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libri scelti da Francesco Di Blasi

AVALON
I sacri misteri di Artù e Glastonbury


 
di Nicholas R. Mann
Edizioni L'Età dell'Acquario
pagg. 288 - 47 illustrazioni b/n - € 19,50
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INTRODUZIONE:

Dopo un lungo periodo di tempo in cui si susseguirono ere glaciali e inondazioni, alcune popolazioni si stabilirono attorno al mare interno della Summer Land. L'abbondanza di selvaggina, i corsi d'acqua facilmente navigabili e il terreno fertile erano in grado di soddisfare tutti i loro bisogni. Vista dalla campagna circostante l'isola di Avalon spiccava nel centro delle paludi. Le sue particolari colline e i gruppetti di alberi, irrigati da due sorgenti strane e copiose, la rendevano una meta incredibilmente affascinante. Da una sorgente, la White Spring (Sorgente bianca), situata in una grotta che conduceva a un regno segreto al di sotto della collina più alta, sgorgava un liquido lattiginoso; dall'altra, la Blood Spring (Sorgente di sangue), sgorgava invece un liquido rosso sangue. A volte l'isola risultava invisibile a causa delle fitte nebbie che l'avvolgevano. Nel corso degli anni si sviluppò attorno a essa una forte spiritualità: non era una meta da visitare superficialmente.
Col passare del tempo l'Isola di Vetro divenne un luogo di iniziazione. Uomini e donne di tutte le età vi si recavano in pellegrinaggio carichi di tensione e di aspettative. Chi era disposto a scalare la montagna sacra? Chi era disposto a tuffarsi nelle sue acque? Dalle sorgenti sgorgavano gli stessi fluidi che scorrevano nei loro corpi e in quelli dei loro antenati. Il sangue versato lì avrebbe resi partecipi del mistero del ciclo dell'esistenza. Si intonavano canti ai ragazzi e si raccontavano storie alle ragazze, quando essi gridavano al comparire dei loro poteri. Gli spiriti penetravano nelle vite concepite durante le danze estatiche che si svolgevano sull'isola. I morenti chiedevano che i loro spiriti fossero invocati nel corso delle cerimonie celebrate in quel luogo.
In seguito, quando le popolazioni del Neolitico impararono a modellare il paesaggio lavorando la terra e la pietra, furono spinti a consacrare Avalon in un modo unico: generando la Montagna del Mondo, il Tor. Disboscarono la collina più alta e cominciarono a plasmarla in modo che potesse ospitare un grande numero di persone su sette terrazze ricavate lungo il pendio. Gli enormi anelli concentrici delle terrazze ricordavano i "causewayed camps", antichi luoghi di aggregazione delimitati da un fossato, e possedevano anche una dimensione verticale. Esisteva un moto verso l'alto e uno verso il basso. L'asse verticale consentiva di spostarsi tra vertice e base, tra luce e oscurità, tra interno ed esterno, tra paradiso e inferno, o comunque venissero concepiti i poli cosmici. In certi periodi dell'anno, determinati da linee visive astronomiche, la gente si riuniva per venerare il passaggio che collegava cielo, terra e inferi. La cerimonia aumentava il flusso di energia. Il paesaggio circostante cominciò a rispecchiare quest'ordine del cosmo.
I tempi cambiarono, le idee mutarono, popolazioni diverse costruirono monumenti differenti in tutta l'area. Ma l'isola di Avalon, con le sue acque scintillanti, gli alberi divini, le sorgenti benedette, il suo portale e la sua incantevole Montagna del Mondo, era sempre lì. Quando le tribù celtiche giunsero sull'isola, dalla terra o dal mare come i popoli precedenti, sentirono il bisogno di demarcare il luogo sacro per mezzo di un confine rituale che le separasse dall'esterno. Realizzarono il bastione noto come Ponter's Ball. Inoltre rinnovarono le antiche e venerate tradizioni dell'isola: evitarono di costruire all'interno dell'area da loro delimitata.
Trattandosi di un santuario e di un punto di collegamento tra i cieli e l'oltretomba, soltanto coloro che erano stati iniziati agli antichi misteri potevano restare sull'Isola di Vetro. Ebbe inizio così una tradizione eremitica - o forse era sempre esistita. Sull'isola abitavano un certo numero (sette, nove, dodici, tredici?) di sacerdoti, sacerdotesse e sciamani, che si fecero custodi dei misteri dei mondi ultraterreni, dei regni sotterranei e di quelli celesti. Custodirono i misteri della Grande Dea e degli Dei Gemelli; dei cicli astronomici e dello Zodiaco, della Blood Spring e della White Spring, dell'Albero del Mondo, del Castello a Spirale, della Spada, della Lancia e del magico calderone della Rinascita. Forse durante l'Età del Ferro, in qualità di druidi, istruirono alcuni iniziati. Nell'area sacra la regola era di non costruire altro che semplici capanne di rami e coprirle con le canne raccolte nelle paludi.
