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INIZIAZIONE ALL'ARTE DELL'UOMO-MEDICINA

 
di Medicine Grizzlybear Lake
Edizioni Amrita
pagg. 220 - € 14,50
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PREFAZIONE DI ROLLING THUNDER »
PREFAZIONE DI CHARLIE THOM »
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INTRODUZIONE »

CAPITOLO I - Diventare un uomo-medicina:

Non è che un giorno uno si sveglia e dice: "Toh, come mi piacerebbe essere un uomo-medicina!" Non è così che funziona. C'è qualcosa di diverso, in una persona destinata a diventare un guaritore nativo. Un tipo speciale di potere, un dono, un talento, una conoscenza fin dalla nascita. E questo potere non è tuo: esso appartiene al Grande Creatore e al popolo, ti è stato soltanto prestato, e va maneggiato nel modo giusto, altrimenti qualcuno può farsi del male.
Non ho mai affermato dinnanzi ad un gruppo di persone: "Sono un uomo-medicina." E raramente nel parlo. Se una persona deve venirlo a sapere, allora questo accadrà, in un modo o nell'altro. Ma in certe occasioni, quando mi è stato chiesto con insistenza, ho risposto: "Sì, sono un servitore del Grande Creatore. Sono un guaritore nativo tradizionale, un insegnante spirituale, un capo dei cerimoniali." Lo si dice in questo modo: umilmente, senza vergognarsi né vantarsi, rispettando la realtà delle cose; io lo dico in questo modo perché il Grande Creatore, gli spiriti ed i miei insegnanti anziani mi hanno detto che io sono tutte queste cose. Se è la gente a chiamarmi "uomo-medicina", ciò mi onora, ma un vero uomo-medicina non deve parlare di sé come tale, giacché non è così che fanno gli Indiani.
Non rientro nello stereotipo del guaritore nativo, così come se lo immagina la maggior parte delle persone. Non sono un vecchio saggio che vive in povertà in un angolo della riserva, in attesa di essere scoperto da un antropologo o da uno scrittore, o da uno dei tanti ricercatori del paranormale, e il mio sangue non è indiano al cento per cento. Non sono alto, non ho la carnagione scura, non ho un naso imponente. In effetti, non rendo neppure l'immagine del mio nome, Medicine Grizzlybear (Orso Grizzly di Medicina, N.d.T.). Il mio amico Archie Fire Lame Deer (Archie Fuoco Cervo Zoppo, N.d.T.) dovrebbe forse portare un nome del genere, dato che è alto un metro e novantacinque, pesa centodieci chili ed è grosso come un grizzly. Ha persino le ciocche di capelli grigi, ed il colorito scuro. Noi ci ridiamo su, perché "sappiamo" che ogni uomo o donna-medicina, ha un nome speciale datogli/le dal Grande Creatore.
Ho tenuto il mio nome segreto per più di dieci anni; anche Archie Fire Lame Deer ha un nome segreto, e Martin High Bear (Orso Alto, N.d.T.), un altro amico, anch'egli famoso uomo-medicina, ha un nome speciale: Rocky Boy (Ragazzo Roccioso, N.d.T.). Ha questo nome perché lavora con il potere e lo spirito del Popolo delle Rocce.
Nomi come questi sono potenti: significano realmente qualcosa, poiché sono il tuo lasciapassare, in qualità di guaritore nativo, per il Grande Creatore, per gli spiriti e per la Madre Terra. E con il nome arrivano le responsabilità.
