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libri scelti da Francesco Di Blasi

MONDI IN COLLISIONE
Titolo originale dell'opera: WORLDS IN COLLISION


 
di Immanuel Velikovsky
Mondo Ignoto
pagg. 306 - € 35,00
 
 

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L'ARGOMENTO »
INTRODUZIONE - UN COMMENTO ATTUALE SU VELIKOVSKY »

PREFAZIONE:

Questo libro tratta delle guerre verificatesi in tempi storici nella sfera celeste. A queste guerre partecipò anche il pianeta Terra. Sono qui descritti due atti in un grande dramma. Il primo risale a trentaquattro o trentacinque secoli fa, alla metà del secondo millennio precedente l'era presente, l'altro all'ottavo ed al principio del settimo secolo prima dell'era attuale, ventisei secoli fa. Di conseguenza questo volume consta di due parti, precedute da un prologo.
Il punto di partenza delle attuali concezioni del mondo, come è stato espresso attraverso la meccanica celeste di Newton e la teoria dell'evoluzione di Darwin, è costituito dall'armonia o stabilità nelle sfere celeste e terrestre. Se l'autorità di Newton e di Darwin è sacrosanta, allora questo libro rappresenta una eresia. Tuttavia la fisica moderna, la fisica degli atomi e della teoria dei quanti, descrive un impressionante dinamismo in seno al microcosmo - l'atomo - prototipo del sistema solare; una teoria quindi che preveda avvenimenti non dissimili entro il macrocosmo - il sistema solare - non fa che applicare i moderni concetti della fisica alla sfera celeste.
Questo libro è scritto per i colti e per i profani. Il lettore non si troverà davanti né formule né geroglifici. Se in qualche occasione i dati storici non dovessero quadrare con le leggi formulate, occorre ricordare che una legge non è che una deduzione dall'esperienza e dall'esperimento, e pertanto le formule debbono accordarsi con i fatti storici, e non i fatti con le leggi.
Al lettore non si chiede di accettare senza discussione una teoria. Lo si invita piuttosto a considerare con ponderatezza se il libro ch'egli sta leggendo sia libro di fantasia o no, se si tratti di invenzione o di fatti storici. Su un solo punto, non necessariamente decisivo per la teoria di catastrofismo cosmico, io chiedo mi si faccia credito: nell'uso di una scala sincronica delle storie egiziane ed ebree che non è ortodossa.
Nella primavera del 1940 maturai la convinzione che nei giorni dell'Esodo, com'era evidente da vari passi nelle Scritture, dovette verificarsi una grande catastrofe d'ordine fisico, e che tale evento poteva servire a determinare la data dell'Esodo nella storia egiziana o a stabilire una scala sincronica fra le storie dei popoli interessati. Così cominciai "Ages in Chaos", una ricostruzione della storia del mondo antico dalla metà del secondo millennio avanti l'era attuale fino all'avvento di Alessandro Magno. Già al termine dello stesso anno, 1940, mi convinsi di aver raggiunto una completa visione della vera natura ed estensione di questa catastrofe, e per nove anni lavorai ad entrambi i temi: la storia politica e la storia naturale. Benché "Ages in Chaos" sia stato terminato per primo, nell'ordine di pubblicazione esso seguirà questo libro.
"Worlds in Collision" comprende soltanto gli ultimi due atti del dramma cosmico. Poche scene precedenti - una delle quali nota come il Diluvio - formeranno il soggetto di un altro volume di storia naturale. Il contenuto storico-cosmologico di questo libro è basato sulla testimonianza di testi storici di numerosi popoli del mondo, sulla letteratura classica, sull'epica delle razze nordiche, sui libri sacri dei popoli di Oriente e di Occidente, sulle tradizioni ed il folclore dei popoli primitivi, su vecchie iscrizioni e carte astronomiche, sui ritrovamenti archeologici, ed anche su materiale geologico e paleontologico.
Se nel passato storico si sono verificati perturbamenti cosmici, perché la razza umana non li ricorda, e perché si sono rese necessarie delle indagini per ritrovarne la traccia? Discuto questo problema nel paragrafo "L'amnesia collettiva". Il lavoro che ho dovuto compiere non è stato dissimile da quello del psicoanalista il quale, dalle disarticolate memorie e dai sogni di un individuo, ricostruisce un'esperienza traumatica verificatasi al principio della sua esistenza e poi dimenticata. In un esperimento analitico sull'umanità, le iscrizioni storiche ed i motivi leggendari hanno sovente la stessa funzione delle reminiscenze (ricordi d'infanzia) e dei sogni nell'analisi d'una personalità.
Possiamo, sulla base di un materiale così polimorfo, stabilire fatti concreti? Metteremo a raffronto un popolo con un altro, un'iscrizione con un'altra, l'epica con i documenti, la geologia con le leggende, finché non saremo in grado di dedurne i fatti storici. In pochi casi è impossibile dire con certezza se un documento o una tradizione si riferisca ad una o ad un'altra catastrofe verificatasi attraverso i tempi; è anche probabile che in alcune tradizioni vari elementi di età diverse siano stati fusi insieme. Nell'analisi conclusiva, però, non è strettamente essenziale individuare definitivamente la testimonianza di una particolare catastrofe terrestre. Più importante, mi sembra, è stabilire che:

1) in tempi storici vi sono stati sommovimenti fisici di portata mondiale;
2) queste catastrofi vennero provocate da agenti extra terrestri;
3) questi agenti possono essere identificati. Diverse conseguenze derivano da queste conclusioni. Ad esse accenno nell'epilogo, per cui mi esimo dal farlo qui.

Alcune persone hanno preso visione di questo libro in manoscritto, e mi hanno fornito osservazioni e suggerimenti preziosi. Nell'ordine cronologico della loro lettura, sono stati:
Il dotto Horace M. Kallen, già decano della Graduate Faculty della New School for Social Research, New York; John J. O'Neill, redattore scientifico del "New York Herald Tribune"; James Putnam, condirettore della Macmillan Company; Clifton Fadiman, critico ed agente letterario; Gordon A. Atwater, direttore e curatore dello Hayden Planetarium dell'American Museum of Natural History, New York. Gli ultimi due lessero il libro in seguito a loro propria richiesta, dopo che il signor O'Neill ne fece oggetto di discussione in un articolo sull'"Herald Tribune" dell'11 agosto 1946. Sono debitore a tutti costoro, ma unico responsabile del contenuto e della forma.

Miss Marion Kuhn ha rivisto il manoscritto dal lato linguistico e mi ha aiutato nella lettura delle bozze.
Più di un autore ha dedicato un suo libro alla propria moglie, o l'ha ricordata nella prefazione. Ho sempre pensato che ciò costituisse una certa ostentazione, ma ora che questo libro sta per essere pubblicato penso che sarei molto ingrato se non ricordassi che mia moglie Elisheva vi dedicò a tavolino almeno lo stesso tempo che vi dedicai io. A lei dedico il libro. Gli anni nei quali scrissi "Ages in Chaos" e "Worlds in Collision", furono anni di una catastrofe mondiale creata dall'uomo - di una guerra che venne combattuta per terra, per mare e nell'aria. Durante questo tempo l'uomo ha imparato a raccogliere alcuni fra i mattoni dei quali l'universo è costruito, gli atomi di uranio. Se un giorno egli riuscirà a risolvere il problema della fissione e della fusione degli atomi di cui la crosta terrestre o le acque o l'aria si compongono, potrà forse, iniziando una reazione a catena, sottrarre questo pianeta alla lotta per la sopravvivenza che si svolge fra i componenti la sfera celeste.

IMMANUEL VELlKOVSKY
New York, settembre 1949

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