Il Mistero in Internet Chi siamo  Contatti   Site map    Cerca   Edicola Home  
EdicolaWeb 2006  
Nonsoloufo - Ufo and much moreClicca qui per prelevareARCHEOMISTERI - I quaderni di Atlantide
Cerca negli articoli
Consulta le rubriche
  Approfondimenti
  Archeologando
  Cercando il Graal
  Para Martia
  Atlante segreto
  Luci dei Maestri
  Decriptare la Bibbia
  Arcani enigmi
  Icone del tempo
  Altra dimensione
  Dal mondo eterno
  Viaggiatori del Sacro
  L'uomo e l'aldilà
  Oltre l'Orizzonte
  Approfondilibri
  Ufostorie
  Sentieri infiniti
  Usciamo dal tunnel
  Gli inserti stampabili
  Gli articoli dei lettori
  I racconti dei lettori
  La nostra Biblioteca

Consulta le riviste
  Hera
  Archeomisteri
  UFO Notiziario
  Stargate
  Notiziario Ufo
  Ufo Network
  Dossier Alieni
  Extraterrestre
  Ali Dorate

in realizzazione
Lo spazio dei lettori
  Appuntamenti
  Invia i tuoi articoli
  Invia i tuoi racconti
  Richieste di aiuto

 

LA NOSTRA BIBLIOTECA...
libri scelti da Francesco Di Blasi

HITLER E LA LANCIA DEL DESTINO
Il potere esoterico dell'arma
che trafisse il costato di Cristo


 
di Trevor Ravenscroft
Edizioni Mediterranee
pagg. 384 - 16 tavole fuori testo - € 15,90
Per ordinare: metti nel carrello

 

    parti precedenti:

L'ARGOMENTO »
FASCINO DEL MISTERO »
INTRODUZIONE ALL'EDIZIONE ITALIANA »
PROLOGO »

INTRODUZIONE:

