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libri scelti da Francesco Di Blasi

I MILLE VOLTI DEL GRAAL

di Roberto Volterri e Alessandro Piana
Sugarco edizioni
pagg. 268 - € 18,80
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L'ARGOMENTO »
PREFAZIONE di Giorgio Medail:

Dopo secoli passati "in sonno" forse questo è il momento del risveglio. La sua luce, il suo irresistibile richiamo sta tornando a farsi sentire. Si è trattato di un sonno profondo, provocato dalla sbornia materialistica che, dalla rivoluzione illumini sta in poi, ha sterilizzato l'uomo dalle sue pulsioni spirituali. Un sonno che ora ci costringe ad attraversare con dolore un deserto infinito dove è bandita la scintilla divina che ci rende diversi da un portacenere o da un sasso.
Il Graal sta tornando a risplendere.
I nuovi barbari, uomini sempre più istruiti ma sempre più ignoranti, quelli che sanno tutto su un bottone ma non sanno niente del Tutto, non possono rendersene conto, né potranno mai farlo. Perché il rapporto col Graal non può essere intellettuale, mentale. Al contrario è un vero e proprio "corpo a corpo" col divino, fatto di tensione spirituale totalizzante, come quei cristiani fuggiti nel deserto per non accettare la religione dell'Impero voluta da Costantino. Non volevano saperne di mediatori o di Chiese tra la propria anima e Dio. Cercavano l'esperienza umana, diretta, con l'Assoluto.
Oggi alcuni eventi epocali ci stanno segnalando il cambiamento in atto: con la scomparsa di Giovanni Paolo II - enormemente amplificata dai media - miliardi di uomini si sono interrogati sul mistero della morte e dell'aldilà. Argomenti tabù che non hanno diritto di cittadinanza nel flusso perpetuo, chiassoso, dell'idiozia mediatica (il mistero divino si nutre di silenzio...).
Ancora: vengono stupidamente liquidati con l'epiteto di "fondamentalisti cristiani" i milioni di americani che ribellandosi alle "intellighenzie" dominanti nel loro paese mettono al primo posto - prima della politica - un autentico bisogno di spiritualità. E il dibattito mondiale sugli embrioni riporta al centro dell'attenzione, contro gli interessi e i brevetti delle case farmaceutiche, il tema della vita.
Il Graal sta tornando a risplendere.
Dal libro "Il Santo Graal" di Franco Cardini, Massimo Introvigne, Marina Montesano: "A livello letterario la ricerca del Graal è solo una bella avventura cavalleresca, ma a livello allegorico è il racconto del processo che conduce alla conquista della sapienza. Ma si tratta di una ricerca infinita: il Graal resta ineffabile e insondabile, e tale insondabilità permane il nucleo ultimo del suo mistero."
Definizione perfetta. Ma attenzione: la conquista della sapienza non ha nulla di "faustiano". Essa è il risultato di un'alchimia profonda che trasforma in oro il metallo vile, che distilla la materia in cui siamo imprigionati ricavando l'oro spirituale. È l'Impresa a cui sono chiamati i cavalieri della Tavola Rotonda. Nel frattempo la cultura dominante (e arrogante) non vede i segni del nuovo che ha sotto il naso, vive lontana dal cuore della gente, continua a non capirla. Ignora quanto siamo divorati dal bisogno di trovare il nostro nuovo/vecchio/eterno Graal.
"Paccottiglia pseudo-culturale e irrazionale che pasticcia falso naturismo e falso misticismo opponendosi al sapere scientifico e razionale", così il filosofo Claudio Magris bolla il grande e inconsapevole movimento (artificiose fumisterie?) che trasformerà questo vecchio mondo, opponendosi alla dittatura globale di quel 'sapere' scientifico, tecnologico e strategicamente suicida, che si illude di aver sancito sulla terra il dominio biblico dell'uomo, magari manipolando il Dna. Dovrete fare i conti con quella 'paccottiglia'...
L'insopprimibile tensione verso il divino - Graal - oggi, a dispetto di chi ha remato contro torna ad irrompere con prepotenza nello scenario della vita umana fino a toccare il cuore anche del mondo scientifico più aperto, finalmente approdato ad una visione olistica del mondo. Basta leggere i libri degli scienziati che si occupano di fisica quantistica per rendersene conto. La scintilla è però partita dal basso, da quello che con disprezzo è stato definito "proletariato culturale", boccalone all'inverosimile ma in marcia sulla strada giusta e con nel cuore una travolgente energia.
