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L'ONDA DI VITA NELL'ARMONIA DEL COSMO
Dalla cellula alla galassia, dagli atomi alle stelle l'onda di vita risuona nell'armonia dei mondi


 
di Carlo Splendore
Tecnipress - IIa Edizione ampliata e aggiornata
pagg. 288 - illustrazioni nel testo - € 14,00
Per ordinare: splendorec@libero.it

 

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PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE (1987):

di Dario Schena Sterza
Coordinatore deII'InternationaI Committe of the IntegraI Science
Roma, Gennaio 1987

Questo libro si distingue dai molti che hanno trattato il tema delle leggi armoniche del creato.
Infatti, ad un attento esame della bibliografia esaminata dall'autore e ancor più di quella a mia conoscenza sull'argomento, il "meccanismo dell'ottava", ossia la legge del "settenario", che lega tutta la "meccanica cosmica", non sembra sia mai stato discusso con tanta acuità e vasta prospettiva.
Il tema in passato è stato oggetto di studi esoterici filosofici, ma molto spesso in termini vaghi, generalizzati o frammentari. Non mi risulta che siano stati fatti studi fisico matematici specifici, almeno dal tempo di Galilei ad oggi.
Ovviamente, mi riferisco non alle leggi matematiche relative alla fisica delle vibrazioni, ma più specificatamente ai "fenomeni di biforcazione", intervenenti nelle fasi di crisi che la "scala naturale" delle frequenze ha in se medesima.
L'autore, infatti, spiega, con dovizia di particolari, le analogie della sequenza dello sviluppo della scala musicale in un numero cospicuo di casi, inclusi quelli tecnologici.
Ebbene, è proprio la cibernetica associata alla informatica che è in grado di studiare questa fenomenologia di crisi e di biforcazione. Anzi il termine "biforcazione" che apre alle ottave laterali - come dice l'autore - è un termine cibernetico fondamentale, perché si basa sulla legge di "indeterminazione". Infatti, nella attuale "teoria dei sistemi", che deve servire come base alla nuova epistemologia dei sistemi, sta il segreto nell'accordo tra determinismo e indeterminismo, rivelatore dei "gradi di libertà" concessi, pur nella rigida legge gerarchica che crea le condizioni della manifestazione vitale.
Come fisico cibernetico, posso dire che la lettura di questo libro mi è stata preziosissima, in quanto nello sviluppo del mio pensiero inerente al "Trialismo Integralista", le considerazioni sulla legge dell'ottava sono estremamente importanti. D'altronde credo di essere nelle condizioni di potere valutare questo lavoro meglio di altri, non solo per la mia formazione scientifico spiritualista, ma anche perché più di trent'anni fa scrissi un libro sui "ritmi cosmici". Furono i miei interessi filosofici, specificatamente esoterici, ad indurmi allo studio delle scienze di frontiera, come la parapsicologia e la tanto contestata astrologia. Fu sempre mia intenzione far rilevare, nell'ambito della scienza, l'importanza del "ritmo cosmico". Fin da allora cercavo di introdurre la "psicobio-fisica" in accordo con il ritmo delle leggi universali del sistema planetario. Cercavo di chiarire la differenza che intercorreva tra una scienza fisica su basi statistiche, (che andava fondando una nuova disciplina: la cronobiologia, alla quale se ne affiancava un'altra ben significativa: la cronogenetica) e l'antica astrologia, tanto oltraggiata da chi ne fa commercio.
L'autore si trova allineato alle mie stesse posizioni, che peraltro furono quelle di Karl Gustav Jung.
Se molti scienziati leggessero la "sincronicità" di Jung, nata dalla collaborazione con il grande fisico Pauli all'Università di Princeton, probabilmente muterebbero parere su questo tema. Del resto, come non riconoscere la grande influenza che sta manifestando nel mondo la Scuola Gnostica di Princeton? Anche l'autore sembra sia stato affascinato da questa corrente neo-platonica, perché i suoi pensieri confluiscono tutti in quella direzione. Non potrebbe essere altrimenti, perché la legge dell'ottava ha i suoi primi grandi Maestri proprio in Platone e Pitagora.
Altre grandi menti hanno intravisto in questa legge il segreto della creazione: Goethe, Steiner, Ouspensky. In tempi recenti un cosmobiologo astrologo: Krafft, autore di un'opera in sei volumi "Astrobiology". Ricordo anche l'affascinante libro di un altro ingegnere francese: Don Neroman, che scrisse la "Musique, clef du monde", in cui egli riproponeva la concezione delle armonie celesti, associata alla struttura degli "archetipi", secondo Platone.
L'autore ha sviluppato una tematica vastissima che può servire come struttura di base per una ulteriore ricerca in termini di scienza contemporanea. Oggi infatti constatiamo che, sempre più, scienziati aperti alle antiche e pur nuove idee sono indotti a meditare sulla sapienza antica, riconoscendo le leggi dell'"eterno ritorno". Ebbene, l'autore, formato alle discipline ingegneristiche del tempo moderno, pensa e scrive con saggezza antica. La sua analisi del "settenario" dell'evoluzione cosmica, con la corretta interpretazione numerologica e il confronto con le fasi omologhe fra il DO della cellula e il DO della galassia, risponde a una verità incontrovertibile.