In principio era il ricordo
L'uomo che avrebbe scritto questo libro, se non fosse morto prematuramente, era il dottor Walter Johannes Stein, uno scienziato e libero docente viennese, che durante la seconda guerra mondiale fu consigliere segreto di Sir Winston Churchill per quanto concerneva la mentalità e le motivazioni di Hitler e dei dirigenti del partito nazista.
Furono esercitate considerevoli pressioni per dissuadere il dottor Stein dal rivelare quanto costituisce ora il contenuto del presente volume; egli, tuttavia, non si lasciò influenzare dagli interventi esterni, neppure da quello di Churchill, il quale era convinto che l'aspetto occulto del Nazionalsocialismo non dovesse venir rivelato al grosso pubblico, in nessuna circostanza.
Il fatto che i processi di Norimberga non fossero riusciti a identificare la natura del male operante dietro la facciata del nazionalsocialismo lo convinse che avrebbero dovuto trascorrere ancora tre decenni, prima che si formasse un pubblico abbastanza vasto, in grado di comprendere i riti iniziatici e le pratiche di magia nera del nucleo elitario dei dirigenti tedeschi.
Stein constatò con tristezza che i procuratori generali alleati, in quei processi per i crimini contro l'umanità, non possedevano l'immaginazione morale necessaria per comprendere il volto apocalittico della civiltà nata in Germania tra le due guerre mondiali, una civiltà fondata su una "Weltanschauung" magica, che aveva sostituito la Svastica alla Croce. Comprese perché i giudici avevano concluso fra loro il tacito accordo di trattare gli accusati come se facessero parte integrante del sistema umanistico e cartesiano accettato dal mondo occidentale. Ammettere, sia pure per un istante, che cos'erano in realtà i loro nemici sconfitti, sollevare il velo per mostrare i veri motivi di un tale, sbalorditivo sovvertimento dei valori, avrebbe potuto esporre milioni di persone al pericolo di una corruzione terribile.
Il dottor Stein intuì che al livello politico più elevato era stata presa la decisione di spiegare i crimini più atroci della storia dell'umanità come risultati dell'aberrazione mentale e della perversione sistematica degli istinti. Si era ritenuto opportuno parlare in aridi termini psicoanalitici, quando si discutevano i motivi che avevano portato milioni di esseri umani nelle camere a gas, pur di non rivelare che tutto questo costituiva una parte integrante della devozione alle potenze del male.
La pubblicazione di "The Door of the Perception" di Aldous Huxley 1, annunciò quel nuovo orientamento dell'opinione pubblica che il dottor Stein aveva previsto da tempo, perché attaccava lo scetticismo dominante sulla validità dell'occultismo e dell'esistenza di livelli superiori della coscienza e di altre dimensioni temporali a portata della mente umana. Il geniale commento di Huxley alla sua stessa esperienza di coscienza trascendente sotto gli effetti della mescalina illuminava l'anatomia dello spazio interiore e proiettava l'idea che l'uomo è un ponte fra due mondi, quello terreno e quello sensibile. Inoltre, rendeva di pubblico dominio il fatto, sino ad allora poco conosciuto, che il cervello, il sistema nervoso e gli organi sensoriali costituiscono una barriera protettiva contro la schiacciante interferenza della "Mente Totale", e agiscono quale valvola riducente per razionalizzare "quel misero rigagnolo del tipo di coscienza che ci aiuta a rimanere vivi sulla superficie di questo particolare pianeta".
Benché non sia vissuto abbastanza a lungo per vedere il sorgere dell'"Era Psichedelica", il dottor Stein predisse che l'uso indiscriminato delle droghe capaci di espandere la mente si sarebbe diffuso negli Stati Uniti ed in Europa, aprendo a milioni di giovani una via pericolosa e illecita verso una rivelazione alla quale la stragrande maggioranza era del tutto impreparata. Egli era convinto che tale aspirazione ad un'esperienza trascendente la coscienza per mezzo delle droghe sarebbe stata la reazione inevitabile al fossilizzato dogmatismo religioso e alla compiacenza materialistica dell'ordine costituito dell'Occidente, che neppure gli eventi catastrofici della guerra hitleriana erano riusciti a scuotere 2.
Il dottor Stein intendeva lanciare la sua opera nel mondo contemporaneo, in cui risultavano sempre più numerosi quanti sono convinti che l'abituale condizione di coscienza ridotta non sia l'unica coscienza. Nell'estate del 1957, tre giorni dopo aver preso la decisione di incominciare a lavorare su questo libro, ebbe un collasso nello studio della sua abitazione londinese, e poco dopo morì in ospedale.
