
LA NOSTRA BIBLIOTECA...
libri scelti da Francesco Di Blasi

DEI DEL CIELO, DEI DELLA TERRA Alla ricerca del sapere perduto Storia dimenticata dell'umanità, da Atlantide alle Civiltà Sotterranee

di Giorgio Pastore
Eremon Edizioni
pagg. 286 - 89 immagini b/n - € 18,00
Per ordinare:

parti precedenti:

L'ARGOMENTO »
PREFAZIONE »
INTRODUZIONE:

Nell'estate del 1937 due archeologi si avventurarono all'interno di una grotta in Francia, senza sapere che stavano per fare una delle più grandi, ma poco conosciute, scoperte della storia.
Quel giorno, Léon Péricard e Stefano Swoff rinvennero delle pietre di epoca preistorica, incise con degli strani disegni. Gli uomini raffigurati, infatti, erano del tutto somiglianti a esseri umani del XX secolo, vestiti anch'essi allo stesso modo, con pantaloni, scarpe e addirittura cappelli!
La scoperta, poi autentificata dall'abate Breuil l'anno dopo, confermava una nuova certezza: gli uomini del Magdaleniano vissuti nel Poitou del 15.000 a.C. erano più civilizzati di quanto si era creduto fino a quel momento.
Le pietre incise di Lussac-Ie-Chateaux vennero esposte nel Museo dell'Uomo, ma non tutte. Solo quelle più accettabili. Le altre, un vero mistero, rimasero nascoste negli archivi museali e si cercò di dimenticarle, poiché ritenute un vero rompicapo per gli accademici (1).
Di misteri simili a questo ve ne sono tanti, molti più di quelli che potremmo immaginare, tutti senza risposta, tutti capaci di mettere in seria difficoltà anche il più preparato archeologo e ricercatore. Molto spesso, per comodità, ritenuti dei falsi.
In realtà di falsi ce ne sono, e anche molti, ma ciò non significa che lo siano tutti.
Gli archeologi più tradizionalisti evitano di prendere in considerazione questi misteri perché sanno bene che, nella maggior parte dei casi, si rischierebbe di dover riscrivere molte pagine dei nostri libri di storia.
Ma che cosa ci sarebbe di male a riprendere in mano le pagine già scritte?
È doveroso, anzi, che questi studiosi si impegnino anche in terreni non ancora battuti, perché proprio analizzando i molti misteri l'umanità potrà progredire nella giusta direzione.
Pensiamo di essere già avanti nello stadio evolutivo, invece siamo ancora molto ignoranti, e molti non riescono a rendersene conto.
Solo se inizieremo a vedere con altri occhi il paranormale potremo evolvere e far diventare scienza ciò che ancora è considerata fantascienza, così come l'eresia di ieri oggi non è più un mistero, essendo stata presa in considerazione dalla stessa scienza.
Premetto subito una cosa importante. Per la realizzazione di questa mia opera mi sono avvalso di testi di diverso genere. Molti di questi sono studiati anche in ambito universitario. Presi singolarmente sono portatori di significati inerenti il contesto che trattano, ma spesso si tratta di significati parziali. Solo avendo una visione d'insieme possiamo coglierne la loro vera essenza, solo accostandoli gli uni agli altri scopriamo sfumature che prima ignoravamo. In tal modo riusciamo, in certi casi, a far breccia nel velo di mistero che avvolge gran parte del nostro mondo.

Ma che cos'è il Mistero? E perché l'uomo ne è così attratto?
Cerchiamo la definizione esatta sul dizionario DISC Sabatini-Coletti:

Mistero: "Cosa che esula dai limiti della capacità razionale dell'uomo; cosa nascosta, oscura, indecifrabile; segreto (...)".

Quindi, un mistero è un qualcosa di non chiaro. Da sempre l'uomo ha avuto necessità di capire ciò che di oscuro gli stava attorno, ovunque e in ogni caso. La chiarezza sta alla base della cultura e della realtà. Ovvero, della cultura reale, scientifica, empirica, in linea con il pensiero degli umanisti e dei dotti che almeno dal Cinquecento iniziarono a indagare con metodo scientifico i misteri della nostra Terra.

