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libri scelti da Francesco Di Blasi

UFO IMPATTO COSMICO Guerre atomiche nella Valle dell'Indo

di Alfredo Lissoni
MIR Edizioni
pagg. 222 - € 12,00

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INTRODUZIONE:

A RITROSO NEL TEMPO
Ma non tutta la "mitologia" indù (ma ha ancora senso definirla tale?) è così terrorizzante. Ciò che maggiormente affascina è la genesi dell'universo secondo i racconti dei bramini, un universo che, con alcune migliaia di anni d'anticipo sulle credenze occidentali, venne dagli indiani considerato brulicante di vita, e soprattutto assai più antico di quanto non si credesse (la moderna astronomia ha dato loro ragione; e ha dato torto alle credenze ebraico-cristiane, che stimavano la genesi dell'umanità tra i tre ed i cinquemila anni).
I riferimenti più intriganti riguardano il dio creatore Brahma, del quale il noto viaggiatore e documentarista Folco Quilici ha scritto: "Forse nel tentativo di superare l'ostilità che divideva i seguaci di Shiva da quelli di Vishnu l'induismo elevò a dio supremo, accanto ai due massimi, la figura di Brahma, e con lui - nella notte dei tempi - si precisò nella cosmogonia indiana l'idea della trimurti divina che doveva già essere presente nella mitologia religiosa portata in India dagli arii."
La statua più grande e più bella da noi vista della trimurti si trova scolpita nelle grotte di Elephanta, in una piccola isola poco distante dalla costa di Bombay. Quando un giorno le visitammo per filmare (e le umide e silenti rocce furono rischiarate, d'un tratto, dalle nostre lampade), ci fissarono gli occhi di pietra di tutti e tre gli dèi, uniti in un'unica statua; gli occhi di Vishnu conservatore dell'universo, di Shiva distruttore, e di Brahma, creatore.
Brahma, dicono i testi indù ostentando una sicurezza matematica, 4.319.573.000 anni fa creò il mondo; e non lo creò dal nulla, essendo egli stesso soggetto alla legge del karma che lo vuole morto, una volta esaurito il suo arco vitale. Brahma dette al mondo una determinata forma, creò cioè un'atmosfera per la crescita delle varie creature che già esistevano in torma nebulosa nel caos che precedette la creazione (il che fa il paio con l'idea degli ufologi dell'intervento di alieni "manipolatori" di materia già esistente; N.d.A.).
I "Vishnu Purana" sono i testi indù espliciti e chiari che precisano questa cifra vertiginosa: testi nei quali la lunghezza della vita di Brahma è calcolata in 100 anni divini di cui ogni giorno, chiamato il kalpa, equivale a 4.320.000 anni umani. Il kalpa è suddiviso a sua volta in 1000 grandi età o Maha-Yuga, di eguale lunghezza, ognuna delle quali consiste a sua volta di quattro ere. L'era iniziale o Kritayuga, durò 1.728.000 anni: secondo gli indù è questa l'età d'oro nella quale tutti gli uomini erano buoni e belli, vivevano a lungo, agivano rettamente ed erano perfetti. Il diavolo comparve nella seconda era detta Threta-Yuga, che durò 1.296.000 anni; tuttavia, anche durante questo periodo, la virtù fu predominante nel mondo. Nella terza era, la Dwapara-Yuga, la virtù diminuì fortemente e verso la fine di essa, che durò 864.000 anni, il diavolo dominò nel mondo e introdusse l'era Kali-Yuga, prevista di 342.000 anni; in essa predomina la cattiveria, tale da condannare questo mondo miserabile e determinarne la fine che sarà affrettata da un intervento divino.
Dopo la sua distruzione, ricomincerà il ciclo delle ere del mondo, partendo da una nuova creazione con l'avvento della bontà perfetta in luogo del male totale come è già avvenuto; e così via, finché Brahma stesso raggiungerà il centesimo anno della sua vita, morirà e accadrà un grande cataclisma; passati altri cento anni divini, nascerà un nuovo Brahma e tutto ricomincerà da capo, per ripetersi ancora, all'infinito.
Dietro a questo succedersi di mondi, c'è una realtà statica chiamata Atman che causa questo avvicendarsi senza fine, ma non ne è toccata: se vogliamo trovarvi un equivalente occidentale l'Atman sarebbe forse ciò che Aristotele chiamava il "movente immobile". Fine ultimo della vita, dicono gli indù, è trovare la liberazione dalla dinamica del mondo e stabilire un'unione con l'Atman...
Conoscere tutto ciò, del nostro mondo ma anche degli altri mondi abitati non solo è utile, ma è anche indispensabile e necessario per la nostra evoluzione (e l'affermazione che segue farà molto piacere ad alcuni ufologi). Dice infatti il testo vedico "Sri Isopanishad" (secondo la traduzione del gruppo Hare Krishna): "Se l'uomo non compirà i doveri che gli conferisce la sua forma umana, dovrà trasmigrare su pianeti detti 'asurya', dove tutti gli esseri, sotto forme degenerate, si dibattono nell'ignoranza e nelle tenebre..."
Ci racconta l'ufologo Roberto Malini: "Secondo il 'Vishnu Purana', testo fondamentale dell'lnduismo, esiste un'evoluzione universale che ha necessità di svolgersi attraverso una successione di mondi o grandi periodi di tempo, detti 'manvantara', ognuno dei quali fu introdotto da un Manu o Primo Uomo. Manu è un termine sanscrito che significa 'uomo' e indica i 14 padri della razza umana, abitanti dei cieli. Il Manu del nostro tempo si chiama 'Vaisvata' ed è il settimo. La preastronautica indica quali padri della civiltà umana alcune forme di intelligenza extraterrestre particolarmente evolute sotto gli aspetti filosofico, scientifico e tecnologico. Ma da dove sarebbero venuti questi misteriosi e potentissimi padri, capaci di dare senza prendere, di osservare cercando di interagire il meno possibile con i nostri antenati? Secondo il matematico Su-Shu-Huang, esisterebbero per la legge dei grandi numeri civiltà aliene a 18 anni-luce da noi. Secondo l'americano Willy Ley, almeno 18.000 pianeti della nostra galassia dovrebbero essere abitati da umanoidi. L'equazione portata a conoscenza del pubblico nel corso della conferenza di Green Bank calcola un numero massimo di 50 milioni di umanità esistenti nella Via Lattea e un numero minimo di 40. Le creature appartenenti a queste razze potrebbero essere il prodotto di un'evoluzione simile a quella che ha plasmato i terrestri. Si deve però considerare che una maggior forza di gravità avrebbe ridotto la loro altezza e potenziato la loro struttura osseo-muscolare; che una temperatura più fredda ne avrebbe aumentato lo spessore della cute, ispessito lo strato di grasso, infoltito il rivestimento cutaneo. La conformazione del suolo, la vegetazione, le disponibilità alimentari, la composizione dell'atmosfera: tutti elementi capaci di influire in modo rilevante sul progresso della specie. L'antropologo Ashley Montague affermò che, per una razza aliena, noi terrestri potremmo forse rappresentare quello che per noi rappresentano i bacilli della rabbia o del colera: motivo sufficiente, questo, per spiegare come mai essi non abbiano stabilito relazioni con il nostro mondo, posto che non l'abbiano fatto...".
In questo studio, incrociando le tradizioni vediche a quelle occidentali (ebraiche) cercheremo di capire il reale motivo del "non-contatto"...
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