Incontrai per la prima volta il dottor Stein dopo aver scoperto un suo libro, "Das Neunte Jahrhundert" (Il nono secolo), che secondo me costituisce l'opera capitale sullo sfondo storico dei romanzi medievali del Graal. Nell'opera egli aveva dimostrato che la leggendaria ricerca del Santo Graal velava un'eccezionale via occidentale alla coscienza trascendente 3. Mi affascinò scoprire come aveva identificato molti dei personaggi del Graal, ritenuti leggendari, con personalità storiche viventi del tempo. Mi resi conto che il libro non era stato scritto secondo la forma abituale della speculazione storica, o mediante i riferimenti alle cronache medievali giunte fino a noi. Pervenni ben presto alla conclusione che quella messe di materiale storico era stata raccolta grazie ad una tecnica nuovissima di ricerca, che comportava il ricorso alle facoltà occulte e alla pratica dell'espansione della mente. Decisi di approfondire la cosa, e senza preavviso mi recai a fargli visita nella sua casa di Kensington.
Rammento con chiarezza che, mentre attendevo nel soggiorno di quella vecchia casa, mi chiedevo quale tipo d'uomo poteva essere l'autore della straordinaria opera sul Graal. La stanza in cui aspettavo che avesse terminato un colloquio nel suo studio, al piano di sopra, sembrava più il magazzino di un museo che un soggiorno. Pareva stesse per scoppiare, piena zeppa com'era di libri e di quadri. Intuii che all'inizio era stata una residenza provvisoria, in tempo di guerra, e che vi erano stati stipati quadri, libri, tesori d'arte e d'antiquariato che avevano visto ambienti più ricchi.
Gli scaffali erano disposti in modo tortuoso, per lasciare spazio a dipinti d'ogni grandezza e d'ogni genere, dagli impressionisti moderni alle opere medievali e bizantine. C'erano volumi dappertutto, persino sui pianerottoli di quella casa a cinque piani, e anche le ornate toelette del piano terreno erano piene di mucchi di libri che arrivavano fino al soffitto.
Un'enorme riproduzione della "Creazione di Adamo" di Michelangelo occupava un'intera parete laterale, sopra scaffali contenenti la più completa collezione privata di testi esoterici che avessi mai visto. Al posto d'onore, sopra il camino, c'era una riproduzione ingrandita del "Cavaliere Rosso del Graal" con la Sacra Lancia, di Rembrandt. Sulla mensola, una bellissima icona d'oro era circondata da una quantità di cristalli e di quarzi, che disputavano lo spazio a numerose fotografie di famose personalità politiche britanniche ed europee.
Entrò un uomo tra i cinquanta ed i sessant'anni; e si presentò. Era vestito dignitosamente nello stile della "City", e nulla sembrava indicare a prima vista che non era inglese, eccettuati gli occhiali montati in oro e appesi ad un nastrino fissato all'occhiello, che facevano pensare ai professori tedeschi. Gli occhi celesti, acuti e vivaci, brillavano sotto la sua fronte corrugata mentre mi accoglieva calorosamente, con una stretta di mano che serbava il fascino del vecchio mondo.
Dietro le sue gaie parole introduttive intuii una sincerità che m'indusse ad esporre, senza preamboli, le ragioni che mi avevano spinto a fargli visita. Il dottor Stein parlava con un lieve accento austriaco, non privo di garbo, e per quanto possedesse una conoscenza impressionante del vocabolario inglese, pronunciava certe parole complicate in modo quasi comico.
Gli spiegai che il motivo della mia visita era il suo libro sullo sfondo storico del Graal nel IX secolo, che avevo finito di leggere da poco. Gli dissi che, per ragioni su cui ero pronto a diffondermi se fosse stato necessario, mi ero convinto che il libro era stato scritto con l'aiuto di qualche forma di facoltà trascendente, simile a quella che aveva ispirato lo stesso Wolfram von Eschenbach a scrivere il suo romanzo del Graal, "Parzifal" 4.
Gli citai i versi che figurano oggi all'inizio del presente volume: "Aggiungerei altre parole sconosciute a questa storia, continuerei per voi quest'avventura. Ma se qualcuno mi chiede di farlo, non consideri questo come un libro. lo non conosco una sola lettera dell'alfabeto. Molti si procurano la materia delle loro narrazioni in tal modo, ma questa avventura, per procedere, non ha bisogno di libri. Piuttosto che qualcuno lo considerasse un libro, preferirei sedere nudo, senza un drappo, come siedo nel bagno... se non dimenticassi la foglia di fico!".
Riassunsi brevemente la mia interpretazione di queste parole, e osservai che il "mazzo di ramoscelli", spesso tradotto come "foglia di fico", era il simbolo dell'Iniziato occulto. A differenza dei suoi colleghi Minnesinger 5 del secolo XIII, dissi, Wolfram von Eschenbach faceva capire chiaramente che non aveva attinto la sua materia dai contemporanei, dalla tradizione popolare o dalla lettura delle cronache superstiti. Per tale ragione poneva in rilievo il fatto che non conosceva una sola lettera dell'alfabeto, perché intendeva far capire che il suo cosiddetto romanzo del Graal non era un libro normale, bensì un "documento iniziatico" dell'ordine più elevato.