Il concetto di "scienza" è mutato attraverso i secoli e muterà ancora in futuro.
Così, ciò che un tempo era eretico ora è compreso e studiato; ciò che oggi non viene preso in considerazione dalla scienza "ufficiale" un giorno farà anch'esso parte dei libri di storia.
Già nel medioevo si indagava la natura delle cose terrene, ma per lo più ci si rifaceva al pensiero dei filosofi greci del passato, mutuato o meno dai dotti arabi e spagnoli.
Fino al XIII secolo la Spagna era ancora musulmana. È normale che dotti d'origine araba siano venuti in contatto con uomini di cultura europea in senso stretto. Questi dotti musulmani portarono in Occidente, dall'Oriente e dalla Grecia in particolare, una cultura nuova per gli uomini del medioevo europeo. Portarono nuove tecnologie, scritti in lingua araba e testi originali, in greco. Questi sono stati molto utili per ricostruire in maniera più fedele tutte quelle importanti parti di storia filtrata precedentemente attraverso l'oscuro velo della Chiesa Cattolica.
D'altronde, quando ci troviamo di fronte all'incontro tra culture diverse si ha quasi sempre uno scambio culturale reciproco, la storia ce lo insegna. Basti pensare alla cultura della Grecia arcaica, frutto dell'incontro con il vicino Oriente e con l'Egitto. Non dimentichiamo che l'Oriente era molto più avanti dell'Occidente per quanto riguarda scoperte e invenzioni.
Nel 5000 a.C. la Cina entrava già nell'età del bronzo e 4500 anni fa scopriva il magnetismo.
Nel 271 d.C. i cinesi realizzano il primo compasso, mentre sotto l'imperatore Huizong (1101-1125 d.C.) vengono inventate la polvere da sparo e la stampa a caratteri mobili (circa 400 anni prima di Gutenberg!).
Alcune di queste invenzioni vennero poi portate in Occidente dai viaggiatori e dai mercanti.
Pensiamo anche a ciò che accadde nell'Impero romano: l'unione di popoli molto diversi tra loro sotto il punto di vista culturale, sociale e religioso. E, soprattutto, l'incontro tra Roma e i popoli definiti "barbari", provenienti dal nord-est europeo, a partire dal II secolo d.C..
Ciò portò alla genesi della civiltà moderna. Ma potremmo menzionare numerosi altri esempi.
Dall'incontro tra filosofi arabi (come Averroè e Avicenna) e filosofi europei, specialmente quelli francesi e italiani, prese vita la Scolastica, ovvero, la scuola dei filosofi medievali del XIII secolo, soprattutto gravitante attorno a Parigi, la quale imbastì un proprio sistema filosofico ispirandosi agli scritti di Aristotele.
In questo periodo si traducono i suoi scritti direttamente dal greco alla lingua araba; per questo, tale pensiero fu detto anche "averroismo", dal nome occidentalizzato del filosofo arabo Abn-al-Rashid, detto appunto Averroè.
L'aristotelismo rimase in vigore come "religione" ufficiale dei dotti dell'epoca, almeno fino al Seicento. Questi instaurarono una sorta di conservatorismo scientifico che non voleva sentire ragione.
Ciò che aveva detto Aristotele, naturalmente adattato alla religione cristiana, era sacrosanto.
Una sacrosanta verità che nessuno poteva permettersi di mettere in dubbio, a meno che non volesse pagare sulla propria pelle tale affronto.
Infatti, all'epoca esisteva l'inquisizione, una sorta di giustizia "divina" gestita dai frati predicatori, uno degli ordini neo-creati dal papato agli inizi del XIII secolo. E con l'inquisizione non si scherzava.
Molte menti illustri vennero messe al rogo, solo per aver dissentito dalle opinioni filosofiche e religiose del loro tempo.
