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libri scelti da Francesco Di Blasi

IL GATTO
Magia e Mistero di un Disegno Divino


 
di Ada Pavan Russo
Eremon Edizioni
pagg. 208 - 170 immagini nel testo - € 17,00
Per ordinare: www.eremonedizioni.it

 

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INTRODUZIONE:

Divino per i Faraoni
magico per le streghe.
Se nero
foriero di sventura
per chi crede nella iattura.
Creatura affascinante
quasi Giano bifronte
unghiette celate
in morbidi polpastrelli
libero di far le fusa
o di graffiarti.
Fiero nel portamento
eppur dolce
con mille accattivanti movenze
gatto.

(Santina Domenici, Viareggio 28.04.2006)

Il nostro viaggio nell'emisfero del gatto parte da molto lontano e ci porterà ad attraversare momenti completamente diversi: alcuni di grande considerazione per il nostro amico, altri veramente tristi e pieni di enormi crudeltà nei suoi confronti.
A tutt'oggi non ci rendiamo conto del ruolo avuto dal gatto nello sviluppo della civiltà occidentale, quale vero antagonista di molte infezioni derivanti da un particolare tipo di ratto, il cosiddetto "flagello", apportatore di peste bubbonica, tifo e tante altre malattie che hanno ucciso milioni e milioni di persone.
I gatti furono protettori dell'agricoltura e veri antagonisti della fame perché, con la loro presenza, tenevano lontani dai granai i topi che avrebbero potuto rovinare i raccolti.
Tutto questo dovrebbe farci capire il loro prezioso ruolo nel corso della nostra storia... Dobbiamo due grazie ai gatti dei villaggi, ai gatti dei granai e ai gatti delle navi perché, anche se gli uomini li hanno spesso trascurati, evitati e perseguitati, essi hanno continuato imperterriti il loro cammino silenzioso vicino a noi, tutelandoci e amandoci come la Grande Dea Bastet (1).
Tutti sappiamo che il nostro amico gatto è un carnivoro, ma al fine di conoscerlo un po' più da vicino faremo un grande salto indietro nel tempo fino all'inizio dell'Era Terziaria, il Paleocene (2), durante il quale il più caratteristico dei carnivori aveva denti ferini (3), artigli e una lunga coda. Si nutriva di uccelli e di uova: era il Miacis, divenuto capostipite della famiglia dei Miacidi - presenti fino all'Eocene (4). Dai Miacidi, attraverso il genere "Cynodictis", discesero i Cinoidei - che si divisero a loro volta in quattro famiglie: quella dei Canidi (cani e lupi), quella dei Procionidi (panda e procioni), quella dei Mustelidi (donnole e tassi) e per finire, quella degli Ursidi (orsi).
Quella che però ci interessa più da vicino è la superfamiglia dei Feloidei, che comprende manguste e zibetti, i quali dettero origine nell'Eocene alla famiglia dei Felidi. Da questa si sono articolate, nel corso del tempo, varie sottofamiglie, tra cui quella dei Felini - sopravvissuta fino ai giorni nostri.
I luoghi d'origine del gatto moderno si possono identificare nell'area nordafricana, coperta, nel periodo Cenozoico (65 milioni di anni fa) da immense e bellissime foreste. In questi luoghi meravigliosi inizia l'evoluzione del Proailurus - un Felide dell'Ordine "Carnivora" vissuto tra i 30 e i 20 milioni di anni fa - il primo antenato linciforme dei Felidi moderni. Era più grande dei gatti attuali: pesava una decina di chili, disponeva di artigli e denti affilati, coda lunga e grandi occhi.
Passeranno ancora molti, moltissimi millenni... e solo 5 milioni di anni fa cominceremo a trovare diverse famiglie di piccoli gatti selvatici:
  • il Felis "margarita" - gatto delle sabbie;
  • il Felis "chaus" - gatto delle paludi e della giungla;
  • il Felis "sylvestris" - gatto selvatico europeo;
  • il Felis "lybica" - gatto fulvo e selvatico dell'Africa;
  • il Felis "ornata" - gatto delle steppe;
  • il Felis "bieti" - gatto del deserto della Cina.
Accompagnandoci in questo insolito viaggio attraverso la sua evoluzione, sarà il Felis "sylvestris" a diventare il protagonista della nostra lunga e affascinante storia...
Tra tutti i carnivori, i gatti sono Felidi appartenenti al genere "Panthera" (leone e tigre), con i quali si identificano non solo nella caccia, ma anche nei metodi di riproduzione.
I cani, le volpi, gli orsi, i mustelidi, i procioni, sebbene prevalentemente carnivori, con il trascorrere del tempo diverranno onnivori in quanto la scarsità di carne li porterà a cibarsi anche di vegetali e insetti.
Un esempio tra i più importanti di tale cambiamento abitudinario è il Panda gigante, che apparteneva alla famiglia degli Ursidi, quindi tendenzialmente carnivoro. Il Panda (una curiosità: questo nome, in cinese, vuol dire: "orso-gatto") si è tramutato nel tempo in un animale vegetariano che mangia, come è ben noto, solo ed esclusivamente bambù.
Tra i carnivori ci sono le manguste ma anche i Felidi, che hanno "optato" per una dieta alla cui base ci sono esclusivamente proteine animali. Se non potessero procurarsele, cadrebbero in un deperimento organico che li porterebbe alla morte. Essendo dei predatori, è logica conseguenza la loro abilità nella caccia; velocità, intelligenza, forza e coraggio sono quindi le armi che servono loro per uccidere serpenti velenosi, scorpioni, ratti e topi... ma che utilizzano anche per sfuggire alla cattura. Non dobbiamo dimenticare che alcuni membri della famiglia dei Felidi sono tra gli animali più veloci al mondo. Tra questi la tigre, il leone e il ghepardo; quest'ultimo veniva impiegato nell'Antico Egitto dai re durante la caccia. Lo stesso avveniva in Grecia.
Strabone, storico e geografo greco .(63 a.C. - 19 d.C.), riferisce che gli indiani "riducevano in cattività i ghepardi che vivevano numerosi nelle foreste di bambù lungo le rive del Gange".