Nel suo racconto vi erano molte indicazioni, collocate abilmente, dissi al mio attento ascoltatore, che rivelavano la vera fonte della sua ispirazione. Per esempio, il grandissimo trovatore ricordava che il suo maestro aveva frugato tutte le Cronache del XIII secolo per vedere dove mai era esistito un popolo votato alla purezza e degno di custodire il Graal. Egli lesse le Cronache delle terre di Bretagna, di Francia e d'Irlanda, e ad Anschau trovò la storia.
Ringraziai il dottor Stein per avere fatto osservare nel suo citato libro, che Anschau, spesso scritto erroneamente Anjou, non era una località fisica, bensì uno stato di coscienza trascendente. Richiamandosi alla Cronaca di Anschau, Wolfram von Eschenbach intendeva dire che gli eventi storici del passato potevano venire recuperati per mezzo di facoltà superiori. Egli spiegava che il suo maestro, nel secolo XIII, era capace di percepire direttamente gli eventi accaduti nel IX, per mezzo della visione chiaroveggente che infrangeva la sequenza temporale del processo storico. Insomma, la Cronaca di Anschau erano una forma di Cronaca Cosmica in cui passato, presente e futuro erano uniti in una dimensione superiore del tempo. E per leggere quella cronaca eterna - dice Wolfram von Eschenbach - il suo maestro "aveva imparato il suo abc senza l'arte della Magia; nera". In altre parole, aveva dovuto sviluppare in sé le facoltà necessarie senza far ricorso alle arti negromantiche.
Dissi al dottor Stein che ero giunto alla conclusione che la sua opera straordinariamente informata sullo sfondo storico del Graal nel IX secolo era stata realizzata grazie a facoltà analoghe, e che solo più tardi egli aveva cercato conferma per le sue scoperte mediante la ricerca storica e lo studio dei testi superstiti.
Il dottor Stein non reagì visibilmente ad un'affermazione così franca ed audace formulata da uno sconosciuto; attese, senza dire una parola, come se aspettasse che io proseguissi. Cominciai a sentire l'intensità del suo sguardo, che sembrava esprimere molte cose. Per spezzare l'imbarazzante silenzio seguito alle mie parole, cominciai a parlargli con una certa ricchezza di particolari dell'esperienza che avevo avuta dei livelli superiori della coscienza mentre mi trovavo in un campo di concentramento tedesco durante la guerra, e gli spiegai che quell'esperienza trascendente mi aveva guidato a studiare il Graal ed a fare ricerche sulla Lancia di Longino e sulla leggenda del destino del mondo, formatasi attorno a quell'arma.
Aprii una copia del suo libro, che avevo portato con me, alla pagina dove c'era un'illustrazione della "Heilige Lance" 6 del Tesoro degli Asburgo, ritenuta la Lancia con cui il centurione romano aveva trafitto il costato di Gesù Cristo. Riferii la mia visita al "Hofburg" di Vienna, sei mesi prima, per vedere la Lancia, ed espressi la convinzione che la leggenda legata al talismano fosse nata a causa del suo singolare effetto di catalizzatore della rivelazione di quegli stessi segreti del "Tempo", grazie ai quali egli aveva scritto il suo libro.
Adesso il dottor Stein era raggiante di gioia. "Rimanga a pranzo con me - fece - così potremo continuare questa discussione". Fu quello l'inizio di una amicizia destinata a durare dieci anni, nei quali, sotto la sua guida esperta, io imparai "l'abc del Graal senza l'arte della magia nera", in quell'edificio che divenne per me una seconda casa.
Rimasi in stretto contatto con il dottor Stein fino alla sua morte, avvenuta nel 1957; spesso rimanevo per settimane intere nella sua casa di Kensington, e tuttavia dovettero trascorrere diversi anni, prima che cominciassi a farmi un quadro completo della sua vita straordinaria. Non amava parlare di sé, e non era il tipo che si lasciava indurre a rispondere a domande dirette. Per tutto quel periodo, mi sembrò di essere impegnato a mettere insieme i pezzi di un rompicapo complicatissimo, senza avere idea dell'immagine che ne sarebbe uscita alla fine. Alcuni pezzi non sembravano appartenere alla stessa vita di quell'uomo.
Era nato a Vienna nel 1891 ed era il secondogenito di un ricco ed influente avvocato viennese, specializzato in diritto internazionale. Dopo essersi laureato in scienze al Politecnico di Vienna, preparò la dissertazione per conseguire la libera docenza. L'opera, che in seguito venne pubblicata in Germania in volume, riferiva nove livelli superiori della coscienza agli organi fisici e alla biochimica del corpo, anticipando di mezzo secolo le ricerche dell'Istituto di Ricerche Psicofisiche di Oxford, fondato recentemente.
Per qualche tempo si era interessato soprattutto alla storia dell'arte, in rapporto all'evoluzione della coscienza umana. Le sue ricerche in questo campo lo condussero ad una intensa attività in archeologia e nell'interpretazione dell'arte e dell'architettura antiche. Durante un ampio giro di conferenze in Asia Minore, fu ospite del dittatore turco Kemal Atatürk, e convinse il "Lupo Grigio" a far restaurare gli affreschi bizantini in tutte le antiche chiese e cattedrali cristiane, trasformate in moschee dopo la conquista islamica di Costantinopoli, avvenuta cinquecento anni prima.
