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RENNES LE CHÂTEAU PORTA DEI MISTERI

 
di Massimo Barbetta
Edizioni Mediterranee
pagg. 200 - 65 foto - 15 disegni - € 14,50
Per ordinare: www.ediz-mediterranee.com

 

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CAPITOLO 1 - L'AMBIENTE STORICO-GEOGRAFICO:

Rennes-le-Château e i suoi inquietanti enigmi
Rennes-Ie-Chàteau, un piccolo borgo situato nei Pirenei francesi, a 550 metri d'altitudine, nella regione del Razès, nel dipartimento dell' Aude, in Linguadoca, ha appassionato molti scrittori e un vasto pubblico, sempre in aumento negli ultimi anni. Sono, infatti, migliaia le persone che ogni anno si recano a visitare questo sperduto luogo di 90 abitanti ai piedi del versante francese dei Pirenei.
Responsabile di questo interesse, talora spasmodico, dei visitatori, è una vicenda di per se stessa già strana, come sicuramente inconsuete sono molte caratteristiche di questa regione, che è stata sostenuta e incrementata da molti autori e libri che hanno creato un vero e proprio "affaire".

Nella vicenda di Rennes-le-Chàteau abbiamo tutta una serie di eventi strani.
Non mancano così i preti assassinati, alcuni perché sapevano già troppo e altri perché volevano sapere troppo. Gli stessi e altri sacerdoti hanno avuto a disposizione, o gestito, quantità di denaro enormi per l'epoca, di cui nessuno è riuscito a chiarire la provenienza, specie considerando gli stipendi medi dei curati di campagna. Sono poi presenti bizzarri comportamenti di alcuni sacerdoti che sembrano dimostrare inconsueti interessi per i Druidi, i sacerdoti dei Celti. Tutta la vicenda e la zona di Rennes-Ie-Chàteau è permeata da lapidi, iscrizioni ed epigrafi inconsuete, con insoliti vocaboli, interpunzioni e accentuazioni forzate, sintassi o grammatica errata. Nel contesto di un'ambiguità di fondo, dove il gioco di parole tra il greco, il latino e il francese diventa un vero leit-motiv per affermare una cosa e suggerirne velatamente altre, è presente un gusto quasi parossistico delle crittografie, delle sciarade, dei rebus, degli intarsi, dove le parole diventano numeri e i numeri divengono parole.
Cavalcando alcuni aspetti di questa strana vicenda alcuni autori hanno spostato l'attenzione sulla storia della Francia, sulla politica, sulle sette segrete, sui Rosa+Croce, sulla massoneria e quant'altro. Non sempre, quindi, gli argomenti che vengono associati all'enigma di Rennes-le-Château finiscono per chiarificarne gli quindi, gli argomenti che vengono associati all'enigma Rennes-le-Château finiscono per chiarificarne gli aspetti ma, anzi, lo complicano, allargando vieppiù i campi di indagine.
Per comprendere alcuni aspetti dell'intricata vicenda di Rennes-le-Château occorre considerare il background storico di questa zona.