Infatti noi ci troviamo in un "universo antropico" in una posizione centrale, che io affermo non essere solo di osservatore, ma anche di coocreatore e, ahimé! di coodistruttore! È vero, noi siamo parte integrante di un organismo immenso e come noi abbiamo intimamente un microcosmo in cui avvengono cose straordinarie, così noi facciamo pure parte di un macrocosmo, in cui si manifestano altrettante cose meravigliose. Universi dentro universi, una serie infinita di universi, legati dalla legge cosmica del pensiero, unica realtà imperante in un universo intelligente che deve divenire sempre più intelligente.
La scala dell'"ottava" coi suoi cinque toni e due semitoni è una realtà cosmico matematica intuita e pensata fin dalla più remota civiltà. È importante in fisica, perché la stessa scala degli elementi scoperta da Mendeleev, si basa proprio sulla legge dell'"ottava". Infatti è ben noto che gli elementi si ripetono a intervalli fissi, alla cadenza di ogni otto elementi. Tutto ciò è legato al numero atomico. Molti nuovi elementi furono scoperti proprio utilizzando il criterio della scala periodica che il grande chimico russo aveva scoperto. Non è forse questo un esempio della struttura armonica del creato?
La creazione nasce dal Logos, ossia dal Verbo e questi si manifesta nella luce.
l fisicalisti parlano di Big Bang in termini eminentemente materialistici, come se la creazione dipendesse dal caso. Ma chi vuole avere una giusta ispirazione deve analizzare comparativamente le varie cosmogonie e trovare in esse le reiterate coincidenze di pensiero, in tempi e luoghi diversi. E del resto, che tutto sia legato da leggi armoniche è provato anche dagli esperimenti fisici fatti con le figure di Lissajous e di Chladni, ben descritte dall'autore.
È indubbio che fin dalla nascita dell'Universo esisteva una legge che trasformava il pensiero in atto e questi in forma. Ogni vibrazione ha una sua forma e una sua simmetria.
L'Universo è dialettico ed è nato dalla luce coi suoi fotoni e antifotoni, rappresentando l'eterno ciclo dei contrari, del positivo e del negativo, dello Ying e Yang, della materia e dell'antimateria. Però, la legge binaria obbliga necessariamente a un rapporto armonico che, come si vede è soggetto alle sue crisi.
lo sono un estimatore del grande fisico filosofo Jean Charon che tratta la realtà dei "buchi neri", ossia delle stelle morenti e ormai invisibili e dei "microbuchi neri" ossia gli elettroni, pure invisibili, ma portatori dello spirito del creatore. Charon non ha trattato il tema della struttura armonica del creato, ma io vedo una grande analogia con il pensiero dell'autore, perché il rapporto tra cellula e galassia è analogo al rapporto stella e elettrone.
C'è però una questione che, generalmente, gli studiosi di questa affascinante problematica, dimenticano. Sembrerebbe che tutto il creato sia una immensa e perfetta armonia e che noi uomini che osserviamo e partecipiamo a questo creato siamo destinati ad evolverci e perfezionarci nella totalità man mano che la nostra intelligenza cresce, mentre cresce l'intelligenza della creazione.
In verità ci si dimentica delle leggi del male e del bene. In mezzo a tanta armonia, nella stessa natura, si manifesta tanta disarmonia. Le sfere celesti girano in perfetta regolarità e ritmo, ma il nostro Universo è teatro di infiniti drammi distruttivi: collisioni fra pianeti e meteoriti, enormi convulsioni telluriche, buchi neri in cui scompare tutta la materia e così via.
C'è una realtà entropica, mirata al disordine che sembra avere il sopravvento a lungo termine. Del resto questo Universo dovrebbe scomparire in un enorme buco nero nel giro di cento miliardi di anni...
Nel nostro stesso "microcosmo", ossia nelle stesse nostre cellule dove si manifestano armonie meravigliose, non avvengono anche fatti catastrofici? La malattia non è forse un evento disarmonico? In fondo non ci sono cellule che costruiscono e cellule che distruggono? I processi entropici e neg-entropici sono il sale della vita. La vita è una manifestazione locale neg-entropica della più grande entropia in atto. Ciò si manifesta nella realtà fisica e nella realtà psichica. La lotta tra il bene e il male è eterna e necessaria. Senza le opposte tendenze non sarebbe possibile definire il bene, come non si potrebbe definire la luce.
Quale dunque la lezione che devono apprendere gli umani da tutto ciò?
A me sembra logico: la liberazione dal gioco antagonistico. Ma questa è l'interpretazione del Buddismo. Tuttavia, anche accettando l'escatologia cattolica, alla fine dovremmo giungere alle stesse conclusioni, perché alla fine dei tempi, l'uomo dovrebbe rinascere in una Umanità diversa e perfetta, ossia nell'annullamento della legge dei contrari.
Ma il tema è immenso e comporterebbe una trattazione enorme. L'autore non poteva, naturalmente, affrontare questioni scientifico-filosofiche particolarmente impegnative, né addentrarsi nei particolari, proprio per ragioni di spazio editoriale e di necessaria volgarizzazione. Ma io ritengo che l'essenziale sia stato proposto e che questo sia un libro da leggere e meditare, perché apre ad un numero grandioso di problematiche, che certamente saranno oggetto, in futuro, di vaste discussioni da parte dei cultori delle scienze di frontiera.
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