Il dottor Stein si fece una salda reputazione negli ambienti accademici tedeschi grazie alle sue ricerche sulla storia medievale; tuttavia arrivò in Gran Bretagna come economista, accompagnando re Leopoldo del Belgio nella visita di Stato a Londra nel 1936. Tra l'altro, contribuì alla stesura del famoso discorso che il re belga tenne alla "Guildhall", e che per la prima volta proponeva l'idea di un Mercato Comune Europeo.
Sebbene fosse stato decorato al valor militare come ufficiale austriaco, combattente sul fronte russo durante la prima guerra mondiale, nella seconda fu un agente dell'"Intelligence Service" britannico, e portò dal continente i piani dell'invasione tedesca dell'Inghilterra, l'"Operazione Leone Marino" 7.
Questi diversi pezzi del rompicapo emergevano inaspettati nel corso delle nostre conversazioni. Per esempio, un giorno gli stavo parlando del tentativo di assassinare il generale Rommel nell'Africa settentrionale, e dissi che avevo fatto parte dei "Commandos" agli ordini del tenente colonnello Geoffrey Keyes, poi decorato con la "Victoria Cross", che aveva comandato quell'impresa. Rimasi sorpreso nell'apprendere che il dottor Stein era amico personale del padre di Geoffrey, l'ammiraglio Sir Roger Keyes, il quale aveva dirette le operazioni congiunte nella prima fase della guerra. Scoprii in tal modo che Sir Winston Churchill aveva ordinato all'ammiraglio Keyes di accompagnare il dottor Stein in una visita segreta a Bruxelles, durante la guerra, per convincere il re del Belgio ad aprire il suo paese agli eserciti alleati, allo scopo di evitare che la Linea Maginot fosse superata con un'avanzata sul fianco, nel caso che i tedeschi avessero violato la neutralità belga.
C'era un unico filo conduttore, nell'intera vita di Stein, che dava un significato particolare a tutte le sue diverse attività: un profondo, ardente interesse per l'Occultismo. Aveva incominciato ad interessarsi al mistero del Santo Graal e della Lancia di Longino quando ancora studiava all'Università di Vienna. A seguito di tali ricerche aveva conosciuto Adolf Hitler, il quale a quei tempi era uno spostato che viveva in un dormitorio pubblico viennese. Infatti, nei quattro anni precedenti lo scoppio della prima guerra mondiale, anche Hitler aveva scoperto la leggenda del destino storico del mondo, legata alla Lancia custodita nel Tesoro degli Asburgo, e già allora, poco più che ventenne, sognava il giorno in cui l'avrebbe rivendicata quale talismano del potere mondiale.
Fino ad oggi è stato pubblicato pochissimo, a proposito di questo periodo della vita di Hitler: vi è solo un altro testimone attendibile, un certo August Kubizek, con cui il futuro Führer divise l'alloggio per qualche tempo, nel 1909, prima di andarsene senza neppure salutare. Kubizek, che era stato compagno di scuola di Hitler a Linz e si era diplomato all'Accademia Musicale di Vienna, lo cercò nella capitale austriaca, durante i quattro anni successivi, ma senza trovarlo.
Tutti i biografi di Hitler hanno ritenuto che gli anni dal 1909 al 1913 furono i più negativi e meno determinanti della sua esistenza: anni in cui era impegnato esclusivamente a vivere una vita di miseria e a vendere acquarelli agli angoli delle strade. Tuttavia, lo stesso Hitler affermò più tardi nella sua autobiografia, "Mein Kampf", che quelli furono gli anni formativi più importanti, nei quali imparò tutto ciò che gli occorreva sapere per assumere poi la guida del partito nazionalsocialista.
Il dottor Stein mi confermò che questa particolare affermazione di Hitler in "Mein Kampf" era del tutto esatta, perché a quell'epoca egli stesso aveva potuto constatare che Hitler aveva conseguito livelli superiori di coscienza per mezzo di droghe, e aveva compiuto un profondo studio dell'occultismo e della magia rituale del Medio Evo, discutendo con lui tutta la gamma di letture politiche, storiche e filosofiche grazie alle quali aveva formulato quella che sarebbe diventata in seguito la "Weltanschauung" del nazismo.
Il legame tra il dottor Stein e Adolf Hitler non finì a Vienna. Lo studioso seguì da vicino la fondazione del NSDAP ed i rapporti tra Adolf Hitler ed i tre sinistri personaggi che lo prepararono alla fulmine a ascesa al potere: Dietrich Eckart, Houston Stuart Chamberlain ed il professor Karl Haushofer.
Quando il "Reichsführer SS" Heinrich Himmler ordinò l'arresto del dottor Stein a Stoccarda, nel 1933, per costringerlo a collaborare con l'Ufficio Occulto delle SS, quello fuggì dalla Germania e portò in Gran Bretagna la più autorevole conoscenza dell'occultismo nazista. Dire di più in questa breve introduzione significherebbe anticipare il contenuto del presente volume.

