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libri scelti da Francesco Di Blasi

L'UOMO È UN EXTRATERRESTRE Una straordinaria teoria dimostra che l'origine delle specie ha avuto luogo a causa di un intervento extraterrestre

di Will Hart
Gruppo Editoriale Armenia
€ 16,50
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INTRODUZIONE:

La plausibilità dell'intervento extraterrestre
Supporremo che su qualche lontano pianeta, circa quattro miliardi di anni fa, si sia evoluta una forma di creatura superiore che, come noi, abbia scoperto la scienza e la tecnica, sviluppandole molto al di là di tutto ciò che noi abbiamo realizzato.
Sir FRANCIS CRICK
Life Itself [L'origine della vita]
Uno sconvolgimento futuro sembra ora una caratteristica permanente della civiltà postindustriale. Il mondo quotidiano della società moderna ha già sopravanzato le storie dei più fantasiosi scrittori di fantascienza della nostra epoca: una generazione addietro abbiamo dipanato i misteri dell'atomo, e in questo momento la nostra sonda spaziale su Marte sta raccogliendo informazioni, le più recenti delle quali rivelano indizi a favore della presenza di acqua e di qualche forma di vita sul pianeta rosso nel lontano passato.
Siamo nel bel mezzo di un'esplosione di informazioni. Gli scienziati valutano che il totale delle conoscenze umane stia raddoppiando ogni cinque anni, un ritmo di espansione impossibile da sostenere per tutti noi, compresi gli specialisti di ogni disciplina che lavorano a tempo pieno solo per tenere il passo degli sviluppi del loro settore. Scienza e tecnica devono spiegarci come funziona l'universo, contribuire a renderci un po' più facile la vita e risolvere dei problemi. Ma negli ultimi 50 anni abbiamo appreso la dolorosa lezione che esse possono anche generare dei problemi.
Durante la stesura di questo libro sono finite sulle prime pagine dei giornali tre notizie strabilianti: nel dicembre del 2002 un'azienda chiamata Clonaid ha annunciato la nascita del primo essere umano clonato: una bambina di 3 chili e mezzo di nome Eve. Clonaid è una diramazione di una setta religiosa fondata in Francia 30 anni fa da un giornalista francese che adesso si fa chiamare Rael. Il movimento raeliano afferma di avere 40 mila aderenti in tutto il mondo, e uno dei suoi principali obiettivi è clonare esseri umani e mediante tale procedimento conseguire alla fine l'immortalità. Sebbene l'affermazione della Clonaid non sia stata avvalorata dalla prova del Dna, gli scienziati concordano sul fatto che una simile clonazione farà parte del nostro futuro. La tecnica e i metodi sono già stati usati per produrre cloni di un certo numero di specie animali.
Sempre nel 2002, il Public Consortium, un gruppo di ricerca senza fini di lucro, ha annunciato di avere portato a termine la decifrazione provvisoria del genoma umano: ha elaborato una mappa del codice genetico dell'uomo. Questa potrà sembrare una conquista del tutto nuova, ma in realtà è un passo avanti logico in una progressione storica. Da migliaia di anni modifichiamo il patrimonio genetico di piante e animali: la sottospecie canina che prima non esisteva fu creata con un metodo ancora non ben identificato. Analogamente abbiamo messo a rischio la sopravvivenza di alcune specie e ne abbiamo spinte altre verso l'estinzione. Insomma da lungo tempo "imitiamo Dio". Il fatto che non ce ne rendiamo conto è dovuto all'accettazione, nel corso del tempo, delle nostre pratiche di allevamento selettivo e di modifica dell'ambiente naturale. Che cosa ci potrà impedire di sperimentare la clonazione umana? Benché vi sia oggi una considerevole opposizione all'idea di clonazione umana, l'opposizione è una reazione comune nei confronti delle conquiste scientifiche. Con ogni probabilità nell'arco di una generazione questa reazione verrà meno e la clonazione diverrà una cosa banale.
Una terza notizia è venuta fuori nel 2001 ed è stata riferita dalla Reuters da Londra col titolo "Scienziati costruiscono un minuscolo computer a Dna: Imitando madre natura, alcuni scienziati israeliani hanno costruito un computer a Dna così piccolo che in una provetta ce ne starebbero mille miliardi, con cui si potrebbero eseguire un miliardo di operazioni al secondo con una precisione del 99,8 per cento." (1)
Che cos'è esattamente questa macchina e come funziona? Il professor Ehud Shapiro dell'Istituto Weizmann ha spiegato in pratica al giornalista, che probabilmente era sconcertato quanto il lettore medio dell'articolo: "Abbiamo costruito un computer su scala nanometrica composto da biomolecole [...]. Quando mille miliardi di computer operano assieme sono in grado di eseguire un miliardo di operazioni."