La "santa" inquisizione formalmente è ancora in vigore, ma i tempi sono cambiati, e la gente non muore più sul rogo.
Oggi, così come nel medioevo, alcune persone credono ancora nelle cartomanti, nei tarocchi e nell'oroscopo. In certi casi, superstizioni e tradizioni di origine pagana sono ancora ben radicate tra le persone.
Nel medioevo il cristianesimo occupava un posto di primo piano nella società. Oggigiorno sono molte le persone che si definiscono cristiane o cattoliche, ma, di fatto, in pochi rispettano alla lettera i dogmi della Chiesa; ciò è frutto delle rivolte del passato, del liberalismo, dei mutamenti sociali del XX secolo, del '68, del mutamento dei tempi...
Sono molti i fattori che portano la società moderna a essere sempre più laica.
Con il Rinascimento l'uomo rinasce, appunto, in tutte le sue forme, artistiche e culturali. Da allora l'uomo ha iniziato a guardare il mondo con altri occhi, dubitando che l'aristotelismo potesse essere una verità assoluta.
Furono uomini come Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Isaac Newton e Niccolò Copernico che condussero per mano l'umanità verso l'empirismo e verso l'illuminismo, l'età della ragione.
Empirismo è scienza. Basarsi su un procedimentp empirico non significa altro che basarsi su prove, fatti, su qualcosa di sperimentabile empiricamente, cioè concretamente.
La scienza è tale quando deriva dalla realtà, cioè quando è frutto di esperimenti concreti.
Con l'età della ragione, l'uomo capì che non poteva più affidarsi ciecamente agli scritti di Aristotele, Averroè, Avicenna e simili; se voleva indagare la natura del suo pianeta, doveva fare da sé. Magari poteva prendere spunto dagli scritti degli antichi, ma il suo compito maggiore divenne verificare empiricamente ciò che era scritto da secoli.
L'uomo del XVI secolo incomincia ad avere i mezzi necessari per analizzare e sperimentare i fenomeni trattati dai filosofi del passato.
Così, di esperimento in esperimento, nel corso degli anni, si arrivò a formulare una nuova concezione scientifica dell'umano essere, basata su prove, fatti reali, non più su ipotesi fantasiose.
Nel corso di molti secoli, l'uomo si è impegnato affinché ogni mistero della Terra venisse risolto e ancor oggi continua questa indagine, magari aiutato dalla tecnologia, dal computer e da altre tecniche avanzate di ricerca, come il carbonio 14, la fotografia aerea e satellitare, o magari con l'aiuto di più discipline messe insieme (cosa difficile ancora agli inizi del '900).
Oggigiorno si tende a colmare definitivamente le distanze presenti tra i diversi campi scientifici, tra le diverse materie di studio.
Perché tutto questo? Perché l'uomo ha sete di conoscenza.
A una conoscenza totale ci si può arrivare solo svelando ogni mistero dell'umanità. Molti direbbero "impossibile!".
Può essere, ma non si dovrebbe mai dare nulla per scontato.
Penso che il genio umano ci abbia sorpreso così numerose volte che, ormai, potrebbe anche essere possibile giungere un giorno ad avere una sapienza universale.
Forse non domani, magari tra centinaia d'anni.
Dire il contrario equivarrebbe ad affermare l'incapacità umana, cosa che non dovrebbe mai essere fatta.
Solo indagando i misteri della Terra, l'uomo arriverà a questa sapienza universale e, così facendo, farà in modo che lo sforzo di tutto il genio del passato non venga mai dimenticato nell'oblio del tempo e dello spazio.