Note:
1. Tr. it.: "La parte della percezione", Mondadori, Milano 1958 (N.d.C.).
2. Concetti più o meno simili sull'uso (e significato dell'uso) della droga sulla "barriera mentale", comunque ben più approfonditi nell'ambito di una "visione del mondo" tradizionale, sono espressi sia da René Guénon che da Julius Evola (N.d.C.).
3. E proprio le origini "occidentali" del mito del Graal sono rivendicate sin dal 1937 da Evola nel suo "Il mistero del Graal" Edizioni Mediterranee, Roma 1997 (N.d.C.).
4. Tr. it.: "Parzifal", UTET, Torino 1982 (N.d.C.).
5. I "cantori d'amore", cioè i poeti lirici cortesi tedeschi del Medio Evo (N.d.C.).
6. In tedesco: "Sacra Lancia" (N. d.C.).
7. Di cui le incursioni aeree note come la "Battaglia d'Inghilterra" erano la premessa, e che non venne mai attuata (N.d.C.).

parti seguenti:    

INDICE »

									

vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

  invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home

  aggiungi Edicolaweb a Preferiti


									Copyright © 2006 EdicolaWeb - Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.
									
[Edicola home][Archeomisteri home][inizio articolo]  Tutti i libri
  della nostra Biblioteca
[Edicola home][Archeomisteri home][inizio articolo]
 
UFO NOTIZIARIO - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
HERA - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
AREA DI CONFINE - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
Editori amici di Edicolaweb
Eremon Edizioni - www.eremonedizioni.it
Nostre realizzazioni



  BibbiaWeb

  Interkosmos

  OdontoStudio

La civiltà di Marte - Gianni Viola
Il plico misterioso - Un caso di abduction - Maja Ricci Andreini
www.majaricciandreini.com

Edicola Home | Chi siamo | Contatti | Site map | Cerca | Registrazioni | Links | Appuntamenti
info@edicolaweb.net  
Per i contenuti tutti i diritti sono riservati alle società proprietarie delle riviste pubblicate
EdicolaWeb
hosting hardware Editore Hera, I Misteri di Hera, Area di Confine Eremon Edizioni