Si potrà affermare che queste tre notizie non sembrano sconvolgenti né incredibili. Forse non abbiamo più la capacità di sconvolgerci; forse nulla è incredibile in questa epoca di continue conquiste scientifiche e rivoluzioni tecnologiche. Sembriamo essere avvolti in una spirale sempre più rapida di simili annunci e progressi sbalorditivi, e sembrano essercene sempre di nuovi che scavalcano quelli presentati ieri o la scorsa settimana o lo scorso mese.
Eppure, mentre ci buttiamo a capofitto in un futuro incerto che si fa ogni giorno più complesso, sembriamo avere dimenticato il nostro passato. Ma come possiamo giungere davvero a conoscere l'universo (capire, per esempio, che un tempo vi era vita su Marte) senza prima conoscere la verità riguardo alle nostre origini e alla nostra storia? Al cuore della nostra psiche ci troviamo ad affrontare fatti significativi: non sappiamo come siamo arrivati qui; non sappiamo come sia nata la vita umana. I nostri antenati hanno vissuto la nostra storia ma noi abbiamo perduto i fili per completare l'arazzo lasciatoci da loro in eredità.
Siamo perplessi e sgomenti per le realizzazioni meravigliose e misteriose lasciate dalle primissime civiltà nelle sabbie dell'Egitto e della Mesopotamia, sulle alte montagne del Perù e nelle giungle del Messico, nella valle del fiume Indo e sulle pianure della Cina centrale. In un'epoca in cui la maggior parte della popolazione umana sulla Terra viveva ancora in maniera molto primitiva in piccoli gruppi tribali caratterizzati da una relativa uguaglianza e da una distribuzione ragionevolmente equa della ricchezza, del potere e delle risorse, civiltà avanzate con un modo di vita molto diverso emersero all'improvviso in questi sei differenti punti del globo: Messico, Perù, Egitto, Sumer, valle dell'Indo e Cina.
A partire dall'8000 a.C., e con una successiva accelerazione dello sviluppo fra il 3500 e il 1500 a.C., vi fu un'improvvisa esplosione di innovazione in queste diverse zone del pianeta. Queste prime civiltà condividevano uno strabiliante numero di somiglianze, completamente diverse da tutto ciò che gli esseri umani avessero mai manifestato: tutte costruirono strutture monumentali (specialmente piramidi), edificarono centri urbani e sostituirono la caccia e la raccolta con l'agricoltura. Ciascuna di esse inventò nuovi strumenti, utilizzò la forza e l'efficienza di una manodopera organizzata e di una specializzazione al suo interno e creò le raffinate caratteristiche estetiche e intellettuali che definiscono la società civile. E quattro di esse diedero origine a coltivazioni agricole fondamentali su cui ancora oggi facciamo affidamento: mais, patate, riso e frumento.
Queste somiglianze conducono a molti interrogativi: come e perché ebbero origine queste sei civiltà umane e perché condividono tante caratteristiche? Perché, per esempio, troviamo piramidi a Sumer, in Egitto, in Messico e in Cina?
Come mai tanto i sumeri quanto i maya acquisirono conoscenze astronomiche e matematiche avanzate? Perché queste società abbandonarono il modo di vita dei cacciatori-raccoglitori, che aveva avuto successo per centinaia di migliaia di anni, per affidarsi all'agricoltura?
Un'ulteriore caratteristica che definisce le nostre civiltà ancestrali, spesso osservata ma mai realmente spiegata, è un'organizzazione sociale del tutto diversa da quella dei precedenti milioni di anni di evoluzione umana: il semplice sistema egalitario esistente divenne un complesso sistema piramidale con un re divino al vertice. Perché la comparsa delle nostre più antiche civiltà fu accompagnata da questa radicale trasformazione sociale? Che cosa provocò un tale mutamento estremo?
