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libri scelti da Francesco Di Blasi

IL MOSÈ PROIBITO Profeta o astuto ingannatore dell'umanità?

di Mario Pincherle
Macro Edizioni

17x24 - 160 pagg. € 12,40
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CONTENUTO »
PRESENTAZIONE:

Ho accettato molto volentieri l'invito inusuale di Mario Pincherle di presentare questo libro. Infatti ciò mi permette di esprimergli tutta la gratitudine personale e anche, vorrei dire, a nome di tutta l'umanità, per gli straordinari risultati a cui è giunto con le sue ricerche e intuizioni. Quando ho iniziato a distribuire e poi pubblicare i suoi libri, assieme a quello di David Donnini "Nuove Ipotesi su Gesù", non immaginavo neanche la portata e il valore che questi studi avrebbero avuto per l'evoluzione della consapevolezza umana. "Mosè proibito" spiega finalmente l'enigma di questo terribile Dio biblico che ha oppresso quasi ogni coscienza umana da più di 3000 anni. Questo Dio assassino, malvagio, vendicativo, terribile nelle sue punizioni e immorale è l'ideazione della mente perversa di Mosè, che crea e utilizza questo simbolo, e se ne fa nominare portavoce, per dominare, tiranneggiare e esercitare un potere assoluto sui suoi simili.
Le straordinarie scoperte di Mario Pincherle e la loro coraggiosa diffusione, ci liberano definitivamente dalla sacralità dei primi cinque capitoli della Bibbia, "scritti sacri" come tanti altri, che hanno pesantemente condizionato e bloccato l'evoluzione della consapevolezza umana.
"Mosè proibito" è un aiuto formidabile per confermare l'assenza di legame, la mancanza di continuità tra Mosè e Gesù: da una parte c'è Mosè, un tiranno assassino che costruisce e impone la figura di un Dio a sua immagine e somiglianza; dall'altra parte abbiamo Gesù, forse la più splendida incarnazione della consapevolezza.
Gesù non si stanca mai di ripetere il suo messaggio di amore e fratellanza, ci invita a riconoscere e ascoltare il Dio che ognuno racchiude in sé, creatore e capace di ogni "miracolo".
Le tesi di Pincherle sono affascinanti, verosimili e offrono una spiegazione a tanti episodi della Bibbia altrimenti incomprensibili. Mosè ha "costruito" questo Dio terribile come strumento nel suo piano per ottenere la guida e il controllo dei popoli della sua epoca. Questo è il motivo per cui è necessario che nessuno assista ai colloqui tra Mosè e Dio, perché in realtà questi incontri e questi colloqui non avvengono: sono solo messinscene che Mosè utilizza per poter comandare in nome di Dio. E quando, per un fatale errore, due ragazzi involontariamente scoprono l'inganno sono trucidati senza pietà: mi riferisco all'episodio, splendidamente ricostruito da Mario Pincherle, di Nadab e Abiu, figli di Aronne e nipoti di Mosè, che entrano nel tabernacolo nel momento meno opportuno e vengono messi a tacere per sempre, per impedire loro di raccontare ciò che hanno visto.
Mosè si autoproclama unico interlocutore tra Dio e il suo popolo, e sull'esempio di Mosè si fondano tutte le chiese, i cui sacerdoti si autonominano ministri di Dio e unici depositari della sua parola; un Dio che ci viene descritto come intento continuamente a giudicarci e punirci. In questo modo tra l'uomo e Dio viene creata una separazione, la divinità viene posta fuori dell'uomo che può colloquiare con il divino solo per mezzo dei suoi ministri.
Saluto quindi con grande entusiasmo e sollievo la stesura e la pubblicazione del "Mosè proibito", insigne risultato di mezzo secolo di studi dell'amico Mario Pincherle; con quest'opera egli ci dice che la Bibbia non è un "libro sacro", o più sacro di altri. Il Corano, la Bhagavad Gita, i libri di Buddha, Confucio o... sono tutti "sacri" come la Bibbia.
Una delle conclusioni, per me tra le più significative, che si possono trarre dai risultati delle ricerche storiche, archeologiche e spirituali di Mario Pincherle è che la Bibbia è stata scritta semplicemente da uomini, divini e ispirati quanto può esserlo ognuno di noi, alcuni guidati da interessi personali come Mosè, altri forse più illuminati.
Mi auguro che la diffusione di questo libro contribuisca a porre fine al pesante condizionamento che i libri di Mosè hanno imposto all'umanità, impedendone una sana evoluzione spirituale e trattenendola nell'oscurità di dogmi e credenze che hanno portato come risultato l'oscuro mondo del passato e il poco edificante presente che viviamo.
Mi auguro che la pubblicazione di "Mosè proibito", proprio all'inizio del nuovo millennio, possa essere uno degli strumenti per liberare l'umanità dalle schiavitù in cui è tenuta, contribuendo allo sviluppo della consapevolezza della nostra natura divina e degli infiniti impensabili traguardi che questo comporta.

L'Editore
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