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libri scelti da Francesco Di Blasi

ARCHETIPI Le chiavi dell'Universo

di Mario Pincherle
Macro Edizioni
pagg. 272 - € 16,80
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PREMESSA - Lingua e alfabeto originari nell'antichità:

Sono passati 35 anni da quel giorno in cui un mio amico, un industriale di Bologna, che adesso è trapassato e si chiamava Bruno Malaguti, mi disse: "Mario, voglio vedere fino a che punto l'uomo può diventare ridicolmente schiavo di una macchina: stai a vedere quello che farò". Difatti poco tempo dopo, alla Fiera di Milano, il pubblico vide una stranissima macchina, molto pretenziosa, piena di colori appariscenti, luci psichedeliche; in realtà dentro c'era solamente una pinza di gomma che acchiappava un dito. C'era un cartello che diceva testualmente: "Infilate l'indice della vostra mano nel foro: verrà immediatamente imprigionato senza possibilità di liberazione. Tuttavia tenete pronta, nell'altra mano, una moneta da 100 lire; per liberarvi introducetela nella feritoia". Pare incredibile, questa macchina ridicola, tutta forma e niente funzione, ebbe un successo enorme e tutti volevano provare a essere acchiappati, e tutti mettevano la moneta da 100 lire.
Questo fatto mi fece pensare: "Certamente, all'uomo manca una rotellina; l'uomo è schiavo delle "forme" quando sono appariscenti, psichedeliche, quindi "qualcosa gli manca", un quid misterioso che ancora non possiamo afferrare". Cerchiamo di scoprire questo "Error": vedremo che si può chiamare "Diabolicus".
Siamo antichissimi: la nostra antichità è condensata nell'inconscio collettivo e nel "Superconscio" che conferisce coesione a tutta l'umanità; in questo Superconscio vive quel quid che, purtroppo, molto spesso ci sfugge e la cui assenza rende l'uomo pazzo. Questo quid è il Retto Pensiero, cioè il Senso Morale, l'Amore con la A maiuscola.
Un giovane di 23 anni, Frederic Myers, in una lontana notte del 1869 scoprì l'inconscio e ne definì le funzioni.
Conversava con un suo amico, gli occhi perduti fra gli astri:
- Amico mio, i fenomeni telepatici e la percezione a distanza, ovviamente senza la mediazione dei sensi, mi fanno capire che il pensiero ha molti modi per uscire dalle sue prigioni fatte di spazio e di tempo. Il nostro io cosciente è solo una parte minima della nostra più vasta individualità: è la parte visibile di un iceberg sopra la linea di galleggiamento che è come la soglia della coscienza. La grande parte giace sotto. Non si vede.
Queste parole furono il primo scandaglio di luce negli abissi dell'anima. Nacque a Londra, per merito del Myers, la famosa Società per la Ricercha Psichica, che studiava "la parte invisibile dell'iceberg" del pensiero umano. A poco a poco gli studiosi si resero conto che alla base del pensiero vi è una forza organizzatrice e strutturante che è fatta di legami e non di cose legate. Il pensiero precede qualsiasi realtà umana oggettiva. Realtà extratemporale che è come un filo che passa attraverso le molteplici perle di una collana. Così tanti fatti storici in realtà sono un fatto unico. Il subconscio si nutre di questa verità, vive di essa, ma questo contenuto di pensiero vivente non si esaurisce nel subcosciente: un racconto vasto come l'universo, un racconto cosmico è il "Pensiero Vivente" che racconta la sua storia, e le parole sono Archetipi.
È il pensiero che esprime se stesso attraverso qualcosa che non è forma, materia, che non è avvenimento, ma sta oltre. Cosa sono questi Archetipi? Dall'estrema antichità fino ai nostri giorni la coscienza dell'uomo non è stata in grado di rispondere a queste fondamentali domande. Da cosa derivano questi modelli universali? Sono una ripetizione millenaria di antiche esperienze fatte dall'uomo nel tempo o sono al contrario espressioni di idee eterne fuori dal tempo? Finché non capirà il significato degli Archetipi l'uomo sarà dualista, in perenne lotta tra il bene e il male, in preda a quello che ho chiamato "Error Diabolicus". Fin dalla più lontana antichità molti sono stati i ricercatori degli Archetipi, i maestri spirituali, ma il vero maestro segreto è dentro di noi e, cercarne uno fuori, ci pone in uno stato di dipendenza infantile.
Varrà la pena di raccontare questa grande caccia al tesoro, la ricerca del bene da parte di tanti maestri spirituali, purtroppo sconfitti in partenza, e di scoprire le cause di queste sconfitte: una lunga serie di uccisioni, di crocifissioni, di fallimenti, di dolori. San Francesco, ormai vicinissimo alla morte, disse rivolgendosi al suo corpo: "Fratello .asino, perché tanto inutilmente e stupidamente ti ho trattato così?". Ecco le cause di tante numerose sconfitte: non aver capito il "fratello asino", la Materia del nostro corpo, e averla crocifissa per tanti secoli, tanti millenni, aver cercato come maestro dei maestri il dolore o il piacere anziché la Gioia, perché il dolore o il piacere parlano una lingua comprensibile mentre il linguaggio della gioia è misterioso, fatto di Archetipi incompresi. Il pensiero è Vita, Essere vivo significa pulsare nella "sistole" e nella "diastole", le due grandi pulsioni del cosmo: la "tenebra" e la "luce". La Vita funziona pulsando. Il pensiero errato, quello che ho chiamato "Error Diabolicus", l'albero della conoscenza del bene e del male, "il peccato originale, consiste nel considerare buona una delle due pulsioni e malvagia l'altra". Perché malvagie le tenebre? Nella ricerca degli elementi del pensiero bisogna uscire da questo "Error Diabolicus" e riferirsi prima alle "funzioni" e poi alle "forme", allora il pensiero errato torna ad essere retto pensiero, allora "gli antichi idoli, le forme parziali" si dileguano perché la "luce" è bene, la "tenebra" è bene, e il male non è altro che l"'Error Diabolicus" che considera male ciò che male non è. E ora iniziamo la carrellata degli esploratori degli Archetipi. Proiettiamo il grande film di una caccia al tesoro millenaria facendo un bilancio delle esperienze spirituali dell'umanità (continua…)
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