Così, non è che mi sono svegliato un bel mattino, decidendo che mi sarei scelto un nome che mi rendesse più indiano. Me lo sono guadagnato con il digiuno, il sudore ed una ricerca di visione durata dieci giorni, in cima ad una montagna sacra. Non mi sono scelto io, il mio nome; né ho scelto i poteri che lo accompagnano, e neppure questa professione. Mi è stata data in modo onorevole e pulito. Non avevo l'intenzione di diventare un guaritore nativo: sono stato scelto per diventarlo. Quattro volte nella mia vita mi sono rivolto agli anziani uomini-medicina, e rispettando la tradizione ho chiesto loro di togliermi questa responsabilità; ho dato loro un mucchio di soldi, ho fatto un sacco di regali, e mi sono persino offerto di lavorare duramente purché mi privassero di questo potere, giacché non ero disposto a sobbarcarmi le responsabilità, le difficoltà, i sacrifici e la vita rigorosa che si porta dietro. Due di questi anziani hanno rifiutato; il terzo ha tentato di fare ciò che gli chiedevo, ma è morto esattamente un anno dopo; il quarto, Rolling Thunder (Tuono Rotolante, N.d.T.), mi fece una vera e propria lavata di capo: "Non spetta a te scegliere. Tu non hai né il diritto né l'autorità di interferire nelle decisioni del Grande Spirito. Sei stato scelto per diventare un uomo-medicina molto prima di entrare in questo corpo, su questa Terra. Hai il dovere e la responsabilità di rispondere alla chiamata. In caso contrario, farai del male alla tua famiglia, al tuo popolo, alla tua funzione spirituale e al disegno universale. Certo, è una vita dura: la tua stessa gente si prenderà gioco di te, parlerà male di te, probabilmente ti considererà un impostore o qualcosa del genere. Ma il Grande Creatore sa, la Madre Terra sa, i tuoi parenti nella Natura sanno, e sapranno le numerose persone, provenienti da tutti i sentieri della vita, che tu guarirai; e lo saprai anche tu. Questo è ciò che conta davvero. E quando le cose nella vita diventeranno difficili, dovrai fare buon viso a cattivo gioco e andare avanti. È questa una delle strade che un vero uomo-medicina deve seguire. Assumi su di te le sofferenze, la paura, l'odio, la rabbia, il dolore, la confusione e le malattie della gente. È per questo che sei diverso: e non puoi nasconderti, né scappare da tutto questo. Sei stato messo sulla Terra dal Grande Creatore per assolvere ad un compito. Che ti piaccia o no, devi essere forte e portarlo a termine."
Una volta, gli anziani solitamente sapevano in anticipo quando un guaritore stava per nascere nella tribù; ne venivano a conoscenza attraverso sogni, segni, presagi e cerimonie. A volte lo sapevano prima ancora che il bambino nascesse, altre volte lo scoprivano nel momento in cui veniva al mondo, e talvolta soltanto quando già ormai stava crescendo.
Dipendeva tutto dai costumi, dalle credenze, dalle tradizioni e dal grado di sviluppo spirituale di cui godeva la tribù. Al giorno d'oggi, ben pochi sono a conoscenza di queste cose: le tribù native più tradizionaliste nel loro stile di vita posseggono i mezzi per saperlo, ma quelle più assimilate e cristianizzate non se ne curano neppure. Per alcune di esse, il ruolo e la funzione di una persona-medicina si sono estinti, sono stati relegati nel passato.
Una delle mie guide anziane faceva parte delle Sei Nazioni Irochesi. Anch'io provengo dalle Sei Nazioni, ma il mio apprendistato si è svolto principalmente fra gli Yurok e i Karuk della California nord-occidentale. La guida di cui parlo disse di conoscermi fin da quando ero bambino, disse che mi aveva sognato, che un orso era andato a dirglielo. Nonostante avessi incontrato questo guaritore nativo anni prima, mi decisi a studiare e ad apprendere seriamente sotto la sua guida soltanto verso i trent'anni. Il suo nome era Beeman Logan (Uomo Ape, N.d.T.) capo ereditario Seneca e uomo-medicina. Un altro grande capo disse di sapere che un giorno mi sarei presentato davanti a lui: disse che sperava che mi facessi vivo prima che lui invecchiasse e morisse. Il suo nome era Capo Harry Watt. Morì due anni dopo che finalmente mi ero recato da lui, e mi aiutò ad andare sul monte Seneca. Dovetti affrontare un viaggio di ritorno di cinquemila chilometri per farlo: dalla California allo Stato di New York. Ero come un salmone che viaggia verso casa, verso il luogo in cui è nato, per deporre le uova o morire. Il Capo Harry Watt disse di sapere che un giovane della sua tribù avrebbe ereditato il potere di medicina e avrebbe fatto ritorno fra la sua gente. Ma disse anche di sentirsi triste, giacché la gente non sarebbe stata pronta per quella persona. E aveva ragione.
