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libri scelti da Francesco Di Blasi

MISTERI ESOTERICI La Tradizione ermetico-esoterica in Occidente

di Giuseppe Gangi
Edizioni Mediterranee
pagg. 278 - € 14,50
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PRESENTAZIONE:

Ha un senso parlare ancora, all'inizio del Terzo Millennio, di "esoterismo", di "misteri esoterici", di "Tradizione esoterica"? Naturalmente intesi nel significato più serio e legittimo, considerando le loro origini secolari, se non millenarie, senza tener conto della svalutazione dei termini e il discredito dovuti alla confusione causata dall'imporsi di quella tendenza di sincretismo religioso che va sotto il nome di "New Age".
La domanda, tutt'altro che oziosa, è il caso dunque di porsela in occasione della ristampa di questo saggio di Giuseppe Gangi. Non è contraddittorio, paradossale, forse assurdo parlare di certi argomenti in un'epoca come questa, nata sotto il segno dei computer, dei microprocessori, dell'elaboratore elettronico, "media" che, moltiplicando in modo inverosimile le capacità "razionali" dell'individuo, in apparenza inducono ad avere della Realtà una visione sempre più unidirezionale?
No, non è né paradossale, né assurdo, né contraddittorio, perché - a veder bene - cosa c'è di più "esoterico" dell'universo del computer?
Diffusissimo sì, ma in realtà perfettamente "ignoto" nei suoi meccanismi teorici e pratici e per molte sue funzioni alla grandissima maggioranza dei suoi utilizzatori, esattamente come il famigerato telefono cellulare, divenuto ormai una specie di indispensabile nuovo "organo" dell'essere umano.
Come spesso accade gli estremi si toccano e, volendo seguire una certa logica, ecco che esistono fra questi due mondi esteriormente (e concretamente) così lontani fra loro - quello delle pratiche che permettono l'ingresso in uno stato psichico, cioè un mondo spirituale, e quello della tecnica, dell'appendice meccanica (qui elettronica) dell'uomo, cioè un mondo "materiale" - parecchi punti in comune.
Per prima cosa, se per "esoterismo" intendiamo, come scrive Gangi nella sua introduzione, una dottrina che "fa entrare" in una "verità occulta", in un "significato nascosto", nulla è oggi più esoterico dell'informatica e della scienza dei calcolatori che sono comprese veramente a fondo soltanto da una ristretta "élite". Il computer, in realtà, "fa entrare" in un mondo segreto come quello dell'illusione elettronica, facendo diventare partecipi i suoi "fruitori" di verità e di realtà cui tutti gli altri sono esclusi. E questo avviene in una maniera onnicomprensiva (cioè, si riferisce almeno a tre sensi su cinque) che non è tipica di altre tecniche, e in una maniera attiva che surclassa la "fruizione" passiva di cinema e televisione. Si pensi solo al potere che hanno oggi i videogame sui giovani e sui non più giovani, e la cui potenza di assuefazione, si potrebbe dire "ipnotica", supera di molto quella dei vecchissimi flipper, precursori di questo genere d'intrattenimento, e dei successivi "giochi di ruolo".
Inoltre, l'universo dei computer crea una vera e propria "società segreta laica" del tipo di quella di cui parla Gangi all'inizio del capitolo sull'esoterismo contemporaneo, con i suoi riti, le sue gerarchie, le sue parole d'ordine, assai più di ogni altra moda contemporanea. Diciamo che sta creando una specie di "corporazione": si pensi soltanto alle varie sette di "hacker", i pirati informatici, che si considerano dei geni al di là di ogni regola e norma, cui tutto è permesso nell'ambito dell'informatica e della Rete.
A costoro essa offre, come si è accennato, una sensazione di onnipotenza, di sapere segreto, di detenere una conoscenza ad altri negata, molto superiore alle innumerevoli specializzazioni del mondo moderno. Allo stesso tempo, specie tra le migliaia, i milioni di persone che si dilettano ogni giorno di videogiochi, offre una Realtà - non più quella quotidiana - che si è sviluppata un poco alla volta dall'immagine puntiforme elettronica all'immagine tipo quella dei cartoni animati (quindi più vicina al "vero") sino ad una quasi perfetta tridimensionalità (quasi "vera") che, grazie alla "Virtuality", sta portando alla "personalizzazione" totale del videogame con l'inserimento del volto dell'anonimo giocatore in quello del protagonista che appare sullo schermo.