UN ULTIMO CHIARIMENTO
Prima di iniziare il nostro viaggio nei misteri dell'umanità, vorrei premettere un'ultima cosa.
So che è difficile, ma sarebbe utile leggere le seguenti pagine con mente aperta, senza preconcetti, dissociandosi per un attimo dall'educazione ricevuta nelle scuole fin dalla più tenera età, per accogliere nuovi spunti di riflessione.
Ciò sarà utile al fine di poter vedere nella giusta prospettiva gli eventi che mi accingo a narrarvi che, benché basati ancora solo su ipotesi e scarse prove, potrebbero anche avvicinarsi alla realtà.
Sicuramente, durante la lettura, rimarrete più perplessi che realizzati, specie coloro che non hanno mai letto nulla del genere.
È normale, ma anche il più scettico dovrà ammettere che niente si può dire impossibile al 100%.
Non credo sia giusto adagiarsi tra le pagine già scritte dei libri di storia, credendo inconfutabili le nozioni lì riportate.
Già in passato scienziati e storici, loro malgrado, si sono dovuti ricredere innumerevoli volte. Il treno, la televisione, l'automobile... tutte invenzioni ritenute effimere in un primo tempo, ma che invece ebbero grande successo negli anni seguenti, a tal punto che ancora oggi non potremmo farne a meno.
Soprattutto, devo chiarire che tratterò anche di Dio, ma c'è da fare una doverosa distinzione: non parlerò del Dio che ognuno di noi ha in sé, quello che ci accompagna sempre e che sa e vede tutto, perché egli è la natura e la stessa umanità, ma del Dio descritto dalla Bibbia, quello più umanizzato, a volte terrificante e vendicativo, il quale invece potrebbe essere tutt'altro.
Molti di voi a questo punto si sentiranno confusi, avendo sempre creduto che vi fosse solo un unico modo per concepire Dio, identificato solamente con quello della Bibbia o degli altri libri Sacri, come il Corano.
In realtà, non è così.
La Chiesa di Roma e altre autorità, da sempre, ci hanno impedito di fare questa giusta distinzione imponendo ci, spesso con la forza, false verità.
Ora, finalmente i tempi sono maturi per mettere in chiaro alcune cose.
Mi riferisco alla mia opera, ma anche a quella di molti altri autori che, come me, hanno avuto e hanno ancor oggi il coraggio di scrivere ciò che pensano, andando contro i dogmi prefissati e granitici della tradizione, cosa che anche solamente due secoli fa sarebbe stata molto rischiosa da fare.
Oggi, grazie alla maggiore libertà di pensiero, è possibile farlo.
Tengo comunque a precisare che non ho alcun genere di rancore contro la Chiesa né contro il Cristianesimo né contro le altre religioni. L'importante, nella vita, è sempre il rispetto delle idee altrui.
Probabilmente, se non ci fosse stata una Chiesa, ci sarebbero state molte più guerre e inutili spargimenti di sangue. Nel medioevo serviva proprio un freno a tutta quella barbarie.
La Chiesa è stata davvero un argine capace di contenere la follia degli uomini per moltissimi anni, anche se, imponendoci i suoi dogmi, ha impedito un maggior sviluppo culturale e ha ostacolato il normale progresso umano; tant'è che se non fosse stato per uomini come Martin Lutero, Giordano Bruno, Cristoforo Colombo, Niccolò Copernico, Galileo Galilei saremmo ancora fermi in un eterno medioevo.
Giordano Bruno venne condannato a una morte atroce sul rogo solamente per aver immaginato nei suoi scritti un universo infinito, un infinito numero di stelle simili al nostro Sole, quindi, infiniti pianeti sui quali sarebbe potuta esserci vita intelligente, così come sulla nostra Terra.
Molte altre persone pagarono con la vita il loro desiderio di verità e, probabilmente, se avessero avuto la fortuna di vivere in quest'era, senza troppe censure o senza la terribile inquisizione (ecclesiastica e laica), avrebbero potuto darci molto di più.
Molti carnefici divennero santi e ancora oggi i loro nomi compaiono sul calendario.
E la gente, nella maggior parte dei casi, non si fa domande. Segue la massa e non sa, ad esempio, che San Costantino è lo stesso imperatore di Roma che uccise numerosi pretendenti al trono e barbari, comunque esseri umani, o che San Domenico di Guzman altri non è che uno dei più famosi inquisitori della storia.
Leone XIII, papa nel 1889, diede di nuovo alle fiamme con gesto maniacale le spoglie del povero Giordano Bruno, già arso sul rogo nel 1600. Non vi sembra un eccesso di crudeltà per un papa?
Papa Giulio II (1503-1513) perdonava tutti i peccati a chiunque avesse ucciso un membro della famiglia scomunicata dei Bentivoglio! Clemente V (1305-1314), dopo aver scomunicato la città di Venezia, dichiarava assolto da ogni penitenza per i suoi peccati chiunque avesse ucciso un veneziano (2).
Ferdinando III il Santo, Re di Leon e di Castiglia, è noto per aver cacciato via i musulmani dalla Spagna a colpi di spada.
Questi sono alcuni dei Santi della Chiesa. Le loro mani sono ancora sporche di sangue. Il sangue di chi, forse, sarebbe dovuto diventare santo al posto loro. Ma ormai tutti questi martiri fanno parte della storia e molti sono stati anche dimenticati.
Per anni l'uomo ha agito nell'ombra, per paura che i suoi libri venissero bruciati dalle autorità del tempo.
L'importante è che l'umanità sia riuscita a uscire da quell'oscurantismo che troppo a lungo rischiò di sommergerla e a giungere, dopo tanti sacrifici, in quest'era di relativa libertà culturale per poter risolvere molti enigmi secolari, da sempre causa di ignoranza e antiche paure.

Giorgio Pastore

Note:
1. Robert Charroux, "Historie inconnue des hommes depuis cent mille ans", Robert Laffont, Paris - trad. it. "Storia Sconosciuta degli Uomini", Ceschina, Milano 1966, pp. 15-16.
2. Robert Charroux, "Le livre du passé mystérieux", Robert Laffont ed., Paris 1973 - trad. it. "Miti e Misteri del Passato" - Mediterranee, Roma 1996, p. 35.
vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home

aggiungi Edicolaweb a Preferiti

Copyright © 2007 EdicolaWeb - Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

|
|