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MISTERI ESOTERICI La Tradizione ermetico-esoterica in Occidente

di Giuseppe Gangi
Edizioni Mediterranee
pagg. 278 - € 14,50
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INTRODUZIONE:

Il termine "Mistero", dal latino "mysterium", traduzione del greco "télos", che significa "compimento", è analogo a "teleuté", che significa "morte". Nel linguaggio iniziatico i Misteri sono, infatti, dei riti, delle cerimonie, consistenti in una serie di atti simbolici, di prove morali e fisiche, attraverso cui viene data al neofita la sensazione che egli "muore" per "rinascere" a nuova vita.
La parola "esoterico" la si fa derivare dal verbo greco "eisotheo", la cui traduzione letterale sarebbe "faccio entrare". Il significato del termine scaturisce perciò dalla sua origine etimologica, in quanto "fare entrare" significa "aprire una porta", permettere cioè di penetrare dal di fuori nell'interno. In senso simbolico "fare entrare" significa rivelare una verità occulta, un senso nascosto. Nel linguaggio ordinario, poi, l'aggettivo "esoterico" assume il valore di "riservato", di "segreto".
Nella tradizione filosofica, del resto, in riferimento agli scritti di Aristotele si fa la distinzione tra opere "esoteriche" e opere "exoteriche". Le prime, le uniche che possediamo, sono gli appunti, destinati ai discepoli del Liceo, a "quelli di dentro", sui quali il grande filosofo svolgeva le sue lezioni; le seconde, di cui possediamo solo pochi frammenti, sono gli scritti destinati al vasto pubblico, a "quelli di fuori". Contrariamente alle sue intenzioni, di Aristotele ci sono pervenuti solo gli scritti "esoterici" o "acroamatici", che egli compose per la necessità del suo insegnamento; ritrovati dai soldati di Silla in una cantina appartenente ai discendenti di Corisco, insieme al quale il filosofo aveva fondato ad Asso, nel 347 a.C., una piccola comunità platonica, i papiri furono portati a Roma nell'86 a.C. dallo stesso Silla e affidati ad Andronico di Rodi per essere riordinati e pubblicati.
Il binomio "misteri esoterici" rappresenta, di conseguenza, l'insieme di tutte quelle pratiche, dette "misteriche" o semplicemente "iniziatiche", che permettono l'introduzione in un mondo "superiore", in uno stato psichico "più perfetto" dello stato profano. I Misteri sono soprattutto delle "prove", fisiche e morali, che mirano ad agire sulla psiche dell'individuo.
Attraverso i Misteri si realizza psicologicamente nell'individuo il passaggio da uno stato, considerato inferiore, dell'essere, ad uno stato superiore, il passaggio cioè dallo stato di "profano" a quello di "iniziato".
Nel corso dell'iniziazione agli alti gradi, il candidato entra in uno stato di trance, in una sorta di sonno magico, in cui resta paradossalmente sveglio, ma in un altro mondo. Sotto la direzione e il costante controllo dello ierofante, l'iniziando precipita in un profondo sonno letargico, simile per chi osserva dall'esterno all'aspetto reale della morte fisica. In effetti, nel linguaggio simbolico dei Misteri, si parla di "disceso nella tomba" o "sepolto nella tomba".
In uno stato siffatto, con le passioni e i desideri personali completamente assopiti, l'individuo muore veramente alle cose terrestri, mentre la sua coscienza, la sua anima vitale si separa momentaneamente dalla carne, raggiungendo la capacità di percepire il mondo spirituale, di provare l'incanto degli spazi infiniti, di penetrare il suo io più intimo, di conoscere il "vero" Dio.
Dopo una simile esperienza, l'uomo può veramente dire di essere morto e di essere risuscitato; risvegliandosi alla luce del giorno, egli ritorna nel mondo, completamente trasformato e spiritualmente rinato. Avendo attraversato l'Inferno e contemplato il Cielo, egli conosce ora i segreti dell'uno e dell'altro; assolutamente certo dell'immortalità, non crede più alla morte, ma unicamente alla vita, alla vita eterna, alla vita permanentemente cosciente; egli crede in quello che lo ierofante gli ha svelato nel santuario segreto: l'anima esiste ed è un raggio del sole centrale, un raggio della sorgente divina.