In questa maniera l'identificazione è completa e sempre più il computer assume quella funzione di Secondo lo elettronico che molti sociologi si sono accorti sta prendendo, in specie tra i più giovani che hanno un rapporto intenso con questo strumento. Una proiezione della propria personalità in una Realtà fittizia e irreale, il suo potenziamento, il suo assurgere ad uno status (in apparenza) superiore alla Realtà reale che ci circonda. Una specie di Mondo Secondario alternativo a quello Primario.
Se, dunque, una scienza modernissima come l'informatica (e i mezzi di cui essa si serve, come i calcolatori) offre un esoterismo ancorché "sui generis", perché non si dovrebbe essere autorizzati a parlare di un esoterismo vero e proprio, di quello che opera sullo spirito e non sulla materia? Ecco dunque che il libro di Giuseppe Gangi ci offre un'introduzione all'argomento con l'avvertenza per il lettore interessato ad approfondire le questioni qui affrontate con altri testi, ad esempio con la "Storia delle dottrine esoteriche" di Jacques Marqués-Rivière, pubblicato nella collana "I classici dell'occulto" delle Edizioni Mediterranee. Il panorama che Gangi offre, infatti, pur se serio non poteva che essere generale, altrimenti sarebbero state necessarie varie altre centinaia di pagine.
Stante, dunque, questa situazione oggettiva (anche se forse non da tutti percepibile) di "esoterismo" laico e tecnologico, di "società segrete" scientifiche che si organizzano secondo struttura, gerarchia e motivazioni ideali che un tempo erano tipiche della Carboneria e della Massoneria, non c'è da stupirsi che rimanga vivo e vegeto un interesse più profondo per il vero esoterismo, quello che conduce ad un accrescimento dello spirito, dell'Io, ad un raggiungimento di uno status superiore, e che ci siano persone le quali partecipino a società segrete iniziatiche nel vero senso del termine. Naturalmente c'è qui il punto, come ha sempre rilevato Julius Evola, che l'iniziazione nel mondo moderno è assolutamente problematica: l'atmosfera generale non essendo favorevole e mancando spesso uno, se non entrambi, i termini della questione, l'iniziatore e l'iniziando (in quanto è da ritenersi praticamente esclusa un'iniziazione virtuale o "autoiniziazione"). Dove sono oggi i "Maestri", sia in Oriente che in Occidente? Dove le "catene" che trasmettono una vera iniziazione? Neppure la Massoneiia, come notava a suo tempo sempre Evola, è riuscita a sottrarsi al degrado generale, e oggi di "iniziatico" e di "esoterico" non ha più nulla, indipendentemente dai casi giudiziari per i quali, in tempi abbastanza recenti, è balzata agli onori (o ai disonori) delle cronache in Italia. La ricostruzione che fa Gangi della sua storia è esatta, ma sono le conclusioni "ideali" quelle che contano, nonché i punti di riferimento "superiori" cui essa si volge. E il giudizio finale non è certo positivo.
Ciò non toglie che l'interesse diffuso per il vero esoterismo e la suggestione che argomenti consimili provocano ancora in un pubblico vasto, nonostante esso sia frastornato da "mode" e "miti" fasulli a un tanto la dozzina, indichi che proprio nel momento in cui sembra preponderante l'aspetto secolarizzato (e in fondo illusorio, proprio come l'immagine elettronica sullo schermo di un videogame, o la ricostruzione di una Realtà Virtuale) della nostra spengleriana "Zivilisation", proprio allora può rinascere un barlume di spiritualità che va al di là delle ciarlatanerie di coloro che ormai parecchi anni fa, all'inizio di questa moda, furono definiti dal compianto Pier Carpi "i mercanti dell'occulto".

Gianfranco De Turris
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