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libri scelti da Francesco Di Blasi

ANIMA COSMICA 2012 L'ora della verità

di Daniela Bortoluzzi
Melchisedek Edizioni - Distribuzione PDE
pagg. 178 - illustrazioni nel testo - € 16,00
Per ordinare: daniela.bortoluzzi@fastwebnet.it

parti precedenti:

L'ARGOMENTO »
PREFAZIONE »
INTRODUZIONE »
CAPITOLO I - ESOTERISMO »
ERMETISMO:

È evidente che Esoterismo ed Ermetismo hanno radici comuni; nel termine ermeneutico (hermeneus) - che significa "interprete" e in senso lato "chi imbroglia con le parole" - è chiaro l'allusione alla codificazione degli scritti esoterici, che solo gli iniziati dovevano capire. Ed è chiaro il riferimento a Thot, inventore dei geroglifici che rappresentavano in assoluto il linguaggio sacro, usato solo a scopo religioso e/o scientifico, dove la simbologia esoterica nascondeva il vero significato del testo a chi non fosse stato in possesso della chiave di lettura; esistevano, infatti, anche un linguaggio figurato e uno fonetico, entrambi usati per scopi che possiamo definire non-religiosi, tanto per distinguerli dal primo.
Di fatto, la prevalenza del popolo egizio era analfabeta; non esistevano scuole pubbliche e l'apprendimento era riservato solo a chi poteva accedere alla "Casa della Vita" o ai templi. E anche qui, in pochi erano destinati a conoscere il significato vero dei "segni sacri": quei pochi che sarebbero stati selezionati per diventare prima di tutto sacerdoti, e solo dopo "anche" scribi. Questi non sarebbero stati scribi come gli altri, perché avrebbero fatto parte di una "setta" iniziatica destinata a sopravvivere per millenni.
Platone, filosofo greco del IV secolo a.C. parla di Thot per spiegare come le autorità egizie intralciassero la nascita di una scrittura dotata di un alfabeto facile da imparare; non si voleva che fosse alla portata di tutti, ma un'esclusiva degli scribi e della classe sacerdotale, come succedeva infatti con i geroglifici:

"Udii che presso Naucrati, in Egitto, visse un tempo uno dei loro vecchi dèi, cui è sacro l'uccello che chiamano ibis; questo dio aveva nome Thot. E aggiungono che egli inventò i numeri, il calcolo, la geometria, l'astronomia e anche i giochi del tavoliere e dei dadi e per di più la scrittura. Faraone dell'Egitto era allora Thamus. Thot venne a trovare costui, gli mostrò le arti e disse che conveniva farne dono agli altri egizi. Il sovrano s'informò dell'utilità di ciascuna arte, e mentre l'altro gliene faceva l'esposizione, egli approvava ciò che gli pareva ben detto e disapprovava ciò che gli pareva negativo. Così Thamus fece a Thot, per quel che si narra, pro e contro ciascun'arte molte osservazioni che sarebbe troppo lungo ripetere. Il dio Thot fu anche un dio creatore. La leggenda dice che sotto forma di babbuino, stava originariamente seduto su uno sperone di roccia che emergeva dalle acque primordiali. Le lacrime che scendevano dai suoi occhi caddero ai quattro angoli del mondo e formarono quattro coppie di divinità che aiutarono a popolare la Terra."
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