L'iniziazione, pertanto, permette l'accesso a una visione nuova della vita, visione spirituale che l'uomo ha perduto, quando dal "paradiso" si è trovato avviluppato nella materia. I Misteri rendono possibile la risalita interiore, che, di grado in grado, conduce allo stato di illuminazione perfetta. Attraverso i Misteri l'individuo scopre quei mondi invisibili che si stendono al di là della materia fisica, e soprattutto la divinità stessa dell'uomo. "O anima cieca! - si legge nel più antico testo dell'esoterismo egizio, 'Il libro dei morti' - prendi la fiaccola dei Misteri e, nella notte terrestre, scoprirai il tuo doppio luminoso, il tuo io celeste. Segui il tuo divino maestro; egli sarà il tuo genio, giacché detiene la chiave della tua esistenza passata e futura."
L'iniziazione, per se stessa, non costituisce un patrimonio conoscitivo statico, non è un processo passivo, ma qualche cosa di essenzialmente "attivo", che rimane semplice potenzialità senza la cooperazione attenta e consapevole dell'iniziato. Il termine "iniziato", d'altra parte, deriva dal latino "initium"; e "iniziato" è colui che si è istradato, che si è messo sul "cammino". L'iniziazione dunque è un movimento dinamico dell'essere, la "realizzazione" progressiva dell'interiorità dell'individuo umano, il passaggio graduale dalla potenza all'atto di una possibilità presente nell'individuo allo stato virtuale. E i Misteri, ossia le cerimonie iniziatiche, danno al neofita la sua vera dimensione, indicando la via per raggiungere la purificazione ed il ritorno alla vita superiore. Diodoro di Sicilia, dopo la sua visita in Egitto, scriveva: "Si dice che coloro che hanno partecipato ai Misteri diventano più spirituali, più giusti e migliori sotto tutti gli aspetti".
Il "segreto iniziatico" è per se stesso incomunicabile, giacché ognuno vive il rito in modo assolutamente personale. Aristotele, trattando dei Misteri Eleusini, dice: "Non imparare, ma provare"; nei Misteri, infatti, non si apprende una dottrina, ma si provano dei sentimenti, si avvertono profonde e intense sensazioni. Per questo i riti o le prove, a volte terrificanti, possono apparire assurdi al profano che legge e sente dall'esterno o a chi si accosta in modo superficiale al mondo misterico.
L'iniziazione, una volta raggiunta, esercita la sua efficacia in via permanente, purché, s'intende, essa sia stata reale e non apparente. Condizione essenziale, però, perché i riti producano il loro pieno effetto, è e rimane l'"iniziabilità" del soggetto cui essi vengono conferiti; il "profano", infatti, per poter essere iniziato, deve possedere determinate "disposizioni" e le necessarie attitudini naturali, senza le quali i riti non avrebbero alcuna efficacia.
E proprio in questo risiede la sostanziale differenza tra i Misteri esoterici e i riti che comunemente si praticano nelle nostre Chiese. Il battesimo cristiano, ad esempio, produce i suoi effetti indipendentemente dalle attitudini naturali del neofita, mentre il rito iniziatico rimane lettera morta, se conferito ad un individuo non "iniziabile". L'iniziazione, d'altra parte, viene conferita a diversi livelli, mettendo in moto un processo che si svolge in modo graduale, e in cui il livello superiore non può essere raggiunto se non si sono percorse le tappe precedenti. Di qui l'esistenza in tutte le fratellanze iniziatiche di una "gerarchia", nella quale i diversi gradi rappresentano i piani di perfezione cui i fratelli iniziati sono pervenuti. Ad Eleusi, per esempio, si distinguevano i "piccoli" e i "grandi" Misteri, ai quali si veniva successivamente iniziati, donde la distinzione degli iniziati in "mysti" ed "epopti"; i piccoli Misteri si celebravano in febbraio ad Agrae, un borgo presso Atene, mentre i grandi Misteri, chiamati anche "Orge sacre", si celebravano ogni cinque anni, nel mese di settembre, ad Eleusi.
