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SINDONE: GLI ANNI PERDUTI
Da Costantinopoli a Lirey: nuove prove


 
di Alessandro Piana
Sugarco Edizioni
pagg. 176 - € 16,50
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Capitolo l - COS'È LA SINDONE:

La Sindone (1) è un telo di lino tessuto a spina di pesce, delle dimensioni di 442 centimetri di lunghezza per 113,5 di larghezza (2), ha uno spessore di 34 centesimi di millimetro per un peso di 2 chili e 450 grammi. Attualmente è conservata, distesa all'interno di una teca rivestita di tessuto, nella Tribuna Reale del Duomo di Torino.
Questo telo porta impressa nella parte mediana longitudinale, unicamente sulla faccia esterna, l'impronta in chiaroscuro di un corpo umano nudo, di sesso maschile, in rappresentazione frontale e dorsale. Agli occhi di chi osserva (3), l'immagine appare quasi in rilievo per effetto dei toni della tinta bruno chiara. La tinta appare più intensa per le parti sporgenti del corpo (fronte, naso, mento e petto) e meno intensa per le altre parti. Il corpo, appartenente ad una persona di statura superiore ad 1 metro e 70 centimetri, si mostra con i piedi uniti, le braccia distese e le mani sovrapposte: la destra sopra la sinistra. Su alcuni punti particolari quali la fronte, la nuca, i polsi, i piedi e il costato sinistro sono presenti tracce ematiche.
Oltre a queste, sulla Sindone vi sono altri due tipi di tracce. Le prime sono costituite da due linee parallele scure disposte longitudinalmente intersecate da ventinove buchi, di forma simil triangolare, conseguenza di un incendio divampato nel 1532. L'ultima traccia è rappresentata dagli aloni lasciati dall'acqua usata per spegnere l'incendio stesso.
Gli studi condotti sulla Sindone hanno portato ad accertare alcuni dati. L'immagine non è un dipinto, ma l'effetto di una modificazione localizzata della cellulosa componente il lino; l'impronta del corpo umano si comporta come un'immagine negativa, mentre le macchie di sangue appaiono in positivo, poiché il sangue ha dato la colorazione per contatto diretto; le analisi ematologiche hanno dimostrato che il sangue è umano, di gruppo AB; le mani presentano solo quattro dita, probabilmente a causa della flessione del pollice conseguente alla trafittura del polso; all'altezza del costato oltre alle tracce del sangue vi sono anche quelle del siero, a dimostrazione che la ferita è stata inferta dopo la morte dell'uomo; il cadavere non ha lasciato tracce di putrefazione, questo significa che il corpo è rimasto avvolto nel lenzuolo solo per un tempo brevissimo; le analisi palinologiche (4) hanno identificato una serie di pollini di piante proprie di zone del Medio Oriente, dell'Asia Minore e dell'Europa; nelle zone orbitali del volto si trovano le impronte di due monete romane coniate nell'anno sedicesimo dell'impero di Tiberio (5); l'uomo la cui immagine è stata impressa sul lenzuolo è morto in seguito a crocifissione.
Secondo un'antica tradizione, la Sacra Sindone è il lenzuolo in cui Gesù Cristo è stato avvolto dopo la morte sulla croce.

Note:
1. Sindone, dal greco "sindón", traslitterato in "síndon" nella lingua latina. Il termine, in entrambi i casi, indica un telo.
2. Queste misure sono state rilevate al termine dei lavori di restauro effettuati nel 2002. La liberazione del tessuto sindonico dai legami costrittivi esercitati dalle toppe applicate nel 1534 ha fatto sì che le dimensioni risultassero leggermente maggiori di quelle note in precedenza (436 centimetri per 110 centimetri).
3. Una delle caratteristiche più straordinarie della Sindone è che le tracce si comportano come un negativo fotografico, sono cioè scure in corrispondenza del corpo dell'uomo in essa rappresentato e chiare nelle altre parti. Quando si fotografa un oggetto si ottiene sulla pellicola il negativo fotografico, ovvero un'immagine che presenta i chiaroscuri completamente invertiti rispetto all'oggetto fotografato, nonché l'inversione spaziale che scambia vicendevolmente la destra con la sinistra. Dal negativo si ottengono poi le immagini fotografiche che riproducono l'oggetto nel suo aspetto originale. Quando noi osserviamo il telo sindonico è come se vedessimo un negativo fotografico, il negativo del corpo originale. Di conseguenza, le ferite che vediamo sul polso destro si riferiscono, nel positivo, a quello sinistro mentre la ferita al costato, che sul lenzuolo vediamo a sinistra, si trova in realtà a destra.
4. La palinologia è la branca della botanica che studia, in tutti i loro aspetti, i pollini delle piante.
5. Si tratta rispettivamente del "dileptòn lituus", sulla palpebra dell'occhio destro, e del "leptòn simpulum", sull'arcata sopracciliare sinistra. La data di coniazione delle monete, il sedicesimo anno dell'impero di Tiberio, corrisponde all'anno 29 dell'era cristiana.

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