I nostri scienziati hanno svelato il codice genetico umano, ma noi dobbiamo ancora trovare la chiave per risolvere gli enigmi delle grandi e bellissime città le cui rovine oggi ci ossessionano. Dobbiamo ancora capire le leggende che queste antiche culture condividono, o il motivo per cui esse sono condivise da popoli tanto distanti fra loro geograficamente: i racconti di un grande diluvio, delle origini dell'agricoltura, di giganti che un tempo vagavano sulla terra, e di una razza con poteri sovrumani che creò gli uomini e insegnò loro a diventare "umani". I miti di creazione di questi sei luoghi del mondo (tutti ben distanti l'uno dall'altro) sono in effetti straordinariamente simili. In ciascuno di essi gli dèi (apparentemente umani, ma molto superiori per conoscenza e potenza) discesero dal cielo per creare gli esseri umani come noi, per conferire all'umanità i doni della civiltà e per lasciare in eredità una teocrazia basata sull'idea che il re sia disceso dagli dèi o sia stato da questi nominato.
Sembra improbabile che lo sbalorditivo numero di somiglianze fra questi miti sia il risultato di pure coincidenze, il che ci conduce a un interrogativo più ampio: potrebbe forse darsi che questi racconti da lungo tempo considerati dei miti siano in realtà resoconti fattuali? Gli indizi sembrano avvalorare questa ipotesi.

Questo libro riguarda la raccolta di testimonianze a dimostrazione della teoria secondo cui la Terra fu visitata da una razza extra terrestre di esseri umani che intervenne nei processi biologici, una razza che modificò a loro immagine gli esseri umani mediante bioingegneria. lo la chiamo "teoria dell'intervento extraterrestre intelligente". Una volta realizzata questa creazione, questa razza della genesi (o questi dèi, come vengono definiti nei miti di tali antiche civiltà) insegnò agli esseri umani le arti e le tecniche dell'agricoltura e della vita civile, fra cui quelle necessarie per costruire i colossali monumenti i cui resti sono visibili ancora oggi.
Questi monumenti in pietra, che da millenni si ergono come mute sentinelle, sono in effetti testimonianze importanti che avvalorano questa teoria. Si è visto che i blocchi di pietra che costituiscono tali monoliti pesano tra le 20 e le 400 tonnellate ciascuno; sono così pesanti che potrebbero essere spostati solo con i più moderni macchinari e attrezzature. Come poterono allora venire spostati migliaia di anni fa? Come chiarirà il capitolo 7, la costruzione delle massicce piramidi in Egitto, per esempio, non si sarebbe potuta realizzare con i metodi primitivi che secondo archeologi e antropologi avrebbero utilizzato i costruttori. In effetti nessuno sa spiegare adeguatamente come venne costruita la piramide di Cheope o come furono trasportate le pietre megalitiche di Tiiahuanaco. E nemmeno sappiamo a chi venne l'idea di costruire piramidi e ziggurat o come fu deciso di rendere tali strutture dei punti di riferimento geodetici allineandole col nord geografico.
Forse l'interrogativo maggiore è perché non conosciamo le risposte a tutte queste domande. Perché abbiamo dimenticato il nostro passato? Anziché averlo dimenticato, forse finora non abbiamo avuto la conoscenza e l'intelligenza che ci avrebbero consentito di vedere le risposte che sono con noi da sempre.
La teoria dell'intervento extraterrestre intelligente esaminata in queste pagine è fondata sui punti seguenti, in relazione alle sei civiltà iniziali del nostro pianeta, ciascuno dei quali è avvalorato da testimonianze esistenti.
- Queste civiltà comparvero all'improvviso, senza precedenti del genere, il che, sostiene la teoria, fu dovuto allo stimolo esterno da parte di una razza progredita.
- Queste civiltà si distaccarono completamente dal passato primitivo dell'umanità producendo, senza precedenti del genere, architettura collettiva, metallurgia, agricoltura e altre manifestazioni di uno sviluppo tecnico accelerato. Inoltre, nell'arco di un lungo periodo di tempo, alcuni di tali sviluppi si diffusero al di fuori delle sei località geografiche che furono le prime a manifestarli.
- Quattro di queste sei civiltà principali furono le prime a sviluppare e a coltivare alcuni dei prodotti agricoli che da allora sono diventati di prima necessità per la popolazione mondiale, tra cui frumento, patate, mais e riso.
- Il resto del mondo era molto in ritardo rispetto a questi sei centri culturali per tutte le caratteristiche tecniche, collettive, giuridiche, burocratiche e organizzative che costituiscono la civiltà, il che spiega perché non abbiamo trovato in altre parti del mondo resti di piramidi o ziggurat o raffinati sistemi di irrigazione risalenti alla stessa epoca di quelli riscontrati in queste prime zone. E nemmeno città, agricoltura su vasta scala, metallurgia, veicoli a ruote, sistemi avanzati di matematica e astronomia, ingegneria civile e scrittura erano presenti altrove nell'epoca in cui prosperavano in questi sei centri.