È di questa tensione, di questi segni disseminati ovunque nei secoli, che vi parla il libro che avete tra le mani. Se, come hanno fatto gli autori, vi metterete in cammino per le strade del mondo, di segni simili ne troverete parecchi, perché l'"homo religiosus" ha sempre cercato quella coppa, anche prima di Cristo, fin da quando abitava nelle caverne. E lo farà negli anni a venire. Cesare Medail, nel libro "Le Piccole Porte", lo definisce un impulso interiore e spiega: "...quella di trascendere la realtà visibile è un'aspirazione diffusa e comune all'umanità, oggi meno evidente perché seminascosta dai velami di culture ipertecnologiche ma pronta a riemergere (magari senza essere riconosciuta) appena un tremito qualunque scuota quei velami, nella società come nella persona."
Qualcuno (forse André Malraux) disse: "Il XXI secolo sarà spirituale o non sarà".
Scrive l'evangelista Matteo (26,26-28): Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunciata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate; questo è il mio corpo". Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue della nuova alleanza, versato per molti in remissione dei peccati".
Quel sangue è la vita, il Cristo, il passaggio obbligato tra questa e le altre dimensioni. È attraverso di lui che creatore e creature possono comunicare, stabilendo un ponte mistico tra il regno della materia e quello dello spirito. Il Graal dunque non è il pane spezzato, il corpo, la materia, ma contiene qualcosa di molto più prezioso, cioè il sangue, cioè la Vita (eterna).
Quel sangue "divino" scorre anche nelle nostre vene, perché siamo fatti a sua immagine e somiglianza. Il nostro stesso corpo è il "calice" che contiene l'inconcepibile scintilla.
Secondo il principio antropico, l'uomo è il fine dell'universo. Il seme della vita - codice genetico - è partito da molto lontano, si è fatto faticosamente strada per milioni di anni generando una miriade ribollente di specie in concorrenza tra loro sul pianeta fino a costruire una macchina di complessità straordinaria - la più straordinaria che conosciamo, ma forse non la sola - in grado di osservare ciò che l'ha generata. Abbiamo dunque una "responsabilità" cosmica non da poco: essere la coscienza dell'universo.
Il Graal è dentro di noi. E la scienza senza l'indispensabile spessore spirituale che la trasforma in "Scienza" non riuscirà a mai a trovarlo. È il momento di riscoprire l'alchimia e di celebrare - finalmente - quelle nozze alchemiche tra il Sole e la Luna, tra maschile e femminile, tra luce e tenebre, tra uomo e Dio, tra osservatore e osservato e di tornare ad essere Uno, non più tragicamente Due, irrimediabilmente divisi. Come Giano Bifronte dobbiamo guardare indietro, al passato, per poter guardare nello stesso tempo avanti, al futuro.
Roberto Volterri e Alessandro Piana sono due ricercatori in prima linea, fanno parte di quella rara specie di uomini che vanno ad indagare sul posto, sporcandosi le mani, scavando davvero, non solo in senso figurato. Non osservano la realtà col binocolo rovesciato come i "soloni" della cultura che pontificano su tutto. Scriveva il vecchio Mao sul "Libretto Rosso": "Chi non ha fatto inchieste non ha diritto di parola". Cioè: prima di parlare informatevi! Questo Volterri e Piana hanno fatto con un occhio di riguardo per il territorio italiano.
Il Graal è nascosto in mezzo ad una grande foresta di Graal. Per cercarlo, e questo solo conta, bisogna entrare nella selva oscura, vagare da una città ad un paese, da un castello in rovina ad una chiesa poco nota. E chi più cerca più raccoglie, perché i segni si moltiplicano, le tracce si fanno evidenti, mille fili si intrecciano...
Impariamo a guardare e ciò che a prima vista sembra occulto si svelerà sotto i nostri occhi.
Buona lettura.
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