In questo lavoro, che si presenta come una panoramica storica della misteriosofia occidentale, avremo modo di osservare da vicino tanto le pratiche iniziatiche del mondo antico, quanto quelle della nostra Era. Man mano che andremo scorrendo le cerimonie misteriche, la struttura delle organizzazioni iniziatiche, gli insegnamenti degli ierofanti, ci renderemo facilmente conto dell'esistenza in Occidente di una "tradizione" esoterica, trasmessa, in differenti epoche e sotto forme diverse, a tutta una serie di "Rivelatori", tradizione che costituisce il fondamento comune di tutti i Misteri, dalle pratiche iniziatiche dell'Antico Egitto ai riti esoterici dei giorni nostri.
Ponendo a confronto le società iniziatiche con le religioni positive, si può affermare che queste ultime sono delle istituzioni "exoteriche", organizzazioni di massa, aperte a tutti senza distinzione, mentre le prime sono dei centri "esoterici", non accessibili a tutti, riservati a coloro che possiedono determinate qualità naturali e particolari predisposizioni.
Nel mondo antico, exoterismo ed esoterismo coesistevano in seno ad uno stesso gruppo sociale; vi erano, infatti, due specie di riti: i "pubblici", praticati all'aperto ed accessibili a tutti, ed i "segreti", praticati nel recesso dei templi e accessibili ad un assai ristretto numero di persone.
Nella nostra Era, caratterizzata dal dominio delle Chiese Cristiane, esclusiviste e rigidamente legate al dogma, la fiaccola della tradizione esoterica è stata tenuta viva ed amorosamente alimentata dalle società iniziatiche, dove la verità è passata da maestro ad allievo, da ierofante a neofita, da labbro ad orecchio. E allorché essa, la Verità, è stata messa per iscritto, il suo senso è rimasto velato in termini di alchimia e di astrologia, potendo interpretarlo solo che ne abbia posseduto la chiave. Nonostante le precauzioni e la necessaria prudenza, la voce del Vero, in certi momenti della Storia, è stata tuttavia soffocata tra le fiamme o sul patibolo, allorché si è profilato il pericolo di qualche scalfittura al dominio psicologico e sociale della religione ufficiale. L'esempio più clamoroso è la condanna al rogo nel 1600 di Giordano Bruno, uno dei più grandi maestri dell'esoterismo occidentale.
Le religioni positive, le Chiese Cristiane in particolar modo, pur attingendo alla fonte sempre viva ed inesauribile della Tradizione, hanno impartito ed impartiscono un insegnamento exoterico, cioè aperto a tutti. E i sacramenti della Chiesa Cattolica, quali il Battesimo, la Cresima, l'Ordine, veri e propri riti iniziatici, vengono conferiti in pubblico ed a qualsiasi individuo, indipendentemente dal possesso o meno di particolari virtù naturali, condizione essenziale invece per il conferimento dell'iniziazione presso tutte le organizzazioni iniziatiche degne di questo nome.
Occupandoci in questo libro dei Misteri esoterici, non porremo attenzione alle pratiche rituali destinate alle masse e, allorché tratteremo dell'Esoterismo contemporaneo, trascureremo di proposito i gestori dei numerosi centri pseudo-iniziatici che, speculando sulla credulità e sulla fragilità psichica, vendono "saggezza" ed evoluzioni catartiche.
Filo conduttore dell'opera è la nostra convinzione che le vere società iniziatiche, dall'antichità ai nostri giorni, hanno conservato le grandi verità della Dottrina Segreta che, una nella sostanza, ha assunto di volta in volta forme diverse. Sarà nostro impegno quindi, per quanto ci sarà possibile, mettere in luce la continuità della Tradizione e il fondamento comune che lega tra di loro i Misteri esoterici di ogni tempo. Ma questo potremo farlo solo se riusciremo a procurarci la "chiave" maestra, con cui poter aprire le numerose porte interne dei Templi.
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