- Tra queste sei località vi è una convergenza di tradizioni letterarie e orali in relazione ai miti di creazione e al modo in cui tali popoli acquisirono le arti e le scienze.
- Vi sono numerosi enigmi e anomalie particolarmente stimolanti legati a queste antiche civiltà.
- La civiltà umana è molto più antica di quanto valutassimo, ed ebbe inizio forse tra i 10 mila e i 20 mila anni fa.
Come spiegherà questo libro, la teoria dell'intervento extraterrestre intelligente è fortemente avvalorata da testimonianze in tutti questi settori. Mentre alcuni ottimi libri innovativi hanno approfondito alcuni degli argomenti contenuti in questa opera, qui apriremo nuove strade da un punto di vista scientifico, sintetizzando in un paradigma coerente osservazioni, dati e altri risultati di vario genere. Qui formuleremo interrogativi, esamineremo ricerche concrete, raccoglieremo informazioni e testimonianze che non sono apparse in altre opere analoghe, e tracceremo dei collegamenti basati su una logica inflessibile e sul buonsenso.
Quando ho incominciato a esaminare la materia che ha condotto a questo libro, l'ho fatto senza avere in mente conclusioni preconcette. I risultati delle mie ricerche che qui comunico mi hanno sorpreso, e sono definitivi. Il nostro passato è disseminato di anomalie misteriose che non rientrano nelle nostre idee e teorie consolidate su come si sia evoluta la storia umana. Questo fatto da solo lascia intendere che forse le cose sono andate in modo diverso da come ce lo siamo immaginato.
Nondimeno gli scienziati cercano di dare una spiegazione a questi enigmi. Oppure silenziosamente ignorano il fatto che nella nostra storia debba essere intervenuto qualcosa per elevarci al livello di consapevolezza e capacità che ci ha consentito di creare le civiltà. Che questo "qualcosa" intervenuto fosse extraterrestre è, come vedremo, una conclusione logica, poiché il libro della Genesi afferma: "Facciamo l'uomo a nostra immagine". Se questa interpretazione dei nostri antichi testi poteva sembrare azzardata una generazione addietro, appare altrettanto fantastica oggi?
Gli interrogativi sulle nostre origini e sulle anomalie e somiglianze fra le antiche culture solleticano la curiosità umana da secoli, ma solo una piccola parte di questi interrogativi ha ottenuto una risposta soddisfacente. Forse alcune risposte attendevano che noi arrivassimo al livello di raffinatezza in fatto di biotecnologie, informatica e conoscenza dello spazio e dell'universo che vantiamo oggi. La conoscenza che abbiamo acquisito in questi settori può consentirci di guardare con occhio diverso le testimonianze racchiuse nei resti archeologici esistenti. Come indicano le tre recenti notizie riportate all'inizio di questa introduzione, noi effettivamente possediamo o abbiamo a portata di mano capacità informatiche estremamente avanzate, la possibilità di modificare organismi mediante l'ingegneria genetica, e una nuova conoscenza del nostro codice genetico. Forse ci troviamo finalmente a un livello tecnico che può consentirci di decifrare i miti e i manufatti del passato per apprendere la storia delle nostre origini.
Alla fine la nostra storia deve avere un senso. Dipanare i misteri delle nostre origini ci consentirà di capire il passato senza pregiudizi o paure, e questo si può ottenere partendo da ciò che esiste, dai fatti, per quanto questi possano essere spaventosi o strani o improbabili.
Prima di proseguire, è importante esaminare il termine "civiltà", un termine controverso e soggettivo il cui significato può dipendere interamente dal contesto, da chi lo usa e da come lo usa. In tutto questo testo io utilizzo il termine per indicare un particolare modello di società che è tecnologicamente avanzato e che mostra testimonianze di un genere di progetti strutturali e ingegneristici proporzionati a tale progresso tecnico; che è socialmente stratificato e differenziato a seconda delle capacità e degli impieghi; e che ha in funzione leggi codificate e un governo gerarchico.
Abbiamo davanti a noi una ricerca formidabile che deve incominciare con una mentalità aperta. Abbiamo la volontà collettiva di trovare ciò che cerchiamo? Cominceremo con la teoria dell'evoluzione di Darwin e con il racconto biblico della Genesi, e poi riesamineremo tutto da un nuovo punto di vista rivoluzionario.

Note:
1. Yahoo Daily News, 21 novembre 2001
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