Chiaramente, il giorno in cui nacqui accadde qualcosa di strano: tuoni e fulmini squassarono le montagne delle Sei Nazioni ed il territorio dei Seneca; dicono che si trattò di una bizzarra grandinata, con i chicchi grossi come palle da baseball. Lo stesso accadde ogni volta che morii.
Finora, nella mia vita, mi hanno dichiarato morto ben quattro volte; so, però, di essere morto altre due volte, ma nessuno, tranne mia moglie, mi era vicino per poterlo verificare. Ovviamente sono rimasto senza vita soltanto per un brevissimo lasso di tempo; ma morire è pur sempre morire, che sia una cosa temporanea o permanente. So che quando invecchierò e morirò definitivamente, vi sarà una brutta tempesta, molto peggiore delle altre, poiché l'ho già vista durante una visione. Ma molto probabilmente la gente non se ne accorgerà nemmeno, non capiscono cosa significhino tali eventi.
Il sentiero per diventare un guaritore è irto di prove e di tribolazioni, di sofferenze e sacrifici, e passa al vaglio tutti gli aspetti della vita e della natura umana, coinvolgendo la dimensione fisica e quella spirituale, quella mentale e quella emozionale. Lungo questo sentiero vi sono alcuni stadi che, a mio modo di vedere, comprendono:
  • l'ereditarietà (sei nato con il potenziale genetico necessario);
  • la chiamata, che solitamente giunge sotto forma di sogno o di una serie di sogni;
  • l'iniziazione, che si svolge attraverso una malattia, un disturbo, un incidente, un'infermità, a volte un grave problema mentale o emozionale, una profonda esperienza psichica o mistica, oppure un'esperienza di morte;
  • la ricerca della visione e l'addestramento spirituale, quando il neofita viene guidato verso uno specifico centro di potere nella Natura, allo scopo di ottenere e attivare il suo potere;
  • la valutazione e la conferma da parte degli anziani, e l'apprendistato;
  • la pratica reale di guaritore, essa stessa un infinito processo di apprendimento poiché il/la neofita ed i membri della sua famiglia si ammalano di frequente. Nonostante possa sembrare molto ingiusto, per i guaritori nativi questo strano rapporto fra il "potere" e il sopravvenire di nuove malattie funge da base per acquisire ulteriore esperienza e conoscenza; purtroppo, a volte accade che perdano un paziente o anche un membro della famiglia, ma ciò fa parte del disegno cosmico creato perché i guaritori imparino.
La gente mi chiede: "Che tipo di guaritore sei?" Può darsi che il lettore pensi (e con ragione) che lo si possa dedurre dal mio nome, ma credo che la maggior parte delle persone non conosca più le vie di medicina. Io sono un medico Grizzly, il che significa che il mio potere ed il mio dono primari provengono dal Grizzly; ma questi è collegato ad altri, come il Sole e la Luna, il fulmine e il tuono, le montagne e i fiumi, i picchi e le piante, il cervo e i lupi, corvi, falchi e aquile, serpenti e rocce, l'acqua e i pesci, il vento e la pioggia, e molte altre entità della Natura. Sicché, come ho già detto, se le tribù della California nord-occidentale mi definirebbero un "medico succhiatore" o "medico spirituale", altri gruppi tribali, come quelli delle pianure, dell'Alaska sud-occidentale, mi considererebbero un "medico Orso".
