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libri scelti da Francesco Di Blasi

Q, IL 1° VANGELO - I DETTI ORIGINALI DI GESÙ
A cura di Mark Powelson e Ray Riegert
con la consulenza di Marcus Borg

di Gesù di Nazareth
Edizioni Amrita
pagg. 100 - € 11,40
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L'ARGOMENTO »
INTRODUZIONE:

a cura di Thomas Moore

Le indimenticabili parole di Gesù, fonte di ispirazione e di sfida, ci accompagnano ormai da duemila anni. Durante tutto questo tempo sono state utilizzate per moraleggiare, dare ordini, difendere e condannare, oltre che per guidare e condurre. Come hanno sottolineato gli studiosi per più di un secolo, i quattro Vangeli sono carichi di interpretazioni, punti di vista e note di coloro che ne hanno definito il testo e, in mezzo al caos di letture annose e conflittuali, appare spesso difficile udire la voce originale ed essere profondamente toccati dalla saggezza di uno dei più grandi maestri del mondo.
"Q, il 1° Vangelo" è il miglior tentativo operato dagli studiosi per renderci il Vangelo di Gesù nella sua forma più pura, e ci offre una straordinaria opportunità di avvicinarci con apertura mentale, con un nuovo modo di ascoltare e con rinnovata comprensione alla lieta novella del misterioso regno annunciato da Gesù. Leggere queste semplici ma enigmatiche parole è come sedere alla presenza di un maestro; abbiamo qui l'opportunità di prestare ascolto attivamente e individualmente a una voce reale, di coglierne le sfumature e di percepirne la personalità.
Per molti di coloro che conoscono il linguaggio dei Vangeli, leggere i detti di Gesù senza la consueta contestualizzazione delle sue parole potrebbe costituire una vera e propria rivelazione. Il lettore potrà scoprirvi saggezza piuttosto che moralismo, bellezza e poesia piuttosto che opinioni e un insondabile mistero piuttosto che mera persuasione, scorgendo infine l'anima del Vangelo, non semplicemente il messaggio. Nello sforzo di condurre una vita religiosa o spirituale talvolta succede di rimanere invischiati in questioni marginali (chi ha ragione? Quali sono i fatti? Qual è il giusto modo di vivere?) mentre la grande letteratura delle religioni del mondo si addentra così profondamente nella natura delle cose che tali domande si rivelano troppo superficiali. Entrando in contatto con le profondità della nostra anima, comprendendo che la natura umana è una e aprendosi senza paura al mistero che è alla base della nostra vita, ci è dato di scoprire risorse per una vita etica ben più profonde di quelle che potremmo trovare in un elenco di stereotipi morali. Frequentare la chiesa e professare la fede, pur costituendo validi cammini verso una vita spirituale, possono rivelarsi non sufficienti per apprezzare appieno la sacralità. Abbiamo bisogno di parole che possiedano un potere e un mistero eccezionali e che ci conducano oltre i nostri schemi e le nostre interpretazioni.
I detti di Gesù presenti nel "Vangelo Q" fanno riferimento direttamente ai mistero e appaiono simili alla poesia sacra del Vecchio Testamento e di altre tradizioni religiose. Essi generano un religioso stupore piuttosto che semplici nozioni di divinità e di fede, sfidano il lettore ad approfondire le proprie riflessioni sulla situazione dell'uomo e ribaltano valori familiari.
L'impulso a scoprire in maniera scientifica il Gesù storico e le sue parole ha una sua ragion d'essere, ma la storia è in continuo mutamento perché gli storici sorgono e tramontano assieme alle loro svariate teorie e interpretazioni. L'idea della fonte, la sensazione di essere in presenza di un testo autentico e fondamentale, costituisce un risultato importante. Essa concentra l'immaginazione in un modo particolare e permette al lettore di avvicinarsi con purezza e apertura mentale a pensieri e immagini divenuti forse troppo familiari.
Spogliate dai numerosi dettagli riguardanti l'ambientazione egli obiettivi, le parole del "Vangelo Q" penetrano più a fondo nell'immaginazione, fattore fondamentale nel rapporto tra un testo sacro e coloro che lo leggono. Può facilmente accadere di leggere un qualsiasi testo sacro con troppa leggerezza, o presumere di comprenderne perfettamente il significato e l'intenzione, ma è quando permettiamo alle storie e ai detti sacri di penetrare in quella parte di noi che è libera da schemi e da pensieri abituali che il nostro stesso concetto di vita spirituale diventa più profondo.
I detti del "Vangelo Q" ci invitano a ribaltare completamente la "saggezza convenzionale"; arricchiti da paradossi, ironia e arguzia, essi spingono le nostre riflessioni verso direzioni insolite e, dal punto di vista psicologico, spostano la nostra attenzione da strutture che ci trasmettono un significato comodo e convenzionale verso riconsiderazioni e rivalutazioni più stimolanti e fruttuose. In questo modo, essi ci offrono nuova vita ed energia.
Desidero collocare questo libro splendido e ben curato, con la sua eccellente traduzione, tra le mie poche fonti primarie sulla letteratura spirituale e religiosa del mondo. Desidero leggerlo in modo diverso dagli altri libri, trattandolo come una delle fondamentali rivelazioni sulla sacralità della vita. Da esso mi aspetto un Gesù senza le corazze e il "confezionamento" delle tradizioni più tarde, meno velato dagli scopi di benintenzionate istituzioni e pertanto più poetico e sublime, più consono al mio desiderio di una vita spirituale intelligente, profondamente sentita e volta al sociale.
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