Durante il Rinascimento, il re di Francia Luigi XII, dopo aver conquistato il Ducato di Milano, portò con sé in Francia i ghepardi utilizzati per la caccia da Ludovico Sforza.
Il ghepardo ha una spina dorsale che gli permette d'estendere notevolmente la falcata così da portare al massimo la velocità, indispensabile per la caccia. Oltre a essere intelligenti e coraggiosi, i ghepardi sono anche prudenti e capiscono quando fuggire davanti a un pericolo impossibile da affrontare. Allo stesso tempo dimostrano una strabiliante disponibilità a sacrificare la loro vita per salvare dai pericoli i propri cuccioli: un grande amore materno che trova pochissimi esempi in altre specie.
Il corpo degli animali onnivori ed erbivori ha subìto, nel tempo, un grande cambiamento, a differenza del corpo dei Felidi rimasto immutato per milioni di anni.
La caccia, per il gatto, è diventata oramai un gioco e questo può continuare anche con gli esseri umani; palline gettate e riportate e piccoli oggetti in movimento (a volte la sua stessa coda) danno al Felide ancora una volta il senso della caccia...
Un aspetto molto importante da tener presente riguardo gli antenati del nostro amico era la colorazione del suo manto, in quanto questa permetteva al Felis "sylvestris" di mimetizzarsi per sfuggire alla cattura e appostarsi prima di colpire una preda. Nelle arre caratterizzate da clima caldo i "Felis" avevano un manto maculato e striato (come il sole che filtra tra le foglie degli alberi delle grandi foreste); quelli che vivevano nelle savane erano fulvi (per fondersi con il variegato ambiente circostante), mentre quelli delle zone nordiche avevano invece colori chiari a striature grigiastre (soprattutto durante il lungo periodo invernale o nel periodo del cambio di stagione).
Sono esistite, in passato, tre popolazioni distinte di Felis: il gatto selvatico africano (gruppo "Lybica") che popolava l'Africa ed il Medio Oriente, il gatto selvatico europeo (gruppo "Sylvestris") che abitava i boschi di conifere in Norvegia, Svezia e Finlandia, e il gatto selvatico indiano (gruppo "Ornata") che viveva nel semideserto e nelle steppe del Medio Oriente, dell'India, della Russia e della Cina.
Il gatto Felis "lybica", diretto antenato di tutti i gatti domestici, ha subìto enormi cambiamenti dalla sua forma ancestrale, cioè da quella archetipa del grande gatto dalla coda corta proveniente dalle boscaglie del Delta del Nilo, grande nemico di serpenti e scorpioni. Proprio da lui avrà inizio la nostra storia, ambientata all'ombra delle Piramidi e della Sfinge...

Note:
1. Dea egizia raffigurata come gatta, oppure con il corpo di donna e la testa di gatta.
2. Dai 65 ai 56 milioni di anni fa.
3. Si tratta del quarto premolare superiore e il primo molare inferiore dei carnivori. Essendo particolarmente taglienti, questi denti venivano utilizzati per lacerare la carne e frantumare le ossa delle prede.
4. Dai 55 ai 34 milioni di anni fa.
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