Il mio tirocinio è stato determinato del Grande Creatore, dagli spiriti, dagli antenati e dagli anziani. Ho iniziato come esperto di sogni, sono divenuto erborista, quindi veggente e visionario, e in seguito guaritore, e infine mi sono evoluto fino a diventare un medico spirituale. Sostanzialmente, questo significa che vedo gli spiriti, li odo e lavoro con essi, ed essi lavorano attraverso di me. Tuttavia, non vado in trance. Mi è stato anche insegnato a far uso della sacra capanna essudatoria per curare, e mi è stata tramandata la Cerimonia della Danza di Guerra. Non sono un "portatore di pipa" poiché non provengo da un sistema tribale di quel tipo. Il mio stesso popolo irochese può darsi non mi riconosca per ciò che sono in realtà, dato che negli ultimi duecento anni circa non abbiamo avuto nessun uomo o donna-medicina; abbiamo invece alcune società di cura, come la Società delle Facce Finte e la Società della Piccola Acqua. Originariamente avevamo i nostri guaritori, ma tutto questo è cambiato a seconda delle esigenze. In questi ultimi dieci anni sono emersi alcuni uomini-medicina, come Madbear (Orso Pazzo, N.d.T.), Anderson e Beeman Logan, che sono stati criticati dal loro stesso popolo per aver infranto la norma.
Forse la gente ha bisogno di reimparare che non sono loro ad aver l'autorità di scegliere o decidere chi sarà uomo-medicina; tali decisioni spettano al Grande Creatore. La mia storia non ha ombre con il Creatore, a dispetto dei commenti di chicchessia; né deve averne, se si vuole essere qualificati per la conoscenza ed i poteri e se si intende essere i servitori del Grande Creatore. Con questo, non dico di essere un santo, né intendo fare il guru di nessuno; ma ho lottato duramente per elevarmi spiritualmente. Volevo essere un uomo spirituale perché avevo ottime guide da emulare ed anche perché le montagne fanno questo effetto ad una persona; gli spiriti delle montagne sono magici e misteriosi, ti attraggono come un magnete; tutti abbiamo bisogno delle montagne quale simbolo di spiritualità, perché ci rammentano il concetto di sacralità. Ogni essere umano che cammina sulla Terra dovrebbe essere incline all'evoluzione spirituale e allo sviluppo interiore, poiché in Principio tutti eravamo spiriti. Forse, quasi tutti hanno dimenticato questa realtà dacché si sono civilizzati, e forse hanno dimenticato che ancora siamo spiriti, in un guscio umano.
Ed è così per tutta la struttura del nostro essere: abbiamo una mente, un corpo ed un'anima, e tutti abbiamo guardiani spirituali di un qualche tipo. Dacché facciamo il nostro ingresso su questo piano terrestre, abbiamo bisogno di ricevere assistenza: non ce la faremo mai da soli. E quando moriamo e lasciamo i corpi, il nostro spirito guardiano ci aiuterà a raggiungere l'altra parte, ad entrare nel mondo degli spiriti. Può accadere, però, che commettiamo così tante violenze su questa Terra che il nostro spirito guardiano diserti disgustato il suo compito, o che sia uno spirito maligno o uno stregone a portarselo via.
Lo spirito guardiano è un alleato reale: è un aspetto archetipico del nostro inconscio, e per quasi tutti noi assumerà la forma di un qualche animale. Secondo la Legge della Dualità Cosmica, esistono due aspetti per ogni cosa. Siamo umani, ma siamo anche animali, ed attraverso la ricerca della visione scopriamo quale sia il potere del nostro spirito animale o quale esso possa diventare. A volte una crisi nella vita, un incidente, una malattia od un disturbo porteranno in superficie questa parte di noi, e allora ci toccherà affrontarla, diventare uno con essa, coltivarla. Ecco un'altra ragione per cui la nostra gente ha ricevuto la capanna essudatoria e l'insegnamento della ricerca della visione. Essi sono gli strumenti spirituali che ci sono stati donati per scoprire chi siamo realmente ed evolverci a livello spirituale; ho incontrato persone che affermavano di aver identificato il proprio "totem" grazie alla meditazione o alla lettura dei tarocchi: si stanno prendendo in giro da soli. Molti sono i simboli (animali, spiriti, persino demoni e fantasmi) nella nostra mente subcosciente, e non c'è una facile via d'uscita nel processo di "autoscoperta", ma tutte le razze umane hanno ricevuto lo strumento del digiuno e della ricerca della visione per entrare in contatto con il proprio Sé reale, altrimenti detto il Sé superiore.

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