ovvio che non ci si dovrà certo aspettare di andare in una qualunque delle città italiane citate nel libro e trovare il Sacro Calice... dietro l'angolo!
Al termine di ogni capitolo dedicato alle città italiane abbiamo voluto aggiungere una scheda di viaggio per cercare di facilitare il compito ai lettori più intraprendenti, fornendo indicazioni su come raggiungere le località e su dove sono ubicati i diversi luoghi di interesse insieme ai relativi orari d'apertura.
Ci scusiamo anticipatamente se dovessero esserci delle inesattezze riguardo a questi punti. Infatti, potrebbero esistere strade molto più comode, oppure più dirette, rispetto a quelle da noi percorse oppure, riguardo agli orari di visita - dato che i nostri viaggi ci hanno portato ad esplorare alcuni luoghi al di fuori del tradizionale orario di apertura al pubblico oppure a causa degli ormai consueti lavori di restauro - a volte ci si potrebbe trovare di fronte a porte irrimediabilmente... chiuse!
Infine, in un'apposita, atipica Appendice, abbiamo deciso di fornire una serie di "istruzioni per l'uso" per "vedere ciò che c'è dove nulla si vede", attraverso la tecnica degli stereo grammi, oppure "percependo l'immagine da un diverso punto di vista", mediante l'anamorfosi. Con l'unico obiettivo di rimanere in tema con il concetto di "messaggi nascosti" che ben si adatta alle vicende del Graal...
Quindi, zaino in spalla, rimbocchiamoci le classiche maniche e avventuriamoci seriamente, senza pregiudizio alcuno, in quella che potremmo definire la nostra personalissima "Cerca".
Faremo tutto questo, però, senza dimenticare il fondamento della tradizione del Graal:
"Non siete voi a trovare il Graal, è il Graal a trovare voi".
Roberto Volterri e Alessandro Piana
16 marzo 2005