Quando i cristiani giunsero in Britannia si recarono sull'isola di Avalon e discussero dei suoi arcani con gli abitanti. Nel corso degli anni le varie idee si fusero e portarono alla creazione della Chiesa celtica e delle sue peculiari dottrine. È probabile che nel VI secolo il cristianesimo fosse ormai la dottrina predominante nell'isola. Le anime dei morti, compresa quella del grande re Arm, raggiunsero il paradiso o l'inferno cristiani attraverso il portale. Chiunque venisse sepolto nel terreno sacro di Avalon si assicurava la salvezza. Ma quando il cristianesimo celtico dovette piegarsi all'autorità della Roma cattolica, l'ordine che sostituì quello degli eremiti di Avalon riscrisse la storia dell'isola.
Affermò che la tradizione di Avalon era sempre stata di stampo cristiano; che sciamani e druidi, adoratori della natura, furono i primi monaci; che l'antica tradizione delle capanne di canne e sterpi fu creata da san Giuseppe di Arimatea, se non da Cristo in persona. Sempre secondo il nuovo ordine i misteri delle due sorgenti, specialmente i terribili segreti della Blood Spring, trassero origine dal sangue e dal sudore di Cristo; la morte e rinascita degli iniziati corrispondeva all'Immacolata Concezione, alla crocifissione e resurrezione di Cristo; il sentiero a spirale che cinge il Tor seguiva il tracciato dei passi di Cristo sul Calvario. Le volte celesti del paesaggio circostante erano i 600 ettari di terra assegnati all'abbazia; il magico calderone della Rinascita era in realtà il calice usato da Cristo durante l'Ultima Cena, il Santo Graal; la Grande Dea era la Vergine Maria; l'Albero del Mondo era la Croce. Le sacre proporzioni geometriche riscontrate nell'ordine naturale dell'isola di Avalon furono impiegate nella creazione della "Santa Madre Chiesa" della cristianità.
Il mistero supremo insito nelle sorgenti, nelle colline, negli alberi e nella terra - meri orpelli di una verità più grande e trascendente - fu ricollocato all'interno delle chiese. In questo nuovo e scintillante universo di fede monoteistica non c'era posto per le divinità ctonie di colline e caverne; né per i misteri alchemici del seno e del grembo, o per il vortice sessuale di geni, seme e sangue. Non c'era posto per le danze frenetiche, la trance estatica, la morte e la rinascita degli antichi iniziati. Perciò il passaggio per l'oltretomba situato sul Tor è stato sigillato dall'esorcismo di san Collen e dalla vigilanza costante di san Michele.
Questa interpretazione non intende ripudiare le leggende di Glastonbury associate alla tradizione cristiana dell'isola. Vuole anzi approfondirne la conoscenza e ancorare tali tradizioni all'ideale di un luogo che è sempre esistito e, se crediamo alle profezie dell'Isola di Vetro, esisterà nuovamente nel futuro.
I misteri di Avalon sono radicati negli insegnamenti della tradizione europea; ma varcano i confini di qualunque ortodossia predominante nell'epoca dei sogni e spaziano oltre qualunque tempo e luogo conosciuti. Il Dreamtime avaloniano è la sintesi della polarità. È la danza del vuoto e della pienezza e rappresenta la comprensione della duplice natura della mente: immanente e trascendente. Travalica le certezze della scienza e della fede; rappresenta la soglia tra il mondo interiore e quello esterno. Per attraversare il suo portale occorre... Che cosa? Cavalcare insieme al dio della Caccia? Arrendersi al calderone della Dea? Estasi? Morte? Rinascita? Se invece la sfida non consiste nell'attraversare ogni singolo mondo, ma uno che abbracci nella loro totalità nascita, vita e morte - terra, cielo e inferno - allora Avalon è uno stato della percezione in cui tutte le dimensioni si incontrano nel cuore di coloro che ricercano la pienezza.

Nicholas R. Mann
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