L'aspetto storico
Abitata già in epoca preistorica, come testimoniano gli insediamenti neolitici scoperti nella zona, la regione di Rennes era popolata dal 700 a.C. dalla tribù dei Redoni, di origine belga, il cui nome proviene dalla radice "Eire + Danu", appartenenti al più nutrito gruppo etnico dei Tectosagi. Come recentemente confermato dal prof. Andrea Barattolo, archeologo dell'Università di Macerata, nel sito di Rennes-le-Château sono stati rinvenuti resti archeologici di terrecotte di origine greca, risalenti al VI secolo a.C.
Non lontano da Rennes-les-Bains e da Carcassonne si trovava un borgo conosciuto poi dai Romani con il nome di "Rhedae". Alcuni autori hanno proposto che la frase di Strabone "Un tempio dedicato a Diana si innalzava al di sopra della fortezza di Ra" si riferisca proprio all'antica Rennes-le-Château. Il termine "Rhedae" derivava dalla lettera runica "Raida", che significa "ruota" ed, in senso più ampio, "carro". Il tema della ruota per i Celti era connesso all'eterno fluire del tempo e, in questo senso, al tema del viaggio dell'anima dopo la morte. Ma, come testimoniano i monili, gli amuleti e gli oggetti rituali ritrovati, i Celti erano ossessionati dall'idea di sfuggirvi, in un utopistico e ripetitivo interesse per la Resurrezione. Tale tentativo era estremamente evidente nell'ambito dei "Cromleck", i cerchi megalitici eretti in luoghi pianeggianti dai Celti. Questi ultimi adorarono, tra gli altri, anche il dio Artio, correlato all'Orso, così come all'Orso sono correlati sia il nome di re Artù che la mitica Arcadia.
Nel 122 a.C. la zona di Narbonne passa sotto il dominio romano con il nome di Gallia Narbonense e molte sono le testimonianze lasciate dai Romani, non ultime le consuete e precise strade romane, che verranno poi inserite, durante il Medioevo, nel contesto del "Cammino per Santiago de Compostela". I Romani, che erano soliti abbandonare i santuari e le acropoli a sfondo astronomico di origine celtica, situati su colli e alture, inspiegabilmente, come ci riferisce il prof. Barattolo, non solo non lasciano il sito di Rhedae, ma anzi lo rendono un "oppidum", mostrando tracce di colonizzazione durante la dominazione romana, come emerso dai ritrovamenti archeologici.
Alla fine dell'Impero romano furono i Visigoti a prendere possesso di questa zona nel IV secolo d.C. e a fortificare Rhedae, nell'ambito di un territorio che comprendeva sette città, e che, perciò, sarà chiamato "Settimania". All'inizio del V secolo d.C. i Visigoti vengono sconfitti dai Merovingi e costretti a rifugiarsi al di là dei Pirenei, in Spagna. I Merovingi diventano così i signori di questa regione e Rhedae assume l'aspetto di una città fortificata di quasi 10.000 abitanti. Dotati di poteri particolari, forse pranoterapeutici, forse taumaturgici, i re merovingi erano soliti praticare un foro nel cranio dei sovrani defunti per consentire all'anima di uscire dal corpo e di raggiungere l'essenza divina. Passata poi sotto il dominio dei Franchi carolingi, Rhedae, pur conservando un prestigio storico-religioso, perse progressivamente la propria importanza politica a vantaggio di Limoux. Dopo la conquista provvisoria degli Aragonesi nel 1170, Rennes passa alla famiglia dei Trencavel, e poi a quella dei Voisins fino alla Crociata contro i Catari, conclusa con la presa di Montségur nel 1244. Passata poi sotto la famiglia degli Hautpoul e in seguito a quella dei Blanchefort, Rennes-le-Château trova finalmente un po' di pace per quasi 200 anni, fino all'attuale esplosione di notorietà.
In questa zona è presente una notevole considerazione per la figura della Maddalena. Infatti, la zona di Rennes-le-Château, come tutta la Provenza, era ed è molto legata al culto di Maddalena. Questa figura evangelica, assai bistrattata, invero, dalla Chiesa cattolica, assurge qui a un ruolo di protagonista come compagna di Gesù.
Tuttavia, la leggenda secondo cui Maddalena, fuggita da Gerusalemme, si fosse rifugiata in questi luoghi, approdando a Marsiglia, fa intendere che nella regione della Francia meridionale ci fosse una preesistente colonia di Ebrei. Nel corso degli anni, con alterne fortune, questa comunità si era consolidata, sia come presenza etnica che come potenza commerciale e considerazione culturale.
Si sa che il territorio della Linguadoca tra il VI e l 'VIII secolo d.C. divenne una regione autonoma che prese il nome di Ducato di Septimania e che sopravvisse anche alla successiva dominazione araba. Sotto la guida di Guillem de Gellone, sovrano di probabile lontana origine ebraica, la Septimania prosperò per qualche secolo. Tale presenza storica, seppure persa nella notte dei tempi, fornisce ancora oggi delle evenienze architettoniche in chiese ed edifici vari che fanno ricordare il passato.
Nel territorio intorno a Rennes-Ie-Chàteau, infatti, è facile trovare tuttora, in antichi edifici, il Sigillo di Salomone o Stella di Davide. Questa stella ha un profilo esagonale e mostra, di conseguenza, sei punte, differenziandosi dalla "consueta", per noi, stella egiziana a cinque punte.
Il Sigillo di re Salomone, costruttore del famoso e ormai epico Tempio, è formato da due triangoli equilateri intrecciati.
Sappiamo che uno dei modi più sorprendenti degli Ebrei di codificare in forma numerica le parole è sicuramente la Cabbalah, ma rileviamo anche come uno dei capisaldi della loro etica morale non potesse prescindere dall"'Albero delle Sephiroth", una rappresentazione simbolica di una serie di virtù comportamentali e metafisiche raggruppate in una specifica sequenza.

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